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sabato 28 febbraio 2026

A Castiglione dei Pepoli si passa dalla TARI alla Tariffa Puntuale

 



La Giunta comunale di Castiglione dei Pepoli ha approvato un atto di indirizzo per il passaggio dal vigente regime TARI – Tassa sui Rifiuti alla TCP – Tariffa Rifiuti Puntuale , con decorrenza prevista dal 1° gennaio 2027 e contestuale esternalizzazione al gestore del servizio delle attività di applicazione, accertamento e riscossione.

Il servizio è stato aggiudicato a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese costituito da Hera S.p.A. (mandataria), Giacomo Brodolini Soc. Coop. a r.l. e Consorzio Stabile ECOBI Soc. Coop. a r.l. – Impresa Sociale. Il contratto prevede la possibilità per i Comuni di deliberare l’applicazione della tariffa corrispettiva puntuale e di affidarne la gestione al concessionario.

La Giunta ha ritenuto conveniente, sotto il profilo operativo ed economico, procedere al passaggio alla Tariffa Corrispettiva Puntuale (TCP) con esternalizzazione delle attività al gestore, evidenziando diversi vantaggi:

  • Natura corrispettiva della tariffa, che non costituisce entrata tributaria del Comune ed è applicata e riscossa direttamente dal gestore;
  • Possibilità per le utenze non domestiche di detrarre l’IVA;
  • Riduzione dei costi amministrativi nel Piano Economico Finanziario, con potenziali effetti positivi sulle tariffe;
  • Semplificazione dei rapporti con l’utenza e degli adempimenti amministrativi e contabili;
  • Maggiore efficienza gestionale, grazie a strumenti informatici adeguati, economie di scala e migliore capacità di rispondere agli obblighi di trasparenza e rendicontazione imposti da ARERA;
  • Miglioramento degli equilibri di bilancio comunali.

La commisurazione della tariffa continuerà a fondarsi sui criteri del DPR 158/1999, con possibilità di applicare sistemi di misurazione puntuale o correttivi conformi alla normativa ministeriale.

L’atto rappresenta il primo passo di un percorso amministrativo che condurrà all’adozione dei regolamenti attuativi e agli ulteriori adempimenti necessari per rendere operativa la nuova modalità di tariffazione, in coerenza con gli indirizzi nazionali e regionali in materia di economia circolare e sostenibilità ambientale.

sabato 4 ottobre 2025

Vergato, dal 6 ottobre obbligatoria la Carta Smeraldo per l’indifferenziato

 



di Roberto Giusti:


A partire da lunedì prossimo, 6 ottobre 2025, a Vergato cambiano le regole per la gestione dei rifiuti: il conferimento dell’indifferenziato sarà possibile solo tramite la Carta Smeraldo, la tessera personale consegnata agli utenti intestatari di una posizione TARI.

La novità rappresenta un passaggio importante verso un sistema di raccolta più efficiente e sostenibile, in linea con le politiche di economia circolare e con l’obiettivo di responsabilizzare maggiormente i cittadini.

Per aprire i cassonetti sarà sufficiente avvicinare la tessera al lettore elettronico: lo sportello si sbloccherà automaticamente consentendo il conferimento dei rifiuti.
Hera chiarisce che non ci sono limiti di utilizzo: la tassa rifiuti non dipenderà dal numero di aperture e la Carta non introduce alcun meccanismo di tariffazione puntuale. Si tratta esclusivamente di uno strumento di identificazione e gestione del servizio.

Per accompagnare gli utenti in questa transizione, Hera ha avviato una campagna di comunicazione con avvisi affissi sui cassonetti e notifiche push tramite l’app Il Rifiutologo, così da garantire la massima diffusione delle informazioni ed evitare disagi nelle prime settimane di attivazione.



Chi non ha ancora ritirato la Carta Smeraldo potrà farlo agli Ecosportelli Hera:

·         Vergato, Galleria I Maggio 59

·         lunedì e mercoledì: 8-13 e 14-16

·         martedì: 8-13

·         venerdì: 8-13 e 14-17

·         Gaggio Montano, via Giugnano 5 (loc. Marano)

·         giovedì: 8.30-13.00

Sono inoltre previsti due Punti Smeraldo straordinari sotto il portico del Municipio di Vergato (Piazza Capitani della Montagna) nelle giornate di lunedì 29 settembre e sabato 4 ottobre, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30.

«L’utilizzo della Carta Smeraldo – sottolinea l’Amministrazione – è un passo fondamentale per migliorare l’efficienza del servizio e promuovere una gestione dei rifiuti più rispettosa dell’ambiente. Ringraziamo i cittadini per la collaborazione, certi che questo strumento renderà la comunità ancora più attenta e responsabile verso la sostenibilità».

Vuoi che lo adatti in uno stile da quotidiano locale (più asciutto e informativo) o da comunicato istituzionale (più formale e istituzionale)? 

sabato 17 febbraio 2024

Rifiuti urbani, a Bologna e nell'area metropolitana cala la produzione e aumenta la raccolta differenziata

Pubblicata l'analisi dei dati 2022 degli Uffici di statistica di Comune e Città metropolitana 


La Città Metropolitana invia:

Nel 2022 cala la produzione complessiva di rifiuti urbani nella città metropolitana e nel comune di Bologna, mentre continua a crescere la percentuale di raccolta differenziata in città (63,2%) e nell'intera area metropolitana (69,3%). Le Due Torri sono al secondo posto per percentuale di raccolta differenziata tra le grandi città e al terzo posto tra le città metropolitane. "Rifiuti organici" e "Carta e cartone" sono le principali frazioni merceologiche differenziate. Questo in estrema sintesi il quadro sulla produzione e raccolta dei rifiuti urbani che emerge dall’analisi dei dati Ispra, Arpae e Istat effettuata dagli Uffici di statistica del Comune e della Città metropolitana di Bologna. 

La produzione totale di rifiuti urbani nella città metropolitana di Bologna, nel 2022, è stata di 566.986 tonnellate, in diminuzione rispetto al 2021 dello 0,5%, in analogia all'andamento del panorama medio nazionale. Anche il quantitativo pro capite, pari a 560,5 kg per abitante, è diminuito rispetto al 2021 dello 0,1% (0,37 kg per abitante).
Il calo complessivo della produzione totale dei rifiuti è affiancato da un aumento, in termini assoluti, della raccolta differenziata che sale a 393.013 tonnellate. Anche la percentuale di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti continua a crescere, toccando il 69,3% del totale della produzione raccolta (+2,3 punti percentuali rispetto al 2021), confermando il trend di crescita degli ultimi anni e il consolidamento del superamento della soglia del 65%, obiettivo definito dalla normativa nazionale. Tale traguardo è stato ampiamente superato da 33 comuni: tutti i comuni di pianura e i comuni del distretto Reno, Lavino e Samoggia. Di questi, 16 hanno già superato l’obiettivo di raccolta differenziata dell'80% fissato dal Piano regionale dei Rifiuti per il 2025 e due comuni hanno superato anche la soglia del 90% (Mordano e Anzola dell’Emilia). Rispetto alla composizione merceologica dei rifiuti differenziati, i dati a livello metropolitano evidenziano una maggiore raccolta pro capite di "Carta e cartone" (84,3 kg per abitante), pari al 21,7% della raccolta complessiva, e la raccolta di "Frazione umida" (80,7 kg per abitante), che incide per il 20,8% della raccolta differenziata totale. Seguono "Verde" (48,6 kg per abitante), "Vetro" (46,4 kg per abitante), "Plastica" (39,9 kg per abitante) e "Legno" (35,7 kg per abitante). Infine, rispetto alle altre città metropolitane, Bologna è seconda per rifiuti urbani pro capite, dopo Venezia e prima di Firenze; mentre è terza, dopo Cagliari e Venezia per la percentuale di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani raccolti, con un valore ancora una volta superiore alla media nazionale pari a 65,2%.

Consulta e scarica lo studio Rifiuti urbani nella città metropolitana di Bologna - anno 2022. Tabelle, grafici e mappe interattive sono presenti nella sezione "Rifiuti" dell'Atlante statistico metropolitano. Il report di confronto tra le città metropolitane è presente sul portale di Città metropolitane a confronto, nella sezione Ambiente e territorio / Rifiuti.   Comune di Bologna
La produzione di rifiuti urbani nel comune di Bologna, nel 2022, tocca circa le 203 mila tonnellate (-1% rispetto al 2021). La produzione pro capite (kg per abitante) è stata pari a 523 (era 522,2 nel 2021), più alta della produzione pro capite nazionale, pari a 493,6, ma più bassa del valore medio ottenuto considerando le grandi città, pari a 547,6.
Nel 2022 la raccolta differenziata nel comune di comune di Bologna ha raggiunto quota 63,2% (era 57,2% nel 2021); le principali frazioni merceologiche differenziate sono state "Rifiuti organici" (25,2%), "Carta e cartone" (23,5%), "Multimateriale" (17,1%) e "Materie plastiche" (11,1%). Bologna risulta al secondo posto per raccolta differenziata nelle grandi città, dopo Padova (64,3%), seguita da Venezia (62,7%); la percentuale di raccolta differenziata nella città di Bologna risulta al di sotto del valore ottenuto se consideriamo la città metropolitana nel suo complesso (69,3%) e l'intera regione (74%).
 

giovedì 2 marzo 2023

I rifiuti in Emilia-Romagna, online il rapporto 2022

 Pubblico il  documento sullo stato dell’arte della gestione dei rifiuti urbani e speciali in regione



È disponibile "La gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna. Report 2022", il rapporto curato da Arpae e Regione Emilia-Romagna che contiene i dati relativi alla gestione dei rifiuti urbani e speciali, sistema impiantistico e monitoraggio del Piano regionale di gestione dei rifiuti, evidenziando i punti di forza e gli aspetti prioritari su cui intervenire in un’ottica di costante e continuo miglioramento del sistema.

dati contenuti in questa edizione sono sono riferiti al 2021 per i rifiuti urbani e al 2020 per gli speciali.

Rifiuti urbani
La produzione totale di rifiuti urbani in Emilia-Romagna, nel 2021, è stata di 2.839.452 tonnellate, corrisponde a una produzione pro capite di 637 kg/ab., in diminuzione (- 1,1%) rispetto al 2020. La raccolta differenziata è stata pari al 72,2% della produzione totale, in linea con il 2020. I comuni che nel 2021 hanno superato l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata complessiva, definito dalla normativa nazionale, sono stati 202, con una popolazione coinvolta di circa 3.000.000 di abitanti residenti.

Il conferimento in discarica si attesta all’1,3%, ampiamente al di sotto della soglia del 10% prevista come obiettivo al 2035 nel nuovo pacchetto europeo sull’economia circolare. La quota di rifiuti inceneriti è stata il 24,8%, la quota di rifiuti avviati a bio-stabilizzazione è stata il 1,6%.

Rifiuti speciali 
Nel 2020, in Emilia-Romagna sono stati prodotti complessivamente 13.098.106 tonnellate di rifiuti speciali, con una diminuzione della produzione dell’8,25% rispetto al 2019; di questi, 5.320.018 tonnellate risultano essere rifiuti da costruzione e demolizione. La produzione dei rifiuti speciali è costituita per lo più da rifiuti non pericolosi (94%). 

Negli impianti attivi in regione, nel 2020, sono state gestite complessivamente 14.197.313 tonnellate di rifiuti speciali, avviati prevalentemente a operazioni di recupero: in particolare, il 75% a recupero di materia. I quantitativi avviati a smaltimento sono stati pari a 2.700.339 tonnellate. Lo smaltimento in discarica risulta il 4% del totale gestito, mentre l’incenerimento rimane residuale, con l’1% del totale gestito.

 

martedì 8 novembre 2022

La campagna informativa per la nuova raccolta differenziata dei rifiuti a Sasso Marconi


Oggi, martedì 8 novembre, il primo infopoit in piazza del capoluogo

Le novità scattano il 2 gennaio 2023 e riguardano le modalità di conferimento di alcune tipologie di rifiuto (in particolare l’alluminio) e i contenitori in dotazione alle famiglie. 


Di qui a fine anno, il percorso prevede:

👉la consegna alle famiglie di una lettera informativa

👉l'allestimento di #infopoint in Piazza dei Martiri, il martedì e sabato mattina, dall'8 al 19 novembre, per fornire tutte le informazioni utili ai cittadini

👉l'attivazione di Punti Smeraldo

https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/notizie/primo-piano/vecchi-primi-piani-plone-4/passaggio-plone-55-pp/la-tariffazione-puntuale-paghi-per-quanto-butti

sabato 19 dicembre 2020

Ispra pubblica il rapporto rifiuti urbani edizione 2020

Differenziata: +3,1 punti percentuale in un anno. Il Sud supera il 50%, Treviso la città più virtuosa con l’86,9%. Meno smaltimento in discarica ma non al Centro (+ 19,4%). Gestione: ancora lontana dai nuovi target europei.


Dubbio invia:

L'Edizione 2020 fornisce i dati, aggiornati all’anno 2019, sulla produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, compreso l’import/export, a livello nazionale, regionale e provinciale. Riporta, inoltre, le informazioni sul monitoraggio dell’ISPRA sui costi dei servizi di igiene urbana e sull’applicazione del sistema tariffario. 
Infine, presenta una ricognizione dello stato di attuazione della pianificazione territoriale aggiornata all’anno 2020.I rifiuti urbani prodotti in Italia nel 2019 sono circa 30 milioni di tonnellate, dato in lieve calo rispetto al 2018 dello 0,3% (-80 mila tonnellate). Incremento solo nel nord Italia, con quasi 14,4 milioni di tonnellate di rifiuti, dello 0,5% rispetto al 2018, mentre è in calo al Centro (-0,2%) con circa 6,6 milioni di tonnellate evidenzia e al Sud (-1,5%) con 9,1 milioni di tonnellate.
Ogni cittadino italiano, in un anno, ha prodotto circa 500 chilogrammi di rifiuti.
Aumenta ancora la raccolta differenziata nel 2019: +3,1 punti rispetto al 2018, raggiungendo il 61,3% della produzione nazionale; dal 2008 la percentuale risulta raddoppiata. La raccolta passa da circa 9,9 milioni di tonnellate a 18,5 milioni di tonnellate. Nel 2019, il 50% dei rifiuti prodotti e raccolti in maniera differenziata viene inviato ad impianti di recupero di materia; il riciclaggio totale, comprensivo delle frazioni in uscita dagli impianti di trattamento meccanico e meccanico biologico, si attesta al 53,3% e riguarda le seguenti frazioni: organico, carta e cartone, vetro, metallo, plastica e legno.
 

 

sabato 14 dicembre 2019

Rapporto Rifiuti Urbani di Ispra - Edizione 2019

Dubbio invia:

Cresce il costo della differenziata: +3,46 euro l'anno per abitante e al Centro si paga di più: 208,05 euro per abitante l'anno. Lo rileva il Rapporto Rifiuti Urbani 2019 presentato da Ispra.
Tra i dati evidenziati il fatto che gli impianti non sono al passo con le esigenze della differenziata, pochi e mal distribuiti. Il rifiuto organico è il più raccolto, ma alcune regioni sono senza impianti per trattarlo e vengono esportate all’estero 500 mila tonnellate di rifiuti.
Sono 7 le regioni italiane che superano l’obiettivo del 65% di differenziata fissato, al 2012, dalla normativa: Veneto (73,8%), Trentino Alto Adige (72,5%), Lombardia (70,7%), Marche (68,6%), Emilia Romagna (67,3%), Sardegna (67%) e Friuli Venezia Giulia (66,6%). Tra queste regioni, quelle che fanno registrare i maggiori incrementi delle percentuali di raccolta sono, nell’ordine le Marche, la Sardegna e l’Emilia Romagna.
I valori più alti di produzione pro capite si osservano per il Centro, con 548 chilogrammi per abitante, Rifiuti: rapporto Ispra 2019con un aumento di oltre 10 kg per abitante rispetto al 2017. Il valore medio del nord Italia si attesta a circa ai 517 chilogrammi per abitante, in crescita di 14 kg per abitante rispetto al 2017, mentre il dato del Sud si attesta a 449 chilogrammi per abitante, con un aumento di 7 kg. La produzione pro capite di questa macroarea risulta inferiore di quasi 51 chilogrammi per abitante rispetto al dato nazionale e di quasi 100 chilogrammi in raffronto al valore medio del Centro.
Ad eccezione di Marche, Molise e Sicilia, tutte le regioni italiane fanno rilevare, tra il 2017 e il 2018, una crescita della produzione dei rifiuti urbani. I maggiori incrementi si osservano per il Piemonte (+5,1%), il Trentino Alto Adige (+4,5%) e la Sardegna (+3,7%).
La produzione pro capite più elevata, con 660 chilogrammi per abitante per anno, si rileva per l’Emilia Romagna, il cui dato risulta in crescita del 2,8% rispetto al 2017. Segue la Toscana, il cui pro capite si attesta a 612 chilogrammi per abitante, che fa rilevare una crescita dell’1,8%. “In tali contesti – spèiega l’Istat - il valore è influenzato dalla tendenza all’assimilazione, che porta a computare nei rifiuti urbani anche quelli da attività artigianali, commerciali e di servizio”.
Un salto significativo si rileva al Sud con un aumento della percentuale di raccolta di 4,2 punti nel 2018, in particolare in Sicilia (+7,8 punti) e in Molise (+7,7 punti), seguite dalla Calabria (+ 5,6) e dalla Puglia (+5).
I flussi di rifiuti organici avviati fuori regione, i maggiori quantitativi derivano dalla Campania (circa 487 mila tonnellate) e dal Lazio (oltre 270 mila tonnellate), entrambe caratterizzate da una dotazione impiantistica non adeguata a quanto prodotto. Nel caso della Campania è il Veneto a ricevere la quota più considerevole dell’organico (49,7% del totale). Per quanto riguarda il Lazio, è invece il Friuli Venezia Giulia la regione cui sono conferiti i quantitativi maggiori (pari al 48,7%), a seguire il Veneto (23,4%).
L’esportazione dei rifiuti interessa l’1,5% dei rifiuti urbani prodotti e aumentata del 31% rispetto al 2017, mentre calano dell’8% le importazioni.
Abbiamo portato fuori dai confini nazionali soprattutto combustibile solido secondario (45%) e rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti (18%). Austria e Portogallo i Paesi cui vengono destinate le maggiori quantità di rifiuti urbani. A inviarle sono soprattutto due regioni: il Friuli Venezia Giulia e la Campania, rispettivamente 27% e 22% del totale esportato.
Abbiamo, invece, importato plastica (29%), vetro (25%) e abbigliamento (22%). Soprattutto dalla Svizzera, con il 33% del totale importato: si tratta soprattutto di rifiuti di imballaggio in vetro, destinati ad impianti di recupero e lavorazione situati perlopiù in Lombardia.
L’abbigliamento, invece, è destinato in massima parte alla Campania, presso aziende che ne effettuano il recupero.
"Dal rapporto Ispra – rileva Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio - emerge che la raccolta differenziata nel Lazio (esclusa Roma capitale ferma al 42,9%) sale dal 35,9% del 2015 al 53,2% del 2018. Un risultato importante. Grazie ai Sindaci e ai cittadini per il loro impegno che ha reso possibile questo risultato”.
I dati forniti da Ispra premiano il lavoro del governo Musumeci sul fronte dei rifiuti. Tanto c’è ancora da fare, ma il balzo in avanti della Sicilia indica che siamo sulla strada giusta”, afferma l’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Alberto Pierobon, commentando il rapporto Ispra. 
 “Un miglioramento importante – spiega Pierobon – che si riferisce comunque al 2018. Secondo i dati forniti dal dipartimento, l’incremento è ancora più marcato nel 2019 che dovrebbe chiudersi prossimo al 40 per cento. Più che guardare ai numeri e alle classifiche, che scontano anni di ritardi, stiamo concentrando gli sforzi sulla pianificazione e sulla programmazione – prosegue l’assessore – in questo modo stiamo ponendo le basi per consentire all’Isola di raggiungere finalmente l’obiettivo di una gestione ordinaria e virtuosa nel settore dei rifiuti”.