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martedì 13 novembre 2018

IL CONSIGLIERE REGIONALE BERTANI: “FINTI I TAGLI DI BONACCINI AI VITALIZI. RISPARMI PER SOLI TRE ANNI MA I CITTADINI DOVRANNO PAGARLI FINO AL 2055”


Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle: “Nel 2018 spesi 4,3 milioni di euro per pagare i vitalizi agli ex consiglieri”.
  
Nonostante i finti tagli della Regione, l'Emilia-Romagna continua a spendere una montagna di soldi per pagare i vitalizi agli ex consiglieri regionali. A denunciarlo è Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle. “Solo quest'anno stiamo spendendo quasi 4,3 milioni di euro per staccare 151 assegni ad altrettanti beneficiari tra i quali ci sono ex sindaci, ex assessori, addirittura ex consiglieri regionali condannati dalla Corte dei Conti – spiega Bertani - Tutte persone che hanno versato pochissimo durante i loro anni di "carriera" in Regione ma che stanno ricevendo tanto, troppo. Qualche esempio? L'ex assessore regionale ai trasporti del PD, Alfredo Peri, che ha versato poco più di 160mila euro di "contributi" riceverà un vitalizio per un totale di 828mila euro. Non è il solo visto che anche per l'ex consigliere regionale di Forza Italia, Fabio Filippi, la Regione attualmente versa 3.840,18 euro al mese, uno degli assegni più alti in tutta l’Emilia-Romagna. Per lui e per gli altri 'Paperoni del vitalizio' il PD ha attuato una riforma assolutamente insufficiente e che farà risparmiare cifre irrisorie, come ha sempre sostenuto il MoVimento 5 Stelle che invece chiedeva un intervento più importante e incisivo, a partire dal passaggio al sistema di calcolo contributivo. I vitalizi più alti, infatti, sono stati tagliati di appena 400 euro lordi al mese. Riduzione che però, badate bene, si applicherà però solo fino al 2020. Da quella data in poi non è dato sapere cosa succederà. Quello che è certo è che i cittadini dell'Emilia-Romagna finiranno di pagare i vitalizi agli ex consiglieri regionali solo nel 2055. Una situazione che però adesso, con la legge di bilancio del governo del cambiamento, è destinata irrimediabilmente a finire. Bonaccini e il PD, che fino ad oggi non hanno avuto il coraggio e la forza di farlo, dovranno rivedere i vitalizi applicando finalmente il sistema di calcolo contributivo, ovvero quello che tutti i comuni mortali seguono per maturare il diritto alla propria pensione. Basta privilegi agli ex consiglieri regionali” conclude Andrea Bertani.    

domenica 4 novembre 2018

Vitalizi. basta balle. Subito il passaggio al sistema contributivo per gli ex consiglieri regionali

Andrea Bertani e Silvia Piccinini, consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, commentano la nuova norma presente all’interno della legge di bilancio che obbliga le Regioni ad adeguare il sistema di calcolo per i vitalizi e che per l’Emilia-Romagna riguarda quelli degli ex consiglieri regionali.

Riceviamo

Il contributo di solidarietà, spacciato dal Pd per un vero e proprio taglio dei vitalizi nei confronti degli ex consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna, come abbiamo sempre sostenuto, non è sufficiente. Il passaggio al sistema contributivo per il calcolo dei vitalizi è una norma di civiltà che azzera un privilegio anacronistico e che deve essere attuato al più presto. Per questo Bonaccini la smetta di fare propaganda mistificando la realtà e si adegui al più presto a quanto richiesto dal governo nella legge di bilancio”. È questa la richiesta di Andrea Bertani e Silvia Piccinini, consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, riguardo all’annuncio da parte del governo del taglio dell’80% dei trasferimenti alle Regioni, seppur senza intaccare le risorse per la sanità, le scuole e gli altri servizi essenziali, nel caso in cui non si tagliassero i vitalizi di presidenti e consiglieri regionali. “La mini-decurtazione fatta dall’Emilia-Romagna ai vitalizi degli ex consiglieri, dopo le nostre continue sollecitazioni, è stato un piccolissimo passo rispetto al taglio organico che avevamo richiesto a gran voce per tantissimo tempo, ma non basta – continuano i due esponenti del MoVimento 5 Stelle - L’aver individuato un contributo di solidarietà, peraltro a tempo, non può essere considerata come una misura risolutiva per abolire per sempre quello che altro non è che un ingiusto privilegio. Per questo la Regione, siccome non ha avuto il coraggio e la forza di farlo finora, dovrà immediatamente rivedere il sistema di calcolo attuando ciò che è stato fatto sia per la Camera che per il Senato, applicando così il sistema contributivo per gli ex consiglieri regionali, ovvero quello che tutti i comuni mortali seguono per il diritto alla propria pensione. Bonaccini invece di, in modo furbesco, cercare di intestarsi meriti che non ha e proporre premi per l’Emilia-Romagna, è meglio che pensi ai suoi doveri e torni alle realtà dei fatti: si faccia promotore nella Conferenza delle regioni, della quale è presidente, dell’adeguamento dei vitalizi per gli ex consiglieri. Non c’è più tempo da perdere visto che la data del 31 marzo del 2019 è ormai dietro l’angolo. Vista la fatica, e i tempi biblici, con cui il Pd è riuscito a partorire il primo taglio, non vorremmo che il tempo non sia sufficiente per abolire definitivamente i privilegi rimasti” concludono Andrea Bertani e Silvia Piccinini.


sabato 27 gennaio 2018

Stipendi d’oro per i dipendenti di Camera e Senato: fino a 480mila euro

Via il tetto a stipendi e vitalizi: i dipendenti di Camera e Senato potranno tornare a guadagnare più di 240mila euro l’anno. Nessuno dei parlamentare si è mosso o scandalizzato come per altri argomenti. Le promesse elettorali sono una cosa, i fatti un'altra.


Dal 1 gennaio 2018 non esiste più il tetto agli stipendi e ai vitalizi introdotto nel 2014 che, per quest’anno, avrebbe garantito un risparmio di oltre 23 milioni di euro.
Questo significa che gli stipendi dei dipendenti di Camera e Senato
sono aumentati con l’inizio del nuovo anno ma non solo, per la metà di essi gli aumenti sono tali da sforare i tetti in vigore fino al 2017.
Gli aumenti riguardano anche i dipendenti della Regione Sicilia, che alla fine di gennaio riceveranno la stessa identica retribuzione dei dipendenti del Senato della Repubblica. La spesa totale, come rimarca Dirstat, la rappresentanza della dirigenza del pubblico impiego, è di 175 milioni di euro, con un aumento di 4 milioni e mezzo sul 2017.


Tra Camera e Senato saranno 2200 i dipendenti che vedranno, dopo tre anni, aumentare i propri stipendi oltre il tetto prefissato nel 2014. In particolare, le retribuzioni del 44% dei 137 funzionari di Camera e Senato, una sessantina, sforeranno il tetto di 240.000 euro arrivando in alcuni casi alla cifra record di 480.000 euro lordi.
La metà dei 249 documentaristi supererà il tetto di 166.000 euro, la metà anche dei 265 segretari parlamentari supererà il tetto di 115.000 euro e il 50% dei 317 assistenti parlamentari (commessi, barbieri, ex addetti alla buvette e al ristorante) supererà il tetto di 99.000 euro.
Gli aumenti si devono a una sentenza di “giurisdizione domestica” che ha ripristinato e aumentato gli stipendi già congelati. Come annunciato ad aprile 2017, dal 1 gennaio 2018, il trattamento economico del personale del Parlamento (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) sarà ripristinato ai livelli precedenti (2015) e aumentato.

Fonte: QuiFinanza. In collaborazione con Adnkronos

giovedì 10 agosto 2017

Aboliti i vitalizi anche agli ex parlamentari ?

Le notizie dal Senato dell'onorevole Marilena Fabbri ( nella foto).


Abolizione dei vitalizi:  equiparazione del trattamento pensionistico di deputati e senatori a quello dei dipendenti pubblici. È la novità introdotta dalle legge Richetti, approvata dalla Camera, che prevede il ricalcolo con un criterio totalmente contributivo anche dell’importo delle pensioni attualmente erogate a ex parlamentari. Dall’entrata in vigore della legge, dunque, tutti i parlamentari (passati, attuali e futuri) percepiranno pensioni calcolate secondo i principi della legge Fornero. Anche le regioni si devono adeguare a quanto stabilito dalla legge Richetti, previste sanzioni per le regioni inadempienti. Il testo passa ora all'esame del Senato.

Ci sembra di capire che l'iter per l'approvazione definitiva è ancora piuttosto lungo e probabilmente denso di ostacoli. Preoccupa una recente affermazione riportata dai media del presidente dell'Inps Boeri che da detto: “ Il Parlamento sta prendendo in giro gli Italiani”. In ogni caso proviamo ad attaccarci alla speranza che ci proviene dalla comunicazione dell'onorevole Fabbri.


martedì 18 luglio 2017

Vitalizi, la rivolta contro i tagli: in 50 fanno ricorso al Tar.Tra i firmatari anche La Forgia, Campagnoli, Ronchi e Felicia Bottino. L’attesa per Errani e Bersani.

L'attento lettore del Corriere di Bologna propone la pubblicazione di questo articolo di Pierpaolo Velonà.


Il ricorso, minacciato più volte, alla fine è arrivato. L’associazione degli ex consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna ha deciso di portare davanti al Tar la legge varata a maggio dalla Regione che prevede una stretta sulle «pensioni » accordate agli ex inquilini dell’assemblea. La riforma non è andata giù ai membri dell’associazione guidata dall’ex diessino Ferruccio Giovanelli che ha già raccolto una cinquantina di firme per il ricorso. E minaccia di impugnare la legge anche di fronte al tribunale ordinario.
La riforma approvata dall’assemblea si fonda su tre cardini: introduce un prelievo triennale (definito contributo di solidarietà) sui vitalizi che, a seconda dell’entità della pensione, può variare dal 6 % fino a un massimo del 12 %; innalza l’età pensionabile a 67 anni (prima era a 60); impone il divieto di cumulo dei vitali regionali con quelli erogati, per esempio, dal parlamento. «Riteniamo la nuova legge illegittima in alcune parti e sbagliata in particolare su due punti: l’innalzamento a 67 anni e l’incompatibilità del doppio vitalizio», ha detto ieri Giovanelli che ha incontrato in viale Aldo Moro i colleghi per raccogliere le adesioni.
Tra i firmatari, l’ex governatore Antonio La Forgia e poi Duccio Campagnoli («se dobbiamo fare della solidarietà, decidiamo noi con chi farla»), Felicia Bottino, Lamberto Cotti, Alberto Ronchi. Gli ex governatori Vasco Errani e Pierluigi Bersani sono stati avvisati dell’iniziativa ma non hanno ancora firmato. «Siamo la Regione che aveva applicato i vitalizi nel modo più rigoroso — ha aggiunto Giovanelli — Così si creano ingiustizie inaccettabili. Capiamo anche le ragioni della legge, visto il clima politico. Se fossi ancora in politica forse la tentazione sarebbe venuta anche a me. Ma non possiamo essere additati come quelli che hanno approfittato».
I vitalizi sono stati aboliti a partire dall’attuale legislatura, mentre nel mandato precedente la rinuncia era facoltativa. Attualmente sono 169 gli ex consiglieri e assessori che ricevono l’assegno (che per 34 di loro è di reversibilità) e ogni anno, per pagare i loro vitalizi, la Regione spende poco meno di 5 milioni di euro. Al netto delle rinunce della passata legislatura, e di chi già gode del beneficio, sono 34 i consiglieri in attesa della pensione. Si tratta di persone che, al momento della riforma, non avevano ancora compiuto 60 anni.
L’innalzamento dell’età pensionabile a 67 ha rinviato l’appuntamento. Per dare un’idea di quanto il meccanismo fosse «viziato», basta una cifra: negli anni trascorsi in Regione, i 34 consiglieri in attesa, hanno versato 4,3 milioni di euro di contributi ma considerando un’aspettativa di vita di 85 anni, da pensionati si troverebbero a percepire 23 milioni di euro. La consigliera del pd Manuela Rontini, relatrice della riforma, difende senza esitazioni la legge: «Abbiamo fatto una legge di buon senso, non abbiamo mai trattato gli ex consiglieri come un peso di bilancio e abbiamo sempre riconosciuto che questa Regione è stata più virtuosa di altre. Ma in questo momento difficile, per restituire autorità alla politica bisognava ripartire da una misura del genere».

sabato 24 giugno 2017

A PROPOSITO DI VITALIZI, BERTANI (M5S): “TAGLI DELLA REGIONE INSUFFICIENTI MA LEGITTIMI. ADESSO GLI EX CONSIGLIERI LASCINO I LOCALI DELL’ASSEMBLEA”.



Il Movimento 5 Stelle regionale ha inviato:


Il taglio dei vitalizi degli ex consiglieri regionali, seppur annacquato dal PD e di sicuro meno incisivo di quello che avevamo proposto noi, resta un tentativo di ridare un pizzico di equità a un istituto che merita di essere cancellato per sempre. Per questo l’annunciato ricorso al TAR degli ex consiglieri ci sembra l’ennesimo patetico tentativo di chi continua a difendere un privilegio che nessuno cittadino ha mai avuto o potrà avere. Piuttosto Giovanelli e soci potrebbero cominciare a trovare anche un’altra sede per le loro riunioni visto che la raccolta firme, paradossalmente, sta avvenendo proprio nella sede dell’Assemblea Legislativa contro cui stanno preparando il ricorso”. È questo il commento di Andrea Bertani ( nella foto), consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, riguardo all’annuncio da parte degli ex consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna di voler impugnare davanti al TAR la nuova legge sulla riforma dei vitalizi approvata dall’Assemblea Legislativa qualche mese fa, su impulso proprio del MoVimento 5 Stelle. “Nei prossimi giorni presenteremo una richiesta formale per mettere fine a un altro privilegio che li riguarda – spiega Andrea Bertani – ovvero l’ospitalità che la stessa Assemblea offre agli ex consiglieri con un ufficio al piano terra di viale Aldo Moro 50. Per raccogliere firme e conversare sull’ammontare della propria pensione più che dorata – conclude Andrea Bertani -  ci sono centinaia di bar o bocciofile che, siamo sicuri, saranno disponibili ad ospitarli più che volentieri. È vero che una legge regionale riconosce l'Associazione fra gli ex consiglieri e stabilisce di fornire supporto organizzativo. Ma lo spirito con cui è stata approvata era senza dubbio un altro, pensando di sostenere chi avrebbe potuto fornire, grazie alla propria esperienza e ai propri rapporti, un contributo alla Regione, ai cittadini, alle imprese al territorio. Cos'ha fatto in questi anni l'Associazione? Di chi si è occupata? Quali contributi di idee e relazioni ha assicurato? Di quanti pensionati e lavoratori si è occupata, a parte se stessa? Forse sarebbe meglio non fornire sedi a questi ex consiglieri e magari darle ad associazioni e ai comitati che si stanno occupando di ospedali a rischio chiusura o di aziende in crisi.

domenica 28 maggio 2017

Vitalizi, dicono addio al privilegio ma si aumentano la reversibilità: più 20% per la moglie e i figli dell’onorevole.

Marco irritato segnala:


Primo sì al ricalcolo delle pensioni parlamentari in essere col sistema contributivo. All'ultimo però passa il cavillo da Casta: la reversibilità è aumenta di un quinto se i beneficiari non hanno altri redditi. Inps: "Privilegio che non ha pari". La firmataria Gasparini (PD): "Ingiusto che i congiunti dei parlamentari finiscano a fare la sguattera o il giardiniere".


Dall’Inps assicurano che in Italia non c’è categoria che goda di una norma tanto favorevole da aumentare di colpo la pensione di reversibilità del 20%. Non i 21 milioni di dipendenti pubblici e privati  cui ogni anno eroga le pensioni, che al massimo possono contare sulle rivalutazioni Istat dello zero virgola o di vedersi alzare l’importo, se inferiore, ai 501 euro di pensione sociale. Il problema comune a tutti gli italiani non riguarderà invece mogli e figli di 2.470 ex onorevoli e 1.650 ex consigli regionali che al momento di incassare la reversibilità potranno contare su un assegno aumentato automaticamente di un quinto. A prescindere dall’importo. Ed ecco rispuntare il privilegio, per di più nella legge nata per abolire il più avversato di tutti: il ricco vitalizio che a ancora oggi consente agli ex parlamentari di incassare anche 5-6mila euro al mese a fronte di qualche legislatura in Parlamento.

Parliamo della loro rottamazione, visto che eri il Parlamento ha assestato al vitalizio il primo colpo mortale della storia.  La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato il testo base, a firma di Matteo Richetti, che dispone il ricalcolo dei trattamenti in essere col sistema contributivo. Si tratta di una rivoluzione copernicana che il 31 maggio dovrà ricevere il voto d’aula, passare al Senato e (salvo resistenze e rimpalli) diventare legge entro la fine della XVII legislatura. Che sia un tonico per la reputazione delle istituzioni, una cura dimagrante per i privilegiati e un risparmio straordinario (760 milioni in 10 anni, dice Boeri) per le casse pubbliche non c’è dubbio. Però però.
La pillola, contro la quale già si annunciano ricorsi (per i famosi “diritti acquisiti”), è un po’ meno amara del previsto: all’ultimo passa un emendamento che accorda un beneficio ben poco perequativo nella corsa a omologare il trattamento degli ex onorevoli e consiglieri a quello dei lavoratori dipendenti. Riguarda la “Rideterminazione degli assegni vitalizi” (art.13), lo firma la deputata Pd Daniela Gasparini e recita così: “In assenza di altri redditi di cui all’articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per i soli trattamenti in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, la misura della pensione di cui all’articolo 11 è aumentata del 20 per cento”.
In soldoni significa che in caso il congiunto beneficiario della reversibilità non abbia “redditi da lavoro dipendente/autonomo e d’impresa, rendite fondiarie e redditi da capitale” percepirà il 60% dell’importo come gli altri italiani, ma aumentato di un quinto. Automaticamente, senza soglia massima ne criteri patrimoniali. E pace se in quelle stesse famiglie, a differenza di altre, per anni si è materializzato uno stipendio parlamentare da 10mila euro al mese.
L’autrice dell’emendamento, manco a dirlo, difende l’eccezione come una misura di “equità”. “Ho pensato che era sacrosanto –  dice la Gasparini al fattoquotidiano.it – mettere fine a trattamenti insostenibili attraverso il ricalcolo contributivo dell’importo pensionistico ma anche che non fosse giusto che i congiunti di un parlamentare, che magari non hanno altro reddito, finissero a fare la sguattera o il giardiniere. Ecco perché ho pensato a un riconteggio aumentato del 20%. E’ una misura pensata su situazioni personali a volte gravose: c’è la vedova, l’anziano, il figlio disabile etc”.
Scusi tanto, ma purtroppo queste cose capitano a tutti gli altri italiani. “Guardi che nessuno in Italia oggi ha un regime pensionistico totalmente contributivo, ma al massimo misto, e non c’è altra categoria sulla quale è in corso una rimodulazione così forte degli assegni previdenziali. Prima del 2012 per cinque anni di legislatura gli onorevoli prendevano 2.200 euro di vitalizio, ora diventeranno 700/800 al momento della maturazione. Non si conoscono ancora gli effetti del ricalcolo di quelle già in corso, ma si stima un taglio del 50% cui, in caso di reversibilità, se ne aggiunge un altro del 40%. Insomma, rimane ben poco per le famiglie dei parlamentari che hanno dedicato magari anni a lavorare per questo Paese. Un Paese che ha tollerato troppo a lungo le baby pensioni e i privilegi. E l’ingiustizia non è una prerogativa dei parlamentari, ci sono altre categorie che hanno trattamenti di favore, a partire dai giornalisti. Le dirò di più: questa misura è un atto coraggioso che anticipa quello che auspico un domani per tutti”. Giusto, ma perché cominciare proprio dai parlamentari?

Da Il FattoQuotidiano.it

giovedì 14 gennaio 2016

VITALIZI, BERTANI (M5S): “ENNESIMA BEFFA PER I CITTADINI, QUEI SOLDI POTEVANO ESSERE UTILIZZATI PER CHI HA VERAMENTE BISOGNO”. Andrea Bertani, consigliere regionale del M5S, commenta lo stanziamento di 5,3 milioni di euro per il pagamento nel 2016 dei vitalizi agli ex consiglieri. 'Uno scandalo che diventa più grande anno dopo anno. Con il nostro progetto di legge depositato a dicembre potremmo risparmiare da subito più di 20 milioni di euro solo in questa Legislatura'.


Dall'ufficio stampa del Movimento 5 Stelle

Gli oltre 5 milioni di euro che la Regione ha stanziato per pagare i vitalizi agli ex consiglieri sono l’ennesima beffa per tutti i cittadini che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Questi soldi, se fosse passata la nostra proposta di abolire del tutto questo privilegio o anche solo modificarlo passando al sistema contributivo, potevano essere fin da subito utilizzati per attuare il reddito di cittadinanza. E invece la Regione proferisce continuare a tutelare i privilegi della casta”. È questo il commento di Andrea Bertani, consigliere regionale del M5S, riguardo allo stanziamento di 5,3 milioni di euro effettuato dalla Regione per poter pagare nel 2016 la quota di vitalizi agli ex consiglieri regionali. “Sin dal primo giorno del nostro insediamento in Assemblea, esattamente un anno fa, abbiamo chiesto di eliminare tutti i vitalizi con effetto immediato e retroattivo. Purtroppo la Giunta, e la maggioranza a guida PD, hanno continuato incredibilmente a difendere questo privilegio rifiutandosi di muovere un dito e sostenendo che visto che sono stati aboliti a partire dall’attuale legislatura, quella dei vitalizi fosse una partita chiusa. Ma è qui che sta l’inganno: contrariamente a quello che ci vogliono far credere i vitalizi rappresenteranno ancora per molti anni un’importante voce di spesa del bilancio dell’Assemblea Legislativa, arrivando a costarci oltre 100 milioni di euro – spiega Andrea Bertani – Da circa un mese abbiamo presentato un progetto di legge per cercare di limitare i danni, alzando il requisito dei 60 anni a 67 (l’età utile alla generalità dei lavoratori per andare in pensione) di chi ha scelto di beneficiare del vitalizio, il divieto di cumulo con qualsiasi altro reddito e il passaggio al sistema contributivo per il suo calcolo. In questo modo, già da questa legislatura, potremmo risparmiare più di 10 milioni di euro, solo innalzando l’età ‘pensionabile’ e ancorando la base di calcolo allo stipendio attuale dei consiglieri regionali. Se poi si decidesse di passare anche al sistema contributivo, l’ammontare della spesa complessiva per i vitalizi verrebbe ridotta a meno di un quinto (20 milioni anziché oltre 100). Risparmi che potrebbero essere destinati a favore delle piccole imprese della nostra regione attraverso il fondo per il microcredito oppure destinati all’attuazione immediato del reddito di cittadinanza. Il PD regionale a parole si mostra disponibile a discuterne, ma finora ha bocciato tutte le nostre proposte ed i nostri emendamenti per incidere questo bubbone: preferisce occuparsi dei lauti redditi degli ex consiglieri piuttosto che di chi è senza un lavoro”.

sabato 2 gennaio 2016

M5S: I VITALIZI CI COSTERANNO PIÙ DI 100 MILIONI DI EURO. LE PROPOSTE DEL MOVIMENTO PER LIMITARNE GLI EFFETTI DEVASTANTI: divieto di cumulo, innalzamento età per beneficiarne e passaggio al sistema contributivo.

Dal Movimento Cinque Stelle regionale:  
Il gruppo regionale del M5S ha presentato un progetto di legge per la riforma dei vitalizi che la Regione erogherà ancora per 185 ex consiglieri.
Passaggio al sistema contributivo, divieto assoluto di cumulo con qualsiasi altro tipo di reddito o incarico, massima trasparenza sulla pubblicazione dei dati, innalzamento dell’età a partire dalla quale sarà possibile beneficiarne. Sono queste alcune delle novità contenute all’interno del progetto di legge sui vitalizi depositato dal gruppo regionale del Movimento 5 Stelle dell’Emilia-Romagna. Dodici articoli che mirano a depotenziare la rendita di cui godranno 187 ex consiglieri regionali e 30 loro familiari e che costerà alle casse della Regione per i prossimi anni più di 100 milioni di euro.
Questo progetto di legge è l’ennesimo tentativo da parte del M5S di limitare i danni creati da un privilegio odioso quanto anacronistico – spiega Andrea Bertani, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e primo firmatario del progetto di legge presentato assieme alla capogruppo Giulia Gibertoni e ai consiglieri Silvia Piccinini, Gianluca Sassi e Raffaella Sensoli – Sin dal primo giorno del nostro insediamento in Assemblea, esattamente un anno fa, abbiamo chiesto di eliminare tutti i vitalizi con effetto immediato e retroattivo. Purtroppo la Giunta, e la maggioranza, hanno continuato incredibilmente a difendere questo privilegio rifiutandosi di muovere un dito e sostenendo che visto che sono stati aboliti a partire dall’attuale legislatura, quella dei vitalizi fosse una partita chiusa. Ma è qui che sta l’inganno: contrariamente a quello che ci vogliono far credere i vitalizi rappresenteranno ancora per molti anni un’importante voce di spesa del bilancio dell’Assemblea Legislativa, arrivando a costarci oltre 100 milioni di euro. Con la nostra legge vogliamo cercare di limitare questo danno, alzando il requisito dei 60 anni a 67 (l’età utile alla generalità dei lavoratori per andare in pensione) di chi ha scelto di beneficiare del vitalizio, il divieto di cumulo con qualsiasi altro reddito e il passaggio al sistema contributivo per il suo calcolo. In questo modo, già da questa legislatura, potremmo risparmiare più di 10 milioni di euro, solo innalzando l’età ‘pensionabile’ e ancorando la base di calcolo allo stipendio attuale dei consiglieri regionali. Se poi si decidesse di passare anche al sistema contributivo, l’ammontare della spesa complessiva per i vitalizi verrebbe ridotta a meno di un quinto (20 milioni anziché oltre 100). Risparmi che potrebbero essere destinati a favore delle piccole imprese della nostra regione attraverso il fondo per il microcredito.  Inoltre è probabile che con questo sistema quasi tutti gli ex consiglieri rinuncino al vitalizio incassando le somme versate senza interessi e rivalutazione”.
Attualmente tutti gli ex consiglieri regionali che non hanno rinunciato al vitalizio, si ritrovano ad incassare, con decorrenza dal 60esimo anno di età, una somma che si attesta in media circa sui 2.700 euro mensili lordi, mentre un impiegato o un operaio avranno bisogno di circa 40 anni di lavoro per andare in pensione e percepire, spesso, somme comunque molto inferiori. Questo perché il calcolo della rendita avviene attraverso non quello che realmente il politico ha versato ma sull’ammontare del suo stipendio. Volendo fare un calcolo approssimativo delle somme in gioco, basta considerare la decurtazione operata sul compenso di un consigliere della scorsa legislatura: circa 1.000 euro mensili, a titolo di accantonamento per il vitalizio, moltiplicarla per le mensilità di una legislatura (12x5 = 60) otterremo così quanto occorre versare per avere diritto a un vitalizio mensile di circa 1.700 euro, ossia 60.000 euro. Ora la vita media delle donne è di 84 anni e mezzo, quella degli uomini di poco più di 79 anni, dunque possiamo generalizzare affermando che la vita media, senza tener conto del genere è di circa 81 anni. Iniziando a percepire il vitalizio a 60 anni un consigliere dovrebbe beneficiarne, in media, per 21 anni incassando così 428.400 euro, dunque realizzando un extra profitto di ben 368.400. Sui 428.400 euro il 14%, infatti, sono dovuti al versamento effettuato (60.000 euro in una legislatura) e l’86% sono somme che paga il contribuente regionale.  
Un’esemplificazione, sul dato reale, è quella del vitalizio percepito mensilmente da un ex Presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, Lanfranco Turci, che arriva ad un lordo mensile di euro 4.950,25, quasi pari all’indennità dei consiglieri attualmente in carica (5.000 euro) o quella di una ex consigliera regionale, Daniela Guerra (Verdi) che percependo un lordo mensile di euro 4.125,21 (in base alla propria aspettativa di vita) potrebbe arrivare a percepire in totale euro più di un milione di euro.  
Il progetto di legge del M5S sui vitalizi stabilisce anche il divieto di cumulo per chi può contare su un qualsiasi altro reddito. Nella lista dei 185 ex consiglieri che ricevono mensilmente il vitalizio ci sono moltissime persone che hanno in atto altri incarichi o incassano ulteriori vitalizi come rappresentanti di altre istituzioni. È il caso del professor Augusto Barbera, fresco di nomina a giudice della Corte Costituzionale, che dal 1994 riceve dalla Regione un assegno mensile di quasi 2mila euro lordi.
Visto che il PD sia in Assemblea che in Commissione ha giustificato il suo no all’abolizione totale dei vitalizi (anche retroattivi) con la volontà di riformarli in un prossimo futuro, chiediamo di accelerare i tempi e discutere concretamente sulle nostre proposte – conclude Andrea Bertani – Adesso c’è un testo di legge sulle quali poter avviare un confronto, non possiamo perdere altro tempo, non ce lo possiamo permettere. Quei 100 milioni che dovremmo pagare da qui a 20 anni in vitalizi possono essere spesi sicuramente meglio, a partire dal fondo per il microcredito fino al finanziamento del reddito di cittadinanza”.


mercoledì 16 dicembre 2015

LA REGIONE ha trovato il sistema indolore per far scomparire i vitalizi: LI ‘OSCURA’. SCOMPARSI DAL SITO DELL’ASSEMBLEA I NOMI DEI BENEFICIARI.

Di Andrea Bertani,
consigliere regionale del M5S.


La Regione 'oscura' i vitalizi: da qualche settimana, infatti, sul sito dell’Assemblea Legislativa non è più possibile conoscere i nomi e i relativi importi di chi attualmente riceve la rendita destinata agli ex consiglieri regionali. È una decisione assurda che va contro al principio della trasparenza che dovrebbe essere la stella polare di ogni pubblica amministrazione.
La decisione di non pubblicare più i nomi, ma solo gli importi in euro, di chi percepisce i vitalizi è stata presa dopo l’indicazione del Garante della privacy che, in merito al caso del taglio delle rendite disposto dalla Regione Trentino, aveva precisato che non era possibile rendere pubblici i nominativi di quei consiglieri che avessero presentato ricorso contro la decurtazione. Si tratta di una tutela legittima ma che riguarda un procedimento giudiziario specifico e che per questo non può assolutamente essere applicata come norma generale. L’esatto contrario di quello che è stato fatto da noi dove si è colta la palla al balzo per garantire l’anonimato a chi vive di soldi pubblici. Abbiamo chiesto, con un emendamento al bilancio, di cancellare questo ennesimo privilegio e di prevedere una norma ad hoc che sancisca l’obbligo di pubblicare i nominativi di chi percepisce il vitalizio. Una proposta che ovviamente il PD in Commissione ha bocciato. L’ennesima dimostrazione di quanto la casta sia interessata solo a tutelare se stessa, altro che trasparenza. La verità è che si vuole cercare in tutti i modi di mettere a tacere lo scandalo dei vitalizi, lasciando indisturbati gli ex consiglieri che potranno continuare ad incassare un assegno mensile che in molti casi addirittura eguaglia, sostanzialmente, quello che è attualmente lo stipendio di un consigliere regionale in carica. Guarda caso l’ex presidente Errani ha cominciato ad essere, dal 1 giugno di quest’anno, tra i beneficiari del vitalizio. Chissà se tutto questo zelo non sia dovuto proprio a far passare inosservata la sua rendita. Noi lo diciamo da tempo: serve l’abolizione retroattiva del vitalizio. Questo privilegio non ha più ragione di esistere, figuriamoci in forma anonima!.


mercoledì 6 maggio 2015

GIBERTONI (M5S): “ABROGARE LA NORMA CHE GARANTISCE VITALIZI D’ORO AGLI EX CONSIGLIERI”




Riceviamo e pubblichiamo:

Nel 2006 fu introdotto un cavillo che di fatto congelava i vitalizi mettendoli al riparo da una futura diminuzione degli stipendi dei consiglieri regionali. Oggi il M5S con un emendamento presentato in Assemblea ne chiede la cancellazione. La capogruppo Giulia Gibertoni: “Siamo di fronte a un privilegio nel privilegio. Incredibile che il vitalizio sia calcolato su una base di 8.250 euro quando l’indennità di un consigliere è di 5.000 euro lordi”.

“Mentre lo stipendio dei consiglieri regionali, come è giusto che fosse, negli anni è andato via via diminuendo i vitalizi continuano a viaggiare su cifre stellari. E tutto questo grazie a una norma inserita in silenzio nel 2006 che ha di fatto congelato questo privilegio, ancorandolo alla cifra di 8250 euro lordi al mese. Siamo di fronte a una vergogna incredibile che deve essere al più presto cancellata”. È questa la denuncia del M5S dell’Emilia-Romagna che oggi durante la seduta dell’Assemblea legislativa ha chiesto, attraverso un emendamento, l’abrogazione dell’articolo 31 della legge regionale 13 del 2006 che ha sancito l’intoccabilità del vitalizio per i consiglieri regionali. “Bisogna al più presto sanare questa situazione della quale nessuno fino a questo momento era a conoscenza. Un segreto che la maggioranza ha custodito per anni nel silenzio più assoluto – spiega Giulia Gibertoni, capogruppo M5S in Regione – Oggi, per effetto di una norma introdotta nel 2006, il calo del compenso del consigliere regionale in carica non comporta una diminuzione del vitalizio per gli attuali beneficiari. In pratica chi ha inserito questo cavillo aveva come chiaro obiettivo quello di garantire che il vitalizio per gli ex consiglieri non fosse soggetto a tagli o a diminuzioni negli anni. Un privilegio nel privilegio”. L’emendamento presentato dal M5S prevede che la base di calcolo del vitalizio passi dagli attuali 8.250 euro a 5.000 euro lordi, ovvero l’indennità base che oggi percepiscono tutti i consiglieri. “Vedremo se, dopo la bocciatura delle nostre proposte sulla loro abrogazione retroattiva totale, sull’innalzamento a 66 anni dell’età per usufruirne e di un contributo di solidarietà a favore del microcredito – conclude Giulia Gibertoni – la maggioranza avrà ancora il coraggio di difendere questo anacronistico privilegio. Mentre tutti i cittadini venivano travolti dalla crisi economica i consiglieri regionali si sono garantiti un vitalizio d’oro”.

domenica 18 gennaio 2015

Movimento 5 Stelle in Regione: “E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI AVERE CORAGGIO: TAGLIAMO CON IL PASSATO E RIMUOVIAMO I PRIVILEGI”.




Gibertoni del movimento 5 stelle, ha dichiarato: “Bonaccini ha annunciato la sua proposta di tagli in cui ha “dimenticato” i vitalizi già in erogazione. Noi intanto depositiamo la nostra proposta.”



C’è chi annuncia le proposte di legge e poi se le tiene in un cassetto e c’è chi le deposita dando a chiunque la possibilità di leggerle e giudicare.
Nella proposta depositata oggi del Movimento 5 Stelle, innanzitutto, sono azzerate le spese di funzionamento dei Gruppi dell’Assemblea Legislativa, ma soprattutto si rivedono in modo radicale i trattamenti economici e i vitalizi dei consiglieri regionali, riportando milioni di euro nelle casse pubbliche.
Lo chiedono i cittadini, lo impone la decenza. Il Movimento 5 Stelle – unico tra i gruppi consiliari – ha presentato questa mattina in Assemblea Legislativa una proposta, percorribile giuridicamente ed equilibrata rispetto alle aspettative dei cittadini. Se questa proposta divenisse legge domattina, l’Assemblea Legislativa e l’intera classe politica regionale recupererebbero la loro dignità.
Aboliamo retroattivamente i vitalizi (5.000.000 di euro annuali il costo per il bilancio regionale), aboliamo l’indennità di funzione, stabiliamo che i consiglieri abbiano una indennità di carica di 5.000 euro lordi, aboliamo il fondo delle spese di funzionamento dei gruppi consiliari.
Dopo i proclami i consiglieri adesso hanno una traccia su cui possono lavorare, accettiamo i contributi di tutti, ma non arretreremo sulla eliminazione dei privilegi.