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sabato 9 luglio 2022

Aggiornare tecnologicamente i mezzi anti incendio

 Interrogazione del gruppo consiliare della Lega per chiedere mezzi e risorse per contrastare gli incendi boschivi. 

Da  Michele Facci e dai consiglieri del gruppo della Lega.


Il recente incendio nel comune bolognese di Vergato ha portato alla luce le difficoltà delle Istituzioni locali a risolvere, solo con mezzi propri, la problematica degli incendi sul territorio regionale, anche per l’assenza di invasi disponibili per l’approvvigionamento idrico dei mezzi aerei. Prendendo poi in esame la legge-quadro nazionale in materia di incendi boschivi e il relativo piano regionale che l’Emilia-Romagna ha provveduto ad adottare fin dal 1999, ha portato i consiglieri della Lega a precisare:

“ La  convenzione-quadro tra Regione e Comando nazionale dei Vigili del Fuoco, dettaglia ed elenca i mezzi e le attrezzature a integrazione dei mezzi ordinari a cui si aggiungono anche gli accordi di programma con l’Agenzia per la sicurezza territoriale e protezione civile. Sulla base di tali atti, si rileva come dei 42 autoveicoli messi a disposizione dalla Regione per tale compito, 34 (81% del totale) risalgano al 2003 o ad anni precedenti; peraltro, oltre ad essere tecnologicamente ‘datati’, appartengono anche alla categoria Euro 3 quanto a emissioni inquinanti, in contrasto con lo stesso Piano Aria della Regione Emilia-Romagna”.

Oltre a notare come ad alcuni territori “risultino assegnati mezzi operativi del tutto insufficienti rispetto al reale fabbisogno in caso di necessità”, il consigliere Facci ricorda l’assegnazione minima di un elicottero con funzioni antincendio boschivo, fatta salva “l’eventuale disponibilità di un secondo velivolo in occasione di eventi straordinari”.

Da un punto di vista degli stanziamenti economici, i leghisti lamentano come nel piano regionale per il contrasto agli incendi boschivi, vi siano gli impegni di spesa per il periodo 2017-2021 “senza tuttavia specificare i valori per gli anni 2020 e 2021”.

Alla luce della situazione esistente, Facci, in aggiunta alle domande principali, formula l’auspicio all’esecutivo regionale per “aumentare la dotazione strumentale a servizio della convenzione con i Vigili del Fuoco e in particolare di sostituire gli automezzi oramai vetusti, inquinanti e tecnologicamente obsoleti e permettere la piena operatività a tutti i Comandi provinciali”.

In via più generale, infine, l’invito ad implementare, anche economicamente, le risorse previste per l’antincendio “fin dall’annualità 2022, nell’ottica di sostenere in pieno l’attività di previsione, prevenzione e contrasto agli incendi boschivi”.

(Luca Boccaletti)

domenica 19 giugno 2022

Dai Vigili del Fuoco e Anci vademecum sulla lotta agli incendi di vegetazione

Diretta streaming domani, lunedì 20 giugno, alle 9,30, presso il Centro operativo nazionale del Viminale


Informazioni su come proteggere le abitazioni dal rischio di incendio di vegetazione e su come valutare la sicurezza della propria abitazione rispetto agli incendi di vegetazione nelle aree di interfaccia urbano-rurale.

È questo l’obiettivo dell’opuscolo rivolto ai non addetti ai lavori - realizzato dal dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile - che verrà presentato lunedì 20 giugno alle ore 9.30 in diretta streaming su interno.gov.it e su vigilfuoco.tv.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Anci, muove dal dato rilevato in questi ultimi anni in base al quale sono sempre più frequenti gli incendi nel nostro Paese che coinvolgono, danneggiandole, abitazioni ed infrastrutture che si trovano a diretto contatto con le aree naturali, nonostante l’impegno profuso dalle forze di soccorso.

Interverranno il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il presidente del Consiglio nazionale di Anci Enzo Bianco, il capo dipartimento Laura Lega e il capo del Corpo Guido Parisi.

lunedì 27 luglio 2020

Rogo in impianto biomasse Valsamoggia, Vvf al lavoro per ore. In fumo anche 200 rotoballe di fieno a Monghidoro

Fiamme domate e siti bonificati. Usata autobotte da 25.000 litri


Incendio nella prima mattinata di oggi nell'impianto di smaltimento di biomasse di via Bargellina un località Crespellano ai Valsamoggia, nel Bolognese. Le fiamme si sono sprigionate verso le 7. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco con diverse squadre, mezzi di appoggio e diverse autobotti, tra cui quella da 25000 litri. Il rogo - per causa ancora da stabilire - ha preso vita nella parte alta della catasta di sterpaglie in via di smaltimento. Oltre ai pompieri sono intervenuti anche i Carabinieri, la Polizia Locale, il funzionario di guardia dei Vigili del Fuoco. Presente anche il Sindaco.
    I Vigili del Fuoco hanno lavorato fin verso le 15 per il controllo dell'incendio e poi per la bonifica e la messa in sicurezza del sito.


Foto Gege
Inoltre, intorno alle 21e 30 circa di ieri , i Vigili del fuoco sono intervenuti con diverse squadre e autobotti, per un incendio divampato in un'area agricola in via Villa di Mezzo, nel comune di Monghidoro.
Sono entrate in azione quindici unità VF che si sono trovati di fronte ad un rogo che interessava più di 200 grosse rotoballe di fieno. Sul posto, oltre al 115, era presente anche una pattuglia dei carabinieri della stazione locale. Non si lamentano feriti, soltanto danni materiali. Le fiamme sono state domate, ma una squadra è rimasta sul posto per controllare che non si riavvii il fuoco. 

I Carabinieri di Monghidoro e del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di San Lazzaro di Savena stanno indagando per valutare le cause dell'incendio.

 

mercoledì 1 gennaio 2020

Vigili del Fuoco angeli di Capodanno

Anche le giorno di Capodanno l'attività dei Vigili del Fuoco non si ferma. A richiederte il loro intervento, oggi intorno alle 14, il salvataggio di un cane di grossa taglia finito in un calanco in località Mercatale sulle prime colline bolognesi. L'animale è stato recuperato da due squadre, tra cui la  SAF della centrale ( Nucleo Speleo Alpino Fluviale). Due operatori si sono calati nel calanco per imbragare l'animale che poi è stato affidato al canile al fine di rintracciare il padrone. Inoltre l'attività dei Vigili del Fuoco questa notte ha richiesto diversi interventi per lo spegnimento di incendi, esplosioni e cassonetti in fiamme causa petardi. Circa 30 interventi fino alle 8 di questa mattina.


lunedì 4 marzo 2019

Stato d'attenzione per gli incendi in Emilia Romagna

Temperature sopra la media e tempo secco fanno salire l'allerta


Da ANSA

Temperature sopra la media del periodo, persistenti condizioni di tempo secco e aumento degli incendi registrato nei giorni scorsi. Sono queste le condizioni che hanno fatto scattare in tutta l'Emilia-Romagna lo stato di attenzione per gli incendi nei boschi da domani a domenica.
    Il provvedimento è stato emesso dal direttore dell'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile Maurizio Mainetti, dopo l'incontro in Regione con Vigili del fuoco, Carabinieri forestali e Arpa.
    Una delle misure immediate è la raccomandazione di non bruciare stoppie, legname e altri residui vegetali durante i lavori agricoli e forestali. Le condizioni del terreno e le temperature che per tutta la settimana si manterranno sopra le medie stagionali, associate all'assenza di piogge, potrebbero infatti innescare nuovi incendio.

giovedì 3 agosto 2017

Le fiamme divorano l'Appennino.

Giornata di super lavoro quella di ieri, mercoledì 2 agosto, per i Vigili del Fuoco impegnati in Appennino. 

A un primo incendio a Loiano, iniziato intorno a mezzogiorno, con fiamme alte fino a 10 metri che hanno divorato ben 5 ettari di vegetazione boschiva, ne è seguito un secondo alle 18 circa a Grizzana Morandi, poi un terzo a Campeggio di Monghidoro, dove hanno perso la vita anche alcuni cani. Quindi intorno alle 23, le fiamme sono partite a Trasasso di Monzuno: qui, grazie all'immediato allarme e al pronto intervento dei Vigili del Fuoco, è stato possibile contenere l'estensione dell'area bruciata ( poco meno di un ettaro), ma non la violenza dell'incendio. I Vigili hanno prima circoscritto la dorsale della montagna interessata, quindi hanno provveduto a contenere il fuoco piuttosto violento. E' ancora in corso una attività di controllo. Poco dopo Trasasso, il fuoco è iniziato a Rioveggio, ancora in comune di Monzuno. Tutti gli incendi hanno avuto fra i primi soccorritori squadre dei Vigili del Fuoco di Monzuno, ad eccezione di quello di Rioveggio, poiché, essendo tutte impegnate le formazioni monzunesi, hanno dovuto intervenire i Vigili del Fuoco di Castiglione dei Pepoli.

Alla luce di ciò che sta accadendo, prende sempre più corpo l'ipotesi che il tutto sia opera di uno o più piromani. Sono in corso indagini per individuare eventuali responsabili.

martedì 25 luglio 2017

Incendi: prevenzione con visione digitale grazie a sistema ' Eflame'.


Da ANSA

Ha preso il via nei giorni scorsi la sperimentazione sul campo delle prime due stazioni del sistema "Eflame", sviluppato nel parco scientifico tecnologico di Trieste Area Science Park da Elimos, che utilizza reti wireless, fibra ottica e tecnologie di visione digitale per prevenire e contrastare gli incendi estivi.
    
E' la Regione Emilia Romagna, con il supporto della Protezione Civile, a lanciare il progetto pilota che interessa due siti dell'Appennino tra Modena e Ferrara. Qui sono state installate stazioni di monitoraggio composte da una termocamera radiometrica all'infrarosso, in grado di rilevare temperature variabili in un range di oltre 500 gradi, accoppiata a una telecamera con un potente zoom, montate su un sistema motorizzato capace di operare una scansione del territorio a lunga distanza.


venerdì 14 luglio 2017

Incendi, non solo elicotteri fermi: con 'l’estinzione' della Forestale non c’è più neanche la prevenzione dei boschi.

Tra gli effetti della riforma Madia che ha voluto l'accorpamento con carabinieri e vigili del fuoco non ci sono solo i velivoli antincendio bloccati a terra. Ma anche figure professionali dequalificate, presidio del territorio smantellato, pasticci burocratici e Regioni depotenziate. I sindacati: "Rivoluzione? Piuttosto una soppressione affrettata"

Richiesto:


Direttori operativi dequalificati, presidio sul territorio smantellato, complicazioni burocratiche interminabili e Regioni depotenziate. Mentre l’Italia brucia, tutte le storture e i ritardi della riforma Madia vengono a galla: non riguardano soltanto gli elicotteri dell’antincendio boschivo costretti a restare a terra, che già è paradossale. A distanza di 7 mesi dalla sua entrata in vigore, la “rivoluzione” voluta dalla ministra della Pubblica amministrazione si rivela un sostanziale flop. Causato, soprattutto, dalla soppressione del Corpo Forestale dello Stato. “Una soppressione affrettata, fatta in nome della semplificazione, che non ha tenuto conto delle prevedibili complicazioni che si sarebbero verificate. E che puntualmente sono emerse in tutta la loro evidenza proprio nel momento della verità” commenta Gabriele Pettorelli, coordinatore nazionale dei Forestali per il Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco.
Il pasticcio della riforma arriva nell’annus horribilis dell’ultimo decennio per le emergenze incendio. Dal primo gennaio ad oggi sono state 764 le richieste di soccorso aereo: nel 2007 erano state 722 nello stesso periodo nel 2007, nel 2012 458. Non è un caso, secondo Pettorelli: “Sopprimendo la Forestale si è notevolmente indebolita quell’opera di presidio sul territorio e di prevenzione che era propria dei nostri uomini”. Erano 8mila, fino al 31 dicembre 2016: poi sono stati distribuiti tra i vigili del fuoco (360 appena) e la Pubblica amministrazione (circa 1240). Ma è ai carabinieri che sono stati destinati in modo massiccio: ben 6400. Ed è stato un passaggio che ha lasciato conseguenze pesanti. Soprattutto per quanto riguarda il ruolo dei cosiddetti Dos, ovvero i direttori operativi degli spegnimenti: sono coloro che sono in grado di coordinare i lavori in caso di emergenza. La Forestale era particolarmente preparata in questo compito e le ex guardie trasferite tra i pompieri speravano di vedersi riassegnare automaticamente quell’incarico (i carabinieri non operano nell’antincendio). Così non è stato. E così da un lato i vigili del fuoco sono stati costretti a una corsa contro il tempo per formare il proprio personale in questa difficile mansione, dall’altro molti ex forestali specializzati si sono ritrovati relegati in ruoli di minore responsabilità o parcheggiati senza mansioni, nell’attesa di decreti attuativi previsti nella riforma. E nell’attesa, chissà, della prossima emergenza.
Poi c’è la storia dei mezzi aerei di soccorso. “Qui il cortocircuito nasce dalle difficoltà legate al passaggio di proprietà dei mezzi della Forestale” racconta il coordinatore del Conapo. Fino all’anno scorso, la Forestale poteva mettere a disposizione dello Stato una flotta di 32 elicotteri, di cui ben 30 in grado di intervenire per spegnere gli incendi. Al primo gennaio 2017 sono transitati tutti sotto la proprietà dei carabinieri. Che ne hanno trattenuti per sé la 13, convertendoli però ad altre finalità. Cinque dei 18 Ab412, velivoli di dimensione media capaci di trasportare fino a 1000 litri d’acqua, e tutti gli 8 nh500, piccoli ma maneggevoli, utilissimi in situazioni critiche. Tredici elicotteri che fino all’anno scorso operavano in casi d’incendio, e quest’anno no. Ma non è finita qui. Perché dei 17 mezzi aerei assegnati ai vigili del fuoco per effettuare operazioni di spegnimento, in questi giorni ne vengono impiegati appena 7. Si tratta dei 4 S-64, enormi “gru volanti” in grado di sganciare fino a 9mila litri per volta, e di 3 Ab412. Solo 3, a fronte dei 13 modelli finiti nella disponibilità dei pompieri.


Com’è possibile? Secondo Pettorelli, il motivo è semplice. “La riforma Madia ha provocato tutta una serie di complicanze burocratiche e ora, nel momento della verità, i nodi arrivano al pettine”. Da un lato i problemi legati ai protocolli di volo. “Quelli dei forestali erano diversi da quelli adottati dai vigili del fuoco: per cui molti piloti hanno dovuto rivedere le procedure e questo ha prodotto ritardi”. Poi c’è il problema della manutenzione. “Sembra assurdo – prosegue Pettorelli – ma si è arrivati a luglio, cioè al mese più critico dell’anno, con vari elicotteri non autorizzati a volare”. La prima parte del 2017 ha visto una corsa contro il tempo per riassegnare ruoli e competenze un tempo svolti dai Forestali: così anche la manutenzione è stata ritardata. Risultato? Elicotteri parcheggiati negli hangar, in attesa di un certificato, mentre i boschi sono in fiamme. Quelli che fino al 2016 appartenevano alla Forestale non sono gli unici velivoli di cui dispone lo Stato. La flotta italiana conta anche su 16 Canadair, dislocati su 14 diverse basi sul territorio nazionale, più altri mezzi – privati, talvolta, o messi a disposizione dalle Capitanerie di porto – cui ci si affida attraverso delle convenzioni ad hoc.
Ma è evidente che i problemi connessi alla riforma Madia si fanno sentire. Soprattutto per le Regioni, cui compete la gestione dell’antincendio boschivo, per il quale sono obbligate a mettere a punto ogni anno un piano specifico. Alcune – come il Veneto e la Toscana – hanno deciso, nel tempo, di organizzarsi in maniera sempre più autonoma, facendo affidamento sui propri dipendenti o sui volontari della Protezione Civile. La maggior parte, però, continua a scegliere la soluzione più canonica delle convenzioni. Che, fino all’anno scorso, venivano stipulate sempre con la Forestale e i vigili del fuoco. Ora che il primo di questi corpi è stato soppresso e il secondo è costretto a fare i salti mortali per coprire tutti gli interventi, la situazione è molto più complicata. Soprattutto perché a non essere operativi sono appunto i mezzi aerei. Un esempio su tutti riguarda la regione più martoriata dalle fiamme in questi giorni. La Sicilia, fino a tutto il 2016, ha potuto contare su 4 Ab412: li utilizzava praticamente come propri, ma di fatto appartenevano alla Forestale. Non è più così, da quest’anno. E i risultati sono nelle pagine della cronaca.


giovedì 13 luglio 2017

Incendi nei boschi in Regione, scatta lo stato di allerta.

Riceviamo: 

Divieto assoluto di accensione di fuochi anche per uso agricolo. Sanzioni fino a 10mila euro e reclusione fino a 10 anni.
Scatta da domani, venerdì 14 luglio, in tutta l’Emilia-Romagna “lo stato di grave pericolosità” per quanto riguarda il rischio di incendi nei boschi. Il provvedimento è stato emanato dal Direttore dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Maurizio Mainetti, d’intesa con la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco e il Comando Regione Carabinieri Forestale.


Viene così introdotto il divieto assoluto di accendere fuochi o utilizzare strumenti che producano fiamme, scintille o braci, all’interno delle aree forestali; è vietato accendere fuochi di legna o residui vegetali; è proibita la pulizia dei pascoli e dei terreni mediante abbruciamento delle stoppie. E vengono inasprite le sanzioni per chi appicca incendi dolosi.
Chi viola le prescrizioni o adotta comportamenti che possono innescare un incendio boschivo rischia sanzioni fino a 10.000 euro. Sotto il profilo penale, è prevista la reclusione da 4 a 10 anni, se l’incendio è provocato volontariamente in maniera dolosa; da 1 a 5 anni, se viene causato in maniera involontaria, per negligenza, imprudenza o imperizia. Chi provoca un incendio può essere condannato al risarcimento dei danni.



mercoledì 30 marzo 2016

Provincia di Bologna. Due incendi in poche ore, di cui uno a San Benedetto.


L'incendio a San Giovanni in Persiceto
Nelle ultime ore, in provincia di Bologna, si sono verificati un paio di incendi che hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri per le valutazioni di competenza.

In via Mascellaro, a San Giovanni in Persiceto, le fiamme hanno avvolto uno stabile in disuso di proprietà di un’azienda agricola che ha sede a Milano, mentre in via del Lavoro, a San Benedetto Val di Sambro, un principio di incendio ha danneggiato lievemente un edificio, anch’esso abbandonato, appartenente all'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL). 
 
In entrambi i casi, le fiamme sono state spente dai Vigili del Fuoco intervenuti e nessuna persona è rimasta ferita.

domenica 28 luglio 2013

Come evitare pericolosi incendi boschivi.

Le norme comportamentali necessarie ed opportune per  evitare disastrosi incendi estivi riportate dalla Protezione Civile:

lunedì 23 luglio 2012

Incendi: prevenire è meglio che spegnere. Gli agricoltori parte attiva e diligente per arginare e combattere il problema.


Pietro Sabbioni
Da Pietro Sabbioni della Direzione CIA Bologna : 

Il patrimonio boschivo è un “serbatoio” di ossigeno e di biodiversità che va tutelato. Invece nei primi sei mesi dell’anno i roghi sono cresciuti del 76%, a livello nazionale si è passati da 1.410 nel 2011 a 2.479,  spingendo in alto tantissima emissione di anidride carbonica  molto dannosa per l’ambiente. Complici le temperature roventi e la siccità, l’estate si è aperta con una notevole quantità di roghi. 
Per questo diventa indispensabile accrescere la sensibilità e l’impegno di tutti nella salvaguardia del patrimonio boschivo, partendo dal principio che prevenire è meglio che spegnere. In questa battaglia per la prevenzione e la riduzione del rischio incendi, proprio gli agricoltori hanno deciso di rendersi parte attiva, candidandosi a “sentinelle” del territorio. Grazie alla loro attività e la presenza costante sul territorio i produttori agricoli possono giocare un ruolo da protagonisti nel contrastare la “piaga” dei roghi, incentivando la loro capacità di presidiare i boschi con azioni costanti di pattugliamento, di gestione e di pronto intervento in caso di eventi dannosi per il patrimonio naturale. Diventa però importante ed utile ricordare sempre le semplici, ma fondamentali regole di prevenzione degli incendi e di buona educazione civica: non accendere fuochi fuori dalle aree attrezzate e non abbandonarlo mai prima di accertarsi che sia completamente spento; non gettare mozziconi di sigarette o fiammiferi ancora accesi; non bruciare, senza le dovute misure di sicurezza, le stoppie, la paglia o altri residui agricoli; prima di parcheggiare l’auto controllare che la marmitta non sia a contatto con l’erba secca: non abbandonare i rifiuti nei boschi o in aree non autorizzate; in caso di incendio non sostare lungo le strade per fermarsi a guardare o in  luoghi verso i quali soffia il vento, per mantenere una via di fuga.

Per le segnalazioni di incendi boschivi in atto il numero di emergenza è il 1515.