lunedì 27 aprile 2026

Ospedale Maggiore, il “parcheggio fantasma”: due decenni di promesse e nessun cantiere

 Nuovo atto ispettivo del consigliere Mastacchi: “Servono soluzioni immediate per cittadini e pazienti”



La cronica carenza di parcheggi all’Ospedale Maggiore torna al centro del dibattito politico. A riaccendere i riflettori è un nuovo atto ispettivo del consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica), che denuncia lo stallo del progetto per il parcheggio interrato in Largo Nigrisoli e sollecita risposte concrete dalla Giunta regionale.

Non è la prima volta. Il tema era già stato affrontato con precedenti iniziative, tra cui l’Interpellanza n. 842 del 2025, rimasta però senza esiti concreti. A distanza di anni, la situazione appare immutata: nel 2026 i lavori per il nuovo parcheggio risultano ancora fermi, nonostante annunci e cronoprogrammi.

Per cittadini e pazienti, il problema è quotidiano. Chi si reca al Maggiore per una visita o per assistere un familiare si trova spesso ad affrontare un vero e proprio percorso a ostacoli ancora prima del triage. L’ospedale, uno dei principali hub sanitari cittadini, accoglie ogni giorno migliaia di persone, ma continua a scontare una logistica insufficiente.

La carenza di posti auto non è un’emergenza recente, bensì una criticità strutturale che si trascina da oltre quindici anni. In assenza di alternative, molti utenti sono costretti a soluzioni di fortuna: soste su aree verdi, spazi marginali o zone non autorizzate. In questo contesto, i controlli e le rimozioni forzate vengono sempre più spesso percepiti come un accanimento nei confronti di persone già in condizioni di fragilità.

Al centro della vicenda c’è il progetto del parcheggio interrato di Largo Nigrisoli: un’opera da circa 22 milioni di euro, con una capienza prevista di oltre 1.300 posti auto, pensata per risolvere definitivamente il problema. Secondo i cronoprogrammi ufficiali, il via libera ai lavori era atteso proprio nel 2026. Ma, a fine aprile, dell’intervento non si vede alcuna traccia: nessun cantiere avviato, nessun segnale concreto dell’avvio dei lavori.

“La logistica dell’accoglienza deve essere parte integrante della prestazione sanitaria – sottolinea Mastacchi –. Garantire un accesso dignitoso e funzionale ai presìdi ospedalieri è un dovere di civiltà, oltre che una forma di rispetto verso chi si reca in ospedale per motivi di salute”.

Il consigliere chiede ora chiarezza sullo stato reale del progetto e sollecita un coordinamento tra Regione, Comune di Bologna e AUSL. Tra le richieste anche l’adozione di misure temporanee per alleggerire la pressione sulla sosta, come soluzioni alternative o una revisione dell’attività sanzionatoria in attesa dell’opera strutturale.

Il nodo resta aperto: nel 2026, l’accesso a un servizio essenziale come quello sanitario continua a scontrarsi con un problema infrastrutturale irrisolto da anni. 

3 commenti:

Anonimo ha detto...

I cittadini pagano le tasse, ma quando diventi un paziente del Maggiore sei un problema. Se parcheggio male il carroattrezzi ti rimorchia via la macchina. Se paghi la sosta coi tempi del pronto soccorso ci lasci 20 euro minimo. Come se tutti andassero a divertirsi. Poi senza contare la mancia agli immigrati che viene richiesta e se ti va male trovi l’auto col vetro del finestrino rotto. Tutto questo per andare all’ospedale. Ordinaria normalità

Anonimo ha detto...

Ma chi lo dovrebbe fare questo parcheggio: regione, ausl ,comune di Bologna o chi altro?
O è il solito scaricabarile fra enti pubblici!

Anonimo ha detto...

Il comune di Bologna non lo vuole perché i cittadini devono usare i mezzi pubblici e non le auto private!