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martedì 5 marzo 2024

Appuntamento per i castanicoltori

 



Oggi, martedì 5 marzo, alle 14.30, nella sala 'Le Caselline, a Pian di Setta di Grizzana Morandi,  si svolgerà    il terzo dei quattro incontri formativi rivolti agli agricoltori dell'Appennino: il tema sarà la castanicoltura.



martedì 25 ottobre 2022

Al Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone passeggiata alla scoperta della ‘vita in montagna e della castanicoltura'


Domenica prossima, 30 ottobre, nel Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone si va alla scoperta della ‘vita in montagna e della castanicoltura.'

Un’escursione che percorre i sentieri del parco immergendosi nel fitto dei castagneti del circondario del Brasimone.

Si incontreranno i resti di antichi ruderi per l’essiccamento delle castagne, si calpesteranno le rocce che gli antichi abitanti della montagna utilizzavano per costruire le proprie case, si affiancheranno le faggete disseminate di vecchie carbonaie dismesse. Una giornata per scoprire le abitudini, le bellezze e la fatica della vita di montagna.

Ritrovo,  9.30 presso Stagno, Camugnano.

Termine previsto per le15.30 nello stesso luogo.

 

Difficoltà: E – Lunghezza: 10 km – Dislivello: 450 m – Cammino effettivo: 4 ore.

Note: portare acqua e pranzo al sacco. indossare abbigliamento e calzature da trekking, consigliati bastoncini da trekking.

Informazioni e prenotazione obbligatoria: Lorenzo – 348 5522929; escursionismo@coopmadreselva.it 

lunedì 25 aprile 2022

Lo sviluppo futuro della castanicoltura richiede l’aggregazione tra i produttori

di Daniele Mattioli

 


“I numeri parlano chiaro: l’Appennino Bolognese è tra gli areali castanicoli più importanti dell’Emilia Romagna, ma serve un’ulteriore aggregazione tra tutti i produttori di castagne e marroni per continuare a crescere e rispondere alla richiesta sempre più elevata che arriva dal mercato, dove i consumatori riconoscono e apprezzano questi prodotti del territorio”.

È questo il messaggio lanciato da Confagricoltura Bologna in occasione dell’evento “Noci e frutta a guscio in Emilia-Romagna” tenutosi sabato 23 aprile a Palazzo Re Enzo in occasione del Cibò, il Festival dei Sapori d’Italia.



I Consorzi dei Castanicoltori dell’Appennino Bolognese, dell’Alto Reno e di Castel del Rio hanno infatti prodotto oltre 4000 quintali tra castagne e marroni nel 2021. Si tratta di volumi rilevanti, anche se in calo del 43,60% rispetto al 2020.

 

“Purtroppo la produzione dello scorso anno è stata colpita duramente dall’andamento climatico sfavorevole, con i mesi estivi di totale siccità che hanno compromesso la campagna - spiega Marco Carboni, membro del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Castanicoltori Appenino Bolognese - Siamo però rimasti particolarmente soddisfatti per quanto riguarda la qualità delle castagne e dei marroni, che è stata di altissimo livello. Le prospettive per il futuro sono pertanto buone: c’è voglia di investire in questo comparto e di migliorare ulteriormente ogni singolo dettaglio, produttivo e organizzativo, per cercare di incrementare la produzione e promuovere la qualità espressa dai nostri castagneti”.

 

Una delle chiavi vincenti per raggiungere questo obiettivo è il ruolo dei Consorzi e delle diverse realtà capaci di aggregare produzione e offerta.

 

“Mai come in questo caso si può dire che è l’unione a fare la forza - commenta Claudio Cervellati (nella foto), responsabile dell’Ufficio Forestazione di Confagricoltura Bologna - Siamo fortunati, nella nostra Provincia, ad avere diversi soggetti e tutti di grandissimo livello. I Consorzi hanno infatti la grande capacità di aiutare i giovani e i piccoli agricoltori nella loro crescita, fornendo tutte le conoscenze e gli strumenti necessari per poter tramandare questa attività. Sarà importante quindi che questi rapporti possano svilupparsi ulteriormente, continuando così quel percorso di crescita che pone ancora una volta Bologna e l’Emilia Romagna ai primi posti a livello nazionale”.

sabato 14 dicembre 2019

Confagricoltura Bologna sarà presente all’incontro visto l’importanza della castanicoltura nel comparto agroforestale nella provincia

Si chiama “Gnomoniopsis” la nuova minaccia per i castagneti: un convegno a Vergato per parlare di questo fungo

di Claudio Cervellati
335/17.37.302

Lunedì prossimo, 16 dicembre, alle 10, si terrà a Vergato, presso la sede dell’Unione dell’Appennino bolognese in via Berlinguer 301, il convegno “Le problematiche fitosanitarie del Castagno”.
Un incontro per fare il punto sulle strategie per contrastare vecchi nemici dei castagneti come il cinipide e bacato e minacce più recenti come quelle del fungo che fa marcire le castagne.
Si affronterà principalmente la nuova emergenza fitosanitaria, quella della “Gnomoniopsis castaneae”, grazie alle relazioni del funzionari del servizio fitosanitario della Regione Emilia-Romagna.

La Gnomoniopsis castaneae è un fungo ascomicete che provoca una malattia delle castagne chiamata marciume gessoso (o marciume bruno). La malattia non è nuova in Italia e tanto meno in Emilia-Romagna. Le prime segnalazioni risalgono infatti al 2005 in Piemonte. Successivamente è stata rinvenuta in Campania, Lazio, Emilia-Romagna e in altre aree castanicole italiane. La malattia è nota anche in Francia, Svizzera, Grecia, Spagna, Slovenia e Regno Unito. Negli ultimi anni però ha avuto una recrudescenza con conseguenti gravi perdite alle produzioni. I danni si possono avere al momento della raccolta così come successivamente, durante la conservazione.

Esternamente le castagne colpite non mostrano alcuna anomalia ma appaiono morbide al tatto; possono essere infatti contaminate internamente dal fungo già al momento della raccolta. I sintomi del marciume gessoso sono rilevabili solo all’interno dei frutti raccolti: il colore vira al bruno e la polpa infetta risulta molle e spugnosa. Con il progredire dei sintomi il frutto diventa duro, bianco e gessoso fino a dare alle castagne un aspetto mummificato, oltre che un sapore sgradevole per cui non sono più commercializzabili. Sono in corso studi sulla biologia del fungo, visto che purtroppo i trattamenti fungicidi non sono applicabili perché la colonizzazione dei tessuti avviene dall’interno, con vento, insetti e piogge che favoriscono la diffusione del patogeno. Però ci sono delle strategie da adottare: la rimozione dei vecchi ricci da terra, visto che possono ospitare il fungo per una stagione intera e da qui permettergli di diffondersi; la raccolta tempestiva del prodotto, specie in periodi umidi e piovosi che favoriscono la diffusione del fungo; il congelamento dei frutti raccolti per inibire la crescita del fungo. Di questo e di molto altro ancora si parlerà nel corso del convegno.
 
Dopo l’introduzione di Emilio Pedone, responsabile dell’area tecnica dell’Unione dell’Appennino bolognese, il tema sarà affrontato alle 10,15 da Carla Montuschi. Sarà inoltre proposto un strumento utile alla conoscenza della malattia, un questionario su Gnomognopsis a cura di Giovanni Benedettini e Federica Migliorini.

Alle 11,15 Massimo Bariselli affronterà il problema piuttosto ancora attuale di cinipide e bacato. La mattinata di studi sarà conclusa alle 11,45 da Giorgio Maresi del Centro trasferimento tecnologico, Fondazione Edmund Mach, che parlerà dell’ecosistema castagneto in un mondo che cambia.



martedì 5 novembre 2019

Tutto pronto per la seconda edizione del Salone nazionale marroni e castagne d’Italia

Appuntamento a Fico Eataly World da venerdì prossimo, 8 a domenica 10 novembre

«Saranno tre giornate dedicate alla castanicoltura a 360 gradi – spiega Ivolo Poli, presidente dell’Associazione nazionale Città del Castagno. “ Si parlerà di produzione, commercializzazione, utilizzo in cucina, attualità, didattica, ambiente e turismo/promozione del territorio”.
Il taglio del nastro, venerdì 8, alle 10.30, cui seguirà il convegno 'Selve castanili e cambiamenti climatici-Quali interventi'. Un secondo convegno è programmato per sabato 9, alle 10.30 nel quale si affronteranno i temi relativi alle Selve castanili e paesaggi-Nuove destinazioni offerte turistiche.


Il programma della seconda edizione del Salone nazionale marroni e castagne d’Italia comprende, oltre alla tradizionale esposizione-mercato dei produttori, provenienti da Emilia-Romagna, Piemonte, Trentino Alto Adige, Toscana e Campania: - la mostra, unica del suo genere, delle diciassette Dop e Igp di castagne e di marroni nazionali e delle relative filiere corte, che si caratterizzano per il grandissimo pregio dal punto di vista della biodiversità e della qualità nutrizionale - il concorso nazionale degli istituti alberghieri Chef del futuro, con gli studenti impegnati nella preparazione di dolci a base di castagne, farina di castagno, e marroni - una curiosa novità rispetto all’anno precedente e a livello nazionale: la prima mostra con degustazioni 'Le birre dei castagni', che riunirà trenta birrifici agricoli e artigianali di tutta Italia, con le loro birre a base di castagne, farina o miele di castagna, e marroni
Il Salone offre ai visitatori la possibilità di:
- degustare marroni, castagne, caldarroste e prodotti derivati
  • acquistare marroni, castagne e prodotti a chilometro zero direttamente dalle aziende
  • conoscere da vicino le preparazioni tradizionali dei diversi territori (per esempio la Mistocchina di Bologna e il Neccio della Garfagnana)
  • scoprire modalità di utilizzo e ricette particolari, che cercano di valorizzare il prodotto in tutti i suoi aspetti
Offre inoltre alle aziende e alle associazioni/enti del comparto la possibilità di valorizzare il proprio prodotto e di condividere esperienze, con l’obiettivo di creare una rete sempre più stretta per guardare al futuro assieme e più forti, capaci sia di cogliere le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, sia di esprimersi con una voce e una posizione comune a tutti i livelli istituzionali, nazionali ed europei. «La castanicoltura è una risorsa nazionale importantissima e ogni regione esprime proprie peculiarità – spiega Massimo Seragnoli, promotore e coordinatore della manifestazione –, non solo dal punto di vista del prodotto, patrimonio italiano di biodiversità, la cui qualità deve essere preservata, ma anche in riferimento a tematiche ambientali, economiche, gastronomiche e turistiche. La polifunzionalità dei castagneti rappresenta una risorsa fondamentale per la sostenibilità di molte comunità dell'appennino, una potenzialità da sviluppare attraverso la promozione della qualità delle produzioni nazionali e della trasformazione, la valorizzazione turistica e l’affermazione delle caratteristiche nutrizionali». 

 

giovedì 21 febbraio 2019

Appennino. Il castagneto è un tesoro

Confagricoltura: «Riscoprire e rilanciare il comparto castanicolo affinché abbia un ruolo chiave di valorizzazione delle attività agricole e forestali nelle aree appenniniche; chiediamo risorse dedicate nel PSR Post 2020»

Riceviamo:

«Riscoprire e rilanciare il comparto castanicolo affinché abbia un ruolo chiave nel processo di valorizzazione e diversificazione delle attività agricole e forestali, quale garanzia di reddito e creazione di posti di lavoro nelle aree appenniniche; ci attendiamo che il Piano regionale di Sviluppo Rurale post 2020 stanzi risorse dedicate allo sviluppo del settore, al fine di incrementare la superficie regionale coltivata e formare una categoria di imprenditori preparati e capaci oltre che altamente professionalizzati». Lo afferma Confagricoltura Emilia Romagna condividendo le proposte espresse dal Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese oggi al convegno, a Bologna, e ringraziando gli organizzatori dell’incontro: Regione Emilia-Romagna e Accademia Nazionale di Agricoltura.

Confagricoltura Emilia Romagna sta avviando il progetto “Terre Alte” sulla valorizzazione e diversificazione delle attività agricole e forestali in montagna, tra cui, appunto, la castanicoltura.

«Siamo al fianco del Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese – aggiunge l’organizzazione regionale degli imprenditori agricoli – nel richiedere alla Regione di parificare il Regolamento forestale regionale, in materia di castanicoltura, a quello del Testo Unico Forestale nazionale (approvato nell’aprile 2018). La castanicoltura è una attività imprenditoriale a tutti gli effetti, rivolta sia alla produzione di castagne da mensa che alla filiera del legno di castagno. Inoltre, riteniamo di fondamentale rilevanza liberare la castanicoltura dal vincolo paesaggistico e dai limiti imposti dal Regolamento forestale; auspichiamo la realizzazione di un Piano castanicolo regionale, inclusa l’adozione di un brand commerciale unico. È necessario – conclude Confagricoltura Emilia Romagna – un approccio culturale innovativo, un vero cambiamento nel modo di pensare che sia in grado di superare i molti preconcetti sulla castanicoltura, e sulla selvicoltura, in linea con il nuovo Testo Unico Forestale».





giovedì 13 ottobre 2016

Castanicoltura. La vespa cinese è ormai sotto controllo. Si teme ora l'arrivo del Calabrone Killer.


Dall'Unione dei Comuni Appennino Bolognese:

I castanicoltori possono tirare un sospiro di sollievo: la lotta alla vespa cinese ha avuto un ottimo successo in tutta l'Italia settentrionale e l'esperienza dell'Appennino bolognese lo conferma. Il parassita è oggi molto diffuso in Asia e negli Stati Uniti. In Europa è stata assente fino al 2002, anno in cui è stato accidentalmente introdotta in Italia in una zona a sud di Cuneo. In Emilia-Romagna è arrivata del 2008 e ha avuto un impatto lacerante nella produzione di castagne e marroni.
La lotta è stata attuata con introduzioni nei castagneti (i cosiddetti "lanci") dell'antagonista Torymus sinensis, un altro insetto che limita la proliferazione della vespa cinese, nutrendosi delle larve di quest'ultima.
Il Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna conferma che nel 2016 la presenza di galle di vespa cinese in castagneto è ridotta ai minimi termini e anche la salute globale delle piante e la produzione sono in forte ripresa. L'inversione di tendenza, cominciata nel 2014 (anno terribile per la castanicoltura nell'Appennino bolognese), si vede quindi confermata.

La situazione non è però altrettanto rosea nel resto d'Italia. Specie nel centro sud, infatti, nelle zone in cui la castanicoltura è più professionale e in cui si eseguono trattamenti insetticidi per la difesa dalle tortrici, la lotta biologica non sta ottenendo i risultati previsti, le galle sono numerose e la produzione ne risente. Questo perché l’uso di antiparassitari chimici inevitabilmente colpisce anche il parassitoide Torymus, vanificando sforzi e investimenti.


L'orizzonte della castanicoltura non è ancora del tutto sereno. Una nuova minaccia potrebbe approdare sull'Appennino: la temuta vespa velutina ( nella foto) , spesso evocata in maniera enfatica come “calabrone killer” o calabrone asiatico. La specie oggi è segnalata soltanto in Piemonte e in Liguria mentre in Emilia-Romagna non è ancora presente. L'insetto è particolarmente pericoloso non solo per l'apicoltura, perché si nutre di api, ma purtroppo anche per le persone, per le reazioni allergiche anche gravi che la puntura può causare. Tuttavia ha uno spostamento lento e gli esperti non prevedono la comparsa in Emilia-Romagna nel breve termine.
Ci si sta muovendo per non essere colti impreparati: il sito http://www.vespavelutina.eu, un progetto che coinvolge università, enti di ricerca, associazioni, apicoltori e cittadini, mira a monitorare la presenza della vespa e intercettare tempestivamente l'arrivo dell'insetto nei nuovi territori, anche fornendo consigli su come produrre delle trappole economiche e semplici da installare. Non esistono infatti ancora esperienze efficaci di lotta biologica alla vespa velutina.
Di questi e di altri argomenti si discuterà sabato 5 novembre a Capugnano (Alto Reno Terme), alle 9.30, nel corso del convegno dal titolo: "La castanicoltura: una risorsa troppo a lungo sottovalutata" cui interverranno, tra gli altri, la dottoressa Nicoletta Vai e il dottor Massimo Bariselli, del Servizio Fitosanitario Regione Emilia Romagna.

giovedì 12 maggio 2016

Castanicoltori a convegno con 'il sorriso sulle labbra'.

La direzione del Consorzio Castanicoltori informa di convegno sulla Castanicoltura che si terrà sabato prossimo, 14 maggio, alle 9.30, nella sede del Museo di Arti e Mestieri a Pianoro in cui verranno affrontati i temi relativi alla importante coltura fondamentale non solo per l'economia agricola dell'Appennino, ma anche per la 'salute ambientale' della collina. Il castagneto è inoltre una attrattiva turistica da non sottovalutare. Gli organizzatori assicurano informazioni di forte interesse e belle novità per il settore.

L'evento è stato voluto dall'Unione delle Valli Savena-Idice e vedrà la partecipazione dell'assessore regionale all'agricoltura, Simona Caselli.


venerdì 15 maggio 2015

A Capugnano di Porretta Terme si parla di 'castanicoltura'.




Domani, sabato 16 maggio, alle  9.30, nella sede della Pro Loco di Capugnano, si terrà il  Convegno  ‘QUALE FUTURO PER LA CASTANICOLTURA IN APPENNINO?’ organizzato dalla Pro Loco di Capugnano  e dal  Comune di Porretta Terme.

Introducono, Luisa Accursi presidente della Pro Loco di Capugnano e Nicolò Savigni vice sindaco del Comune di Porretta Terme.

Relazioneranno sullo ‘stato di salute della castanicoltura’, Renzo Panzacchi, il cui intervento ha il titolo significativo ‘Togliere le castagne dal fuoco, prima che sia troppo tardi...!!!’ Difficoltà, prospettive della castanicoltura e degli interventi da effettuare’;   Simona Caselli, assessore all’agricoltura, caccia e pesca,  Massimo Bariselli, che tratterà il tema ‘ La castanicoltura al tempo della vespa cinese’; Nicoletta Vai, aggiornerà su ‘ La lotta biologica alla vespa cinese: a che punto siamo.
Infine Giovanna Gironi e Luigi Noè, informeranno su ‘Progetto Castanea IPAA Luigi Noè - sede coordinata del Serpieri di Bologna’.

Al termine: dibattito.
Seguirà buffet con prodotti tipici locali.

Per informazioni: prolococapugnano@libero.it  oppure cell. 345 0864878

sabato 2 maggio 2015

La castanicoltura soffre e in tanti vogliono curarla.



Organizzato dall’  assessore all'agricoltura del Comune di Monte San Pietro,  Barbara Fabbri, lunedì prossimo  4 maggio, a Monte Pastore di Monte San Pietro  si parlerà di castanicoltura, delle sue ‘sofferenze’ e dei possibili rimedi.
L'Unione dei Comuni della Valsamoggia, grazie all'attenzione che il Sindaco di Monte San Pietro, Stefano Rizzoli,  ha stanziato 5.000 euro per l'acquisto di Torymus Sinensis, l'insetto che combatte efficacemente la vespa cinese, presenza che affligge duramente la cultura castanicola dell'Unione fino a mettere in pericolo la produzione annuale del prezioso marrone biondo dell’Appennino bolognese.  

Parallelamente il Sindaco Rizzoli si è rivolto al Consorzio Castanicoltori dell'Appenino Bolognese chiedendo la necessaria assistenza sul campo, o meglio in castagneto, per effettuare i rilasci dell'insetto. Invito cui  il Consorzio ha aderito di buon grado e si è impegnato a  fornire gratuitamente la propria opera di supporto, certamente efficace  grazie all'esperienza maturata nei precedenti cinque anni di collaborazione con il Servizio Fitosanitario della Regione.

Con l'investimento previsto dall'Unione, è stato possibile acquistare dalla ditta Piemontese Green Wood Service ben 23 lanci di Torymus che i volontari del Consorzio  hanno provveduto a rilasciare in altrettanti castagneti.
Si tratta di un esempio virtuoso di collaborazione tra il pubblico ed il privato che potrebbe essere d'esempio anche per le altre Unioni che operano nel territorio dell'Appennino Bolognese.


Il presidente del Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese, Renzo Panzacchi ricorda inoltre di aver consegnato all’assessore all’Agricoltura della Regione un dettagliato documento  messo a punto con la collaborazione di altri 5 Consorzi Castanicoltori .

Il  documento ha portato a un primo incontro con l'assessore, dott.ssa Simona Caselli, che ha dimostrato attenzione e la volontà di affrontare i tanti temi evidenziati nella relazione,  e a un confronto operativo tra tutti i consorzi firmatari del documento ed i dirigenti dei vari servizi della Regione coinvolti nella gestione e nella cura della castanicoltura.

“Non voglio alimentare facili speranze,” ha detto il presidente Panzacchi, “ ma credo che oggi, come mai in passato,  si  siano create le condizioni affinchè la Regione possa decidere di affrontare con serietà il tema della castanicoltura. In ogni caso anticipo che il 16 maggio, in un convegno a Capugnano di Porretta Terme, l'assessore Caselli sarà presente con un intervento dedicato all'argomento”.


venerdì 30 gennaio 2015

A Vergato un convegno per verificare se finalmente le ‘castagne sono state cavate dal fuoco della vespa cinese’.



Con il titolo significativo ‘Cavar le castagne dal fuoco’ si terrà domani, sabato 31 gennaio, alle 15, nella sala dell’Unione dell’Appennino Bolognese di Vergato un convegno in cui verrà trattata l’importante tematica della coltivazione del castagno.

 Il settore sta passando un difficile momento dovuto all’andamento climatico sfavorevole degli ultimi anni e alla presenza più che impattante della ‘vespa cinese’. Mentre per il primo handicap si spera in un ritorno alla normalità mediterranea, per il secondo è in atto una campagna al fine di contenere con un competitore naturale il numero delle ‘vespe cinesi’.

Il convegno si propone di fare il punto della situazione e di valutare possibili altre strategie a favore della castanicoltura, settore produttivo importantissimo per l’Appennino sia per il suo valore economico, sia per quello ambientale.