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martedì 13 agosto 2024

Perchè l'Unione dell'Appennino Bolognese non ha ancora nominato il Presidente?

 


Sono ancora in corso le manovre per definire l’assetto amministrativo della Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese e ciò ha riversato sui social indiscrezioni e ipotesi sul ritardo.

Infatti, mentre l’Unione Reno Lavino Samoggia ha da tempo definito il proprio organico, ha indicato il presidente e ha assegnato le deleghe ai singoli componenti della Giunta, in Appennino si tace o meglio si borbotta.

E’ ovviamente nato il ‘toto’ eleggibili e sui social le ipotesi si ripetono nel dare la risposta all’interrogativo ora più diffuso  ‘Perchè l'Unione dell'Appennino Bolognese non ha ancora nominato il Presidente?’

La più gettonata quale futura presidente è la sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi che batterebbe così l’ipotizzata candidatura del riconfermato sindaco di San Benedetto, Alessandro Santoni. L’ipotesi è credibile poichè la Cuppi,  del PD, ricoprirebbe il ruolo lasciato libero dall’ex sindaco di Castiglione dei Pepoli, Maurizio Fabbri, anch’egli del PD. E poiché scossoni elettorali alle elezione di Giugno sono avvenuti a favore della sinistra ( vedi Castel di Casio e Lizzano in Belvedere), è credibile che la poltrona di presidente sia riconsegnata al PD, alla Cuppi appunto. 

Si rilevano incertezze anche sull’assegnazione  della presidenza del Distretto sanitario. Si dice siano messi in discussione coloro che hanno gestito la trasformazione del Pronto Soccorso di Vergato a Centro di Assistenza Urgenza ( CAU). Ma in verità sarebbe il presidente uscente, Alessandro Santoni, a non voler ricoprire tale carica. La gestione della sanità in Appennino sarebbe una ‘patata bollente’. Ma qui, sull'assegnazione della carica,  le ipotesi si rincorrono.  

Vergato News  ipotizza che all’origine delle incertezze e dei ritardi su tutte le nomine ci sia il mancato accordo tra il sindaco di Grizzana Morandi,  Franco Rubini e la stessa Cuppi e che ci sarebbe chi spinge per avere il sindaco di Vergato Giuseppe Argentieri presidente del distretto al posto di Santoni.  

Insomma, il ventaglio delle indiscrezioni è ampio ed è certo che la ricerca degli equilibri rappresentativi renderà per alcuni questo torrido agosto ancor più torrido poiché si dice, e questo pare una verità, che la soluzione definitiva arriverà in una riunione dei sindaci del Pd programmata per il prossimo 22 agosto.  Il tempo per i confronti è quindi molto breve, considerando che a Ferragosto anche le zanzare non lavorano.

venerdì 1 novembre 2019

L’Unione è a fianco di Santoni: il suo progetto per accogliere studenti è valido e va clonato

Non solo i sindaci hanno manifestato la loro solidarietà al collega di San Benedetto colpito da un atto vandalico, ma hanno deciso di rilanciare: allo studio iniziative per invitare a vivere in Appennino anche lavoratori e famiglie

I sindaci dell’Unione dell’Appennino bolognese, nel corso della seduta di giunta del 28 ottobre, hanno voluto manifestare il loro sostegno unanime all’iniziativa del sindaco di San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santoni che propone tre mesi di affitto e di mezzi pubblici gratis agli studenti universitari fuori sede che si trasferiscono in un appartamento in montagna.

L’iniziativa era stata criticata nei giorni scorsi da un gesto eclatante del Collettivo “Noi restiamo” che aveva imbrattato le pareti della stazione ferroviaria di San Benedetto con la scritta “Unibo ti sbologna: i ricchi in centro, i poveri al confino”. La frase era stata accompagnata da una serie di volantini in cui si sosteneva che l’iniziativa del sindaco, avviata di concerto con l’Università di Bologna ed Ergo, l’azienda per il diritto allo studio dell’Emilia-Romagna, era una “ridicola soluzione abitativa per gli studenti e una falsa speranza di ripopolamento”.

L’attacco del collettivo ha semmai convinto ancora di più gli amministratori locali della montagna bolognese della bontà dell’iniziativa, che parte da un presupposto semplice: a Bologna studenti e lavoratori non trovano alloggio, mentre in Appennino ci sono appartamenti sfitti in località prossime alle stazioni ferroviarie o all’autostrada, quindi distanti dal centro della città bolognese non più di 40 minuti di tragitto. 

Al di là della solidarietà nei confronti di un sindaco attaccato con strumenti vandalici, i sindaci si sono detti intenzionati a proporre iniziative analoghe anche nei loro territori. «Non solo riteniamo che l'iniziativa del sindaco vada sostenuta, ma intendiamo lavorare per estenderla a tutte le aree dell’Unione che presentano condizioni analoghe per aumentarne la forza e l'efficacia» ha spiegato Maurizio Fabbri, presidente dell’Unione dell’Appennino bolognese. «Se questi studenti arrivano a paragonare il nostro Appennino ad un luogo di confino, significa che hanno le idee molto confuse e probabilmente bisogno di conoscere un po' di più la realtà che li circonda».

L’idea dei sindaci è quella di coinvolgere i proprietari di immobili sfitti affinché si crei una mappa della disponibilità di posti letto e la si metta a disposizione dei canali universitari gestiti da Ergo. Ma non solo: l’obiettivo è quello di rilanciare invitando anche i lavoratori e le famiglie. C’è infatti una vasta fascia di famiglie monoreddito ma anche con due stipendi che non rientrano nei canoni previsti per ottenere un alloggio di edilizia popolare, ma al tempo stesso, se non sono proprietari di un immobile, faticano sempre di più ad arrivare a fine mese pagando l’affitto. A fronte di una città sempre più costosa (ma anche i comuni della cintura hanno dei canoni d’affitto piuttosto alti) è giusto che le famiglie sappiano che in Appennino un alloggio per quattro persone costa indicativamente sui 300 euro. La vita in Appennino ha sicuramente alcuni disagi, concludono i sindaci, per cui non è consigliata a tutti, ma di sicuro vale la pena prendere in considerazione questa possibilità soprattutto se si cercano tranquillità e comunità accoglienti.

venerdì 24 novembre 2017

La futuribile scuola di Castel di Casio ha vinto il “Premio Sostenibilità 2017”

Il prestigioso riconoscimento ogni anno è assegnato su scala nazionale ai migliori progetti ispirati dai principi costruttivi della bioarchitettura e dell’efficienza energetica. Premiata dal voto del pubblico la scuola media Giuriolo di Castel di Casio inaugurata nel 2013


Dall'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese


Venerdì 1° dicembre, durante una cerimonia organizzata a Vignola, il Comune di Castel di Casio riceverà il prestigioso Premio Sostenibilità 2017, per la realizzazione della scuola media Antonio Giuriolo inaugurata nel 2013.
Il premio, giunto alla settima edizione, è organizzato dall’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile AESS per valorizzare e divulgare le buone pratiche del costruire attraverso la selezione di realizzazioni e progetti che abbiano seguito i principi costruttivi della bioarchitettura e dell’efficienza energetica: il rispetto e l’integrazione con l’ambiente naturale, il controllo dei consumi di energia, l'impiego di materiali e tecniche non inquinanti e non nocive per la salute dell'uomo, la sostenibilità sociale ed economica, l’innovazione.


Quest’anno, oltre ai riconoscimenti assegnati dalla giuria tecnica, gli organizzatori hanno previsto anche un premio in cui era il pubblico, tramite Internet, a poter scegliere le proposte migliori tra una selezione di 23 costruzioni. E a vincere, nettamente, nella categoria “Nuova Costruzione non residenziale” con il 17% delle preferenze (il secondo classificato si è fermato al 13,4%) è stata la scuola di Castel di Casio, di cui con ogni probabilità è stata premiata la capacità di coniugare l’efficienza energetica e la sostenibilità con una linea tradizionale, rassicurante che nonostante l’uso di una tecnica costruttiva, ora molto diffusa - pannelli a telaio (platform frame) compositi in legno prefabbricati in stabilimento - rimanda a forme storiche sedimentate nella memoria collettiva.
Costata complessivamente circa un milione di euro, la costruzione, antisismica, prevede aule e spazi didattici collegati ad una sala civica polivalente, a disposizione anche della cittadinanza per incontri, conferenze, attività culturali. La sala è in grado di ospitare, in caso di emergenza, un centro di prima accoglienza, vicino al sede della Croce Rossa ed al centro operativo comunale di Protezione Civile.
Il corpo Aule e la sala formano un angolo aperto, rivolto verso la torre del centro storico e verso il percorso pedonale che porta alla vicina scuola primaria e dell’infanzia. La scuola ospita tre classi che possono accogliere fino a 25 alunni l’una,un’aula dedicata ai laboratori, una biblioteca i e locali accessori. Il fabbisogno energetico, grazie alle pareti in legno molto coibentate, è ridotto al punto che l’intero edificio è riscaldato da una caldaia ad alto rendimento a condensazione di potenza inferiore a 34 kW. La scuola inoltre è dotata di 28 pannelli fotovoltaici in silicio amorfo opachi, di colore scuro, inseriti nel manto di lamiera del tetto della sala civica che hanno una potenzialità di 4,032 kWp. La peculiarità di tali pannelli è di essere pressoché invisibili e di non costituire pertanto un elemento incongruo nel paesaggio.

Il sindaco di Castel di Casio, Mauro Brunetti (nella foto) , soddisfatto per il bel riconoscimento, ha detto: “Le tre classi della scuola secondaria di primo grado erano da sempre al piano terra del palazzo comunale, in locali inadeguati. Abbiamo cercato di realizzare una costruzione compatibile non solo dal punto di vista ecologico e ambientale, ma anche sostenibile economicamente dal Comune: è doveroso ricordare lo stanziamento di 250.000 Euro da parte della Regione. Amministrazione, ufficio tecnico e progettisti hanno sviluppato un progetto che rispetta il paesaggio, cresce i giovani nell’amore per l’ambiente e contiene le superfici seguendo l’andamento del terreno, in un’area dove c’erano già altri servizi scolastici. Sono molto contento che in tanti l’abbiano votato”.


lunedì 29 maggio 2017

La Via degli Dei fa il tutto esaurito e i comuni si attrezzano per accogliere i visitatori.

Visti i numeri registrati nei ponti di primavera del 25 aprile e del 1° maggio, si attendono migliaia di camminatori per la stagione estiva sulla Via degli Dei. Monzuno, San Benedetto Val di Sambro e i comuni dell’Unione dell’Appennino attraversati dal sentiero, si attrezzano per l’accoglienza.



L’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese informa:

Sono stati in centinaia gli appassionati di trekking, gli sportivi e i semplici camminatori che durante il ponti di primavera del 25 aprile e del 1° maggio hanno attraversato il tratto di Via degli Dei che interessa i comuni di Monzuno e San Benedetto Val di Sambro. C’è stato persino chi ha affrontato il tragitto a dorso di un mulo. Un flusso che negli ultimi anni è stato caratterizzato da un continuo trend di crescita e che lascia ben sperare anche per i mesi estivi.

A Monzuno amministratori e associazioni si sono dati da fare per accogliere questi passanti con un benvenuto caloroso. Nella piazza del paese appenninico è stato infatti installato un ceppo in cui si invitano i camminatori a lasciare un segno del loro passaggio. Un invito dunque a lasciare una testimonianza visibile del percorso che da sempre attraversa il centro del paese, per i viandanti e i turisti che provengono da Brento e si dirigono a Madonna dei Fornelli. Sempre a Monzuno, ma sulla strada che conduce a San Benedetto Val di Sambro, una seconda sorpresa attende i camminatori. 
Nei pressi della baita degli Alpini, infatti, gli Alpini e l’associazione Millepiedi hanno contribuito alla realizzazione di una fontana che possa rinfrescare e dissetare coloro che percorrono la via.
Anche a San Benedetto Val di Sambro l’aumento del passaggio di camminatori non è passato inosservato. L’amministrazione, insieme all’Unione dei comuni, sta avviando un progetto per costruire un prodotto turistico che oltre alla Via degli Dei tenga presente tutti gli itinerari del territorio, sul modello della cooperativa paese, coinvolgendo le attività commerciali del posto.
 
Inoltre, in collaborazione con E2, operatore nel settore dell’energia rinnovabile che gestisce l’impianto eolico di Monte Galletto, è in programma la realizzazione di una serie di aree attrezzate con sedute, tavolini e bacheche informative in italiano e in inglese nel tratto da Monte Galletto a Madonna dei Fornelli.
Sempre a Madonna di Fornelli il sindaco Alessandro Santoni vorrebbe realizzare un altro obiettivo a cui sta lavorando da tempo: mettere in sicurezza e sistemare le strade provinciali 60 e 79, passaggio obbligato per i frequentatori, e per farlo conta sul sostegno della Città metropolitana.



lunedì 20 marzo 2017

Biblioteche dell’Appennino aperte per ribadire l’impegno contro le mafie. Una serie di iniziative coinvolge bambini e adulti sabato 25 marzo.

L'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese informa:

Sabato prossimo, 25 marzo, sarà un giorno particolare per i cittadini dell’Unione dell’Appennino bolognese: per celebrare nel migliore dei modi la “Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” (che si tiene il 21 marzo ma in questo caso è stata posticipata al sabato per favorire la partecipazione delle famiglie) le biblioteche del Distretto della Montagna hanno infatti organizzato una giornata di apertura straordinaria che ospiterà una serie di eventi rivolti a piccoli e grandi nelle biblioteche comunali.
Le biblioteche comunali hanno infatti prodotto insieme una bibliografia di testi che trattano temi quali la convivenza, i diritti, la giustizia, la lotta alla mafia e alla corruzione, che fa da base a tutto il progetto. Partendo dalla bibliografia si sono svolti nelle biblioteche numerosi incontri con le scuole. Attraverso una progettazione comune sono stati proposti spettacoli sul tema della giustizia e dell’ingiustizia ad alunni e utenti di 3-6 anni (a cura di Millemagiche storie), cicli di laboratori interattivi sulle regole della convivenza per bambini/e di 6-10 anni (a cura della Scuola di Pace di Monte Sole) e incontri sul tema del contrasto alla mafia con i ragazzi/e dagli 11 ai 17 anni (a cura dell’Associazione Libera).
La giornata di apertura straordinaria di sabato 25 marzo vuole essere il punto d’incontro del progetto per le biblioteche ed i suoi utenti, ma anche per le scuole del territorio, le associazioni e le altre realtà impegnate per un percorso di cittadinanza responsabile e consapevole.
A Castiglione dei Pepoli è prevista alle16,30 un incontro a cura dell’Associazione Amici Primo Levi sul tema della Legalità; a Gaggio Montano alle 10,30 lettura per bambini fino 6 anni a cura dei volontari della biblioteca, a seguire presentazione del progetto “Il bullo della classe accanto” a cura degli studenti della scuola media e nel pomeriggio alle 16,00 “Riflessioni sulla giustizia” con il professor Andrea Grillini.
A Pioppe di Salvaro alle ore 10 sono previste letture e laboratori per bambini intitolate “il piccolo Girighiri”, mentre a Grizzana Morandi alle 15 c’è una lettura animata chiamata “Figuriamoci la pace” per bambini dai 6 ai 10 anni a cura di Equilibri. A Marzabotto alle 11 proiezione del film “Il mio vicino Totoro”, alle 15 presentazione del progetto “Semi di cambiamento” e racconti delle esperienze di giovani volontari di Marzabotto presso l’azienda agricola “Al di là del fiume” ed al rifugio “Volpe Astuta” di Palermo (podere confiscato alle mafie) in collaborazione con il Comune di Marzabotto e l’Associazione Libera. Alle 16 presentazione del progetto e del sito “Mafie sotto casa”, con Gaetano Alessi, Rebecca Righi e Massimo Manzoli e l’accompagnamento del gruppo musicale “FeV”.
A Monzuno alle 16,30 “Figuriamoci la pace” Lettura animata per bambini/e dai 6 ai 10 anni a cura di Equilibri, a seguire presentazione della bibliografia “Le parole della Legalità”. A Vado alle 10,30 “Il re che non voleva fare la guerra” Lettura animata per bambini dai 3 agli 8 anni a cura di Millemagichestorie. La stessa lettura sarà proposta alle 17 a San Benedetto Val di Sambro.
A Vergato alle ore 10 e in replica alle 11 “Storie di affetto e discordia”, lettura animata per bambini dai 4 ai 6 anni a cura di Equilibri (per partecipare alla lettura animata è necessaria la prenotazione al numero 051-910559). Alle 15,30 presentazione del libro “Segmenti” (Falzea, 2015) di Fabrizio Carollo, presenta Domenico Muraca, letture a cura di Luigi Monfredini ed Ettore Pancaldi e alle 17,00 “E tu, da che parte stai?” spettacolo a cura dei ragazzi del laboratorio di teatro dell’Istituto di Istruzione Superiore Luigi Fantini.

L’ingresso a tutte le iniziative è gratuito e al termine degli incontri verrà offerto un piccolo rinfresco con i prodotti del circuito Libera Terra.


lunedì 6 marzo 2017

Gli appuntamenti per La Giornata della Donna nei comuni dell'Unione dell'Appennino bolognese.


A Vergato, presso la Biblioteca Comunale di Vergato, mercoledì 8 marzo alle 18.30 è prevista l'inaugurazione della mostra collettiva 'Tutti i colori delle mimose'.
Le opere, che rimarranno esposte fino al 17 marzo, sono di: Anna Maria Bastia, Laura e Giorgia Bellotti, Miranda Bernardi, Serena Bernardi, Patrizia Gambari, Nadia Gruppi, Silvia Pedrini, Stefania Nanni, Giovanna Sorano, Melissa Stott

A Vado di Monzuno, l'8 marzo alle 18, presso il Bar Stefanelli, presentazione del libro “In cammino verso sé" di Alessandra Pizzi, Edizioni le Due Torri.

Dall'8 al 12 marzo a Marzabotto c'è Donna in Fiera, quattro giorni dedicati alla scoperta dell'universo femminile. Alle 19 dell'8 marzo, fiaccolata per il paese dedicata alle donne vittime di violenza nel mondo. Alle 20 SpritZzi Letterari: aperitivo delle donne con la partecipazione del Coro Farthan. Alle 21,30 in diretta streaming via Facebook e Youtube "Teatra'ndo Vai P.INK", Letture tratte da "Donne dagli occhi grandi" di Angeles Mastretta. 
Donna in fiera prosegue i giorni successivi: il 9 marzo alle 19 presso la Casa della Cultura conferenza "Le Donne che curano sono vicine a noi".
L'11 marzo alle 18 presso la Casa della Cultura c'è cineforum "Suffragette", alle 21 presso il teatro comunale "Cuntiste: la cura attraverso la danza, la voce, il racconto".
Si conclude il 12 marzo: alle 9 "
L'acqua: salute e bellezza", camminata lungo il fiume Setta. Alle 16,30 presso il teatro comunale "Eva, diario di una costola", spettacolo comico di e con Rita Pelusio. 


giovedì 8 dicembre 2016

Unione dell'Appennino. Corsia preferenziale per le manifestazioni con il bollino verde.

L'Unione dell'Appennino bolognese informa:


Appuntamenti culturali e sagre paesane, eventi sportivi e ricorrenze storiche, cerimonie religiose e concerti musicali: sono tante le manifestazioni che animano la vita dei comuni italiani. Tanto più importanti quanto più proposte in aree economicamente svantaggiate che da queste iniziative trovano occasione di rilancio.
L’Unione dell'Appennino bolognese ne riconosce il valore prospettando una importante novità per tutti coloro che se ne occupano nei comuni dell’ente: gli organizzatori di manifestazioni che otterranno l'attribuzione di un attestato contenente un 'bollino verde' di validità triennale, infatti, non dovranno presentare ulteriori domande di autorizzazione o SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per il ripetersi di manifestazioni per tutto il periodo di validità del bollino.
I requisiti per poter ottenere il bollino sono chiari: occorre disporre di strutture fisse e impiantistica a norma, essere dotati di una assicurazione di responsabilità civile verso terzi; se si usano strutture e impianti temporanei, bisogna aver prodotto la documentazione certificativa.
In queste circostanze l’associazione che ripete più volte negli anni eventi secondo lo stesso schema potrà fare riferimento alla documentazione già presente nell’archivio del SUAP o, per le nuove iniziative, limitarsi a presentare la documentazione una sola volta. Dopo aver firmato un apposito protocollo potrà ottenere il “Bollino verde”. A quel punto sarà sufficiente comunicare in anticipo all’Unione la data dell’evento o il calendario.
In questi primi anni di attività per l’Unione dell’Appennino bolognese, infatti, i tecnici dello Sportello per le attività produttive si sono resi conto che da un lato la complessità delle norme, dall’altro il fatto che spesso le associazioni sono composte da anziani, fanno sì che anche la presentazione di una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) possa rappresentare un ostacolo burocratico. Considerando poi che ripetere la stessa pratica e gli stessi documenti per eventi consolidati e ripetuti nel tempo non aggiunge nulla in termini di sicurezza, si è pensato di introdurre questa semplificazione. Che è anche e soprattutto un modo di premiare quegli organizzatori in linea con i requisiti richiesti.
Una volta attribuito il Bollino verde, sarà il SUAP dell’Unione a farsi carico di informare le Autorità preposte ai controlli (Polizie Municipali, Azienda Usl, Carabinieri), trasmettendo anche la relativa documentazione (istanza per ottenere il bollino, Protocollo, atto autorizzativo o riscontro) per facilitare l’eventuale attività di controllo. Il bollino verde potrà essere attribuito anche per un calendario di eventi con caratteristiche analoghe, organizzati dallo stesso soggetto alle medesime condizioni. Restano esclusi dal bollino verde i procedimenti per la concessione del suolo pubblico, lotterie, tombole, fuochi artificiali, spettacoli viaggianti, per i quali occorrerà continuare presentare di volta in volta le relative istanze o comunicazioni.
Il servizio è disponibile a partire dal dicembre 2016.



sabato 26 novembre 2016

TARIFFE AGEVOLATE DI ABBONAMENTO ANNUALE DI TRASPORTO PER il 2016.

Marco scrive: “ REPERITO FACILMENTE SULLA PAGINA PRINCIPALE DEL COMUNE DI GRIZZANA , DI SEGUITO UN AVVISO DI INTERESSE PER I CITTADINI RESIDENTI NEI COMUNI ADERENTI ALL'UNIONE APPENNINO BOLOGNESE. INSPIEGABILMENTE NON SONO RIUSCITO A TROVARE L'AVVISO NELLA PAGINA PRINCIPALE DELL'UNIONE. 

Ecco l'avviso PUBBLICO A VALERE PER TUTTI I COMUNI DEL DISTRETTO DELL’APPENNINO BOLOGNESE, PER L’EROGAZIONE DI CONTRIBUTI A FAVORE DI CATEGORIE SOCIALI BENEFICIARIE DI TARIFFE AGEVOLATE DI ABBONAMENTO ANNUALE DI TRASPORTO PER ANNO 2016.

PREMESSO che presso gli sportelli TPER è possibile acquistare abbonamenti agevolati della tipologia “MI MUOVO INSIEME” per l’anno 2016, destinati alle seguenti categorie di beneficiari:

1. Famiglie numerose (con 4 o più figli) e con ISEE non superiore a € 18.000; 2. Persone con disabilità e altre categorie di invalidi e assimilati, l’accesso alla tariffa agevolata avviene senza ISEE; 3. Anziani; di sesso maschile di età non inferiore a 65 anni, di sesso femminile di età non inferiore a 63 anni, con ISEE del nucleo famigliare non superiore a € 15.000; 4. Vedove di caduti in guerra e dei caduti per cause di servizio, l’accesso alla tariffa agevolata avviene senza ISEE; 5. Ex deportati nei campi di sterminio nazisti (KZ) o perseguitati per motivi politici religiosi o razziali, l’accesso alla tariffa agevolata avviene senza ISEE; 6. Vittime di tratta di essere umani e grave sfruttamento, l’accesso alla tariffa agevolata avviene senza ISEE; 7. Rifugiati e richiedenti asilo, l’accesso alla tariffa agevolata avviene senza ISEE.

ACQUISTABILI AI SEGUENTI IMPORTI:
• “Mi Muovo Insieme” urbano (monozonale) € 147,00 Abbonamento annuale senza limitazione di corse, valido per l’intera rete urbana della città di residenza • “Mi Muovo Insieme” extraurbano (plurizonale) € 147,00 Abbonamento annuale senza limitazione di corse, valido per un percorso extraurbano o suburbano sui servizi autofiloviari e ferroviari: • “Mi Muovo Insieme” cumulativo € 216,00 Abbonamento annuale senza limitazione di corse, valido per un percorso extraurbano o suburbano sui servizi autofiloviari e ferroviari, più la rete urbana della città di destinazione, oppure, a scelta dell’utente, della città di residenza.



TIPOLOGIA BENEFICIARI
Soglia ISEE 2016 ulteriori agevolazioni con FONDO SOCIALE MOBILITÀ
Tariffa ulteriormente agevolata MI MUOVO INSIEME abbonamento annuale urbano o extra urbano
Tariffa ulteriormente agevolata MI MUOVO INSIEME abbonamento annuale cumulativo
Quota ulteriore riduzione a rimborso abbonamento annuale urbano o extra urbano
Quota ulteriore riduzione a rimborso abbonamento annuale cumulativo
Famiglie numerose con 4 o più figli
€ 8.000,00 € 80,00 € 147,00 € 67,00 € 69,00
Persone con Disabilità Non si applica ISEE € 80,00 € 147,00 € 67,00 € 69,00
Anziani € 7.750,00 € 80,00 € 147,00 € 67,00 € 69,00
Vedove di caduti in guerra e dei caduti per cause di servizio
Non si applica ISEE € 80,00 € 147,00 € 67,00 € 69,00
Ex deportati nei campi di sterminio nazisti (KZ) o perseguitati per motivi politici religiosi o razziali
Non si applica ISEE € 80,00 € 147,00 € 67,00 € 69,00
Vittime di tratta di esseri umani e grave sfruttamento
Non si applica ISEE
Abbonamento gratuito
Abbonamento gratuito € 80,00 € 147,00

A seguito della verifica di ammissibilità della domanda, l’Istituzione Servizi Sociali, Educativi e Culturali dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese provvederà alla redazione della graduatoria distrettuale, all’individuazione dei beneficiari e all’erogazione dei relativi contributi agli utenti. La graduatoria verrà formulata secondo l’ordine di presentazione delle istanze (data e ora). L'assegnazione del contributo avverrà scorrendo la graduatoria fino ad esaurimento dei fondi disponibili.
L’istanza, sottoscritta dall’interessato, deve essere redatta in forma di dichiarazione sostitutiva, ai sensi del d.p.r. 445/2000 e compilata unicamente su moduli predisposti dall’Istituzione, allegati al presente bando, e disponibili presso gli sportelli sociali comunali. I moduli di domanda sono reperibili anche sul sito internet dei singoli Comuni e dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese.
Le domande raccolte dovranno essere presentate dal 23 NOVEMBRE AL 23 DICEMBRE 2016, presso gli sportelli sociali comunali.
Istituzione dei Servizi Sociali, Educativi e Culturali
CASTEL D’AIANO CASTEL DI CASIO CASTIGLIONE DEI PEPOLI GAGGIO MONTANO GRIZZANA MORANDI MARZABOTTO MONZUNO SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO VERGATO


Sede: Piazza della Pace 4 - 40038 Vergato (BO) C.F: 91362080375 Tel. 051/6746742 – PEC unioneappennino@cert.provincia.bo.it

CONTROLLI: l’Istituzione procederà, ai sensi del D.P.R. 445/2000, ad idonei controlli, anche a campione, sulla veridicità delle dichiarazioni sostitutive rilasciate dai richiedenti il contributo e laddove sussistano ragionevoli dubbi sulla veridicità del loro contenuto.
Gli operatori di sportello non assumono responsabilità per la dispersione delle domande, della documentazione e delle comunicazioni dipendenti da inesatte indicazioni fornite dal richiedente né per eventuali disguidi imputabili a fatto di terzi, a caso fortuito o forza maggiore.

Per informazioni rivolgersi allo Sportello Sociale del Comune di residenza.

venerdì 26 agosto 2016

L'Unione dell'Appennino bolognese invita ad aiutare le persone colpite dal terremoto usando i canali istituzionali.

Riceviamo


Chi vuole aiutare può fare una donazione sul conto corrente predisposto dalla Regione e dall'Anci, o inviare un SMS solidale. Pronte a dare una mano associazioni di protezione civile e volontariato del territorio, ma è importante partire solo su indicazione di chi coordina gli interventi
I comuni dell'Appennino bolognese invitano i cittadini ad attivarsi per il terremoto seguendo i canali istituzionali.
Il sindaco di Marzabotto e presidente dell'Unione dei comuni dell'Appennino bolognese Romano Franchi ricorda a tutti che è possibile utilizzare il conto corrente attivato dalla Regione Emilia-Romagna, insieme all'ANCI, come strumento unitario. Ecco gli estremi per il versamento:
IBAN "Emilia-Romagna per sisma Centro Italia" con numero
IT69G0200802435000104428964  (Causale: "Emilia-Romagna per sisma Centro Italia", intestato a Agenzia Protezione Civile Emilia-Romagna).
Diverse associazioni di protezione civile e di volontariato dei territori dell'Unione hanno già dato la loro disponibilità a intervenire, se necessario, anche se è importante prima attendere le indicazioni di chi coordina gli interventi per evitare inutili sovrapposizioni.
Da non dimenticare che su richiesta del Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con le Regioni colpite dal terremoto e grazie agli operatori di telefonia mobile e ai media, è stato attivato il numero 45500 per la raccolta di fondi attraverso l’invio di sms del costo di 2 euro. È possibile donare anche chiamando da rete fissa lo stesso numero. Il servizio è attivato con gli operatori nazionali Tim, Vodafone, Tre, Fastweb, CoopVoce, Wind e Infostrada, TWT, CloudItalia e PosteMobile. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, al Dipartimento della Protezione Civile che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma.
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giovedì 14 luglio 2016

Dopo la grandinata del 5 luglio l'Unione dell'Appennino chiederà lo stato di calamità naturale .

Marco ha fatto notare:

Dopo la grandinata del 5 luglio l'’Unione dell’'Appennino chiederà lo stato di calamità naturale

L'Unione dell'Appennino bolognese ha deciso di attivarsi subito nei confronti di coloro che sono stati danneggiati dalla terribile grandinata che alcuni giorni fa ha colpito un po' a macchia di leopardo i territori compresi tra i comuni di Castel d'Aiano, Gaggio Montano, arrivando fino a Grizzana Morandi e Camugnano (quest'ultimo comune non compreso nell'Unione ma aderente comunque al servizio associato di protezione civile). 
Da oggi è disponibile sul sito dell'Unione un modulo che i cittadini, e in particolare gli imprenditori del settore agricolo, agroindustriale e zootecnico, potranno scaricare e compilare: il modulo servirà a effettuare una rilevazione puntuale dei danni. L'obiettivo è soprattutto quello di avere una stima quanto più accurata possibile delle perdite subite in particolar modo dalle attività produttive, in specie quelle legate alle colture e all'allevamento - le più colpite - per poi promuovere iniziative per il ristoro degli ingenti danni.

“La grandinata dei giorni scorsi ha qualcosa di fuori dall'ordinario” commenta il sindaco di Castel d'Aiano e delegato per l'agricoltura dell'Unione Salvatore Argentieri “Parliamo di dieci, forse venti centimetri di grandine, una quantità che va ben oltre il temporale estivo. Dobbiamo attivarci per trovare risposte efficaci. Non mi riferisco tanto al cittadino cui può essersi graffiata l'auto, evenienza spiacevole ma tutto sommato superabile, quanto all'azienda che vede completamente distrutto un raccolto, mettendo a rischio commesse, impegni già assunti e posti di lavoro.”
Sulla stessa linea d'onda anche Graziella Leoni, sindaco di Grizzana Morandi, che durante la riunione di giunta dell'Unione dell'11 luglio ha sollecitato l'adozione di una iniziativa congiunta.

Una volta raccolte le informazioni l'Unione dell'Appennino richiederà alla Regione Emilia-Romagna il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i territori colpiti, dopo di che promuoverà ogni più opportuna iniziativa finalizzata ad assicurare il massimo sostegno al settore produttivo del territorio.

Le domande andranno presentate direttamente all'Ufficio Protocollo del Comune interessato entro il 31 luglio 2016.

Per informazioni rivolgersi al comune di appartenenza.


giovedì 9 giugno 2016

Appennino: Quotidiano in buchetta addio? Si prospetta la consegna postale a giorni alterni.


In montagna il postino non solo non suonerà due volte, suonerà, se va bene, un giorno si e uno no.

Lo si ricava da un comunicato dell’Unione dell’Appennino bolognese, che ha approvato un ordine del giorno con cui invita Poste Italiane a rivedere il piano di consegna della posta a giorni alterni, nel quale si legge:



Nei prossimi mesi il postino nei comuni dell’Appennino bolognese arriverà un giorno sì e un giorno no, come previsto dal piano di tagli dei servizi previsto da Poste Italiane concordato nel 2015 con il Governo e l’AgCom. La riduzione non riguarda a dire il vero solo i comuni della montagna, se si considera che dovrebbero essere circa 5200 i comuni toccati da questo piano. Però di sicuro i suoi effetti si faranno sentire maggiormente proprio in quelle zone periferiche come le aree montane già caratterizzate da maggiori difficoltà di mobilità e presenza ridotta di servizi pubblici e privati.

Secondo il piano di Poste Italiane la corrispondenza verrà consegnata a giorni alterni, il lunedì, mercoledì e venerdì della prima settimana, il martedì e il giovedì della seconda. Questo comporta inevitabilmente la revisione degli obiettivi di consegna della posta prioritaria, che per il recapito passa da un giorno a due (J+1 per usare il lessico di Poste) ma anche della posta ordinaria, raccomandata, assicurata e pacco ordinario nazionale che saranno consegnati secondo il nuovo obiettivo di recapito J+4 (4 giorni lavorativi oltre quello di accettazione). Le conseguenze sono evidenti: oltre alla posta ordinaria e prioritaria, infatti, ci potrebbe essere un effetto anche sull’abbonamento ai quotidiani per cittadini ed esercizi pubblici che magari si trovano in frazioni prive di edicola. Una situazione denunciata anche dalla Fieg, Federazione Italiana degli Editori di Giornali, che ha aperto una trattativa con Poste Italiane e AgCom.

Se Poste Italiane giustifica il piano con la necessità di assicurare la sostenibilità economica all’azienda, vista la riduzione dei trasferimenti statali e la diminuzione dei ricavi postali a causa della sostituzione della posta cartacea con la comunicazione digitale, molti amministratori ricordano però che la normativa europea preveda che il servizio universale possa essere limitato in condizioni geografiche “eccezionali”, ma pare difficile giustificarlo per oltre 5000 comuni. In Toscana si sono avviati una serie di confronti tra l’Anci e le Poste per monitorare i primi risultati di questa novità che per la verità non sembrano esaltanti, mentre anche sul fronte sindacale c’è una certa preoccupazione per la riduzione dei posti che questa riorganizzazione potrà comportare e per il rischio di peggioramento delle condizioni lavorative di chi rimarrà in servizio. Non da ultimo, va ricordato che una ordinanza del TAR Lazio del 29 aprile 2016 ha rimandato la questione alla Corte di Giustizia Europea, riconoscendo quindi in parte le ragioni dei 41 comuni piemontesi che avevano interpellato il tribunale.

Scongiurato invece per il momento l’altro piano di tagli, quello che concerne la riduzione degli sportelli postali nelle frazioni minori, sportelli che invece Uncem, (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) propone di potenziare trasformandoli in sportelli “smart” cioè multi-servizi, dove oltre alla distribuzione postale si gestiscano nuovi servizi come quelli legate all’Agenda digitale.

giovedì 5 maggio 2016

Banditaliana alla Rocchetta Mattei.


Domani, venerdì 6 maggio, con inizio alle 21, la Rocchetta Mattei offre la sua magica atmostera all'altrettanto magico concerto del Tesi-Geri-Carboni Trio.

Riccardo Tesi, Maurizio Geri e Claudio Carboni, i fondatori di Banditaliana – formazione che da quasi vent’anni li vede in tour in ogni Paese del mondo – mettono in gioco in trio la loro grande intesa e le esperienze maturate assieme nell’ambito di progetti originali come PresenteRemoto, Crinali e Acqua foco e vento, Sopra i tetti di Firenze , esprimendo, in veste più raccolta e intima, i brani più suggestivi del loro ampio repertorio.


L’affascinante e inconfondibile organetto di Tesi, la chitarra e l’espressiva voce di Geri, i sassofoni di Carboni, dialogano fittamente disegnando linee melodiche che attraversano il Mediterraneo. Raccontano storie che vengono dalla tradizione riproponendole con la dolcezza dei cantautori e invitando gli ascoltatori a ballare come nelle feste popolari.

Prenotazione obbligatoria: Marco Tamarri, mob. 340 1841931

venerdì 26 febbraio 2016

Unione dell'Appennino bolognese e Unione dell'Alto Reno. In caso di emergenza la protezione civile telefona a casa a tutti i cittadini.



L'Appennino si aggiorna e informatizza un sistema di allarme generale. Per affrontare le emergenze che si dovessero presentare ed essendo fondamentale avvisare i cittadini nel minor tempo possibile, l'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese ha infatti deciso di attivare un servizio di informazione telefonica, chiamato Alert System , utile per comunicare con la cittadinanza in tempo reale.

Il servizio effettua chiamate a telefoni fissi e a mobili, può produrre anche fax, e-mail, telegrammi e raccomandate, permettendo alle amministrazioni di entrare in contatto con i cittadini in tempi brevissimi e 24 ore su 24.
Tutto ciò è reso possibile da una struttura tecnica distribuita su 26 centrali telefoniche che permette di effettuare oltre 200.000 chiamate ogni ora. Attraverso un'interfaccia web l'operatore di protezione civile disporrà di una serie di liste di cittadini. Queste potranno essere composte da residenti che si sono iscritti sul sito istituzionale, presso gli uffici comunali o che hanno scaricato la APP gratuita 'Alert System' dal proprio store e integrate con i numeri telefonici fissi.
Il sistema permette di registrare un messaggio vocale con l'avviso dell'emergenza in corso e con le prime indicazioni utili sulle attività da svolgere in sicurezza. Il messaggio verrà diramato in pochi minuti. Estremamente preziosa è la possibilità di profilare le liste dei cittadini su base geografica: in questo modo a ricevere l'allerta, se necessario, saranno solamente i residenti nella zona interessata.

Vista l’importanza del tema al servizio hanno aderito anche i comuni dell’Unione dell’Alto Reno (Alto Reno Terme, Lizzano in Belvedere e Camugnano).

I cittadini che lo vorranno potranno scaricare gratuitamente una app per sistemi Apple, Android e Windows dove si potranno consultare aree di emergenza, numeri utili, le reperibilità, le norme di comportamento in caso di frane, alluvioni, incendi, terremoto e le altre informazioni che gli uffici metteranno a disposizione. Chi non volesse o potesse scaricare la app potrà chiamare il numero verde gratuito 800.18.00.28: riceverà un sms con il link per poter visualizzare il contenuto della app sul normale browser del cellulare.
Il “battesimo” del sistema avverrà il 29 febbraio, con la registrazione di una telefonata tramite la quale i cittadini saranno avvisati dell'avvio del servizio sul loro territorio.

Continua così l'impegno dell'Unione dei comuni dell'Appennino bolognese sul tema molto sentito della protezione civile. Impegno che ha portato all'approvazione di piani di protezione civile in tutti e nove i comuni che ne fanno parte e all'attivazione di un sistema cartografico informatizzato comune tra gli enti.



venerdì 19 febbraio 2016

L'Unione dell'Appennino bolognese riorganizza i servizi sociali.

Riceviamo e pubblichiamo:



C'era una volta l'operatore dello sportello comunale che rilasciava una carta di identità, protocollava una pratica edilizia e riceveva le richieste di contributo sociale da parte di una famiglia in difficoltà. Condizione ancora molto diffusa in tanti piccoli comuni che però la nascita di servizi condivisi in Unione porterà a ottimizzare
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Dal mese di febbraio infatti lo sportello sociale di Vergato è gestito direttamente dall'Unione dei comuni dell'Appennino bolognese e si è anche fisicamente trasferito dal municipio alla Casa della Salute. Contestualmente sono già adesso operatori dell'Unione a gestire questa funzione a Castiglione dei Pepoli, San Benedetto Val di Sambro e Monzuno, mentre per gli altri comuni il percorso si concluderà nel corso del 2017. Quando possibile l'AUSL metterà a disposizione i suoi locali sul territorio proprio per favorire questo processo di specializzazione del servizio.
Questo passaggio non incide direttamente sul cittadino, perché gli sportelli rimangono presenti sul territorio di riferimento, ma ha rilevanza per l'organizzazione perché gli operatori dell'Unione avranno un coordinatore unico, che lavorerà con l'obiettivo di garantire standard equivalenti tra i vari comuni dell'Unione, e potranno essere specificatamente formati per il ruolo che andranno a ricoprire. Si cercherà in questo modo di perseguire quelle economie di scala con conseguente ottimizzazione delle risorse che il piccolo ente da solo farebbe fatica a realizzare.
Non dimentichiamo che le attività che la legge attribuisce agli sportelli sociali sono numerose e variegate: informare i cittadini sul sistema di offerta dei servizi pubblici e o del privato sociale operanti nel territorio, orientare in modo personalizzato le persone rispetto alle opportunità attivabili, promuovere il confronto con le altre realtà locali, accompagnare il cittadino all’avvio del percorso valutativo con l’assistente sociale, supportare il cittadino nell’iter di richiesta di interventi e gestire l’ammissione al beneficio solo per citarne alcuni.
La nuova organizzazione permetterà anche un maggiore interscambio tra l'operatore di sportello e l'assistente sociale, che ha il compito di valutare caso per caso e in determinate circostanze favorire l'accesso ai servizi socio-sanitari forniti dalle AUSL.
Tutto ciò sarà facilitato dal fatto che con la nuova organizzazione anche l'assistente sociale è un dipendente al servizio dell'Unione dei comuni dell'Appennino bolognese.
Per capire la portata di questi interventi occorre però fare un passo indietro: i comuni dell'Unione dell'Appennino bolognese hanno infatti conferito all'Unione a partire dal 2014 la gestione dei servizi sociali, con una profonda riorganizzazione degli stessi.
I servizi sociali sono una delle attività più delicate, complesse e difficili da gestire da parte di un ente pubblico, perché toccano da vicino le vite dei cittadini che affrontano momenti di fragilità o di non autosufficienza. Trasferire pertanto un servizio così nevralgico per le amministrazioni non è stato certo banale, specie su un territorio come quello montano in cui gli spostamenti non sono sempre agevoli.
Per questi e per altri motivi, prima di procedere alla delega di funzione e ai relativi interventi organizzativi, l'Unione ha voluto procedere con uno studio approfondito guidato dai responsabili dei servizi nelle diverse realtà comunali. Si è infatti ritenuto opportuno valorizzare le risorse interne e partire da chi conosce davvero le esigenze del territorio non tanto per risparmiare ma perché si è considerato che nessun consulente avrebbe potuto realizzare altrettanto.
Dopo la fase di studio, sono arrivati i primi risultati. Per cominciare è nata l'Istituzione dei Servizi sociali, culturali ed educativi. L'Istituzione nasce, in primo luogo, con la finalità di riportare ad unità gestionale i processi che caratterizzano i servizi sociali. La scelta di creare l’Istituzione risponde esclusivamente ad una maggiore flessibilità operativa. In capo all'Unione rimangono infatti la definizione degli indirizzi e delle finalità, l'approvazione degli atti fondamentali, la vigilanza.
A presiederla è stato chiamato Maurizio Fabbri, sindaco di Castiglione dei Pepoli.
Contestualmente al conferimento dei servizi sociali in Unione è stata presa la decisione di ritirare le deleghe alla AUSL per ciò che concerne gli assistenti sociali.
In altre parole i comuni, tramite l'Unione, sono tornati a gestire direttamente un servizio altamente delicato ed essenziale come quello dell'assistenza sociale professionale, anziché affidarsi a professionisti esterni forniti dalla Azienda Sanitaria.
Una volta creata la struttura, si è passati all'assetto della nuova organizzazione, basata più sui processi di gestione che sulle prestazioni erogabili, orientata ad interagire in modo flessibile con le richieste dei cittadini.
I servizi sociali sono stati strutturati in 5 aree, a seconda del tipo di bisogno cui si propongono di rispondere: area cittadini non autosufficienti, area edilizia popolare, area famiglia e minori, area educativa e scolastica, area servizi sociali professionali.
L'obiettivo che ci si è posti è stato insomma quello di avere aree omogenee in grado di offrire lo stesso servizio su tutto il territorio e guidate da un responsabile che potrà e dovrà specializzarsi in un profilo predefinito. Ogni responsabile si troverà in altre parole ad affrontare un bacino molto più ampio di utenti ma per un numero di servizi limitati, rispetto alla tipica situazione dei piccoli comuni del "responsabile tutto fare". Sono invece rimasti vicini ai cittadini, sui territori comunali, quando possibile come già detto presso le strutture della AUSL, tutti gli sportelli sociali, con un coordinamento unico.
Le aree che sono già partite a pieno regime sono quelle dei servizi per i cittadini non autosufficienti mentre le altre stanno procedendo speditamente verso un'integrazione che oltre che un'opportunità diventa sempre più una necessità.