Visualizzazione post con etichetta Cinghiale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cinghiale. Mostra tutti i post

martedì 20 febbraio 2024

Catturano un cinghiale con un cappio, denunciati bracconieri a Castiglione dei Pepoli

L'animale, trovato in fin di vita, è stato abbattuto


Con un cavo di acciaio, due bracconieri, nei giorni scorsi in un bosco sull'Appennino bolognese, hanno catturato un cinghiale.

L'animale, una femmina di circa 60 chili, è stato trovato in fin di vita in un bosco a Castiglione dei Pepoli: all'altezza del collo aveva diverse ferite provocate dal cappio e, come disposto dai veterinari dell'Ausl, è stato poi abbattuto.
    Gli agenti della polizia locale della Città Metropolitana di Bologna hanno denunciato i due uomini per maltrattamento di animali, caccia in periodo di silenzio venatorio e utilizzo di mezzi vietati.

Quando li hanno intercettati e controllati li hanno trovati in possesso di un'ascia con un lungo manico, che, come ricostruito, avrebbero utilizzato per abbattere l'animale, un coltello e delle corde per trascinare la carcassa. La polizia locale ha sequestrato tutti gli oggetti, uno dei due bracconieri, in passato, era già stato denunciato per reati simili. Le ipotesi di responsabilità sono al vaglio dell'autorità giudiziaria.

domenica 16 gennaio 2022

Confagricoltura: "Le peste suina impone l’eradicazione del cinghiale, principale vettore dell’infezione”

 Indispensabili le misure attuate nell’immediato per contenere la diffusione della peste suina africanaPrioritario salvaguardare la filiera suinicola dal pericolo del morbo.  

 


 

di Barbara Bertuzzi 

 

«Sono indispensabili le misure attuate nell’immediato per contenere la diffusione della peste suina africana, ma ora chiediamo alla Regione Emilia Romagna di predisporre un piano di eradicazione del cinghiale che è il principale vettore dell’infezione». Parla come un fiume in piena il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Marcello Bonvicini, dopo la riunione della sezione faunistico-venatoria con i rappresentanti provinciali dell’organizzazione agricola. La politica attuata finora nel Paese si è dimostrata inadeguata. Pertanto, salvaguardare la filiera suinicola dal pericolo Psa diventa un obiettivo prioritario.

 

Confagricoltura Emilia Romagna sollecita un cambio di passo per contrastare la moltiplicazione inarrestabile dei cinghiali. L’allarme lanciato più volte dall’organizzazione degli imprenditori agricoli non ha mai ottenuto l’attenzione dovuta da parte delle istituzioni e ora occorre una strategia efficace.

 

«Siamo d’accordo sulla sospensione dell’attività venatoria nelle province di Parma e Piacenza, vicine all’area infetta, tuttavia – prosegue il presidente regionale degli agricoltori – non dobbiamo assolutamente bloccare i piani di controllo della specie cinghiale, anche quelli eseguiti in modalità collettiva, atti alla riduzione di questi ungulati».

 

L’appello di Confagricoltura Emilia Romagna sottolinea quanto sia importante, in tutto il territorio regionale, non abbassare la guardia e continuare senza sosta l’unica attività di contrasto alla presenza eccessiva dei cinghiali, «con l’unico strumento utile in nostro possesso – rimarca Bonvicini – il Piano di controllo del cinghiale 2021-2026 (art.19 della legge n.157/1992 e art.16 della L.R. n.8/1994; e ultima delibera DGR-n.1973 – 22-11-2021).   Tale intervento si reputa doveroso e necessario vista la pericolosità della malattia e le possibili ripercussioni commerciali sulle filiere delle carni Dop e Igp».

 

Va altresì detto che i prodotti a base di carne Dop e Igp dell’Emilia Romagna rappresentano, in valore, un patrimonio pari a 1,032 miliardi di euro su un ammontare complessivo nazionale di 1,930 miliardi di euro (fonte: RAPPORTO ISMEA-QUALIVITA 2020).

 

«Bisogna modificare l’approccio al problema – conclude il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna – l’attività venatoria non è il fattore di rischio di diffusione dell’infezione. Adesso l’obiettivo su cui concentrare l’azione deve essere il prelievo selettivo del cinghiale da Piacenza a Rimini, per evitare danni economici e sociali incalcolabili. Ci attendiamo dalla futura politica una maggior capacità di ascolto delle istanze del territorio».

sabato 14 novembre 2020

Confagricoltura «No al blocco della caccia e alla sospensione del prelievo del cinghiale. È un rischio che non ci possiamo permettere».

di Barbara Bertuzzi   

«Non abbassare la guardia sulla gestione della fauna selvatica nelle ore in cui l’epidemia da Covid-19 si trascina dietro una raffica di contraccolpi sociali ed economici. Ci si deve pensare adesso perché dopo sarà troppo tardi». Il monito di Confagricoltura Emilia Romagna è rivolto alle istituzioni «affinché sia scongiurato il blocco della caccia in particolare l’attività venatoria legata ai piani di prelievo del cinghiale».

Nello specifico, si chiede alla Regione «di proseguire con l’attuazione dei piani di controllo faunistico messi a punto nel periodo del lockdown di marzo e aprile, fermo restando il pieno rispetto della normativa anti-Covid vigente (mascherine e distanziamento) da parte dei cacciatori chiamati ad assolvere il loro compito».


Come sottolinea l’organizzazione degli imprenditori agricoli, «il rischio è elevato e non ce lo possiamo permettere, sia per l’incolumità pubblica – infatti, la diffusione incontrollata degli ungulati nelle aree urbane ha causato gravi problemi di ordine pubblico e incidenti stradali – sia per i danni all’agricoltura e all’operato delle imprese agricole, che in un momento così delicato si trovano a fronteggiare la recrudescenza del fenomeno peggiorata anche dal rallentamento, inevitabile, dell’attività venatoria nei mesi del lockdown».

 Preoccupano, inoltre, i casi di peste suina africana (PSA) verificatisi in Germania, tanto da spingere gli allevatori europei a chiedere maggiori controlli e misure di protezione per evitare che il virus si propaghi ulteriormente. A tal proposito, Confagricoltura ha accolto con favore l’annuncio della ministra Bellanova di un decreto d’urgenza che verrà predisposto di concerto tra i ministeri di Politiche agricole e Salute, ed auspica interventi tempestivi ed efficaci: la PSA, avverte l’organizzazione agricola, rappresenta un pericolo di dimensioni enormi per gli allevamenti e si sta avvicinando al nostro Paese.

 

lunedì 13 aprile 2020

“Impazza” online il video di un cinghiale sui colli bolognesi ma si tratta di una fake news

L’appello della Polizia locale della Città metropolitana:


Da alcuni giorni impazza sui social e viene addirittura rilanciato da alcune testate online il video di un cinghiale con numerosi cuccioli che si aggirerebbe sui colli bolognesi.

Dopo attente verifiche sia sul web che con sopralluoghi, la Polizia locale della Città metropolitana di Bologna ha appurato che il video si riferisce alla zona di Brescia ed é stato postato sui social e on Line il 30 marzo.

In queste ore, in seguito alla circolazione di questo video, stanno arrivando numerose chiamate al comando della Polizia di Palazzo Malvezzi che é in questi giorni molto impegnata in attività legate all’emergenza sanitaria. 
Si fa dunque appello ai cittadini perché non inseguano questa fake news e si ricorda che il "procurato allarme” é un reato ai sensi dell'art. 658 del codice penale e la Polizia Locale della Città metropolitana si è già attivata per perseguire sia chi origina la falsa notizia sia chi la rilancia.

lunedì 28 ottobre 2019

Vergato: un cinghiale ha attaccato un anziano. L'uomo è all'ospedale, grave

Salvato da un vicino cacciatore che ha udito le sue grida d'aiuto, è accorso e ha ucciso l'animale.

Un cinghiale di grande mole ( si dice di circa due quintali), si era intrufolato nel giardino di casa dell'uomo, un ottantacinquenne di Vergato, alla ricerca di cibo e per sfuggire alle battute dei cinghialai impegnati nella caccia di selezione autorizzata al fine di contenere il numero dei selvatici. L'animale essendosi trovato di fronte l'anziano, ha reagito istintivamente con un attacco allo scopo di sventrarlo.


Il fatto è accaduto ieri mattina intorno alle 10. Sono intervenuti i Carabinieri della zona e l'ambulanza del 118. La ricostruzione ha permesso di stabilire la dinamica dell'incidente: l'anziano stava riposando all’ombra di una ficaia del suo giardino ed è stato attaccato riportando ferite importanti agli arti inferiori e alla schiena. Trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore, è stato ricoverato nel Reparto di Rianimazione.
Purtroppo da tempo le segnalazioni di presenze dei cinghiali anche in zone abitate potevano far presagire fatto così gravi come questo. Il pericolo è molto alto anche perchè se vi fosse stato nei paraggi un bambino le conseguenze potevano essere ben più tragiche.



giovedì 10 dicembre 2015

Ancora sulla Ferrovia Porrettana.

Marco ci ha inviato questa sua considerazione relative alla gestione della rete ferroviaria, in particolare della locale:

Poi in caso di mancanza di energia elettrica saranno dolori individuare il responsabile e di cosa?


Battute a parte, spero che qualcuno in Regione colga l'occasione per proporre una mozione affinchè parte del ricavato di RFI venga SUBITO utilizzato per adeguare certe fermate attualmente 'diversamente a norma' come quella di Vergato (la più malconcia) E NON ASPETTARE IL 2018.
Inoltre ha riportato l'incidente del cinghiale sui binari che ha bloccato i treni sulla Porrettana con disagi e ritardi.
http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2015/9-dicembre-2015/cinghiale-binari-blocca-treni-disagi-ritardi-porrettana-2302304574269.shtml

Ma poi Rfi si farà indennizzare dalla Città Metropolitana per il danno subito?? O deve perseguire penalmente il cinghiale per interruzione di pubblico servizio? Oppure è Trenitalia che deve chiedere l'indennizzo a Rfi e poi Rfi rivalersi su la Città Metropolitana?

http://www.cittametropolitana.bo.it/portale/Engine/RAServePG.php/P/853310010400/T/Gestione-della-fauna-prelievi-delle-specie-dannose-e-risarcimenti

Speriamo che qualcuno sappia percorrere la giusta via legale.



domenica 20 ottobre 2013

La carne di ungulato dell'Appennino Bolognese entra nell'Olimpo dell'alta cucina.



Il tavolo dei relatori.

L’ungulato dell’Appennino Bolognese diventa uno dei protagonisti dell’alta cucina per l’elevatissimo standard di qualità che ha la sua carne . Studi  europei hanno certificato infatti che le carni di capriolo, cinghiale, cervo e daino dell’Appennino bolognese  sono fra le migliori del continente.
A razionalizzare l’utilizzo di questa importante risorsa ancora una volta la macelleria Massimo Zivieri di Monzuno che vanta già un primo importante risultato: il salame di cinghiale della ditta Zivieri ha  vinto il primo premio quale miglior insaccato italiano non di carne suina.  

Il salame di cinghiale 'campione d'Italia'.
A dare forma e sostanza al progetto di razionalizzazione dell’intera filiera del selvatico la Macelleria ha concorso e ha vinto l’appalto per la gestione del macello di Castel di Casio e ha realizzato a Monzuno un  nuovo laboratorio, inaugurato oggi, domenica 20 ottobre, con funzione tecnico operativa e didattica.
La gamma di carni di qualità lavorate della macelleria Zivieri si può dire quindi completa:  alla carne bovina del Consorzio la Granda, suina di razza cinta senese e mora romagnola allevate allo stato semibrado,  a quella di polli e pollastre allevati a terra ed in completa libertà, aggiunge ora  le carni di cinghiale, capriolo, daino, e cervo cresciuti in assoluta libertà  che consente di ottenere prodotti finali naturali e di un elevatissimo standard di qualità.
Il nuovo laboratorio
La materia prima viene ottenuta da capi abbattuti in selezione o in controllo, da quegli animali cioè che risultano in eccesso per un equilibrio accettabile fra presenza di selvatici e attività dell’uomo e che la Provincia affida a selecontrollori abilitati o alla Polizia provinciale.
A Sasso Marconi esiste già un ufficio di ‘misurazione biometrica’ per valutare le condizioni di salubrità assoluta delle carni.
L’inaugurazione del nuovo laboratorio è stata affiancata da un convegno cui hanno partecipato tutti gli enti coinvolti nel progetto: Confcommercio ,  Regione,  Provincia,  Comune di Monzuno,  Emil Banca, Asl, Gal Appennino Bolognese,  Strada dei Vini e dei Sapori e operatori del settore. Nella discussione è venuto alla luce dato singolare: la carne di selvaggina utilizzata in alta ristorazione viene per lo più  importata dalla Scozia, dalla ex Jugoslavia e persino dagli Stati Uniti perché  controllata. I Zivieri possono oggi colmare un incredibile gap commerciale che vede le carni italiane fra le migliori d’Europa e gli italiani consumare quelle di importazioni.  
A dare prova della validità della nuova proposta erano a Monzuno numerosi chef di fama che hanno preparato ciascuno un piatto a base di carne di selvaggina, tutti  molto apprezzati  dai partecipanti al convegno.

Abbiamo approfittato della presenza di Aldo Zivieri (nella foto), presidente della sezione locale della Confcommercio  e protagonista, con la sua famiglia,  dell’importante iniziativa, per chiedergli  perché è stato deciso di avviare la filiera della carne di ungulato.  

“ E’ una presenza importante e una risorsa quella dei nuovi selvatici in Appennino. Il nostro obiettivo è quello di proporre queste carni in forma più qualificante della classica polenta con lo spezzatino o con il ragù. Questo è un aspetto importante per la sostenibilità  economica della nuova offerta”.  

Per esempio ?

“Il roast beef di cervo, la tagliata di capriolo e singolarità simili tutte da scoprire, per i palati fini non solo italiani”.

Da dove nasce questa idea ?

“Dall’aver analizzato e studiato gli aspetti nutrizionali di queste carni e dall’esserci resi  conto che sono in linea con quelli di carni provenienti da filiere di estrema qualità, come quelle dei bovini e dei  suini allevati  in libertà. Una carne quella degli ungulati veramente di tutto rispetto”.

La vostra attività quindi si incentra in questa nuova filiera a scapito delle altri carni da voi trattate ?

“ Assolutamente no. La lavorazione della carne di ungulato si  integra con l’attuale attività che aumenta la sua offerta e la completa, rispondendo così  a una esigenza che si palesa in modo sempre più evidente. Monzuno si pone così all’attenzione generale come capitale della carne di qualità”.

Come reperirete la materia prima?

“La carne, in accordo con la Provincia di Bologna, sarà quella reperita secondo i piani di controllo e in accordo con i cacciatori.   Una filiera comunque molto legata al territorio”.

E che di materia prima ce ne sia in abbondanza lo comprovano i dati resi noti dall’assessore provinciale Gabriella Montera: nel 2012, nell’ATC Bo3 (la parte di Appennino bolognese in destra A1 e in confine con le province dii Pistoia e Modena) sono stati abbattuti perché ritenuti in eccesso 2500 cinghiali, 2500 caprioli, 600 cervi e circa altrettanti daini. Quest’anno si dice che solo per i caprioli il numero potrebbe salire a 3500. 
Il primo filetto di capriolo trattato nel nuovo laboratorio

I congressisti e i componenti della famiglia Zivieri osservano la 'montagna di tartufo' donata dall'Appenino bolognese


venerdì 12 luglio 2013

La tavola ricca dell'Appennino: le occasioni di domani.



Per chi ama lo spuntino all’ombra delle querce dell’Appennino si presentano, per domani sabato 13 luglio,  due occasioni ghiotte: a Badi di Catel di Casio, dalle 19.30 Sagra della Porchetta con la presenza di stand gastronomici che propongono la ‘regina’ della sagra, preparata in molti modi. Intrattenimento musicale .
Per informazioni 335.60.90.645.

A Casa Boni di Granaglione si  pranza con un menù ‘farcito’ di piatti al cinghiale. L’occasione è da non perdere poiché la materia prima è fornita dai cinghialai locali.
 Per informazioni 328.06.62.325.

venerdì 16 luglio 2010

Sagra del Cinghiale

Il cinghiale è il protagonista del fine settima di Monteacuto Ragazza a Grizzana Morandi. La squadra cinghialai di Montovolo, in collaborazione con la polisportiva ‘Quii ed Muntagò’ invitano infatti oggi (17 luglio) e domani a alla ‘diciottesima sagra del cinghiale’ organizzata nell’accogliente spazio ricreativo-sportivo di ‘La Scuola ’ nei pressi della chiesa della frazione. L’invito è per le 19.30 per chi vuole cenare e alle 12 di domenica per il pranzo. Il re delle due giornate sarà ovviamente ‘Il Cinghiale’ di cui i cacciatori di Montovolo sono diventati non solo esperti ricercatori, ma bravissimi preparatori. Le carni verranno proposte in un ricco menù: pappardelle al ragù di cinghiale, cinghiale in umido, porchetta di cinghiale, polenta al ragù di cinghiale e polenta con umido di cinghiale. Per chi non volesse la carne c’è da abbuffarsi con polenta e cipolla, polenta fritta e tigelle salumi e formaggi nostrani. Sui tavoli, vini delle colline bolognesi di cui Grizzana Morandi vanta una buona produzione e il pasto può essere concluso con gli ottimi dolci casalinghi preparati per l’occasione. Arricchiranno la sagra la presenza di bancarelle con tutta l’oggettistica riferita ai cinghiali. Tutte le occasioni di incontro saranno accompagnate delle esibizioni musicali del gruppo ‘Smoking music’ di Alessandro e Milena. Per informazioni, 051 918752.

lunedì 23 marzo 2009

Cinghialai


I 1700 cinghialai dell’Appennino, aderenti all’Organizzazione squadre dei cacciatori dell’Appennino ( Osca), sono in sciopero e non attuano più tutta l’attività fin qui sostenuta per la prevenzione da danni degli ungulati: principalmente la recinzione dei terreni agricoli con fili elettrici a bassa tensione per scoraggiare l’ingresso dei campi di ungulati ed evitare così il danno alle colture in atto.


“I motivi dell’agitazione sono due”, spiega il presidente dell’Osca Aurelio Minarelli. “A noi viene addebitato un onere in più per la partecipazione all’anno venatorio destinato al risarcimento dei danni da ungulati che ci viene quantificato sempre in ritardo e con cifre consistenti. Non capiamo la ragione di tale balzello quando offriamo un impegnativo lavoro di prevenzione. Inoltre, la presenza elevata dei cervi, che arriva in alcune zone a superare di tre volte quello valutato come massimo per l’equilibrio ambientale dall’Istituto nazionale della fauna, vanifica il nostro lavoro. Questi animali saltano i fili e nel salto li rompono interrompendo il passaggio dell’energia elettrica. E’ necessario ormai,” conclude Minarelli,” attuare piani di controllo sulla presenza degli ungulati tutti, come è stato fatto per il cinghiale”.