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mercoledì 3 gennaio 2024

Il traffico vergatese sarà reso più sicuro

 In arrivo un misuratore di velocità istantanea e due box dissuasori

 

E’ stato pubblicato all’Albo pretorio  del Comune di Vergato l’acquisto da parte dell’ente di un misuratore di velocità e due box dissuasori. I presidi sono stati ritenuti necessari  per coadiuvare i compiti degli agenti di polizia locale.

La notizia ha creato critiche e condivisioni. In particolare, come avviene in questi casi, è stato ritenuto da alcuni un metodo per fare cassa sulla pelle degli automobilisti.

Il vicesindaco di Vergato, Stefano Pozzi, però respinge con decisione l’accusa e precisa. “Il fine è quello di ordinare il traffico al rispetto delle prescrizioni del Codice della strada. Uno dei dissuasori sarà certamente collocato su Via Della Repubblica dove gli incidenti sono purtroppo frequenti. Voglio ricordare che in tempi recenti su questa via si sono verificati ben due incidenti mortali. Difficile non pensare a dei dissuasori”, ha concluso Pozzi dicendosi certo di aver agito nell’interesse collettivo.  

domenica 27 novembre 2022

Ricerca di Anas su stili di guida: gli automobilisti si autopromuovono, la colpa è sempre degli altri

 La rilevazione condotta dall’Istituto CSA Research evidenzia che il 54,1% dei conducenti non utilizza la freccia al momento del sorpasso. Nel 41,7% dei casi non vengono utilizzati i dispositivi per la ritenuta dei bambini nei sedili anteriori; la percentuale sale al 48,4% in caso di bambini nei sedili posteriori. La percezione di sé mentre si guida è alta, decisamente meno clemente quando si esprime un giudizio sugli altri

 


Gli automobilisti al volante hanno una percezione di sé e dei propri comportamenti decisamente indulgente e il dito puntato contro gli altri. I pericoli che causano incidenti o situazioni potenzialmente a rischio vengono attribuiti alle condotte altrui.

È la fotografia ai guidatori in viaggio, scattata dalla seconda edizione della ricerca sugli stili di guida degli utenti, commissionata da Anas (Gruppo FS Italiane) e condotta da CSA Research - Centro Statistica Aziendale - con interviste su un campione di oltre 3mila persone e con circa 5mila osservazioni dirette su strada, presentata oggi nell’ambito del convegno “Sicurezza stradale: obiettivo zero vittime” organizzato in occasione della giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada. 

 Nella percezione di sé e degli altri, mentre si è alla guida, si evidenzia una significativa discrepanza. Per quanto riguarda il rispetto delle regole del codice della strada, in una scala da 1 a 10, il giudizio su sé stessi oscilla tra un punteggio compreso tra l’8 e l’8,8. Decisamente meno clementi quando si esprime un giudizio sugli altri: qui la percezione raccoglie consensi che vanno da 5 a 5,9.  

Questa forma di distorsione percettiva, nota come self serving bias, si accentua in modo particolare nel contesto della guida, investendo il giudizio sulla totalità dei comportamenti. L’automobile rappresenta da sempre un oggetto fortemente identitario nella cultura italiana.

Non solo un mezzo di trasporto, ma anche di espressione della propria personalità, una seconda casa in cui si vuole essere comodi e riflettere il proprio stile. Guidare l’auto è dunque un’attività che occupa un tempo significativo della giornata e in cui si riflettono valori e gusti personali.

Nella guida le persone investono tempo e intelligenza, confrontandosi con un contesto che però, soprattutto nei centri metropolitani o trafficati, può essere anche molto stressante.

Come attività che prevalentemente si svolge da soli, la guida enfatizza inoltre una prospettiva individualistica con atteggiamenti di idealizzazione di sé e ostilità verso gli altri. In sostanza, la guida rappresenta un piacere individuale mentre gli altri guidatori sono visti come anonimi e potenziali ostacoli, i cui comportamenti sono scorretti.

 Maglia nera per il mancato uso delle frecce. Dalle osservazioni dirette su strada emerge, infatti, come il 54,1% dei conducenti non utilizzi gli indicatori di segnalazione per il cambio di corsia in fase di sorpasso. Percentuale analoga (54%) non li utilizza per segnalare il rientro dopo il sorpasso. I dati non sono più confortanti per altre tipologie di manovra: il 35,4% degli automobilisti non segnala l’ingresso in strada da rampa di accesso, mentre il 19,5% non indica l’uscita. 

Mancato rispetto delle norme del codice della strada anche per quanto riguarda l’utilizzo dei dispositivi di ritenuta per bambini: il 41,7% non li utilizza sul lato anteriore della vettura, dato che peggiora se riferito al sedile posteriore dove la percentuale di chi non ne fa uso sale al 48,4%. Infine, il 10,3% dei conducenti usa impropriamente il telefono cellulare e l’11,4% non indossa la cintura di sicurezza, dato che aumenta vertiginosamente per i passeggeri sul sedile posteriore (75,7%). 

Non va meglio su altri fronti: su oltre 357mila veicoli monitorati, è stato rilevato il superamento del limite di velocità nel 9,6% dei casi; il mancato rispetto della distanza minima di sicurezza nel 77,7%. 

“Abbiamo chiare indicazioni dalla Capogruppo FS: il traguardo è lo sfidante obiettivo di ridurre al 2030 del 50% le vittime di incidenti stradali per allineare l’Italia alle performance dei più avanzati paesi europei. Con un altro target all’orizzonte successivo, la Vision Zero entro il 2050” ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Anas, Aldo Isi.

“L’obiettivo – ha proseguito Isi - è contenuto anche nel Piano d’azione strategico sulla sicurezza stradale della Commissione europea ed è uno stimolo importante a fare sempre meglio per accrescere la sicurezza, puntando sull’innovazione tecnologica”.

“Per conseguire questi risultati – ha concluso Isi - Anas ha predisposto un piano strategico nel medio periodo articolato su più fronti (manutenzione, innovazione tecnologica e campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale), che convergono sull’obiettivo di una sempre più elevata sicurezza stradale”.

La campagna di indagine sulle strade Anas ha visto la realizzazione di tre diversi tipi di attività: il rilevamento di alcuni parametri di guida attraverso sistemi di rilevazione automatica (velocità, distanza e occupazione delle corsie su sei tratte stradali); interviste a un campione di 3.036 utenti; osservazioni dirette dei comportamenti di guida lungo sei differenti tipologie di strade e autostrade: il RA10 Raccordo Autostradale “Torino Caselle” in Piemonte; la strada statale 51 di “Alemagna” in Veneto; la strada statale 3bis “Tiberina” tra Terni e Ravenna; la strada statale 1 “Aurelia”, tra Roma e Livorno; la strada statale 16 “Adriatica” tra Bari e Otranto; la A2 “Autostrada del Mediterraneo”.

Le attività di osservazione diretta sono state eseguite con l’impiego di due ricercatori all’interno di un’automobile che ha percorso l’infrastruttura di interesse, registrando un campione di veicoli in transito e i comportamenti dei passeggeri a bordo.

 Anas, in vista dello sfidante obiettivo di ridurre del 50% le vittime di incidenti stradali entro il 2030, è fortemente impegnata nell’implementare la sicurezza agendo su più fronti contemporaneamente con un piano d’azione strategico. In attuazione del grande piano industriale 2022-2031, presentato dal Gruppo Ferrovie dello Stato, Anas realizzerà 50 miliardi di euro di investimenti dei 190 miliardi previsti. Il piano prevede l’aumento delle risorse da destinare alla manutenzione programmata: al momento sono in corso 1.200 cantieri di manutenzione e 65 cantieri di nuove opere per un totale di circa 9 miliardi di investimenti.

Infine, muovendo dal dato che oltre il 93% degli incidenti deriva dal comportamento del guidatore, Anas è impegnata anche nella promozione e diffusione di una cultura della sicurezza stradale, attraverso la campagna di comunicazione “Quando guidi, guida e basta”.

 

Sul sito Anas dedicato alle iniziative della campagna “Guida e Basta” sono disponibili i materiali del convegno “Sicurezza stradale: obiettivo zero vittime”: guidaebasta.it/sicurezza-stradale-obiettivo-zero-vittime 

venerdì 18 novembre 2022

Codice ella strada, la nuova legge che fa tremare tutti gli automobilisti: ti multano al 100%


Da Solo Motori News


Ci sono delle violazioni del Codice della Strada che continuano a essere commesse sempre più, nonostante si faccia di tutto per cercare di arginare il fenomeno. Pensiamo agli eccessi di velocità, che nonostante le nuove installazioni di autovelox fissi e mobili, di tutor e dell’inasprimento costante delle sanzioni, sono ancora oggi una delle infrazioni più commesse, complice anche la sempre maggiore potenza delle auto: è veramente facile prendere velocità senza accorgersi con le auto moderne.

Ma c’è una violazione del CdS che preoccupa ancora di più, e causa diversi morti ogni anno. In questo articolo ve ne parleremo in dettaglio, perché sono in arrivo nuove strette per tentare di arginare il problema, che sembra ormai totalmente fuori controllo.

La guida in stato di ebbrezza e “penalità sul reddito”. Lo ha proposto il viceministro dei Trasporti Galeazzo Bignami (FdI) dopo che il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (nuovo nome del Ministro dei Trasporti) Matteo Salvini ha annunciato una stretta sui suoi canali social.

“La multa deve essere più severa e proporzionata al reddito – spiega Bignami al telefono”. Ecco perché stiamo guardando al modello finlandese, perché il viceministro afferma che “la punizione deve creare davvero preoccupazione per avere un effetto deterrente. Naturalmente, in caso di incidente mortale, il sistema crolla. Pertanto, dobbiamo essere proattivi e investire in tecnologia, ad esempio utilizzando programmi che impediscano la messa in moto del veicolo quando un soggetto è alterato. Un esempio potrebbe essere un sistema con etilometro integrato che esegue un test e consente l’avvio del veicolo solo se il risultato è sotto la soglia prevista dalla legge.

Codice della Strada: le modifiche alle sanzioni per infrazione degli articoli 186 e 187

Nell’occhio del ciclone ci sono gli articoli 186 ma anche 187 del nuovo codice della strada 2022, il primo regolamenta e sanziona la guida in stati di ebrezza, mentre il secondo la guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Entrambi gli articoli del codice della strada sono stati più volte rimodulati.

La novità più rilevante è stata intorno al 2007, quando entrambi gli articoli sono ricaduti nella violazione del codice penale, prevedendo quindi l’arresto e l’iscrizione nel casellario giudiziario. Da allora entrambe le violazioni hanno ricevuto ulteriori inasprimenti delle sanzioni, ma sembra ancora non bastare per frenare l’ascesa delle violazioni.

Due strade possibili secondo la politica arrivati a questo punto: multe più salate o pene più severe.

Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona ricorda che: “oggi la violazione dell’articolo 186 prevede multe da 543 a 2.170 euro e la decurtazione di 10 punti dalla patente, che viene inviata in prefettura e sospesa da 3 a 6 mesi, a discrezione del prefetto“. Le sanzioni scattano al superamento dl valore di 0,5 g/l di alcol nel sangue, sotto quella soglia c’è tolleranza. Da questo punto di vista siamo anche “buoni” rispetto ad altri paesi europei, dove la soglia può essere inferiore o addirittura zero. 

I neopatentati sono già soggetti a sanzioni più severe, ma pare che il problema sia da inquadrare altrove:

“Ma la vera emergenza sono gli etilometri“, afferma Altamura. “Troppi sono fermi per la revisione, situazione peggiorata dal fatto che in Italia ci sono solo due centri deputati a questa funzione: uno a Roma e a Milano”. Un etilometro  non revisionato, infatti, potrebbe portare a un annullamento della sanzione in caso di ricorso.

Più etilometri, più controlli e più pattuglie sulle strade (che scarseggiano sempre per problemi di budget), insieme a sanzioni più severe quindi. Sembra essere questa la strada che vuole intraprendere la politica. Anche se la soluzione proposta da Salvini non sarebbe male, ma richiederebbe il coinvolgimento dei produttori di auto, già in grande difficoltà nel coprire l’elettrificazione dei veicoli e la produzione.

giovedì 31 marzo 2022

Come guidano gli Italiani? Lo raccontano gli automobilisti

 Interviste a oltre 1.700 automobilisti italiani: stile spregiudicato, distrazione e aggressività viaggiano sull’asfalto. E provocano incidenti. La nostra inchiesta ha confermato che la poca attenzione, spesso dovuta all’uso del cellulare, è la cosa che ci espone di più al rischio di fare incidenti.


Dubbio segnala:

Cosa sarà mai inviare un messaggio o dare una sbirciatina al web mentre si è al volante? La risposta sulle conseguenze di quello che potrebbe sembrare un innocuo momento di distrazione la danno diversi studi sulla sicurezza stradale: bastano pochi secondi a compromettere del tutto la nostra incolumità e quella di chi viaggia con noi. I numeri lo confermano: secondo i più recenti dati della polizia stradale i guidatori distratti sono la causa principale di incidenti. Per capirlo fino in fondo, tra giugno e luglio 2021 abbiamo indagato sugli stili di guida di più di 1.700 automobilisti dai 18 ai 74 anni, distribuiti su tutto il territorio nazionale. Anche la nostra inchiesta ha confermato che la distrazione, spesso dovuta all’uso del cellulare, è la cosa che ci espone di più al rischio di fare incidenti.

Troppi i rischi sottovalutati al volante

Le risposte dei guidatori che abbiamo intervistato confermano che, oltre all’azzardo del telefono, molti altri rischi sono sottovalutati: alcol, velocità eccessiva, violazione di regole basilari sono tra i vizietti più comuni degli italiani alla guida.

Mettendo in relazione due aspetti - l’aver sperimentato o meno incidenti negli ultimi tre anni e lo stile di guida da loro descritto - abbiamo potuto verificare quanto aumenta il rischio personale se si praticano comportamenti sbagliati alla guida. Il quadro che emerge è cristallino: ci sono precise azioni maggiormente correlate al rischio di incidenti. Il profilo esplosivo è quello di chi in auto usa il cellulare, corre troppo, si distrae ed è aggressivo con gli altri.

Guida distratta dal cellulare

Oggi il pericolo stradale è rappresentato dagli automobilisti digitali, con lo smartphone in una mano e il volante nell’altra. Sono loro l’emblema dei guidatori distratti, secondo le statistiche della Polizia tra i più pericolosi e all’origine del maggior numero di incidenti sulle nostre strade. Tra gli smartphonisti, gli automobilisti con il cellulare alla mano, i più giovani (tra 18 e 25 anni) sono quelli che si comportano peggio: ben il 46% afferma di mandare messaggi quando è al volante: non va bene, si tratta di una percentuale quasi doppia rispetto agli altri automobilisti intervistati.

In auto anche dopo aver bevuto

Abbiamo indagato sull’atteggiamento degli automobilisti rispetto ad altri comportamenti a rischio, in particolare abbiamo chiesto la loro opinione sulla probabilità di fare un incidente nel caso in cui si è bevuto troppo. Il 13% degli automobilisti dichiara di aver guidato anche se aveva bevuto. In compenso, la stragrande maggioranza ritiene molto rischioso guidare quando si è un po’ brilli, altri invece pensano che la probabilità di fare un incidente in stato di ebbrezza è molto bassa se si guida con prudenza.

La cintura di sicurezza per alcuni non serve

Un altro punto debole tipicamente italiano è l’uso delle cinture di sicurezza. Solo tre automobilisti su quattro dicono di usarle sempre in città, mentre negli altri Paesi in cui è stata realizzata l’inchiesta (Belgio, Spagna, Portogallo) il 90% dei guidatori le usa senza eccezioni. Sotto questo aspetto i più indisciplinati sono i guidatori del Sud e delle isole: in queste regioni solo il 59% le usa sempre in città.

Limiti di velocità troppo elastici

E poi, poteva mancare un po’ di esuberanza alla guida? In città, la maggioranza del campione ammette di superare il limite di velocità guidando oltre i 70 km orari, solo il 29% rispetta sempre i 50 km/h consentiti nelle aree urbane. Il superamento volontario dei limiti di velocità, se c’è poco traffico, è ammesso da un’ampia fetta degli automobilisti, e tra questi c’è una minoranza che dichiara di farlo spesso o anche sistematicamente.

Poca attenzione agli incidenti

La metà degli intervistati ha avuto almeno un incidente stradale da quando guida e a uno su dieci è capitato negli ultimi tre anni. A questi ultimi abbiamo chiesto maggiori informazioni sulle circostanze e le conseguenze dell’incidente. Nel 21% dei casi ci sono stati feriti o addirittura morti. Le cause più comuni secondo gli automobilisti coinvolti sono state: il mancato rispetto della distanza di sicurezza e delle precedenze, le manovre irregolari, la velocità troppo elevata.

Come abbiamo visto, però, molti di questi aspetti sono sottostimati da tanti automobilisti, che alla resa dei conti non li considerano così cruciali per la loro sicurezza. E continuano a comportarsi da guidatori spericolati.

lunedì 15 maggio 2017

Ubriachi al volante: tre automobilisti colti in fallo. Uno è di Vergato.


I Carabinieri hanno denunciato tre automobilisti per guida sotto l’influenza dell’alcol.

Il primo, un sessantatreenne italiano, residente a Molinella, è risultato positivo al test, con un valore di 1,17 g/l, subito dopo un incidente stradale avvenuto alle 17.15 di sabato scorso in via Severino Ferrari a Molinella. Stando ai primi accertamenti svolti dai Carabinieri del locale Nucleo Operativo, l’anziano, alla guida di una Fiat Punto, avrebbe omesso di dare la precedenza a un motociclista alla guida di una Ducati, un quarantaquattrenne italiano, residente ad Argenta. Il motociclista è rimasto ferito ed è stato trasportato in elicottero al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna, da dove è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni.

Il secondo, un quarantaquattrenne rumeno, residente a Imola, è risultato positivo al test, con un valore di 1,28 g/l, subito dopo un incidente stradale avvenuto alle 18 di ieri. Lo straniero, alla guida di una Ford Focus, si è schiantato contro la recinzione di un’abitazione situata al civico 45 di via Gambellara ad Imola. L’incidente è stato rilevato dai Carabinieri del locale Nucleo Operativo Radiomobile.

L’ultimo automobilista, un trentasettenne italiano, residente a Vergato, alla guida di una Fiat Panda, è risultato positivo al test, anche lui con un valore di 1,28 g/l, nel corso di un controllo stradale eseguito ieri sera dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Vergato.

Per i tre automobilisti è scattato il ritiro della patente di guida e il sequestro del veicolo ai fini della confisca. Il sessantatreenne di Molinella è stato denunciato anche per lesioni personali stradali.


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

lunedì 6 febbraio 2017

Ubriachi al volante: tre automobilisti di Imola, Mordano e Castiglione dei Pepoli denunciati dai Carabinieri.

I Carabinieri di Imola, Mordano e Camugnano, durante i controlli alla circolazione stradale, hanno denunciato tre automobilisti per guida sotto l’influenza dell’alcool. In particolare, a Imola, un 35enne alla guida di una Volkswagen Golf è stato denunciato perché le analisi del sangue a cui era stato sottoposto qualche giorno fa, in occasione di un incidente stradale in cui era coinvolto, hanno rilevato un valore di 3,22 g/l. A Mordano, invece, una 49enne alla guida di una Fiat Uno, ha perso il controllo dell’auto ed è finita fuori strada. Incidente che, come rilevato dai Carabinieri della locale Stazione, potrebbe essere attribuito a un abuso di alcol che la donna aveva fatto prima di mettersi al volante: 1,78 g/l. 

A Castiglione dei Pepoli, infine, i Carabinieri di Camugnano hanno denunciato un 28enne alla guida di una Lancia Y che, controllato in via Fiera, è risultato positivo all’alcool test con un valore di 0,85 g/l.

martedì 29 novembre 2016

Automobilisti occhio alle truffe.

Da un lettore.
I furbetti sono sempre in cerca di nuove soluzioni per truffare il prossimo, con trucchi inventati ad hoc soprattutto in relazione alle auto. Negli ultimi tempi è stata segnalata una nuova tecnica che va ad aggiungersi alle molte già esistenti e che a volte tornano in auge dopo un periodo di relativa calma: il foglietto sul parabrezza.
Si tratta di un metodo piuttosto semplice che potrebbe trarre in inganno molti sprovveduti automobilisti. I truffatori lasciano un semplice bigliettino sul parabrezza dell'auto parcheggiata, segnalando al proprietario della vettura di aver urtato accidentalmente nelle manovre di parcheggio la propria auto.
I truffatori cercheranno poi di risolvere la questione tra privati, senza l'intervento delle assicurazioni e delle Forze dell'Ordine, con la scusa che l'incidente potrebbe far diventare più onerosa la polizza. In tal caso, invece, si tratta solo dell'ennesimo stratagemma per estorcere denaro al malcapitato. Che cosa fare? Come difendersi? Mettersi in contatto con i Carabinieri è la prima cosa da fare, portando a testimonianza il biglietto lasciato dai truffatori sul parabrezza, che una volta avvertiti della denuncia spariranno alla velocità della luce in cerca di nuovi soggetti da raggirare.
Negli ultimi tempi sembra essere tornata di moda anche la truffa del pongo. Una vettura in fase di sorpasso lancia una pallina di pongo sull'auto del malcapitato, che pensando di aver urtato l'auto accosta per rendersi conto dell'accaduto e dei danni causati alle rispettive vetture. Sulla carrozzeria dell'auto si potrà notare una "strisciata" che potrebbe far pensare all'urto, mentre in realtà si tratta solo del pongo scagliato contro la macchina. A questo punto i furfanti chiederanno la compilazione della constatazione amichevole o peggio un accomodamento "amichevole". In realtà si tratta solo dell'ennesimo raggiro. 
Sempre meglio essere assicurati, dunque, scegliendo la polizza migliore sul mercato con il comparatore Segugio.it, che ti permetterà di risparmiare centinaia di euro ogni anno in modo semplice e veloce. Collegandosi al sito di Segugio.it è possibile effettuare una simulazione RC Auto e verificare la convenienza delle tariffe. Ipotizzando al 25 ottobre 2016 che un quarantenne voglia assicurare nella provincia di Milano una Fiat Panda 1.2 Pop (immatricolata nel 2016), si scopre che la migliore offerta risulta quella di Italiana Assicurazioni ad un prezzo di 265,65 euro. La compagnia applica una formula di guida libera, in modo da abilitare alla guida del veicolo qualsiasi patentato. A seguire troviamo Genertel.it al costo di 292,95 euro, con guida libera o al costo di 300,52 euro se si include anche la tutela legale, assistenza, assistenza quality driver. 

giovedì 18 febbraio 2016

Allarme 'truffa' per gli automobilisti. L'ultima tecnica per rubare l'auto è quello della' corda' e quella del bigliettino per estorcere il corrispettivo di un danno fittizio.

L'allarme di un lettore: 
 
Attenti alla corda. Dopo la truffa dello specchietto, della pietra, della ruota bucata adesso i malviventi hanno inventato un nuovo metodo per derubare l’automobilista del suo veicolo. E’ già successo a Napoli, dove un uomo ha segnalato alle forze dell’ordine la trappola che gli è stata tesa dai balordi proprio davanti alla sua auto. Ma ha capito il “giochetto” ed è riuscito a scappare via. Intorno alla mezzanotte, mentre si trovata in zona Flegrea, l’automobilista si è ritrovato dinanzi una corda passata da un parte all’altra della strada, ad altezza parabrezza, in modo molto teso. L’ha vista all’ultimo momento ed è riuscito a frenare. La corda si è spezzata ma per fortuna ha causato solo il danno ai tergicristalli. Nel momento in cui l’automobilista ha rallentato però, senza scendere dall’auto, ha notato dallo specchietto di sinistra due uomini avvicinarsi a lui. Lui ha accelerato ed è scappato via. Ma poteva finire diversamente, con i due balordi che si mettevano alla guida dell’auto e scappavano. L’attenzione delle forze dell’ordine è altissima e si teme che il “metodo” possa diffondersi velocemente.

Il bigliettino -  Non solo il furto dell’automobile. L’automobilista può rimanere vittima di altri raggiri. L’ultimo molto diffuso è quello del bigliettino sul parabrezza. E consiste nel mettere un piccolo pezzo di carta che sembra una multa. Invece è, appunto, un “pizzino” su cui qualcuno scrive a mano che durante la manovra di parcheggio avete urtato l’auto davanti o dietro di voi. Il truffatore vi chiede di trovare un accordo per non fare la constatazione amichevole di incidente. Il consiglio è di non cedere e di avvisare subito le forze dell’ordine mostrando il bigliettino. Polizia, Vigili e Carabinieri sono stati già allertati su questa pratica che si sta diffondendo in tutt’Italia.

mercoledì 17 febbraio 2016

E' in vigore 'il divieto di fumo in auto'. Multe fino a 500 euro.

Informazione sollecitata. 

Dal 2 febbraio sono in vigore i nuovi divieti sul fumo: assieme alla stretta sulla vendita ai minori e ad altre misure da introdurre progressivamente, il decreto legislativo che accoglie la direttiva Ue sul tabacco mette al bando la sigaretta a bordo in presenza di bambini o donne incinte.
Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, il 18 gennaio scorso, il decreto introduce nuove avvertenze sui pacchetti (accompagnate da immagini choc), la stretta sulla pubblicità durante i programmi rivolti ai minori e il divieto di fumare vicino a scuole, ospedali e università. Per chi getta a terra i mozziconi sono previste multe da 300 euro, applicabili anche a chi lo fa dai finestrini dell'auto. Per quanto riguarda il fumo a bordo in presenza di minori e donne incinte, l'infrazione è equiparata a quella di chi espone al rischio i soggetti più deboli, vale a dire da 50 a 500 euro. Secondo i dati diffusi dal ministero alla Sanità, in Italia ci sono 10 milioni di fumatori, per il 60% uomini. Ogni anno, la sigaretta provoca tra i 70 e gli 83mila morti ogni anno: un quarto sono persone tra i 35 e i 65 anni.

La disposizione, richiesta dall'Unione Europea,  c'è. Ci sarà chi la fa rispettare ?

giovedì 24 dicembre 2015

Una scazzottata porta quattro automobilisti all'ospedale.


Foito d'archivio
Un banale litigio fra automobilisti li porta tutti all'ospedale. Uno di loro con prognosi di 40 giorni.

I Carabinieri hanno denunciato quattro automobilisti per rissa, ingiuria, minaccia e lesioni personali aggravate a seguito dei fatti accaduti la mattina del 1 dicembre scorso. 
Erano le 9.30 circa, quando la Centrale Operativa del 112 veniva informata che all’altezza del civico 37 di via Canaletto, vi erano quattro persone ferite a causa di una violenta lite scaturita a seguito di una mancata precedenza. Una pattuglia di Carabinieri si recava sul posto e ivi giunta provvedeva a identificare i soggetti che, a prima vista, davano l’impressione di essere usciti da un incontro di box: un 53enne di Baricella aveva il volto tumefatto, un 53enne di Malalbergo era disteso per terra e ricoperto di sangue, mentre sua moglie 43enne e il figlio, 30enne, erano a loro volta feriti e doloranti.

Ricostruendo quanto accaduto, gli inquirenti venivano a conoscenza che il 53enne di Malalbergo, transitando in via Canaletto, alla guida di un auto, con a bordo la moglie e il figlio, era stato costretto ad occupare la corsia opposta al suo senso di marcia, per sorpassare un camion fermo che stava intralciando la circolazione stradale. Durante la manovra di sorpasso, l’automobilista di Malalbergo si trovava di fronte il 53enne di Baricella che transitava nel sua corsia di marcia alla guida di un altro camion. Il camionista, probabilmente, avvalendosi della legge del 'più grosso' e sentendosi in diritto di proseguire, ha avuto la meglio costringendo la famiglia a fare retromarcia per consentirgli di passare. A quel punto è scoccata però la scintilla che ha fatto perdere la ragione e i quattro soggetti, che dopo essersi offesi pesantemente, sono scesi dai veicoli e si sono presi a pugni, fino a quando non sono stati fermati da altri utenti della strada. Le prognosi vanno da 7 a 40 giorni.


lunedì 7 settembre 2015

Provincia di Bologna. Controlli alla circolazione stradale: tre automobilisti denunciati dai Carabinieri.





E’ finito nei guai per colpa dell’alcol un 43enne rumeno, denunciato ieri sera dai Carabinieri della Stazione di Castiglione dei Pepoli poiché conduceva un ciclomotore con un tasso alcolico superiore al limite consentito. L’uomo fa parte dei tre che domenica sono stati ‘pizzicati’ in fallo e sono stati denunciati, due per guida in stato di ebbrezza alcolica e uno per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

Nella mattina, un 34enne italiano è risultato positivo all’alcol test con un valore di 1,44 g/l. Il controllo è stato eseguito dai Carabinieri di Imola, dopo che lo stesso, mentre si trovava alla guida di una Volkswagen Polo, aveva avuto un incidente stradale in Via Montanara, all’altezza della località Ponticelli.

A San Matteo della Decima, invece, un 27enne moldavo alla guida di una Nissan Primera, è stato denunciato dai Carabinieri di Crevalcore poiché trovato in possesso di alcuni utensili da scasso e un coltello detenuto senza una valida giustificazione.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

sabato 22 agosto 2015

Due automobilisti finiscono nei guai per guida in stato di ebrezza.




Nel corso dei controlli alla circolazione stradale effettuati dei Carabinieri , due automobilisti sono finiti nei guai per guida in stato di ebbrezza alcolica. Un 46enne di Molinella, alla guida di una BMW, sottoposto all’alcol test è risultato positivo con un valore di 0,73 g/l. Per l’uomo, oltre al ritiro della patente, è scattata una sanzione amministrativa. Un 47enne di Prato alla guida di una Toyota è stato deferito all’Autorità Giudiziaria perché durante un controllo stradale dei Carabinieri di Castiglione dei Pepoli, si è rifiutato di eseguire la prova dell’etilometro.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna