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venerdì 3 giugno 2016

Ingresso gratuito nell'antica città etrusca di Kainua e Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto, alla Villa Romana di Russi e all'area archeologica di Veleia Romana.


La Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna informa.

Come ogni prima domenica del mese, ingresso gratuito anche il 5 giugno nelle aree archeologiche gestite dalla Soprintendenza Archeologia dell'Emilia-Romagna.


Antica città di Kainua e Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto, aperto dalle 9 alle 18.30, area archeologica dalle 8 alle 19

Ciò che fa di Marzabotto, l’antica Kainua, una testimonianza unica nell’ambito della civiltà etrusca è la straordinaria conservazione dell’impianto originale della città, scandito da ampie strade che si incrociano ortogonalmente, suddividendo in modo regolare lo spazio urbano orientato secondo i canoni dell’etrusca disciplina.
La visita al sito si snoda, sullo sfondo dei calanchi, dai resti dell’abitato sul vasto pianoro, alle costruzioni sacre dell’acropoli, alle aree funerarie subito al di fuori della città dei vivi.
Il museo dedicato a Pompeo Aria, organizzatore del primo nucleo della collezione, raccoglie le testimonianze, ricche di suggestione, della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., con i ricchi corredi delle necropoli, le ricostruzioni di tetti e degli alzati delle case, le statuette votive in bronzo e una preziosa testa di Kouros, insieme a testimonianze dal territorio circostante, tra cui i ricchi corredi funerari da Sasso Marconi.
info 051 932353


Complesso archeologico della Villa Romana di Russi (RA) aperto dalle 14 alle 19 (ultimo ingresso 18.30).

Nato per lo sfruttamento agricolo dell'area nell'antichità, l’insediamento rustico di Russi é forse il più importante finora noto dell’Italia settentrionale. Conobbe il massimo splendore tra il I e il II sec. d.C. quando il complesso fu completamente ristrutturato, anche scenograficamente, da un proprietario probabilmente arricchitosi vendendo le eccedenze agricole alla flotta militare romana che, dall'epoca di Augusto, aveva sede a Ravenna. È in questo periodo che la villa, gestita da un liberto con mansioni di fattore (procurator) al comando di un gran numero di schiavi, esce dall’autosufficienza per diventare una vera a propria macchina produttiva. Le dimensioni della cucina comune la dicono lunga sull’entità del personale della villa nei momenti di maggiore impegno, come aratura e mietitura di cereali o raccolta e pigiatura dell'uva.
Il proprietario (dominus) viveva in villa saltuariamente ma il suo alloggio era comunque lussuoso, con sala da pranzo (triclinium), stanza per ricevere (tablinum), impianto termale e pavimenti a mosaico.
Dopo un periodo di decadenza coincidente con l’allontanamento della flotta militare, la villa è parzialmente rioccupata quando la corte imperiale si trasferisce a Ravenna (V e il VI sec.) per poi essere definitivamente abbandonata in epoca medievale.
info 0544 581357


Area archeologica e Antiquarium di Veleia. Lugagnano Val d'Arda (PC) aperti dalle 9 alle 19. 
 
I resti monumentali del municipium romano di Veleia sono tra i più suggestivi dell'Italia settentrionale.
Incastonata nelle colline piacentine, in un contesto naturalistico di assoluto valore, Veleia ruota attorno al proprio foro, la piazza circondata su tre lati da un portico su cui si aprivano botteghe e ambienti a destinazione pubblica, che Lucio Lucilio Prisco, uno dei due massimi magistrati locali, pavimentò con lastre d'arenaria ai tempi d'Augusto
Il pubblico può passeggiare tra i monumenti onorari e le vetuste architetture, tra l'edificio termale e i quartieri d’abitazione, e infine visitare il piccolo Antiquarium che, accanto ai calchi della Tabula Alimentaria traianea e della Lex de Gallia Cisalpina, espone i reperti che illustrano i momenti più significativi della storia di Veleia: le sue origini liguri, l'edificazione dei principali monumenti pubblici, le testimonianze degli arredi e dello stile di vita delle dimore private, i riti funerari e il ricordo degli spettacoli gladiatori. 
info 0523 807113




giovedì 13 agosto 2015

A Ferragosto, aperti tutto il giorno il museo e gli scavi della città etrusca di Marzabotto , la Villa Romana di Russi e l'area archeologica di Veleia.




La Soprintendenza Archeologia  dell’Emilia-Romagna informa:


Anche quest’anno, come ormai da copione, il 15 agosto il pubblico troverà aperte tutte le zone archeologiche dell'Emilia-Romagna dipendenti dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con tante iniziative.
Il Museo Nazionale Etrusco Pompeo Aria di Marzabotto (BO) sarà aperto dalle 9 alle 18.30 mentre l’area archeologica dell’antica città di Kainua sarà visitabile dalle 8 alle 19 (ingresso 3 euro). Il museo raccoglie le testimonianze della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C. mentre l’antica Kainua è un sito unico nell’ambito della civiltà etrusca con le sue ampie strade, i resti dell’abitato, i templi dell’acropoli e le necropoli fuori dalla città dei vivi. Inclusa nel biglietto la visita alla mostra "A tavola con gli Etruschi di Marzabotto", aperta fino al 10 gennaio 2016 e dedicata al tema del consumo del cibo nell'antichità, con particolare attenzione al mondo etrusco: dalle risorse dell’ambiente alla fauna e al paesaggio vegetale nell’età del Ferro, dalle abitudini alimentari a Marzabotto-Kainua alle stoviglie e manufatti d'uso quotidiano, dal cibo vero e proprio (acqua, olio, vino, cereali, etc) ai suoi aspetti simbolici, dai banchetti e servizi da simposio in Etruria ai culti di Dioniso-Fufluns, dio del vino e signore degli alberi e della fecondità
Aperti dalle 9 alle 19 l'Antiquarium e i resti monumentali dell’antico municipium romano di Veleia, a Lugagnano Val d’Arda, nel piacentino (ingresso 2 euro). Incastonata tra le colline piacentine, la città di Veleia ruota attorno al proprio foro, la piazza porticata su cui si aprivano botteghe e ambienti a destinazione pubblica. Il pubblico può passeggiare tra i monumenti onorari e le vetuste architetture, tra l'edificio termale e i quartieri d’abitazione e infine visitare il piccolo Antiquarium che espone i calchi della Tabula Alimentaria traianea e della Lex de Gallia Cisalpina nonché i reperti più significativi della sua storia
E siccome il termine Ferragosto deriva dalle feriae Augusti, la festività voluta nel 18 a.C. dall'imperatore Ottaviano Augusto per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli, un benvenuto particolare aspetta i visitatori nel complesso rustico di Russi.
Aperta dalle 9 alle 19 (domenica dalle 14 alle 19), la Villa Romana di Russi torna a vivere come 2000 anni fa ospitando, dalle 16 alle 19, la quinta edizione de Le ferie di Augusto, due giorni di rievocazioni in costume, laboratori di creta e tessitura, visite guidate e angolo giochi depoca (ultimo ingresso ore 18.30, biglietto 2 euro).
Nato per lo sfruttamento agricolo della zona, linsediamento rustico di Russi é forse il più importante dell’Italia settentrionale. Lalloggio del proprietario (dominus) disponeva di sala da pranzo (triclinium), stanza per ricevere (tablinum), impianto termale e pavimenti a mosaico.
Le ferie di Augusto sono promosse dalla Pro Loco di Russi in collaborazione con Comune di Russi, Gruppo Ravennate Archeologico e Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna

Maggiori informazioni sul sito www.archeobologna.beniculturali.it o direttamente ai siti.
Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto, Via Porrettana sud 13, tel. 051.932353
Zona archeologica di Veleia (PC), Strada Provinciale 14, località Veleia Romana, Lugagnano Val d’Arda, tel. 0523.807113
Villa Romana di Russi (RA), Via Fiumazzo, tel. 0544.581357.



giovedì 14 agosto 2014

Ferie di Augusto nella villa Romana di Russi domani 15 agosto, all’insegna del divertimento e della cultura con laboratori artigianali, visite guidate e assaggi di porchetta.



La Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, la Pro Loco di Russi, il Gruppo Ravennate Archeologico e il comune di Russi informano:


Nell'anno che celebra il bimillenario della morte dell’Imperatore Augusto, avvenuta a Nola nel 14 d.C., l’imperatore va menzionato anche per una festa nota a tutti, quel Ferragosto (da feriae Augusti) istituito proprio da lui nel 18 a.C. per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli.
E non c'è luogo migliore del complesso rustico della Villa Romana di Russi, nel ravennate, per ricordare l'origine pagana di questa festività che il calendario cattolico assegnerà poi all'Assunzione di Maria.
Domani, venerdì 15 agosto, dalle 17 alle 21 (ultimo ingresso ore 21), i volontari della Pro Loco di Russi e del Gruppo Ravennate Archeologico, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e il Comune di Russi, organizzano la quarta edizione de ‘Le Ferie di Augusto’, originale Ferragosto nell'area archeologica che conserva i resti dell'importante complesso residenziale e produttivo di età romana sviluppatosi per far fronte alle esigenze alimentari della flotta militare romana che, dall'epoca di Augusto, aveva sede a Ravenna.
A partire dalle  17 sarà possibile tuffarsi nella vita quotidiana nella Villa Rustica di Russi così come si svolgeva duemila anni fa, con contorno di visite guidate, laboratori interattivi di creta, mosaico ed erbe officinali e realizzazione di coroncine votive vegetali legate ai miti.
Tema dominante di questa quarta edizione sarà la coltivazione e l'uso delle erbe officinali nel mondo romano. Il pubblico potrà consultare piccole guide alla cucina di Apicio, con i condimenti e le salse a base di erbe, e a conclusione della serata potrà gustare la porchetta condita con aromi vegetali.
L'area archeologica sarà allestita in modo da ricreare tradizioni e momenti della vita pubblica e privata degli antichi abitanti del complesso. I volontari, in abbigliamento d’epoca, presidieranno le aree del sito in cui si svolgevano attività particolari, illustrando il proprio mestiere, uso e funzione dei tanti oggetti utilizzati e la funzione della struttura in cui si trovano, rispondendo alle domande dei visitatori. 


Per iformazioni. Pro Loco di Russi tel. 0544587670 (martedì e venerdì 10-11.30) - 338 4016346  proloco@comune.russi.ra.it
Ufficio Informazione Turistica tel. 0544 587671
Villa Romana di Russi tel. 0544581357

La villa rustica di Russi conobbe il massimo splendore tra il I e il II sec. d.C. quando il complesso venne completamente ristrutturato, anche scenograficamente, da un proprietario probabilmente arricchitosi vendendo le eccedenze agricole alla flotta militare romana che, dall'epoca di Augusto, aveva sede a Ravenna.
È in questo periodo che la villa, gestita da un liberto con mansioni di fattore (procurator) al comando di un gran numero di schiavi, esce dallautosufficienza per diventare una macchina da sesterzi.
Le dimensioni della cucina comune testimoniano che vi si potesse cucinare per un gran numero di persone, quale doveva essere il personale della villa nei momenti di maggiore impegno come l'aratura, la semina e la mietitura (generalmente di cereali) e, per quanto riguarda il vino, la potatura delle viti, la raccolta e pigiatura dell'uva.
Dei due magazzini presenti nella villa, quello di dimensioni maggiori, collegato al torcularium, era destinato alla conservazione delle anfore vinarie mentre l'altro, con un piano interno soprelevato, serviva per conservare i prodotti più delicati e sensibili all'umidità, come le granaglie.
Il proprietario (dominus) viveva in villa saltuariamente, più che altro per controllare i momenti clou delle fasi produttive. Il suo alloggio era comunque lussuoso, con sala da pranzo (triclinium), stanza per ricevere (tablinum), impianto termale e pavimenti a mosaico.
Lo scavo di alcuni pozzi ha restituito una buona campionatura di ceramiche da mensa e un discreto numero di vasi, pentole e tegami esposti nellAntiquarium Comunale della Rocca.
Molto importanti anche i resti vegetali e le ossa di animali che documentano, con buona divisione cronologica, le diverse fasi di occupazione legate alle vicende della vicina Ravenna.
Dopo un periodo di decadenza coincidente con lallontanamento della flotta militare, la villa è parzialmente rioccupata quando la corte imperiale si trasferisce a Ravenna (V e il VI sec.) per poi essere definitivamente abbandonata in epoca medievale. Già sul finire del VII secolo d.C., larea è ampiamente incolta mentre boschi ed acque si riappropriano del territorio: le ossa di castoro rinvenute testimoniano un ambiente ricco di acqua corrente ma totalmente privo di presenze umane.