sabato 14 febbraio 2015
La supplica di L’Altra Emilia Romagna: “NON DISTRUGGETE LA SANITA’ PUBBLICA”.
giovedì 19 gennaio 2012
Acqua: il Governo non mortifichi il risultato referendario nel decreto sulle liberalizzazioni.
“A quanto apprendiamo, il decreto sulle liberalizzazioni predisposto dal Governo conterrebbe norme che contraddicono l'esito del referendum di giugno sui servizi pubblici locali. In particolare a essere messa a rischio sarebbe la gestione pubblica del servizio idrico, dopo che con la manovra estiva sono stati rafforzati gli interventi di privatizzazione obbligatoria dei servizi di igiene ambientale e di trasporto pubblico locale. Un fatto che, se confermato, sarebbe estremamente grave per la nostra vita democratica, perché contraddirebbe palesemente il pronunciamento dei cittadini e manterrebbe in piedi quanto fatto in questa direzione dal Governo Berlusconi”, queste le parole di Rossana Dettori, Segretaria Generale dell'Fp-Cgil Nazionale, in merito alle indiscrezioni giornalistiche e alle bozze non ufficiali
che circolano in queste ore.
“La privatizzazione forzata dei servizi pubblici locali è stata bocciata da una grande maggioranza di italiani e su questo fronte non sono possibili arretramenti. Il Governo Monti, invece di porre ostacoli alla gestione pubblica del sistema idrico, dovrebbe mettere in pratica l'esito del referendum – continua Dettori - modificare la manovra estiva per quel che concerne il settore dei trasporti e dei rifiuti, procedere all'eliminazione della remunerazione del capitale investito, che la Corte Costituzionale ritiene immediatamente applicabile. Continueremo a sostenere e animare, come già fatto in questi anni, la mobilitazione del 'Forum per l'acqua pubblica' e chiediamo che il Governo torni sui suoi passi, ascoltando le nostre istanze e quelle di un movimento che sul tema dei beni comuni ha avuto un enorme consenso sociale. In caso contrario il messaggio inviato ai cittadini sarebbe dirompente sotto il profilo democratico: la sovranità appartiene al popolo solo a fasi alterne e quando la sua volontà non si scontra con forti poteri economici. Un messaggio sbagliato dal punto di vista del rispetto della nostra Costituzione – conclude la Segretaria Generale – che incrinerebbe ulteriormente il già critico rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni”.
martedì 3 maggio 2011
E' nato il comitato civico della Media ed Alta Valle del Reno per i quattro SI al referendum dell'12 e 13 giugno.
Con presidente Ginevra Testa e segretario Sergio Salsedo si è costituito ufficialmente il ‘comitato civico della Media ed Alta Valle del Reno per i quattro SI al referendum dell'12 e 13 giugno’.
Scopo della nuova formazione politica è quello di promuovere, attraverso iniziative di carattere pubblico, la partecipazione popolare al prossimo appuntamento referendario e l'orientamento per il SI per quanto concerne le tematiche referendarie.
In particolare, scrivono i proponenti:
1 - Ribadire a chiare lettere l'assoluta inappropriatezza di un ritorno al nucleare, fonte energetica ormai in generale abbandono, obsoleta ed insicura, come peraltro testimoniano i recenti avvenimenti al reattore di Fukushima, in Giappone.
2 - Contrastare il cosiddetto legittimo impedimento, per riaffermare ancora una volta che la legge è uguale per tutti.
3 - Fermare il progetto di privatizzazione dei servizi pubblici locali, con particolare riferimento a quello idrico. Abrogare quindi una norma (art. 23 bis della Legge 133/08, modificato dal Decreto Ronchi), che permetterebbe la consegna al mercato dei servizi idrici di questo Paese.
“Il comitato è aperto a tutti i singoli, le associazioni e gli schieramenti politici che richiederanno di farne parte, e che condividano i precedenti punti”, precisano ancora i proponenti.
“Invitiamo tutti gli interessati a contattarci per le adesioni, richieste di informazioni o materiale e per sostenerci nell'organizzazione delle iniziative, tramite la mail siacquavalledelreno@gmail.com oppure la pagina Facebook http://www.facebook.com/profile.php?id=100002345356428&sk=wall”
