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lunedì 28 aprile 2025

Evangelisti : “Finanziare urgentemente studio tecnico su invaso di Castrola”

 La capogruppo di FdI in Regione sottolinea come l’acqua raccolta nell’invaso di Castrola “potrebbe soddisfare il bisogno idrico di tutta la valle del Reno fino ad arrivare ai terreni coltivati della pianura”


 Riceviamo: 


“Attivarsi urgentemente al fine di finanziare uno studio tecnico di riattualizzazione del progetto già redatto riguardante l’invaso di Castrola o equivalente intervento strutturale in grado di far fronte alle future emergenze idriche, nel rispetto di tutte le prescrizioni connesse al ‘giudizio positivo’ del Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali”.

Questo l’impegno che la capogruppo di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti propone alla giunta regionale con una risoluzione che tocca la storica carenza d’acqua che interessa Bologna, “tanto che i bolognesi, nella costruzione della città medievale dopo l’anno Mille, dovettero cercare la risorsa realizzando i canali del Setta e del Savena”.

Ricordando come la carenza di acqua si è andata aggravando nel corso degli anni, Evangelisti sottolinea come “durante i mesi estivi in molti dei nostri comuni è ormai grave necessità prevedere alla distribuzione di acqua potabile mediante autobotti, con un’entità dei costi sostenuti che supera ormai alcuni milioni di euro all’anno”.

Per ovviare al problema, la consigliera ricorda il progetto di realizzazione dell’invaso di Castrola, risalente al 1991, a opera della società ferroviaria adriatica, “quale parte di un più grande progetto delle ferrovie per l’elettrificazione delle linee Porrettana e Direttissima insieme ai bacini e alle centrali idroelettriche di Pavana, Suviana e Brasimone”.

Castrola, località tra Camugnano e Castel di Casio sul torrente Limentra orientale, “venne ritenuta idonea per la costruzione di uno sbarramento e un bacino idrico della capacità di 34 milioni di metri cubi”.

A fronte del parere positivo espresso dalla Regione nel 1991 in merito alla compatibilità ambientale condizionata all’esecuzione di una serie di approfondimenti conoscitivi e progettuali e al via libera dato nel 1996 dal Ministero dell’Ambiente di concerto con quello per i Beni Culturali, Evangelisti puntualizza come “da allora le popolazioni dei comuni della valle del Reno sono in attesa che l’invaso di Castrola venga realizzato”.

Sottolineando come “l’acqua raccolta nell’invaso di Castrola potrebbe soddisfare il bisogno idrico di tutta la valle del Reno fino ad arrivare ai terreni coltivati della pianura” e stigmatizzando la decisione del 2005 che “incredibilmente e senza motivazioni ha archiviato il progetto”, Marta Evangelisti origina il proprio atto di indirizzo politico chiedendo la riattualizzazione del progetto “in grado di far fronte alle future emergenze idriche, nel rispetto di tutte le prescrizioni connesse al ‘giudizio positivo’ del Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali”.

(Luca Boccaletti)

domenica 9 luglio 2017

Bignami: “Cari signori della Regione, l'invaso di Castrola è una evidente necessità”.


Il consigliere regionale Galeazzo Bignami in una interrogazione alla Giunta chiede la realizzazione in tempi brevi dell'invaso di Castrola quale riserva strategica con cui attutire i gravi danni provocati dalla siccità.

 L'interrogazione

premessa
  • l’emergenza idrica delle ultime settimane che ha indotto il Governo a riconoscere lo stato di emergenza nazionale, emergenza che ha coinvolto l’intero territorio emiliano-romagnolo, interessando in modo particolare i settori potabile e agricolo;
 
premesso inoltre che
  • questa emergenza “siccità” si verifica sempre più frequentemente a causa del mutamento climatico in atto da alcuni decenni, che determina una marcata riduzione delle precipitazioni nevose e piovose con un deficit della risorsa idrica del 30-40% rispetto alla norma;
 
rilevato che
  • appare evidente che la necessità di acqua nei prossimi anni potrà solo aumentare, da qui l’esigenza di costruire invasi/dighe che fungano da contenitori/raccoglitori di acqua nei periodi piovosi da poter utilizzare nei periodi di siccità;
 
attesa
  • la grande sofferenza idrica patita nei mesi estivi dai comuni della Valle del Reno tanto da dover ricorrere alla distribuzione di acqua potabile mediante autobotti con i conseguenti disagi e il dispendio di soldi;
 
atteso inoltre che
  • risale al 1911 il progetto di realizzazione dell’invaso di Castrola, ad opera della Società Ferroviaria Adriatica, parte di un più grande progetto delle Ferrovie per l’elettrificazione delle linee Porrettana e Direttissima, insieme ai bacini e alle centrali idroelettriche di Pavana, Suviana e Brasimone; la località di Castrola, tra Camugnano e Castel di Casio (Bo) sul torrente Limentra orientale venne ritenuta idonea per la costruzione di uno sbarramento e un bacino idrico della capacità di 34 milioni di metri cubi. Dopo la sospensione dovuta alla guerra coloniale e al conflitto mondiale, la realizzazione della diga di Castrola viene più volte auspicata e prevista, a partire dal piano AMGA del 1968 per l’Acquedotto del Reno;
  • il Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali il 6 aprile 1996 da’ “giudizio positivo circa la compatibilità ambientale del progetto”, da allora le popolazioni dei comuni della valle del Reno sono in attesa che l’invaso di “Castrola” venga realizzato;
  • la Regione Emilia-Romagna, inspiegabilmente, toglie dal P.T.A. (Piano Tutela Acque), approvato il 21 Dicembre 2005, il progetto dell’invaso di “Castrola”;
  • l’acqua raccolta nell’invaso di “Castrola” potrebbe soddisfare il bisogno idrico di tutta la valle del Reno fino ad arrivare in ai terreni coltivati della pianura;
 
INTERROGA
 
la Giunta regionale per sapere:
  • se non ritenga urgente realizzare l’invaso di “Castrola”;
  • se non ritenga di dover porre in essere tutte le misure strutturali necessarie affinchè il territorio regionale sia in grado di far fronte adeguatamente ad eventuali future emergenze idriche.