sabato 8 agosto 2026

Un minuto di silenzio per tutte le vittime: a Sasso Marconi il cordoglio diventa terreno di confronto politico

 La mozione della minoranza, dopo il raccoglimento per Fakir Abderrahim, chiede un ricordo senza distinzioni. La maggioranza vota a favore, ma sottolinea alcune differenze. Alla fine il minuto di silenzio viene osservato dall’intero Consiglio comunale.


Nell’ultimo Consiglio comunale di Sasso Marconi, il gruppo di minoranza ha presentato una mozione chiedendo di osservare un minuto di raccoglimento in memoria delle persone decedute in seguito ad atti di violenza negli ultimi mesi.

La proposta arriva dopo la decisione assunta dalla maggioranza nella precedente seduta, quando era stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Fakir Abderrahim, persona non residente a Sasso Marconi.

La mozione della minoranza mette in evidenza una serie di vittime che, secondo i proponenti, avrebbero meritato la medesima attenzione da parte del Consiglio comunale. Tra queste Monica Esposito, vittima dell’attacco di Modena del maggio scorso, per il quale sono state ipotizzate anche finalità terroristiche; il poliziotto Aniello Scarpati, morto nell’incidente avvenuto durante un inseguimento, nel quale rimase ferito anche il collega Ciro Cozzolino; Aurora Lioli, Alessandro Ambrosio e, più recentemente, il giornalista sportivo Luca Esposito.

Il filo conduttore della mozione è sintetizzato in una frase: «Ogni vita spezzata merita rispetto, ogni vittima merita solidarietà e ogni atto di violenza deve essere condannato, indipendentemente da chi ne sia l’autore o la vittima».

La maggioranza ha accolto la richiesta, giudicandola condivisibile, ma non ha mancato di evidenziare alcune differenze rispetto alla vicenda che aveva portato al precedente minuto di silenzio.


«La proposta è certamente condivisibile», è stato osservato dal sindaco Roberto Parmeggiani (nella foto) , sottolineando tuttavia che la mozione nasce anche in relazione alla richiesta avanzata dalla stessa maggioranza per Fakir Abderrahim. È stato inoltre evidenziato che, in quel caso, la vittima si trovava sotto la responsabilità dello Stato, elemento che, secondo i consiglieri di maggioranza, rendeva particolarmente significativo il coinvolgimento dell’istituzione pubblica.

A queste considerazioni ha replicato il capogruppo di minoranza Stefano Pedrelli (nella foto) , sostenendo che anche altre vittime citate nella mozione potevano essere ricondotte, sotto diversi profili, a situazioni nelle quali erano coinvolte responsabilità o decisioni delle istituzioni.

Pedrelli ha richiamato, in particolare, un caso giudiziario nel quale un soggetto sottoposto a procedimento per gravi fatti di sangue era stato scarcerato a seguito di una valutazione medica relativa alle proprie condizioni di salute (infezione urinaria). Secondo quanto sostenuto dal capogruppo, dopo la scarcerazione sarebbero stati successivamente contestati all’uomo ulteriori episodi di violenza.

«Anche questo è da considerarsi in mano allo Stato», ha sostenuto Pedrelli, ribadendo la necessità di evitare che il cordoglio istituzionale possa essere percepito come selettivo.

Al di là delle differenti valutazioni politiche il Consiglio comunale ha accolto la richiesta e l’intero Consiglio ha osservato il minuto di silenzio.

Un momento nel quale le differenze politiche sono rimaste, almeno per un minuto, sullo sfondo.

Perché davanti alla morte, e soprattutto davanti alla violenza che spezza una vita, il cordoglio può e deve unire.

Reno e Setta, nasce una comunità di pescatori per valorizzare i fiumi e tutelare l’ambiente

 



Con piacere riportiamo la nascita del gruppo Facebook “Amici del fiume Reno e Setta”, una realtà che si propone di promuovere e valorizzare, dal punto di vista ambientale, due dei corsi d’acqua più amati dai bolognesi: il Reno e il Setta.

Il gruppo vuole essere anche uno spazio di confronto e condivisione dedicato ai pescatori no kill che frequentano i due fiumi, dove poter raccontare le proprie esperienze, chiedere consigli e confrontarsi sulle diverse tematiche legate alla pesca e alla tutela dei corsi d’acqua.

«Siamo convinti che un fiume più frequentato sia anche un fiume più controllato, dove risulti più difficile commettere illeciti», spiegano i promotori. «I pescatori vengono incoraggiati a essere vere e proprie sentinelle ambientali del territorio, pronte a segnalare alle Autorità competenti eventuali illeciti riscontrati».

L’obiettivo dichiarato è quello di replicare un modello di gestione già sperimentato con successo dall’associazione ASP Valsanterno sull’omonimo fiume, dove una gestione attenta delle acque affidata all’associazione dei pescatori avrebbe contribuito a trasformare il corso d’acqua in uno dei più pescosi d’Italia.



In questo modello, la filosofia no kill, unita a una maggiore presenza dei pescatori lungo il fiume, rappresenta uno degli elementi considerati determinanti. Una maggiore frequentazione significa infatti anche maggiore attenzione al territorio e alle sue condizioni.

Il concetto, sintetizzato dagli stessi promotori, è semplice: «Più pescatori, più controllo, più tutela e più pesce».

Intanto, ci godiamo le belle immagini inviate a corredo della notizia, che raccontano la natura e la passione di chi frequenta questi due importanti corsi d’acqua del territorio bolognese.

Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare Alessandro Ori, amministratore del gruppo, al numero 347 788 3381.

Per conoscere il gruppo e partecipare alla community:
Amici del fiume Reno e Setta su Facebook


Caso di Dengue a Sasso Marconi, al via la disinfestazione: interventi per tre notti

 



È stato accertato ieri, venerdì 7 agosto, un caso di Dengue a Sasso Marconi, in zona viale Kennedy. Si tratta di un cittadino rientrato recentemente dall’estero.

In applicazione delle indicazioni del Ministero della Salute e del Piano regionale di sorveglianza e controllo delle arbovirosi dell’Emilia-Romagna, sono state immediatamente attivate le misure di profilassi previste, con interventi di disinfestazione adulticida nelle aree pubbliche interessate.

A partire da questa notte, 8 agosto, e per tre notti consecutive, i trattamenti saranno effettuati nelle prime ore del mattino, indicativamente tra le 2 e le 6, con l’obiettivo di ridurre la presenza di zanzare adulte e prevenire l’eventuale insorgenza di casi secondari.

L’area interessata comprende viale Kennedy, dalla stazione dei Carabinieri fino all’inizio di via Bettini, e le vie limitrofe entro un raggio di circa 100 metri. Sono comprese anche le aree pubbliche del Parco Sassenage, del Campo del Prete e della Piazzetta del Mercato.

I residenti dei civici interessati riceveranno un apposito volantino informativo distribuito dalla Polizia Locale.

Annullato il Mercato Contadino

Per consentire le operazioni di disinfestazione e in via precauzionale, è stato annullato il Mercato Contadino in programma nella giornata di oggi, sabato 8 agosto.

Sempre nella mattinata di oggi saranno effettuati, nelle aree private interessate, trattamenti larvicidi e adulticidi, oltre alla ricerca e alla rimozione degli eventuali focolai larvali, attraverso interventi porta a porta.

Le indicazioni ai cittadini

L’Amministrazione invita i residenti a seguire alcune semplici precauzioni:

  • Tenere chiuse le finestre durante le ore notturne fino alla notte del 10 agosto, quando saranno effettuati gli interventi adulticidi nelle aree pubbliche. Durante i trattamenti è possibile utilizzare l’aria condizionata, mantenendo le finestre chiuse.
  • Consentire l’accesso agli operatori della disinfestazione nei cortili privati e condominiali. Gli addetti, salvo rare eccezioni, non dovranno entrare negli appartamenti e saranno preceduti dall’avviso consegnato dalla Polizia Locale.
  • Eliminare eventuali ristagni d’acqua presenti su balconi, terrazzi e davanzali, dove le zanzare possono deporre le uova.

Le misure adottate rientrano nei protocolli di prevenzione previsti in caso di segnalazione di Dengue, con l’obiettivo di interrompere la possibile trasmissione locale del virus attraverso la zanzara Aedes, vettore della malattia.

A Monzuno e San Benedetto Val di Sambro partono i “Tavoli di Lavoro”

 Supporteranno gli operatori del turismo e della ristorazione

 


di Martina Mari 

 

Lunedì 27 luglio a Monzuno, in una Sala "Ivo Teglia" piena di imprenditori e un dialogo aperto, costruttivo e orientato al futuro, si è concluso con un bilancio positivo l’incontro pubblico promosso dai Comuni di Monzuno e San Benedetto Val di Sambro assieme all’Azienda USL di Bologna, dedicato agli operatori del settore turistico e della ristorazione dell'Appennino bolognese. L’evento ha registrato la presenza di numerose attività locali, a testimonianza del forte legame tra il tessuto imprenditoriale e le Istituzioni, tutti uniti dall’obiettivo di far crescere la qualità e l’attrattività del territorio in un momento di forte rilancio turistico.

Al centro del dibattito, la volontà comune di trasformare la complessa macchina delle normative vigenti in una concreta opportunità di sviluppo. 

Per rispondere a questa esigenza in modo pratico, Comuni, Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) ed AUSL hanno annunciato un’importante novità: l’attivazione, su richiesta, di appositi "Tavoli di lavoro" dedicati. Si tratta di spazi di confronto diretto pensati per supportare gli operatori nell’analisi di tematiche o questioni particolari che, per la loro specificità, non sempre risultano di facile interpretazione dalla semplice lettura dei regolamenti.

Per attivare il tavolo, gli operatori potranno inoltrare la richiesta tramite mail all’indirizzo dello Sportello Attività produttive dell’Unione Appennino bolognese (suap@unioneappennino.bo.it), specificando l’argomento o i temi che si desidera trattare. Questo meccanismo permetterà di coinvolgere tempestivamente tutti i settori e le diverse professionalità istituzionali competenti, offrendo risposte rapide, chiare e su misura; e potrà essere allargato nel tempo anche agli altri comuni dell’Unione.

Grande soddisfazione è stata espressa dal Sindaco di San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santoni (nella foto), che ha voluto sottolineare la centralità del fare squadra per il bene della comunità: “Tutti, a partire da noi Istituzioni, siamo assolutamente consapevoli delle difficoltà e della complessità delle normative oggi vigenti per chi fa impresa. Il nostro obiettivo prioritario è sempre stato quello di agevolare e sostenere le attività imprenditoriali, che rappresentano il vero motore economico e sociale del nostro Appennino. Da qui nasce l’idea di avviare questo lavoro di squadra che vede le Istituzioni non come un controllore distante, ma come un partner al fianco degli imprenditori e dei cittadini. Per questo ulteriore sforzo sinergico, oltre ai nostri uffici comunali, desidero ringraziare il SUAP e l’AUSL di Bologna per la disponibilità e, soprattutto, i tantissimi operatori che hanno partecipato. Quando le Istituzioni ascoltano e le imprese rispondono con questa energia, a vincere è tutto il territorio. Solo camminando uniti possiamo garantire quella qualità che tutela chi lavora con passione ogni giorno e che rende il nostro Appennino una meta sempre più amata e accogliente”.


Dello stesso avviso è stato anche Bruno Pasquini (nella foto) , Sindaco di Monzuno: “Questa iniziativa segna l’avvio di un metodo di lavoro permanente, fondato sulla semplificazione, per valorizzare le eccellenze locali e accompagnare ogni forma di progettualità futura”.

L'avvio di questo percorso permanente vede il pieno coinvolgimento di molte Unità Operative del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Bologna, impegnate a coniugare la tutela della salute pubblica con lo sviluppo economico del territorio. In questo contesto, l’Unità Operativa Igiene Alimenti e Nutrizione, opererà all’interno dei Tavoli di lavoro per favorire la prevenzione, facilitare la comprensione delle normative e orientare le imprese verso una corretta applicazione dei regolamenti. Un impegno sinergico volto a valorizzare l’offerta enogastronomica locale e a garantire elevati standard di qualità, a beneficio sia degli operatori che dei consumatori.

Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese: selezione pubblica per Istruttori di Vigilanza

 



L’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese ha indetto una selezione pubblica, per solo colloquio, finalizzata alla formazione di una graduatoria per eventuali assunzioni a tempo determinato nel profilo di Istruttore di Vigilanza (Area degli Istruttori).

La graduatoria servirà a soddisfare le esigenze di personale dei Comuni aderenti all’Unione. Il primo ente a utilizzarla sarà il Comune di San Benedetto Val di Sambro; successivamente, per l’intero periodo di validità della graduatoria, potranno attingervi anche gli altri Comuni dell’Unione in presenza di analoghe necessità assunzionali.

Tutte le comunicazioni relative alla procedura – comprese il calendario dei colloqui, gli elenchi dei candidati ammessi ed esclusi, eventuali avvisi di carattere organizzativo, gli esiti della selezione e la graduatoria finale – saranno pubblicate esclusivamente sul Portale Unico del Reclutamento “inPA”.

Le candidature dovranno essere presentate attraverso il portale inPA, accedendo alla pagina dedicata alla procedura concorsuale.

Eventuali informazioni o copia del presente avviso, possono essere richiesti al Servizio Associato per la gestione del Personale presso l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese. N° telefono 051/911056 – e-mail: concorsi@unioneappennino.bo.it