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sabato 9 giugno 2018

La Polizia salva un daino a Borgo Panigale.

Un daino investito da un'auto è stato soccorso e affidato al Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone



Era stato investito e giaceva in strada ferito, ma fortunatamente da lì passava una volante della Polizia. E' accaduto questa mattina alle 4.30, quando gli agenti di pattuglia hanno notato un daino in viale Alcide De Gasperi, a Borgo Panigale. 
L'animale è stato subito soccorso, nel frattempo però l'automobilista 44enne che lo aveva investito aveva già chiamato il 113 ed era tornato sul posto. L'animale aveva attraversato all'improvviso e lui non era riuscito ad evitarlo anche perché il viale non è segnalato come zona di attraversamento animali. 


Le ferite non sono gravi e il daino è stato affidato al Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone, si Sasso Marconi.



lunedì 28 settembre 2015

UN DAINO HA MESSO K.O. LA LINEA FERROVIARIA PORRETTANA.


Di Valerio Giusti
Il Comitato per la Ferrovia Porrettana
E' bastato un giovane daino a bloccare la linea ferroviaria Porrettana. Questa mattina, lunedì 28 settembre, tra le stazioni di Riola e Vergato, un daino è stato investito dal treno n. 6336 che era partito da Porretta Terme alle 5 ed il convoglio è rimasto bloccato sulla linea per i gravi danni subiti. E' stato necessario che il treno successivo andasse a trainarlo per riportarlo a Riola. La stazione più vicina di Vergato era impossibilitata ad accogliere i treni perché da tempo sono stati tolti gli scambi/deviatoi.
Si è dimostrata ancora una volta che il ripristino degli scambi a Vergato è una necessità.
Questa la 'triste' cronistoria della mattinata :
da Porretta Terme:
treno 6336 delle 5.00 soppresso causa incidente;
treno 6338 delle 5.50 soppresso ed utilizzato per andare a trainare il 6336;
treno 11430 delle 6.08 soppresso;
treno 6340 delle 6.40 giunto a Bologna con 46 minuti di ritardo;
treno tper 11470 delle 7.18 soppresso nella parte alta della linea (era partito alle
5.52 da Bologna ma è stato fermato a Pioppe e riportato a Bologna);
treno 11614 delle 7.50 viaggia con circa 10/15’ minuti di ritardo.
da Bologna:
treno tper delle 5.52 limitato a Pioppe di Salvaro;
treno 11551 delle 6.30 soppresso;
treno 6341 delle 7.04 viaggia con circa 33’ minuti di ritardo;
treno 6343 delle 08.04 viaggia con circa 15’ minuti di ritardo.


Risultano soppressi alcuni treni di Marzabotto, probabilmente per alleggerire la linea e non creare ulteriori ritardi agli incroci.
Non è colpa dei gestori ferroviari che hanno fatto di tutto per ripristinare la linea nel minor tempo possibile anche se ancora carenti nell’informazione ai viaggiatori.
Occorre però sottolineare che, se fosse stato ripristinato il deviatoio/scambio di Vergato, avrebbero potuto utilizzare il secondo binario ancora presente per trainarvi il treno incidentato e ripristinare la linea in tempi ancora più rapidi.
All’epoca della firma dell’accordo scellerato, il Comitato riuscì “solamente” a non far
piallare quel binario che oggi potrebbe essere efficacemente riutilizzato se venissero
ripristinati gli scambi.
Auspichiamo che gli attuali vertici regionali riescano dove fallirono i precedenti politici locali e regionali.


lunedì 31 agosto 2015

Apre domani la caccia al Daino.




Nella Provincia di Bologna inizia domani,  1 settembre, la caccia di selezione  al daino maschi o.

I cacciatori seguiranno i seguenti orari


1-15 Settembre,  6,45 - 19,40
16-30 Settembre 7,00 - 19,15
1-15 Ottobre 7,20 -18,45
16-24 Ottobre 7,35 - 18,20
25-31 Ottobre 6,45 - 17,15
1-15 Novembre 7,00 - 17,00
16-30 Novembre 7,20- 16,45
1-15 Dicembre 7,35 - 16,35
16-31 Dicembre 7,45 - 16,40
1-15 Gennaio 7,50 -16,55
16-31 Gennaio 7,40 - 17,10
1-15 Febbraio 7,25 - 17,35
16-29 Febbraio 7,05 - 17,55
1-15 Marzo 6,35 . 18,15

Alleghiamo il calendario della Città Metropolitana di Bologna stagione venatoria 2015-2016.



lunedì 1 settembre 2014

E’ iniziata oggi la caccia di selezione al ‘daino’.



L’Unione Regionale Cacciatori dell’Appennino  (URCA) informa:

Con il 1° settembre è aperta anche la caccia di selezione al daino per la stagione venatoria 2014-2015, completando così il calendario per il prelievo selettivo degli ungulati.
Anche per il daino i numeri degli abbattimenti approvati sono coerenti con gli obiettivi della pianificazione provinciale, che mirano a mantenere invariati gli areali storici contrastando i casi di espansione e a diminuire le consistenze. Nella porzione basso-montana e collinare del territorio provinciale è prevista una fascia di progressiva rimozione, in cui, pur in presenza di densità bassissime, si è applicato un tasso di prelievo finanche del 100% prevedendo modalità di prelievo finalizzate al raggiungimento delle densità pari a zero.

Complessivamente il piano punta al prelievo di 551 capi, a fronte dei 686 previsti dal piano di abbattimento della scorsa stagione, con notevoli differenziazioni nei diversi territori e nei singoli istituti sulla base della consistenza numerica degli animali rilevata tramite i censimenti primaverili, che hanno registrato la diminuzione del 10% del numero dei capi rispetto alla stagione precedente.
Le basse percentuali di abbattimento registrate nelle precedenti stagioni venatorie confermano questa specie come la più difficile da prelevare tra gli ungulati, a causa delle sue caratteristiche biologiche e comportamentali.

TEMPI DI PRELIEVO
SESSO
CLASSE SOCIALE
1 settembre 2014 – 30 settembre 2014
Maschi
I – II - III (fusoni, balestroni, palanconi)
1 novembre 2014 – 15 marzo 2015
Maschi
I – II - III (fusoni, balestroni, palanconi)
1 gennaio 2015 – 15 marzo 2015
Femmine
I e II (sottili e adulte)
1 gennaio 2015 – 15 marzo 2015
Maschi e Femmine
 (piccoli).



domenica 20 ottobre 2013

La carne di ungulato dell'Appennino Bolognese entra nell'Olimpo dell'alta cucina.



Il tavolo dei relatori.

L’ungulato dell’Appennino Bolognese diventa uno dei protagonisti dell’alta cucina per l’elevatissimo standard di qualità che ha la sua carne . Studi  europei hanno certificato infatti che le carni di capriolo, cinghiale, cervo e daino dell’Appennino bolognese  sono fra le migliori del continente.
A razionalizzare l’utilizzo di questa importante risorsa ancora una volta la macelleria Massimo Zivieri di Monzuno che vanta già un primo importante risultato: il salame di cinghiale della ditta Zivieri ha  vinto il primo premio quale miglior insaccato italiano non di carne suina.  

Il salame di cinghiale 'campione d'Italia'.
A dare forma e sostanza al progetto di razionalizzazione dell’intera filiera del selvatico la Macelleria ha concorso e ha vinto l’appalto per la gestione del macello di Castel di Casio e ha realizzato a Monzuno un  nuovo laboratorio, inaugurato oggi, domenica 20 ottobre, con funzione tecnico operativa e didattica.
La gamma di carni di qualità lavorate della macelleria Zivieri si può dire quindi completa:  alla carne bovina del Consorzio la Granda, suina di razza cinta senese e mora romagnola allevate allo stato semibrado,  a quella di polli e pollastre allevati a terra ed in completa libertà, aggiunge ora  le carni di cinghiale, capriolo, daino, e cervo cresciuti in assoluta libertà  che consente di ottenere prodotti finali naturali e di un elevatissimo standard di qualità.
Il nuovo laboratorio
La materia prima viene ottenuta da capi abbattuti in selezione o in controllo, da quegli animali cioè che risultano in eccesso per un equilibrio accettabile fra presenza di selvatici e attività dell’uomo e che la Provincia affida a selecontrollori abilitati o alla Polizia provinciale.
A Sasso Marconi esiste già un ufficio di ‘misurazione biometrica’ per valutare le condizioni di salubrità assoluta delle carni.
L’inaugurazione del nuovo laboratorio è stata affiancata da un convegno cui hanno partecipato tutti gli enti coinvolti nel progetto: Confcommercio ,  Regione,  Provincia,  Comune di Monzuno,  Emil Banca, Asl, Gal Appennino Bolognese,  Strada dei Vini e dei Sapori e operatori del settore. Nella discussione è venuto alla luce dato singolare: la carne di selvaggina utilizzata in alta ristorazione viene per lo più  importata dalla Scozia, dalla ex Jugoslavia e persino dagli Stati Uniti perché  controllata. I Zivieri possono oggi colmare un incredibile gap commerciale che vede le carni italiane fra le migliori d’Europa e gli italiani consumare quelle di importazioni.  
A dare prova della validità della nuova proposta erano a Monzuno numerosi chef di fama che hanno preparato ciascuno un piatto a base di carne di selvaggina, tutti  molto apprezzati  dai partecipanti al convegno.

Abbiamo approfittato della presenza di Aldo Zivieri (nella foto), presidente della sezione locale della Confcommercio  e protagonista, con la sua famiglia,  dell’importante iniziativa, per chiedergli  perché è stato deciso di avviare la filiera della carne di ungulato.  

“ E’ una presenza importante e una risorsa quella dei nuovi selvatici in Appennino. Il nostro obiettivo è quello di proporre queste carni in forma più qualificante della classica polenta con lo spezzatino o con il ragù. Questo è un aspetto importante per la sostenibilità  economica della nuova offerta”.  

Per esempio ?

“Il roast beef di cervo, la tagliata di capriolo e singolarità simili tutte da scoprire, per i palati fini non solo italiani”.

Da dove nasce questa idea ?

“Dall’aver analizzato e studiato gli aspetti nutrizionali di queste carni e dall’esserci resi  conto che sono in linea con quelli di carni provenienti da filiere di estrema qualità, come quelle dei bovini e dei  suini allevati  in libertà. Una carne quella degli ungulati veramente di tutto rispetto”.

La vostra attività quindi si incentra in questa nuova filiera a scapito delle altri carni da voi trattate ?

“ Assolutamente no. La lavorazione della carne di ungulato si  integra con l’attuale attività che aumenta la sua offerta e la completa, rispondendo così  a una esigenza che si palesa in modo sempre più evidente. Monzuno si pone così all’attenzione generale come capitale della carne di qualità”.

Come reperirete la materia prima?

“La carne, in accordo con la Provincia di Bologna, sarà quella reperita secondo i piani di controllo e in accordo con i cacciatori.   Una filiera comunque molto legata al territorio”.

E che di materia prima ce ne sia in abbondanza lo comprovano i dati resi noti dall’assessore provinciale Gabriella Montera: nel 2012, nell’ATC Bo3 (la parte di Appennino bolognese in destra A1 e in confine con le province dii Pistoia e Modena) sono stati abbattuti perché ritenuti in eccesso 2500 cinghiali, 2500 caprioli, 600 cervi e circa altrettanti daini. Quest’anno si dice che solo per i caprioli il numero potrebbe salire a 3500. 
Il primo filetto di capriolo trattato nel nuovo laboratorio

I congressisti e i componenti della famiglia Zivieri osservano la 'montagna di tartufo' donata dall'Appenino bolognese