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sabato 4 novembre 2023

Marijuana coltivata in un bosco a San Benedetto Val di Sambro

 


Il Comando Provinciale Carabinieri Bologna informa:

 

Nella  perlustrazione di un’area boschiva di facilissimo accesso, i Carabinieri di San Benedetto Val di Sambro hanno individuato e  sequestrato 373 piante di marijuana.  

Le piantine sono state sequestrate e del ritrovamento è stata informata la Procura della Repubblica di Bologna.

Sono in corso le indagini per identificare il o i responsabili della piantagione di marijuana  verosimilmente destinata ad alimentare il traffico di droga bolognese.

Foto dei Carabinieri di  San Benedetto Val di Sambro

venerdì 16 settembre 2022

Orto per ‘marijuana’ lungo l’argine del torrente Idice

 Denunciati  gli autori della coltivazione:  un 24enne e  2 minorenni.

I Carabinieri della Stazione di Monterenzio

 

Un fazzoletto di terra lavorato sull’argine dell’Idice, organizzato  con tanto di sistema artigianale per l’irrigazione degli arbusti, che si presentavano verdi e vigorosi, ha destato l’attenzione dei Carabinieri di Monterenzio, che, controllando la ben organizzata coltivazione, hanno scoperto che si trattava di una coltivazione di Marijuana .  Al fine di individuare i responsabili, i militari hanno installato nasconda tra la vegetazione una trappola fotografica e lo strumento si è mostrato utile per immortalare tre persone intente a prendersi cura della piantagione, il 24enne, poi finito in manette, e due ragazzini di 15 e 16 anni.

Grazie alle immagini raccolte i 3 sono stati identificati. L’immediata perquisizione domiciliare eseguita nell’abitazione del 24enne ha consentito di recuperare 125 grammi di marijuana, 41 grammi di hashish, un bilancino di precisione e altro materiale adatto al confezionamento della sostanza stupefacente. I nove arbusti di marijuana e quanto rinvenuto nell’abitazione del maggiorenne sono stati sequestrati e affidati ai militari del Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti dei Carabinieri di Bologna. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, il 24enne  è stato tradotto in carcere. I 2 minori, incensurati, sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna. 

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

venerdì 28 maggio 2021

Trovata una coltivazione di marijuana a Vergato


I Carabinieri hanno arrestato un agricoltore italiano di 54 anni per coltivazione, produzione e detenzione di sostanze stupefacenti. 

L'attività illegale è stata individuata durante un blitz che i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bologna hanno fatto unitamente ai Carabinieri Forestali di Vergato e a un tecnico del CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali) in un’azienda agricola specializzata in prodotti biologici e Cannabis light, con sede in zona Pescarola.

Al momento del controllo, gli operanti hanno trovato la Cannabis light e una piantagione illegale di marijuana, verosimilmente destinata ad alimentare il mercato bolognese della droga.

L’attività è terminata col sequestro di 18 piante di marijuana e quasi 1 chilo della medesima sostanza stupefacente, prodotta grazie all’utilizzo di strumenti idonei a riscaldare, illuminare e ventilare le piante che l’agricoltore curava scrupolosamente. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, l’agricoltore è stato sottoposto agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

Sono in corso accertamenti anche sulla piantagione di Cannabis light per verificarne il rispetto delle norme previste.

Link Foto e video CC NRM BO:



Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

 

sabato 27 marzo 2021

Marijuana venduta insieme a cannabis light, due arresti

In Appennino a Monzuno, nei guai i gestori ditta di coltivazione fiori

Secondo quanto ricostruito dai militari, parallelamente alla produzione della cannabis legale, nel loro vivaio avrebbero coltivato e prodotto anche quella proibita.
    Alcuni campioni dei 15 kg di 'erba' sequestrati nel corso di una perquisizione, esaminati dal Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti dell'Arma di Bologna, avevano percentuali di THC fino al 20,49%, decisamente sopra la quantità di principio attivo consentita per la cannabis 'light' che è dello 0,1-0,2%.

 

giovedì 6 febbraio 2020

Carabinieri sequestrano un quintale di marijuana

Durante un controllo a Casalecchio di Reno , arrestate due persone

Più di un quintale di droga, precisamente 111 chili di marijuana, è stato sequestrato dai Carabinieri a una coppia italo-albanese: lei 59 anni, bolognese, e il compagno 31enne, nato in Albania. L'operazione è scaturita da un normale controllo stradale alla Rotonda Biagi di Casalecchio di Reno. La donna, alla guida di una Ford CMax, ha tentato di sfuggire alla pattuglia e i militari hanno così deciso di fermare e ispezionare l'auto. Nel bagagliaio c'erano 89 chili di 'erba' dentro un sacco nero. Altri 22 chili della stessa sostanza sono stati trovati nell'abitazione della coppia, sempre a Casalecchio. I due sono finiti in carcere. (ANSA)

martedì 3 ottobre 2017

Madre, padre e figlio uniti dalla passione per la marijuana, la coltivavano. La comoda trovata non ha però 'portato bene'.



Foto dei Carabinieri di San Giovanni in Persiceto.
Aumentano coloro che organizzano l'orto 'nascosto' per la coltivazione di marijuana. Questa volta la famiglia coltivatrice di stupefacenti è stata intercettata a San Giovanni in Persiceto dove i Carabinieri hanno denunciato una famiglia di tre persone, padre quarantottenne, madre quarantaseienne e figlio ventunenne, per produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Come spesso avviene la 'scoperta' dell'orto anomalo è casuale. Questa volta la 'spia involontaria' l'ha fatta una lite domestica. I Carabinieri si sono recati a casa dei tre soggetti per avere un chiarimento in merito alla scaramuccia in famiglia avvenuta di recente. Accolti dalla donna che si trovava all’interno dell’abitazione, i militari hanno immediatamente notato due piante di marijuana, verdi e rigogliose interrate all’interno di vasi di plastica. Le piante erano state coltivate e curate con amore da tutti e tre i membri della famiglia, consumatori fedeli di “erba buona e fatta in casa”. La donna ha tentato di sminuire la situazione aggrappandosi all’uso personale della sostanza stupefacente, ma la sua versione è stata messa in discussione dalla presenza di altri oggetti e in particolare una bilancina elettronica di precisione che il figlio nascondeva nell’armadio della stanza da letto. Tutto il materiale rinvenuto dai Carabinieri è stato sequestrato.

 Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

lunedì 25 settembre 2017

Coltivatore 'anomalo' produce in casa marijuana e finisce in manette.

Quell'appartamento è troppo frequentato, la cosa 'puzza'. Avvertono i Carabinieri i quali rinvengono una coltivazione di marijuana giunta al al punto di utilizzo.

I Carabinieri di Casalecchio di Reno hanno così arrestato il produttore di marijuana di trentacinque anni. L’uomo, incensurato, nato e residente a Bologna, dovrà rispondere di “Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope”, a seguito del ritrovamento di sette piante di marijuana che coltivava all’interno del suo appartamento.
I militari lo stavano tenendo d’occhio da qualche giorno, grazie alla segnalazione di alcuni cittadini che si erano insospettiti del via vai di gente che frequentava la casa dell’arrestato. All’arrivo dei Carabinieri, il trentacinquenne, inizialmente, ha tentato di minimizzare la situazione, poi ha ammesso le proprie responsabilità. Oltre alle piante di marijuana, infatti, sono stati sequestrati numerosi prodotti che l’uomo utilizzava per la cura degli arbusti: un misuratore di umidità, due confezioni di fertilizzante e di additivo e un aspiratore. L’arrestato ha avanzato una richiesta di patteggiamento che, in sede di rito direttissimo, è terminata con una condanna a quattro mesi di reclusione e 800 euro di multa, con sospensione della pena.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

sabato 16 settembre 2017

Lizzano in Belvedere. Coltiva marijuana nel bosco e finisce in manette.


Foto dei Carabinieri Lizzano in Belvedere.
Appassionato coltivatore di marijuana non evita i controlli dei Carabinieri anche se il 'campo' scelto per la sua attività agricola era ben nascosto nel bosco e per lui la coltivazione si è chiusa.


I Carabinieri della Stazione di Lizzano in Belvedere hanno infatti arrestato un produttore di marijuana di quarantaquattro anni. L’uomo, nato a Taranto ma residente a Bologna, dovrà rispondere di “Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope”, a seguito del ritrovamento di sessantasei piante di marijuana che lo stesso coltivava in un’area boschiva, isolata e difficile da raggiungere, situata a Chiesina – Farné, una località del comune di Lizzano in Belvedere.

Fermato dai Carabinieri, mentre stava andando ad annaffiare il campo, il tarantino ha ammesso le proprie responsabilità, anche perché sarebbe stato inutile negare l’evidenza dei fatti, considerati i suoi precedenti di polizia specifici, in particolare nel 2011 quando venne arrestato dai Carabinieri di Calderara di Reno per lo stesso motivo, ovvero la coltivazione di 131 piante di marijuana. La sostanza stupefacente, verde e rigogliosa, è stata estirpata e sequestrata dai Carabinieri. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, il produttore di marijuana è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa di essere presentato davanti al GIP.      

 Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

giovedì 27 aprile 2017

I Carabinierii hanno intercettato un autotrasportatore con 280 kg di marijuana.


Foto dei Carabinieri San Lazzaro.
La frutta era marcita, ma la marijuna no. Insospettiti dall'inutile trasporto di merce avariata, i Carabinieri hanno voluto controllare meglio e hanno scoperto che il 'trasferimento merce' era utile e come, però illegale. Sequestrati quindi quasi tre quintali di marijuana, precisamente 280 Kg.

Il ritrovamento è stato effettuato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di San Lazzaro di Savena durante l’ispezione del vano di carico di un furgone con cella frigo, fermato mentre stava transitando per i Stradelli Guelfi. L’autista, 45enne tedesco, residente a Castenaso, stava trasportando cassette di frutta e verdura in avanzato stato di decomposizione, senza la documentazione prevista e per una destinazione ignota.
 Di fronte a tali ambiguità, i Carabinieri si sono insospettiti e hanno deciso di approfondire il controllo in caserma dove il furgone è stato passato al setaccio. Ciò ha permesso ai militari di trovare l’ingente quantitativo di droga, conservata in ottime condizioni e occultata in un altro scompartimento del cassone.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il 45enne è finito in carcere.  







Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

mercoledì 18 gennaio 2017

Sorpreso a spacciare, prende a calci e pugni i Carabinieri. Era già stato fermato a Vergato e ad Alto Reno Terme.

Da Bologna Today

E' un volto conosciuto alle forze dell'ordine il cittadino gambiano 18enne arrestato dai Carabinieri nell'ambito dei controlli antidroga in zona universitaria.

Il ragazzo è stato fermato ieri sera in via Zamboni, per aver tentato di “piazzare” una dose di marijuana a un Carabiniere in abiti civili della Compagnia Bologna Centro. Il pusher non ha gradito l'intervento dell'Arma, infatti ha colpito il Carabiniere con un pugno al petto e ha tentato la fuga, ma ad aspettarlo c'erano altri colleghi. 

Anche in questo caso ha cercato di divincolarsi aggredendo i militari con calci e pugni. Un Carabiniere è rimasto lievemente ferito a una spalla. Oltre ai 2,2 grammi di marijuana offerti al militare, lo spacciatore è stato trovato in possesso di altri 28,6 grammi della medesima sostanza, un coltello multiuso, alcune banconote e una tessera sanitaria intestata a una 33enne italiana che qualche tempo fa ne aveva denunciato lo smarrimento.





venerdì 28 agosto 2015

Il fai da te per curare il 'vizietto di famiglia' non ha portato bene a padre e figlio.




Foto dei Carabinieri di  San Giorgio di Piano
Per non sottostare ai costi imposti dai pusher, padre e figlio hanno pensato bene di allargare l’attività aziendale con la coltivazione della marijuana. Non è stata una buona idea.

I Carabinieri di San Giorgio di Piano hanno infatti arrestato un 55enne di Argelato per coltivazione e detenzione di sostanza stupefacente. Il soggetto è stato fermato nel corso di un’indagine antidroga che i militari hanno  avviato dopo alcune segnalazioni giunte in caserma che indicavano l’esistenza di una coltivazione di marijuana all’interno di un casolare di campagna situato alle porte di Argelato. Dopo un’accurata attività info-investigativa, gli inquirenti sono riusciti a risalire alla struttura e hanno scoperto che il soggetto che vi abitava – il 55enne finito in manette – era noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia. Le ipotesi sono state confermate ieri pomeriggio durante un blitz dei Carabinieri. All’interno del casolare sono state rinvenute 6 piante di marijuana e 15,5 grammi della stessa sostanza stupefacente che l’uomo coltivava per soddisfare un vizio che condivideva con il figlio 24enne. Quest’ultimo è stato segnalato alla Prefettura di Bologna per uso personale di sostanze stupefacenti. Il 55enne è stato tradotto questa mattina nelle aule Giudiziarie del Tribunale di Bologna per l’udienza di convalida dell’arresto.


Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

martedì 24 marzo 2015

Giornata nera per un coltivatore diretto anomalo: usa benzina per spegnere il fuoco, finisce all’ospedale e viene denunciato per produzione di stupefacenti.



 
I resti della coltivazione illegale
Tenta di spegnere il fuoco con della benzina , ne ricava ustioni gravi e il ricovero all’ospedale. Ma le sorprese non finiscono lì: il mancato pompiere aveva infatti impiantato nel proprio garage una coltivazione di marijuana con tanto di impianto di ventilazione che l’incendio ha portato alla conoscenza dei Carabinieri. Il distratto  e sbadato coltivatore, un 36enne napoletano residente a Bologna, è stato quindi denunciato per produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope. 

Alle 16 e 40 di sabato, la Centrale Operativa del 112 è stata informata che un uomo era rimasto ferito dalle fiamme di un incendio che si era sviluppato all’interno di un garage situato in una traversa di Viale Aldo Moro. All’arrivo dei Carabinieri, una squadra dei Vigili del Fuoco stava terminando le operazioni di spegnimento dell’incendio che aveva prodotto una copiosa coltre di fumo. Dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti, è emerso che un uomo sulla trentina era stato visto entrare di corsa nel locale in fiamme e uscire poco dopo invocando aiuto. Rintracciato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna, dove era giunto in codice rosso, il malcapitato, poi identificato nel 36enne napoletano, ha riferito di essersi ferito a causa di una vampata di calore provocata dalla benzina, contenuta all’interno di una bottiglia, che aveva gettato sulle fiamme, credendo che fosse acqua. Ho poi precisato che l’incidente era stato provocato da un corto circuito dell’impianto di ventilazione di una serra artigianale adibita alla coltivazione di 14 piantine di marijuana. Il 36enne è risultato gravato da un precedente di polizia per guida in stato di ebbrezza.
Dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Bologna


venerdì 13 febbraio 2015

Hashish, marijuana, ricetrasmittenti, nitrato di ammonio, polvere di magnesio, clorato di potassio e altro ancora: un bolognese trovato dai Carabinieri con un campionario di potenziali esplosivi capaci di far saltare i bancomat.



Dal Comando Provinciale della Legione Carabinieri Emilia Romagna

I Carabinieri di Bologna hanno arrestato Giuseppe BONACCORSO, 36enne bolognese, per detenzione di materie esplodenti e di sostanze stupefacenti, ricettazione e possesso ingiustificato di oggetti da scasso.
Qualche giorno fa, una pattuglia del Nucleo Radiomobile di Bologna ha notato una persona sospetta a bordo di uno scooter Yamaha TMAX entrare all’interno di un garage di via Zanardi. La presenza sospetta ha indotto i militari a attuare  una verifica, da cui hanno rilevato che la targa corrispondeva a quella di uno scooter rubato a gennaio e denunciato presso il Commissariato Bolognina Pontevecchio. I Carabinieri sono immediatamente andati a bussare alla porta di casa del proprietario del garage che ha aperto soltanto dopo numerose richieste giustificandosi con il fatto che era intento a consumare hashish con una ragazza. L’affermazione è stata poi confermata dal ritrovamento di 60 grammi di hashish, nascosti nella tasca di un paio di pantaloni occultati nella lavatrice ed alcuni frammenti di marijuana sparsi in un tavolo, accanto ad un mazzo di chiavi relative alla serratura della porta basculante del garage e alla messa in moto dello scooter rubato (Yamaha TMAX). All’interno del garage, situato nel seminterrato di un palazzo condominiale in cui risiedono numerose famiglie, oltre allo scooter, sono stati trovati degli oggetti di particolare interesse investigativo che hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri Artificieri Antisabotaggio del Comando Provinciale di Bologna: strumenti da scasso; due ricetrasmittenti portatili; delle testine pirotecniche per l’innesco; ma soprattutto  materiale chimico – nitrato di ammonio, magnesio e presumibilmente clorato di potassio – sostanze che mescolate possono trasformarsi in pericoloso esplosivo; alcune micce a lenta combustione; dei detonatori a pila per l’innesco a distanza e numerose scatole in acciaio comunemente chiamate ‘marmotte’ che una volta imbottite di esplosivo, vengono utilizzate per far saltare in aria i bancomat.
Su richiesta del PM, dott.ssa Rossella Poggioli, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Bologna, ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe Bonaccorso, gravato da precedenti di polizia per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti.