giovedì 27 luglio 2017

Monzuno consolida la sua vocazione per l’arte con due mostre.

Si inaugurano il 29 luglio e il 5 agosto a Monzuno due mostre dedicate la prima a poesia e fotografia, la seconda agli artisti bolognesi definiti “Chiaristi”.

Si chiama 'Senza confini' la mostra poetico-fotografica che sarà inaugurata a Monzuno sabato prossimo, 29 luglio alle 17,30 presso la Sala Ivo Teglia. La mostra affianca le fotografie di Giuseppina Brintazzoli ai versi di Yuleisy Cruz Lezcano e sarà visitabile fino al 13 agosto, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. In occasione della inaugurazione Irene Spadaro presenterà, attraverso un reading poetico, due libri di Yuleisy Cruz Lezcano, 'Credibili incertezze' e 'Frammenti di sole e nebbia sull'Appennino', grazie anche all’accompagnamento musicale di Den Mazzolini.
Il sabato successivo, il 5 agosto, si terrà invece l’inaugurazione della mostra 'Echi del chiarismo a Bologna', visitabile fino al 3 settembre presso la Sala Mostre della Biblioteca Comunale Mario Marri di Monzuno (visitabile il martedì e il giovedi 9-12 e 15-18, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12). In questo caso saranno esposte nature morte, marine e paesaggi di Norma Mascellani, Giuseppe Gagliardi, Luciano Bertacchini, Luigi Bianchi, Bianca Arcangeli e Mara Guerrini. La mostra è stata presentata alcuni anni fa a Bologna riscuotendo molto successo e suggerendo un secondo allestimento in Appennino, contribuendo ad illustrare il fenomeno peculiare del 'Chiarismo' bolognese. I 'Chiaristi' furono definiti così dallo storico e critico d'arte Francesco Arcangeli, in contrasto con la tradizione emiliana legata a colori bruni e forti chiaroscuri: artisti la cui produzione pittorica è votata ad una interpretazione tenue e luminosissima delle apparenze di natura.
Il vicesindaco di Monzuno Ermanno Pavesi spiega: “con queste due mostre proseguiamo sulla strada della valorizzazione dell'arte e degli artisti locali che come amministrazione abbiamo intrapreso da tempo. Monzuno ospita infatti la Pinacoteca Bertocchi-Colliva, una delle collezioni d'arte più prestigiose dell'Appennino, e siamo contenti che tramite queste occasioni tanti visitatori scoprano il nostro territorio grazie alle belle arti".

Le due mostre fanno seguito ad una altra esposizione molto importante per il comune appenninico, che dall'1 al 30 luglio presso la Biblioteca Marri ha presentato le opere di Jvonne Paganelli. In particolare sono stati esposti i suoi paesaggi monzunesi, opere che sono ora manifestazione del reale, ora declinazione dell’immaginazione, rendendo il paesaggio sempre enigmatico, fonte di domande che non inducono a facili certezze. 

 

mercoledì 26 luglio 2017

Vegetabilia Summer, il progetto di educazione alimentare promosso da CAAB e Azienda Usl di Bologna, è giunto alla 18.a edizione.

Asl informa:


Sono diminuiti del 13%, in meno di dieci anni i bambini obesi e in sovrappeso in Italia: ma le rilevazioni del Sistema di Sorveglianza OKkio alla SALUTE, promosso dal Ministero della Salute/CCM (Centro per il Controllo e la prevenzione delle Malattie) e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, esortano a non abbassare la guardia. Solo in Emilia Romagna secondo le ultime rilevazioni è sovrappeso il 28,6% dei bambini tra i 7 e i 10 anni (contro il 29,1% del 2008) e solo il 29,6% consuma 2-3 porzioni giornaliere di verdura, a fronte dei principi della sana alimentazione che prevedono l’assunzione di almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura. 
Ecco dunque che si conferma l’importanza e l’attualità di Vegetabilia, pionieristico progetto avviato da CAAB – Centro Agroalimentare con l’Azienda Usl di Bologna per promuovere fra i giovani e giovanissimi una alimentazione più sana e sicura, e al tempo stesso prevenire sovrappeso, obesità e patologie cardio-circolatorie.
 
Dopo dodici edizioni di “Un giro al mercato” e altre cinque nel segno della rinnovata denominazione Vegetabilia, dopo aver sensibilizzato oltre 11mila bambini e ragazzi dal 2000 ad oggi, la 18^ edizione del progetto si sposta dalla primavera all’estate: l’intervento didattico-formativo sarà infatti rivolto ai giovani utenti del Centro estivo che da giugno a settembre anima la Fattoria Urbana di via Pirandello, nel Quartiere San Donato.



Ogni settimana una giornata dei bambini che frequentano il Centro, di età fra 6 e 11 anni, è dedicata alla conoscenza dei prodotti ortofrutticoli di stagione, delle loro caratteristiche, proprietà e gusto. I bambini osservano, toccano, annusano e naturalmente assaggiano fragole, meloni, pesche, angurie, pomodori, e molta altra frutta e verdura. E li utilizzeranno poi per preparare freschi e salutari frullati, ingaggiando una sfida a squadre per la miglior ricetta. Quale frullato risulterà il più gustoso ed equilibrato? Obiettivo del progetto è far conoscere e apprezzare ai bambini la frutta e la verdura, con particolare riferimento ai prodotti stagionali e locali, attraverso modalità di preparazione e consumo giocose, che li vedano protagonisti e non spettatori. Sensibilizzandoli, quindi, sull’importanza di scelte alimentari corrette, che possano incidere positivamente sulla loro salute, presente e futura. La novità 2017 è che nel corso dell’estate anche le famiglie vengono coinvolte nelle attività laboratoriali di Vegetabilia, una volta a settimana – il venerdì - quando si ritrovano al Centro per riprendere i bambini: promuovendo la Dieta mediterranea come modello di sostenibilità nutrizionale e ambientale, e come strumento di tutela della biodiversità agraria, Vegetabilia intende agire perché anche a casa vengano seguiti modelli corretti di consumo.

Il Comitato Noi Voi Vergato chiama i cittadini alla mobilitazione in difesa dell'ospedale di Vergato.

Il Comitato Noi Voi Vergato spara a zero contro gli amministratori della Valle del Reno e accusa: " Il Diavolo fa le pentole e non i coperchi e guardando ciò che bolle nella pentola della sanità in Appennino si verifica quanto falsi siano certi politici. I sindaci parlano in un modo e si comportano in un altro, quello opposto". 

Il comitato ha riportato le accuse in un comunicato  che pubblichiamo: 

C'era un bellissimo film intitolato “IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI”...... purtroppo la pagina delle Amministrazioni comunali di Marzabotto, Vergato, Grizzana Morandi, Castel D'Aiano, con a capo i Sindaci, stanno scrivendo un altro film: “IL SILENZIO DEI COLPEVOLI”.

Ormai in Italia siamo caduti talmente in basso che non esiste neppure la vergogna delle schifezze che si fanno.

Il Presidente del Distretto Socio Sanitario, nella persona del Sindaco Marco Mastacchi, ha dichiarato ad un giornalista del Resto del Carlino, in risposta al nostro comunicato della scorsa settimana, che non gli risulta nessun trasferimento del reparto di Ortopedia di Vergato..... o il sindaco suddetto pecca di falsità o la sua figura istituzionale non ha nessun valore visto che l'Azienda Sanitaria non ha ritenuto opportuno informarlo, come non ha ritenuto opportuno informare i sindaci del territorio......

Guarda caso era informato solo il sindaco Giuseppe Nanni, il quale lo scorso giugno ha dichiarato in un'intervista pubblicata su un mensile del territorio l'arrivo di Ortopedia ad Alto Reno Terme......


..ed improvvisamente “IL SILENZIO” da parte di tutti: Asl, Amministrazioni, Distretto, Comitato Costa, dipendenti che naturalmente non parlano..(..forse perchè hanno paura??!!??).... Ma qui casca l'asino perché un abitante di Alto Reno Terme, non troppo campanilista, ci ha inviato le foto del futuro ambulatorio e Sala Gessi che verranno sistemati di fianco al Pronto Soccorso dell'Ospedale Costa (a fianco) .

Ora sì, capiamo tutto questo tacere e ce ne dispiace, ma se solo immaginassero che fine farà l'Ortopedia con queste politiche, se ne guarderebbero nel volerla a Porretta eviterebbero sicuramente questo trasferimento a tutti i costi!

In primo luogo ci risulta che il reparto di Ortopedia attualmente operi 4 giorni la settimana e ci chiediamo: all'Ospedale Costa operano già Chirurgia, Oculistica, Urologia e Ginecologia, quindi come sarà possibile garantire lo stesso numero di interventi ortopedici effettuati fino ad ora? Come faranno le fratture ad essere operate in urgenza?

Il Comitato e le migliaia di cittadini che hanno manifestato il loro disappunto per questa riorganizzazione esigono delle risposte.
Siamo stanchi di questi SILENZI che parlano più di ogni altra cosa e perciò chiediamo a tutte le Associazioni di Volontariato di farsi sentire insieme a noi, come l'8 aprile, il giorno della manifestazione...... AVIS, Alpini, Associazioni Sportive, Non solo mamme e cittadini tutti: non lasciamoci sopraffare da questa arroganza di potere…..dobbiamo restare uniti, altrimenti ci faranno fare la guerra fra noi per impedirci di lottare contro di loro!!! Non meno colpevoli sono anche quelle forze politiche che già due anni fa, chiedendo loro aiuto, ci hanno risposto che ormai non c'era nulla da fare. Due anni fa, capito? Mentre ora prendono spunto dalle nostre iniziative e si fanno i porta bandiera, con articoli e interpellanze, di una battaglia che non gli appartiene perché per loro era già persa, come abbiamo detto all'inizio non c'è limite alla vergogna.

Alla Scola di Grizzana, mostra di acquarelli e musica di chitarra.

L'Associazione Sculca di Grizzana Morandi informa:

 Il prossimo fine settimana del Borgo La Scola sarà ricco di eventi.

Infatti  alle 16.30 di sabato prossimo, 29 luglio, presso la  sede dell'associazione al civico 2 del Borgo, si inaugurerà la mostra di acquerelli di DANIELA CARPANO intitolata "L'ALBERO DEGLI ABBRACCI" che sarà visitabile sino al 15 agosto.

Sono previsti corsi di acquerelli nel periodo dell'esposizione.

Mentre alle 21, sempre di sabato, nella piazzetta di Scola, si terrà il terzo appuntamento musicale della stagione: il recital di chitarra classica del Maestro Giordano Passini.


L'Italia chiude le porte ai Tibetani.

Soddisfiamo la richiesta di pubblicazione dell'associazione Italia – Tibet.


L'Italia da moltissimi anni tiene un rapporto privilegiato con il mondo della diaspora Tibetana in India. Qui, oltre 150mila rifugiati vivono in insediamenti donati dal Governo Indiano dopo l'occupazione del Tibet da parte della Repubblica Popolare Cinese nel 1950 e l'esilio dello stesso Dalai Lama nel 1959.

Innumerevoli e costanti sono le visite del Dalai Lama, Nobel per la Pace nel 1989, nel nostro paese, dove ha ricevuto la cittadinanza onoraria da parte di città importanti (Roma, Milano, Palermo, Padova, Torino, Firenze, Rimini, Venezia etc. in totale sono oltre 20) lauree ad honorem da prestigiose università e riconoscimenti vari per la sua instancabile opera di diffusione della cultura della nonviolenza e del metodo del dialogo per la risoluzione dei conflitti.

Tra i paesi occidentali l'Italia si distingue anche per un costante supporto umanitario alla comunità tibetana in esilio in India e ogni anno, da decenni, arrivano nel nostro paese monaci e monache dei monasteri tibetani, ricostruiti negli insediamenti dell'India, per svolgere attività di divulgazione della loro cultura e della loro spiritualità.

Inoltre vengono occasionalmente in Italia tibetani laici a trovare i loro parenti che lavorano qui o con soggiorni di lavoro temporaneo. Il numero di questi ospiti, che nella maggioranza dei casi rientra in India, è veramente esiguo. Si parla di una o due centinaia di persone all'anno.
I tibetani viaggiano con un documento rilasciato dal Governo Indiano ( Identity Certificate ) che è riconosciuto come valido dalla maggioranza dei paesi dell'area Schengen, Canada, USA, Australia e molti altri paesi dell'ASIA, e che fino a poche settimane fa veniva accettato senza problemi dal nostro paese per il rilascio dei visti temporanei ai rifugiati tibetani con una prassi che col tempo diviene anche legalmente un diritto in qualche modo acquisito.

Ora, improvvisamente e senza motivazioni contingenti, l'Italia decide di non riconoscere più questo "travel document" ( lo stesso Dalai Lama viaggia in tutto il mondo con questo documento ) per ragioni tecnologiche, il documento non è "biometrico", e si riserva di valutare la concessione del visto di volta in volta e "in casi eccezionali" come da lettera ufficiale ricevuta dal ministero:
" ....Le confermo che il documento in oggetto non è riconosciuto dall’Italia.
L'unico modo per concedere l'ingresso nel nostro Paese a chi non sia titolare di un documento valido e in corso di validità è il rilascio di un visto a validità territoriale limitata (che consente l’ingresso solo in Italia) apposto su un apposito lasciapassare.
Si tratta però di una misura eccezionale, che l’Ambasciata valuterà caso per caso a seguito di una verifica sulla sussistenza di motivi umanitari o di interesse nazionale, ovvero in presenza di obblighi internazionali (art. 25.1 del Regolamento 810/2009 - Codice europeo dei visti)"

L'ambasciata di Delhi e il consolato di Mumbai confermano per iscritto che non rilasceranno più visti a tibetani residenti in India e possessori del suddetto certificato.

Contraddittorio il fatto che il Governo Italiano riconosce il Buddhismo come religione e allo stesso tempo impedisce ai suoi maestri di venire ad insegnarlo. Questa decisione del Governo Italiano, ripetiamo non in linea con l'atteggiamento dei più importanti paesi dell'area Schengen (Germania Francia, Spagna, Austria, Olanda etc). che continuano a riconoscere l'Identity Certificate e ad accogliere i tibetani provenienti dall'India, appare ingiusta, inopportuna e solleva molte perplessità anche sulle ragioni che si possono trovare dietro di essa.

La Comunità Tibetana in Italia, l'Associazione Donne Tibetane in Italia, l'Associazione Italia-Tibet, assieme a tutti i firmatari di questo documento , denunciano con forza questo sopruso ingiustificato ai danni di poche persone che si sono sempre distinte per un comportamento irreprensibile e per una adesione totale alle nostre regole. Persone che nel nostro paese e negli anni si sono guadagnati la simpatia e il sostegno di tutta la società civile anche per i valori etici e spirituali che portano.
In virtù di quanto sopra esposto i firmatari, anche in riferimento alla interrogazione parlamentare Atto n. 4-07840 Pubblicato il 18 luglio 2017, nella seduta n. 861, chiedono al nostro Governo di ripristinare la prassi di accettazione dell'Identity Certificate dei tibetani in India, magari in attesa di un adeguamento tecnologico concertato con il Governo Indiano, così come avviene negli altri paesi dell'Unione Europea, America e Asia, e di chiudere quello che a tutti gli effetti appare come un imbarazzante e ingiustificato incidente, riservandosi di intraprendere tutte le iniziative legali, mediatiche, politiche per garantire ai tibetani il loro diritto umano a muoversi nel mondo.