martedì 20 ottobre 2026

Sasso Marconi, taglio degli alberi in viale Europa. Legambiente scrive al sindaco: «Così si contrasta la salvaguardia del patrimonio naturale»

Ubaldo Radicchi, del Circolo Legambiente Setta Samoggia Reno, chiede chiarimenti sugli interventi effettuati e manifesta contrarietà: «Così si contrasta la lotta alle isole di calore e la tutela del verde esistente».



I tagli degli alberi in viale Europa, a Sasso Marconi, finiscono al centro di una presa di posizione del Circolo Legambiente Setta Samoggia Reno.

Ubaldo Radicchi, in una lettera indirizzata al sindaco, esprime dubbi e sconcerto per quanto accaduto e chiede all’Amministrazione comunale di chiarire le ragioni degli interventi. 

«Egregio signor sindaco di Sasso Marconi – scrive Radicchi – la presente per esprimere dubbi e sconcerto dopo aver constatato quanto avvenuto in viale Europa, documentato dalle fotografie che allego».

Il rappresentante di Legambiente chiede quindi spiegazioni sui motivi dei tagli, manifestando al contempo la propria contrarietà a un provvedimento che, a suo giudizio, appare in contrasto con gli obiettivi di tutela ambientale che dovrebbero essere condivisi dall’Amministrazione e dalla comunità.


«Esprimo la massima contrarietà a un intervento che contrasta con gli obiettivi che questa Amministrazione, insieme alla comunità, ha – o dovrebbe avere, visto quanto accaduto –: contrastare le isole di calore, salvaguardare il patrimonio  naturale esistente e favorire lo sviluppo di nuovo verde».

La lettera si chiude con un riferimento al progetto del futuro Parco fluviale, rispetto al quale Radicchi solleva interrogativi sulla coerenza degli interventi realizzati con gli obiettivi di valorizzazione e tutela ambientale annunciati.

«Se queste sono le premesse per il futuro Parco fluviale, direi che sono quanto meno discutibili», osserva, concludendo con una richiesta di riscontro al primo cittadino: «Rimango in attesa dei Suoi commenti, per i quali La ringrazio».

Il basket porrettano saluta Maurizio Cremonini

 




di Roberto Giusti


La scomparsa di Maurizio Cremonini, Responsabile Nazionale del Settore Minibasket della Federazione Italiana Pallacanestro, lascia un vuoto profondo nel mondo della palla a spicchi. Aveva 70 anni, e da oltre trent’anni dedicava il proprio impegno alla formazione degli istruttori e all’insegnamento del basket ai più piccoli.
A Porretta Terme, però, il suo ricordo è legato anche a un rapporto diretto con il territorio, costruito attraverso iniziative sportive, progetti educativi, amicizia e momenti di formazione che hanno coinvolto tutta la comunità cestistica locale.

Uno dei primi momenti significativi risale al luglio 2022, quando Porretta Terme ospitò il primo Torneo Street Basket locale, organizzato da Dynamo Sport in collaborazione con IBBW e la società ASD Trottola Sport, e con il supporto della FIP e del Comune di Alto Reno Terme. L’iniziativa si inseriva nella Dynamo Sport Week, una settimana dedicata alla pallacanestro che coinvolgeva circa 150 giovani cestisti, con la giornata che fu anche l’occasione per accompagnare una delegazione di circa 40 bambini e bambine in visita al Santuario della Madonna del Ponte, dove si trova il Sacrario del Cestista, luogo simbolico per la storia e la memoria del basket italiano con la presenza dello stesso Maurizio Cremonini e Giacomo Galanda.
Proprio Cremonini sottolineò il valore di quella visita, spiegando come, attraverso le testimonianze del mondo della pallacanestro custodite nel Santuario, i ragazzi avessero percepito un forte senso di appartenenza, sentendosi «a casa propria» non soltanto sul piano emotivo. Parole che raccontano bene la sua visione di questo mondo, inteso non solo come avviamento alla pratica sportiva, ma come occasione di crescita, educazione e costruzione di relazioni.

Sempre nel luglio 2022, nell’ambito delle iniziative promosse dalla Consulta permanente della Patrona del Basket di Porretta Terme, Cremonini fu protagonista anche della Festa Minibasket organizzata insieme a Galanda: fu un appuntamento pensato soprattutto per contribuire a rilanciare il Santuario e valorizzarne il riconoscimento come luogo di riferimento per la pallacanestro, rafforzando il legame tra il paese e la sua cultura cestistica. Il rapporto con Porretta è poi proseguito negli anni successivi, ad esempio nel marzo 2023 quando il territorio fu coinvolto nel progetto nazionale “Camminare Insieme”, promosso dal Settore Minibasket della FIP e guidato proprio da lui. In questo percorso, lo staff tecnico nazionale incontrò bambini, istruttori e genitori della società Trottola in una giornata dedicata al confronto e alla formazione, mettendo al centro il benessere dei più piccoli e il ruolo educativo di chi li accompagna nel loro percorso sportivo.

Cremonini tornò poi a essere protagonista anche nel settembre 2025, quando prese il via a Porretta Terme il corso per Allenatore Regionale in Formazione della provincia di Bologna. L’iniziativa, promossa anche grazie al suo impulso, registrò oltre trenta iscrizioni e si svolse al Pala ITIS con il coinvolgimento del Comitato Nazionale Allenatori, dell’ASD Trottola Sport e del Comune di Alto Reno Terme. Un risultato importante per il territorio, che ha potuto ospitare un percorso di formazione rivolto a chi desidera crescere come tecnico e contribuire allo sviluppo della pallacanestro.

Per la stessa Polisportiva Trottola e per il basket porrettano, dunque, il saluto a Maurizio Cremonini non è soltanto quello rivolto a un grande dirigente e formatore della pallacanestro italiana, ma anche  ricordo di una persona conosciuta direttamente sul campo, capace di portare sul territorio competenze, entusiasmo e una particolare attenzione ai bisogni dei bambini: una speciale eredità educativa che continuerà a vivere nel lavoro quotidiano di istruttori, società e volontari.

“L’ASD Trottola Sport - si legge in un comunicato della società - si unisce al cordoglio di tutta la pallacanestro italiana per la scomparsa di Maurizio Cremonini, Responsabile Nazionale del Settore Minibasket FIP, all’età di 70 anni. Per la nostra società è stato un grande piacere e un enorme privilegio conoscerlo personalmente e ospitarlo a Porretta Terme in occasione del corso per istruttori minibasket da lui organizzato e del progetto “Camminare Insieme” nella stagione sportiva 2022/2023: il suo impegno nella formazione e la sua attenzione alla crescita dei più piccoli hanno lasciato un segno indelebile anche nella nostra realtà sportiva. La società rivolge le più sentite condoglianze alla moglie Rosi, ai figli Andrea e Marco e a tutti i suoi familiari e cari. 

Ciao Maurizio”

Sasso Marconi, scontro frontale sul raccordo autostradale: muore un finanziere, tre feriti gravi



Un violento scontro frontale tra due auto, avvenuto intorno alle 12 di oggi sul raccordo autostradale di Sasso Marconi, è costato la vita a un militare della Guardia di Finanza. Altre tre persone,  due finanzieri e una giovane donna, sono rimaste gravemente ferite.

Secondo una prima ricostruzione, nell'incidente sono rimaste coinvolte due vetture: un'auto con a bordo tre militari della Guardia di Finanza, diretta verso il casello della A1 di Cinque Cerri, e una Peugeot che procedeva in senso opposto, alla cui guida si trovava una giovane donna. Per cause ancora in corso di accertamento, i due veicoli si sono scontrati frontalmente. L'impatto è stato violentissimo.

Immediato l'allarme. Sul posto sono intervenuti l'auto medica di Cinque Cerri, le Pubbliche Assistenze di Sasso Marconi e di Vado, ciascuna con un'ambulanza, i Vigili del Fuoco, la Polizia Stradale e l'elisoccorso, atterrato nella piazzola dell'ex casello autostradale di Sasso Marconi.

Il bilancio è pesantissimo: uno dei finanzieri è morto sul colpo, mentre gli altri due militari e la giovane conducente della Peugeot hanno riportato ferite molto gravi. I tre feriti sono stati liberati dalle lamiere contorte dai Vigili del Fuoco, intervenuti per estrarli dagli abitacoli.

I due finanzieri feriti sono stati trasportati in ambulanza all'ospedale Maggiore di Bologna, mentre la giovane donna è stata trasferita nella stessa struttura con l'elisoccorso. Le sue condizioni sarebbero particolarmente gravi.

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c'è quella di un sorpasso azzardato, che potrebbe aver provocato l'invasione della corsia opposta. Si tratta, tuttavia, di una dinamica ancora da confermare. La Polizia Stradale ha effettuato i rilievi necessari per ricostruire con esattezza le cause e la sequenza dell'incidente.

Per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi, il raccordo autostradale è rimasto chiuso al traffico in entrambe le direzioni per circa due ore, con inevitabili ripercussioni sulla circolazione.

Guardia di Finanza, operazione “Money Mule”: denunciato un presunto “spallone” per riciclaggio di oltre mezzo milione di euro

L’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, ha ricostruito un sistema abusivo di raccolta e trasferimento di denaro all’estero. Richiesto il sequestro di circa 244 mila euro, ritenuti il profitto dell’attività illecita.



I finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno concluso un’articolata indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha permesso di ricostruire un presunto sistema abusivo di raccolta, trasferimento e riciclaggio di denaro verso l’estero.

L’operazione, denominata “Money Mule”, ha portato alla denuncia di un cittadino di origine gambiana, residente a Roma, e alla richiesta di sequestro di circa 244 mila euro, somma ritenuta riconducibile al profitto dell’attività illecita.

L’indagine è partita da un’analisi di rischio sui passeggeri in transito all’aeroporto Marconi di Bologna, dalla quale sono emerse significative anomalie tra il profilo reddituale e il patrimonio dell’uomo.

Nell’ottobre 2025, il controllo aveva già portato al sequestro amministrativo di circa 42 mila euro in contanti, abilmente occultati nei doppi fondi del bagaglio da viaggio, e alla denuncia dell’uomo per omessa dichiarazione fiscale.

I successivi approfondimenti investigativi avrebbero consentito di delineare il ruolo dell’indagato, che avrebbe agito come un vero e proprio “spallone”, trasportando denaro verso il Paese d’origine per conto di centinaia di connazionali. Per trasferire i fondi all’estero, avrebbe utilizzato il sistema informale noto come hawala, basato sulla fiducia e su una rete di intermediari, privo delle ordinarie garanzie di tracciabilità dei circuiti finanziari ufficiali.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nell’arco di due anni sarebbero stati movimentati circa 500 mila euro.

Alla luce degli elementi raccolti, l’indagato dovrà rispondere delle ipotesi di reato di esercizio abusivo di servizi di pagamento e riciclaggio.

L’operazione si inserisce nell’attività della Guardia di Finanza volta a contrastare l’abusivismo finanziario e il riciclaggio, attraverso l’individuazione dei flussi di denaro illeciti e la tutela della sicurezza economico-finanziaria del Paese.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dell’indagato potrà essere accertata in via definitiva soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.

Istituto Fantini di Vergato, la crisi resta aperta. Studenti fiduciosi, genitori preoccupati

 Al confronto promosso dalla Consulta territoriale hanno partecipato studenti, docenti, genitori, l’assessore all’istruzione Paola Sarti e un avvocato. Al centro le difficoltà organizzative, i rapporti con la dirigenza e le possibili vie d’uscita dalla crisi.



Anche un avvocato ha partecipato all’incontro promosso dalla Consulta territoriale di Vergato con le diverse componenti coinvolte nella crisi dell’Istituto Fantini: studenti, genitori e docenti. Una situazione culminata nello sciopero di tre giorni degli studenti e che continua a sollevare interrogativi sul funzionamento della scuola e sul clima al suo interno.

All’origine della protesta ci sono le difficoltà organizzative legate all’attività didattica e i problemi di comunicazione con la dirigenza. Criticità che, secondo quanto emerso, incidono pesantemente sul lavoro quotidiano e rischiano di compromettere la serenità necessaria a garantire un percorso formativo efficace.

L’incontro è stato organizzato per raccogliere le valutazioni delle diverse componenti, fare il punto sulla situazione e individuare una linea d’azione condivisa, nella prospettiva di superare le difficoltà.

La componente studentesca appare, al momento, quella più fiduciosa nella possibilità di una soluzione positiva. «Quattro dei nove punti da noi indicati nel documento presentato alla dirigenza sono stati accolti, accettati e risolti. Per gli altri cinque attendiamo una risposta. Siamo in attesa».

Gli studenti non hanno espresso apertamente un giudizio sulle prospettive del confronto, ma dalle loro parole è sembrata emergere una fiducia nella possibilità che anche le richieste ancora in sospeso possano trovare una risposta.

Il loro atteggiamento sembra dettato anche dal legame con l’istituto e dalla volontà di tutelarne l’immagine, puntando sul dialogo con la dirigenza per ottenere risposte concrete.

Da parte dei docenti è arrivata una precisazione sulle dimissioni dagli incarichi aggiuntivi rispetto all’attività didattica in classe. Il dissenso, è stato chiarito, non riguarda le iniziative di carattere culturale, didattico o sportivo, ma esclusivamente gli incarichi che comportano rapporti diretti con la dirigenza.

Una distinzione che mira a chiarire la portata della protesta e a evitare che la rinuncia agli incarichi venga interpretata come un rifiuto delle attività che arricchiscono l’offerta formativa della scuola.

Più severa la posizione dei genitori, che hanno sollevato la questione della possibilità di un avvicendamento alla guida dell’istituto. È stato ricordato che un eventuale cambio della dirigenza può essere disposto soltanto dall’Ufficio scolastico competente, al quale, a quanto riferito, sono già pervenute diverse segnalazioni da parte delle famiglie.

I genitori hanno inoltre sottolineato come la mancanza di riferimenti chiari e di comunicazioni dirette sull’organizzazione scolastica generi disorientamento. Una situazione che starebbe inducendo alcune famiglie, soprattutto quelle con figli iscritti al primo anno, a valutare l’ipotesi di trasferirli in un altro istituto.

La preoccupazione è legata soprattutto al rischio che le difficoltà in corso compromettano l’anno scolastico, rendendolo poco proficuo sul piano dell’apprendimento e, nel timore espresso da alcune famiglie, persino negativo sotto il profilo educativo.

Nel corso della riunione è intervenuto anche un avvocato, invitato da uno dei genitori, che ha posto l’attenzione sulla presenza di un carabiniere a un precedente incontro tra le componenti dell’istituto, svoltosi all’indomani dello sciopero studentesco.

Il legale ha espresso perplessità sull’opportunità di una presenza delle forze dell’ordine in un confronto di questo tipo, richiamando il principio secondo cui il loro intervento dovrebbe essere legato a esigenze di sicurezza e di tutela dell’incolumità. Ha inoltre invitato i partecipanti a non sottoscrivere il verbale della riunione.

Gli studenti hanno precisato di non aver firmato il documento perché, dopo averlo letto, avrebbero riscontrato diverse inesattezze. Hanno aggiunto che, anche in futuro, non intendono sottoscrivere verbali che non ritengano corrispondenti a quanto effettivamente avvenuto.

La presenza del carabiniere e le contestazioni relative al verbale rappresentano così un ulteriore elemento di tensione in una vicenda già segnata da rapporti difficili tra le diverse componenti scolastiche.

Soddisfatta dell’incontro, l’assessore Sarti ha espresso fiducia nella possibilità di giungere in tempi brevi a una soluzione della vicenda: «Confidiamo nella sensibilità degli organi competenti, affinché si attivino quanto prima per favorire una risoluzione attraverso un confronto concreto e costruttivo. Continueremo a seguire con attenzione la situazione, nella convinzione che la tutela degli studenti e delle famiglie debba rappresentare una priorità assoluta e condivisa. Siamo altresì fiduciosi che si possa ripristinare al più presto quel clima di serenità che ha consentito all’Istituto Fantini di ottenere, negli anni, numerosi riconoscimenti per la qualità dell’offerta formativa e per il lavoro svolto a favore degli studenti. Un percorso di valore che merita di essere tutelato e valorizzato, nell’interesse dell’intera comunità». 

Giorni decisivi per il futuro del Fantini

Dal confronto emerge un quadro articolato. Gli studenti sembrano mantenere un atteggiamento fiducioso e puntano sul dialogo per ottenere risposte alle richieste ancora aperte. I genitori, invece, appaiono molto preoccupati e temono che il protrarsi della crisi possa ripercuotersi negativamente sulla formazione dei loro figli.

Sul fondo restano le iniziative legali e le querele attribuite alla dirigenza, insieme al ricorso a un legale da parte di alcuni genitori. Il rischio è che il confronto, anziché concentrarsi sulla soluzione dei problemi organizzativi e didattici, si sposti progressivamente sul terreno delle contestazioni formali e delle verifiche giuridiche.

Per l’Istituto Fantini si apre dunque una fase particolarmente delicata. Le risposte della dirigenza alle richieste degli studenti, il ripristino di una comunicazione efficace e la ricostruzione di un clima di fiducia saranno passaggi fondamentali per capire se la crisi potrà essere superata e se la scuola riuscirà a ritrovare la serenità necessaria alla propria funzione educativa.