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giovedì 4 luglio 2019

Restauro 'live' per scultura etrusca

Ogni mercoledì archeologi al lavoro in 'cantiere aperto'
Da ANSA

Per tutti i mercoledì di luglio i visitatori del Museo Civico Archeologico di Bologna potranno vedere dal vivo i lavori di restauro su una scultura funeraria etrusca. Si tratta di un leone in arenaria, accovacciato con le fauci spalancate, proveniente dalla necropoli dei Giardini di Margherita e risalente alla fine del VI secolo avanti Cristo.
    Il reperto aveva funzione di 'segnacolo', ovvero era una lapide posta a livello del terreno per identificare con esattezza il luogo di una sepoltura. Fu ritrovato dall'archeologo Edoardo Brizio tra il 1887 e il 1889 proprio in corrispondenza di una tomba durante i lavori di realizzazione del più importante parco cittadino. Fin dal suo ritrovamento, la tomba e il corredo mostravano segni evidenti di spoliazione e il segnacolo fu rinvenuto spezzato a metà: il corpo dell'animale era senza la testa, che fu ricoverata nel deposito del museo e mai esposta. Il restauro punta a riunire il più possibile le due parti della scultura

giovedì 4 gennaio 2018

A Marzabotto, 'Befana con gli Etruschi' al museo e negli scavi di Kainua.

La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio invita a festeggiare l'Epifania passeggiando nell'antica città etrusca di Kainua e visitando il Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" di Marzabotto.

 
La Grande Kore esposta nel Museo
di Marzabotto (foto Iago Corazza)
Nel weekend dell'Epifania gli scavi della città etrusca di Kainua e il Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto saranno aperti sia sabato che domenica dalle 10.30 alle 17.30.

Domenica 7 gennaio ingresso gratuito per tutti grazie all'iniziativa del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, #domenicalmuseo, che consente l'ingresso gratuito in tutti i luoghi della cultura statali la prima domenica di ogni mese.

Un'occasione in più per visitare il vasto pianoro su cui si snodano i resti dell'abitato e le ampie strade che si incrociano ortogonalmente suddividendo in modo regolare lo spazio urbano orientato secondo i canoni dell'etrusca disciplina, salire alle costruzioni sacre dell'acropoli e ridiscendere alle aree funerarie situate subito al di fuori della città dei vivi.
Nel museo si possono ammirare le testimonianze della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., dai ricchi corredi delle necropoli alle ricostruzioni dei tetti e degli alzati delle case, dalle statuette votive in bronzo alla testa di Kouros, fino alle testimonianze recuperate a Sasso Marconi e nel territorio circostante.

I resti dell'antica Marzabotto/Kainua non cessano mai di stupire. Gli Etruschi avevano non solo progettato la città secondo un modello assunto direttamente dal mondo greco, ma alimentavano quotidianamente i legami culturali e commerciali con l'Ellade tramite il fiume Reno (che all'epoca sfociava nel ramo spinete del Po), il porto di Spina e l'Adriatico.
Di questa grecizzazione sono segno evidente sia la ceramica attica, la cui presenza nei corredi tombali conferma la completa acquisizione dell'ideologia del vino e del banchetto nell'Aldilà, che splendidi reperti come la testa di kouros in marmo greco o la grande kore in bronzo che suggeriscono la possibilità di una produzione anche locale atteggiata fedelmente al mondo greco seppur tradotta in stilemi specificamente etruschi.
Risale ai primi anni del Duemila la scoperta nella parte bassa della città di un imponente tempio a pianta greca dedicato al dio Tinia, somma divinità degli Etruschi, corrispondente allo Zeus dei Greci. Questo tempio integra la sacra acropoli situata sull'altura -dove si trovano i resti di tre strutture templari, di due altari e della sede augurationis, cioè il punto da cui l'augure eseguiva i riti di fondazione della città- e il cosiddetto Santuario fontile, legato al culto delle acque e a riti di sanatio, situato al di fuori del perimetro urbano.





sabato 4 novembre 2017

Domani l'ingresso a Kainua è gratuito.

La Soprintendenza Archeologica informa:

Domani, domenica 5 novembre,  per iniziativa del MiBACT #domenicalmuseo, l'ingresso al Museo Nazionale Etrusco 'Pompeo Aria' di Marzabotto e all'antica città etrusca di Kainua (10.30 - 17.30) è gratuito.
 

Nel museo dedicato a Pompeo Aria si possono ammirare le suggestive testimonianze della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., con i ricchi corredi delle necropoli, le ricostruzioni di tetti e degli alzati delle case, le statuette votive in bronzo e una preziosa testa di Kouros, insieme a testimonianze dal territorio circostante, tra cui gli splendidi corredi funerari recuperati a Sasso Marconi. 

info 051 932353
 
 




venerdì 30 giugno 2017

Marzabotto. Con l’ingresso gratuito all’area museale di domenica prossima, parte l’estate culturale di Kainua.



Domenica prossima,  2 luglio, ingresso gratuito per l'intera giornata all'antica città etrusca di Kainua e al Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" di Marzabotto.  Inoltre,  dal 4 al 14 luglio l’area storica ospiterà le "Sere d'estate al parco archeologico" e il 19 e 20 luglio, due concerti.

La  Sovrintendenza ai Beni Archeologici informa: 




Dal 4 al 14 luglio sono in programma 4 spettacoli "Sere d'estate al parco archeologico dell’antica Kainua",  allestiti nel Teatro di Paglia all’interno del Parco archeologico per la direzione artistica di Marco Montanari: il 4 luglio 2017 Glauco Mauri e Roberto Sturno “Il canto dell’usignolo”, il 6 luglio 2017 Maria Amelia Monti “La lavatrice del cuore”, il 13 luglio 2017 Neri Marcoré “Musica da spiaggia in collina” e il 14 luglio 2017 Marco Baliani “Kohlhaas”.
Gli spettacoli iniziano alle  21, ingresso 15 euro, abbonamento 4 spettacoli 50 euro, gratuito per under 14, prenotazione obbligatoria 340 1841931 marco.tamarri@unioneappennino.bo.it

Infine, il 19 e 20 luglio, due imperdibili serate di musica dal mondo, visite guidate gratuite al museo e all'area archeologica di Kainua e aperitivo al fresco del tramonto, il tutto a ingresso libero: il 19 luglio The Sweethearts e il 20 luglio King Naat Veliov and The Original Kočani Orkestar


giovedì 1 giugno 2017

Domani, Festa della Repubblica, il museo etrusco di Marzabotto e l'area archeologica saranno regolarmente aperti. Domenica prossima, 4 giugno, ingresso gratuito per l'intera giornata.

La Sovrintendenza archeologica informa:  

Anche venerdì 2 giugno, Festa della Repubblica, il Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" di Marzabotto e l'area archeologica dell'antica città di Kainua saranno regolarmente aperti per l'intera giornata, mentre il 4 giugno, prima domenica del mese, si potrà entrare gratuitamente nel museo e negli scavi grazie all'iniziativa del MiBACT #domenicalmuseo.

Due occasioni in più per visitare il vasto pianoro su cui si snodano i resti dell’abitato e le ampie strade, salire alle costruzioni sacre dell’acropoli e ridiscendere alle aree funerarie situate subito al di fuori della città dei vivi.
Nel museo dedicato a Pompeo Aria, organizzatore del primo nucleo della collezione, si possono ammirare le suggestive testimonianze della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., con i ricchi corredi delle necropoli, le ricostruzioni di tetti e degli alzati delle case, le statuette votive in bronzo e una preziosa testa di Kouros, insieme a testimonianze dal territorio circostante, tra cui gli splendidi corredi funerari recuperati a Sasso Marconi.

 
Info al numero telefonico 051 932353 oppure



venerdì 19 maggio 2017

Il museo etrusco di Marzabotto 'fa notte' per la festa europea dei Musei.



Il Museo Etrusco di Marzabotto prima della
distruzione avvenuta il 17 novembre 1944
 
La Soprintendenza Archeologica informa:

Domani, sabato 20 maggio, in occasione della Notte europea dei Musei e della Festa dei Musei, il Museo Nazionale Etrusco 'Pompeo Aria' di Marzabotto prolunga l'orario di apertura fino alle 21.30 con visite guidate gratuite alle 18.30, 19 e 19.30 e la possibilità di partecipare a ulteriori visite guidate più brevi fino all'orario di chiusura, il tutto con biglietto d'ingresso al costo simbolico di 1 euro.

Le visite illustreranno al pubblico sia il museo che l’area archeologica dell'antica città di Kainua, soffermandosi in particolare sul tema 'Musei in ContesXt: raccontare l’indicibile nei musei' suggerito dalla Giornata internazionale dei Musei (18 maggio di ogni anno) e dalla seconda edizione della Festa dei Musei che si tiene in tutta Italia il 20 e 21 maggio.
La visita guidata delle 18.30, condotta dal direttore Tiziano Trocchi, aprirà una finestra sulla drammatica distruzione del museo avvenuta il 17 novembre 1944 durante la Seconda Guerra Mondiale.
La visita guidata delle 19, condotta dall’archeologa Anna Bondini, si soffermerà in particolar modo sulle testimonianze relative alle fasi finali del sito, collegate alla presenza degli invasori Celti che ne determinarono la caduta.
La visita delle 19.30, condotta da Alberto Stignani, approfondirà il tema degli Dei e della religione etrusca.
Per l'intera serata gli archeologi saranno a disposizione del pubblico per ulteriori visite guidate brevi fino all'orario di chiusura

Info museo 051.932353

 


sabato 6 maggio 2017

Ingresso gratuito per l'intera giornata di domani all'antica città etrusca di Kainua e al Museo Etrusco di Marzabotto.

Domani, domenica 7 maggio, si entra gratuitamente al museo etrusco e all'area archeologica di Marzabotto.  

Il museo è aperto dalle 9 alle 18.30. L'area archeologica dalle 8 alle 19

La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio, informa:

Ciò che fa di Marzabotto, l’antica Kainua, una testimonianza unica nell’ambito della civiltà etrusca è la straordinaria conservazione dell’impianto originale della città, scandito dalle ampie strade che si incrociano ortogonalmente, suddividendo in modo regolare lo spazio urbano orientato secondo i canoni dell’etrusca disciplina.

Grazie all'iniziativa del MiBACT #domenicalmuseo, anche il 7 maggio, prima domenica del mese, il Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" di Marzabotto e l'area archeologica dell'antica città di Kainua saranno visitabili gratuitamente per l'intera giornata (museo 9-18.30, scavi 8-19).

Un motivo in più per visitare il vasto pianoro su cui si snodano i resti dell’abitato e le ampie strade, salire alle costruzioni sacre dell’acropoli e ridiscendere alle aree funerarie situate subito al di fuori della città dei vivi.
Nel museo dedicato a Pompeo Aria, organizzatore del primo nucleo della collezione, si possono ammirare le suggestive testimonianze della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., con i ricchi corredi delle necropoli, le ricostruzioni di tetti e degli alzati delle case, le statuette votive in bronzo e una preziosa testa di Kouros, insieme a testimonianze dal territorio circostante, tra cui gli splendidi corredi funerari recuperati a Sasso Marconi.

 
info 051 932353



lunedì 26 dicembre 2016

S.Stefano con gli Etruschi: oggi 26 dicembre, museo e scavi di Marzabotto aperti per l'intera giornata.

La Sovrintendenza ai bene archeologici informa:

In occasione della festività di Santo Stefano, il Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto e gli scavi della città etrusca di Kainua saranno regolarmente aperti per l'intera giornata: il museo dalle 9 alle 17.30, l'area archeologica dalle 8 alle 17.30

La Grande Kore esposta nel Museo di Marzabotto.

L'area archeologica dell'antica Kainua (a monte dell'odierna Marzabotto) è una testimonianza unica nell’ambito della civiltà etrusca. L'eccezionale conservazione dell’impianto originale della città -dovuta all’abbandono del luogo a partire dall’invasione celtica- consente un tuffo nel passato che coniuga al grande interesse scientifico una particolare suggestione ambientale.
L'apertura straordinaria di S. Stefano -il lunedì sarebbe il giorno di chiusura settimanale- fornisce un'occasione in più per visitare il vasto pianoro su cui si snodano i resti dell’abitato e le ampie strade che si incrociano ortogonalmente suddividendo in modo regolare lo spazio urbano orientato secondo i canoni dell’etrusca disciplina. Dall'area urbana il visitatore può salire alle costruzioni sacre dell’acropoli per poi ridiscendere alle aree funerarie situate subito al di fuori della città dei vivi.
Nel museo dedicato a Pompeo Aria -organizzatore del primo nucleo della collezione- si possono ammirare le testimonianze della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., dai ricchi corredi delle necropoli alle ricostruzioni dei tetti e degli alzati delle case, dalle statuette votive in bronzo alla testa di Kouros, fino alle testimonianze recuperate a Sasso Marconi e nel territorio circostante.
Un modo diverso per trascorrere la giornata festiva e magari smaltire gli eccessi alimentari natalizi, beneficiando di un meteo che si preannuncia clemente.



venerdì 12 agosto 2016

Lunedì 15 agosto, aperti per l'intera giornata l'antica città etrusca di Kainua e il Museo di Marzabotto .

La cultura non fa le ferie, tanto meno le bellezze dell'antica civiltà etrusca.


Sarà perciò possibile trascorrere il Ferragosto fra le vestigia dell'antica Kainua, una testimonianza unica nell’ambito della civiltà etrusca per la straordinaria conservazione dell’impianto originale della città.

La visita al sito si snoda dai resti dell’abitato sul vasto pianoro, alle costruzioni sacre dell’acropoli, alle aree funerarie subito al di fuori della città dei vivi.
Il museo dedicato a Pompeo Aria, organizzatore del primo nucleo della collezione, raccoglie le testimonianze, ricche di suggestione, della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., con i ricchi corredi delle necropoli, le ricostruzioni di tetti e degli alzati delle case, le statuette votive in bronzo e una preziosa testa di Kouros, insieme a testimonianze dal territorio circostante, tra cui i ricchi corredi funerari da Sasso Marconi.

info 051 932353


mercoledì 27 luglio 2016

Marzabotto. Oggi l'ultima delle 'Sere d’estate al parco archeologico dell’antica Kainua'.

Marco Paolini con lo spettacolo 'Studio per un nuovo album - Numero Primo' chiude questa sera, mercoledì 27 luglio, la rassegna ' Sere d’estate al parco archeologico dell’antica Kainua, importante evento teatrale dell’estate in Appennino che si tiene nella magica atmosfera dell’area verde del Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto

Una storia che racconta di un futuro probabile fatto di cose, di bestie e di umani rimescolati insieme come si fa con le carte prima di giocare. Numero Primo è anche il soprannome del protagonista, figlio di Ettore e di madre incerta. Ma anche le cose e le bestie hanno voci e pensieri in questa storia.
Marco Paolini e Gianfranco Bettin, coautori di questo lavoro, sono partiti da alcune domande: qual' è i rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo e quali invece no a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento?

Lo spettacolo ha inizio alle 21 ed è preceduto, alle 19, da una visita guidata gratuita al Museo e al parco archeologico a cura della Direzione del Museo (info: 051 932353) e da un aperitivo (ore 20) proposto dai ristoratori locali.

mercoledì 20 luglio 2016

Il parco archeologico dell'antica Kainua diventa ' grande teatro' e accoglie Monica Guerritore.

La Sovrintendenza ai Beni Archeologici informa:


Domani, giovedì 21 luglio, alle 21, nel teatro di paglia del parco archeologico di Marzabotto, Monica Guerritore, presenterà Dall'inferno all'infinito: la potente forza creativa dell’Immaginazione delle pagine di Hillmann e Citati accompagnano, e forse in parte spiegano,  la discesa nel nero, nell’intima natura umana, che Dante mette in versi nei canti iniziali dell’Inferno (Divina Commedia), la sua ricerca e il suo incontro con le parti del Sé.
Nelle belle parole di Wagner, la forza della musica (che accompagna tutta la performance) diventa motore emotivo e precede, accompagna e amplifica il tormento delle passioni amorose (Paolo e Francesca), di abbandono (La Tentazione della Valduga), di ferocia (come nel canto del conte Ugolino).
Di abissi naturali che portano in scena anche figure materne e paterne: Pasolini, Morante. Tutto rende la ricerca e il racconto interiore e poetico di Maestri lontani tra loro per epoca, un’unica grande anima che racconta le infinite vie della testimonianza del Sé..
Le parole di Umberto Eco e del grande psicanalista Galimberti accompagnano, noi uomini di oggi, nella comprensione del nostro Inferno interiore e dell’Infinito intuìto… Tutto percepito e a noi consegnato da un’unica fonte, l’Intuizione artistica, di uomini e donne che hanno “cercato se stessi”(C. Pavese).


Prima dello spettacolo, alle 19, Visita guidata gratuita al museo e al parco archeologico a cura della Direzione del museo.

Aperitivo a cura di Trattoria “Lo Stregatto” (8 euro).


Prenotazione obbligatoria al 340 1841931 oppure marco.tamarri@unioneappennino.bo.it


Gli organizzatori consigliamo di portare un cuscino.




venerdì 24 giugno 2016

Claterna, dopo secoli di oblio, espone ora i suoi tesori.

La Soprintendenza Archeologia dell'Emilia-Romagna e l'Associazione Culturale Civitas Claterna informano:


Sabato 25 giugno, alle 10 e alle 11 sono previste visite guidate gratuite all’area archeologica di Claterna, Domus dei mosaici e Casa del Fabbro, con gli archeologi della Soprintendenza Archeologia dell'Emilia-Romagna e di Civitas Claterna.

Ritrovo alla cosiddetta “Casa Gialla”, in Via Emilia 482-484, località Maggio di Ozzano dell’Emilia.

Al termine delle visite guidate, chi lo desidera può proseguire il percorso culturale al Palazzo di Varignana Resort & SPA e visitare la mostra "Claterna, immagini di una città sepolta" che espone una parte dei reperti rinvenuti negli scavi dell'antica città romana.



La storia della città romana di Claterna narrata da un testimonial d’eccezione, un meraviglioso mosaico policromo ( nella foto)  proveniente da una domus di età imperiale, finora quasi mai esposto al pubblico.
Claterna, immagini di una città sepolta” è il titolo della mostra che sarà inaugurata oggi, venerdì 24 giugno alle 16 a Palazzo di Varignana Resort & SPA, sulle prime colline alle spalle di Claterna: un ulteriore tassello nella valorizzazione dell’area archeologica a cavallo della Via Emilia che da 1500 anni giace sepolta sotto una sottile coltre di terreno nel territorio di Ozzano nell’Emilia.

L’esposizione dell’incantevole mosaico -uno di rari esempi di tessellato policromo di età augustea dell’Italia settentrionale sino a oggi conservato nel Museo Civico Archeologico di Bologna ed esposto al pubblico solo in rare occasioni-, di oggetti d’uso quotidiano e di altri manufatti che documentano le tecniche edilizie delle case romane, è l’occasione per ripercorrere la vita che scorreva in questa città in tutti i suoi aspetti, dal vivere al costruire.

La mostra, che vede il coinvolgimento di numerosi soggetti pubblici e privati, dalla Soprintendenza Archeologia a Palazzo di Varignana Resort & SPA che ospita l’evento, da CRIF, sostenitore e fautore del progetto espositivo, a IMA, all’Associazione Culturale “Civitas Claterna”, intende valorizzare il sito archeologico di Claterna e i suoi preziosi reperti, visitabili non solo dagli ospiti di Palazzo di Varignana, ma da tutti gli appassionati di arte e archeologia.

In occasione dell’inaugurazione, Soprintendenza e Associazione Civitas Claterna propongono sabato 25 giugno, alle ore 10 e alle ore 11,  due visite guidate gratuite all’area archeologica di Claterna, Domus dei mosaici e Casa del Fabbro, proprio per ribadire lo stretto legame tra gli oggetti esposti e la città da cui provengono. Il punto di ritrovo per i partecipanti è alla cosiddetta “Casa Gialla”, in Via Emilia 482-484, località Maggio di Ozzano dell’Emilia (BO); la visita potrà poi proseguire proprio a Palazzo di Varignana all’esposizione straordinaria di “Claterna, immagini di una città sepolta”.

Il mosaico

Realizzato in tessere di pietra bianca d’Istria, nera di Pistoia e lapidei di vari colori, il mosaico policromo ora esposto nel Palazzo di Varignana è di seducente bellezza e raffinata fattura.
Sulla grande fascia musiva, a fondo bianco bordato di nero, si snoda una ricca decorazione policroma con cespo d’acanto centrale e due coppie di volute fiorite ai lati. Cinque piccoli volatili multicolori si dispongono sul piano e sopra le volute.
Il mosaico claternate è databile alla seconda metà del I sec. a.C. e la ricercata composizione di questo pavimento, rinvenuto nel 1898 e distaccato -solo in parte- nel 1933, è ancora oggi la testimonianza più eclatante dell’alto livello di vita raggiunto da Claterna in età augustea.

Claterna

Claterna, città ‘sepolta’ ubicata tra Bologna e Imola, nel territorio di Ozzano dell’Emilia, nasce nel II secolo a.C. La sua funzione iniziale è duplice: la città è sia un importante snodo viario (all’incrocio fra via Emilia, torrente Quaderna e una via transappenninica, forse la Flaminia minor), sia un centro di mercato e servizi. Nel I secolo a.C. Claterna, come tante altre città italiche, diventa un municipium con competenza sul vasto territorio compreso fra i torrenti Idice e Sillaro.
La città, dopo un floruit collocabile nella prima età imperiale, sopravvive fino alla tarda antichità (V-VI secolo d.C.), seppure notevolmente ridimensionata.
Interviene poi la fase di abbandono fino al completo oblio.

Gli scavi archeologici

Fin dall’Ottocento, l’antica città romana di Claterna è stata un campo d’indagine privilegiato per l’archeologia emiliano-romagnola. Qui hanno operato i massimi protagonisti dell’archeologia regionale (da Brizio a Mansuelli) con interventi sporadici ma di notevole rilievo. L’unicità di Claterna è dovuta al fatto di non aver avuto una continuità storica analoga a quella degli altri centri -da Rimini a Piacenza- sorti lungo la via Emilia e in qualche caso preesistenti ad essa. Claterna ha quindi offerto la possibilità di indagare una città romana nella sua estensione e configurazione interna senza le modifiche intervenute nel tempo, dal Medioevo ai giorni nostri. A partire dagli anni 80, la Soprintendenza ha intrapreso la progressiva acquisizione dell’ampia superficie su cui si estende l’antica città romana, mentre dal 2005, con la costituzione dell’Associazione Civitas Claterna, si è dato vita a un grande progetto di studio e valorizzazione tra associazione, Comune di Ozzano Emilia e Soprintendenza Archeologia.
Due gli obiettivi degli scavi ancora in corso. Da un lato chiarire alcuni aspetti topografici (i suoi limiti, l’articolazione interna, gli spazi pubblici e sacri quali foro, basilica, edifici templari e teatro) e cronologici (dalla fondazione e dall’eventuale origine preromana al declino) dell’antica città; dall’altro valorizzare alcuni spazi per consentire al pubblico di visitare le evidenze archeologiche più suggestive, come la Casa del fabbro e la Domus dei mosaici.

Con questa mostra Palazzo di Varignana Resort & Spa, destinazione esclusiva sulle colline bolognesi, conferma il proprio impegno nella valorizzazione del territorio a livello artistico e culturale con un’esposizione unica: la presentazione del mosaico del pavimento di una domus di età imperiale e il racconto della città romana di Claterna sulla via Emilia.


Info mostra:

venerdì 3 giugno 2016

Ingresso gratuito nell'antica città etrusca di Kainua e Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto, alla Villa Romana di Russi e all'area archeologica di Veleia Romana.


La Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna informa.

Come ogni prima domenica del mese, ingresso gratuito anche il 5 giugno nelle aree archeologiche gestite dalla Soprintendenza Archeologia dell'Emilia-Romagna.


Antica città di Kainua e Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto, aperto dalle 9 alle 18.30, area archeologica dalle 8 alle 19

Ciò che fa di Marzabotto, l’antica Kainua, una testimonianza unica nell’ambito della civiltà etrusca è la straordinaria conservazione dell’impianto originale della città, scandito da ampie strade che si incrociano ortogonalmente, suddividendo in modo regolare lo spazio urbano orientato secondo i canoni dell’etrusca disciplina.
La visita al sito si snoda, sullo sfondo dei calanchi, dai resti dell’abitato sul vasto pianoro, alle costruzioni sacre dell’acropoli, alle aree funerarie subito al di fuori della città dei vivi.
Il museo dedicato a Pompeo Aria, organizzatore del primo nucleo della collezione, raccoglie le testimonianze, ricche di suggestione, della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., con i ricchi corredi delle necropoli, le ricostruzioni di tetti e degli alzati delle case, le statuette votive in bronzo e una preziosa testa di Kouros, insieme a testimonianze dal territorio circostante, tra cui i ricchi corredi funerari da Sasso Marconi.
info 051 932353


Complesso archeologico della Villa Romana di Russi (RA) aperto dalle 14 alle 19 (ultimo ingresso 18.30).

Nato per lo sfruttamento agricolo dell'area nell'antichità, l’insediamento rustico di Russi é forse il più importante finora noto dell’Italia settentrionale. Conobbe il massimo splendore tra il I e il II sec. d.C. quando il complesso fu completamente ristrutturato, anche scenograficamente, da un proprietario probabilmente arricchitosi vendendo le eccedenze agricole alla flotta militare romana che, dall'epoca di Augusto, aveva sede a Ravenna. È in questo periodo che la villa, gestita da un liberto con mansioni di fattore (procurator) al comando di un gran numero di schiavi, esce dall’autosufficienza per diventare una vera a propria macchina produttiva. Le dimensioni della cucina comune la dicono lunga sull’entità del personale della villa nei momenti di maggiore impegno, come aratura e mietitura di cereali o raccolta e pigiatura dell'uva.
Il proprietario (dominus) viveva in villa saltuariamente ma il suo alloggio era comunque lussuoso, con sala da pranzo (triclinium), stanza per ricevere (tablinum), impianto termale e pavimenti a mosaico.
Dopo un periodo di decadenza coincidente con l’allontanamento della flotta militare, la villa è parzialmente rioccupata quando la corte imperiale si trasferisce a Ravenna (V e il VI sec.) per poi essere definitivamente abbandonata in epoca medievale.
info 0544 581357


Area archeologica e Antiquarium di Veleia. Lugagnano Val d'Arda (PC) aperti dalle 9 alle 19. 
 
I resti monumentali del municipium romano di Veleia sono tra i più suggestivi dell'Italia settentrionale.
Incastonata nelle colline piacentine, in un contesto naturalistico di assoluto valore, Veleia ruota attorno al proprio foro, la piazza circondata su tre lati da un portico su cui si aprivano botteghe e ambienti a destinazione pubblica, che Lucio Lucilio Prisco, uno dei due massimi magistrati locali, pavimentò con lastre d'arenaria ai tempi d'Augusto
Il pubblico può passeggiare tra i monumenti onorari e le vetuste architetture, tra l'edificio termale e i quartieri d’abitazione, e infine visitare il piccolo Antiquarium che, accanto ai calchi della Tabula Alimentaria traianea e della Lex de Gallia Cisalpina, espone i reperti che illustrano i momenti più significativi della storia di Veleia: le sue origini liguri, l'edificazione dei principali monumenti pubblici, le testimonianze degli arredi e dello stile di vita delle dimore private, i riti funerari e il ricordo degli spettacoli gladiatori. 
info 0523 807113




lunedì 18 aprile 2016

Conferenza a Bologna su 'Lucerne con scene erotiche da contesti funerari di età romana'.

Lucerna romana del I secolo d.C. con scena di
amplesso sul dorso di un asino.
A cura di Donato Labate della Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna.

 Domani, martedì 1 aprile, alle 21, presso il Centro Sociale Giorgio Costa di via Azzo Gardino 48 a BOLOGNA, il Gruppo Archeologico Bolognese in collaborazione con Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna organizza una conferenza su 'Lucerne con scene erotiche da contesti funerari di età romana. Una possibile interpretazione'.

Ingresso libero.

Esiste niente di più vitale e gioioso di due amanti uniti nell'estasi sessuale? Perché allora dovremmo stupirci di trovare nelle tombe romane lucerne con scene erotiche di tale potenza da far impallidire il kamasutra?
Qui non si tratta di eros e thanatos e tanto meno di oscenità o lussuria. Per i Romani il sesso era un’espressione della vita, come il gioco e il cibo ed era quindi frequente che i congiunti deponessero questi oggetti nelle tombe femminili a immortale memoria dei momenti felici vissuti insieme.
Seguire la conferenza dell’archeologo della Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna, Donato Labate, significa viaggiare nella letizia, passando in rassegna alcune espressioni di un immaginario erotico che per i romani non si arrestava certo con la morte.

Sotto la guida di Labate il pubblico potrà conoscere usi, costumi e credenze legati alla sessualità nel mondo romano e ammirare alcuni esemplari di queste lucerne, simbolo del legame tra vita e morte, trovate nei corredi funebri che accompagnavano il defunto nel suo viaggio nell’aldilà.
Tra le più audaci e spettacolari, quella rinvenuta in una tomba di I sec. d.C. che raffigura un amplesso sul dorso di un asino (Modena, NoviSad) e quella con scena di sesso plurimo acrobatico, con ironica iscrizione, trovata a Cittanova.