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venerdì 19 gennaio 2024

Nuova legge per l’assegnazione delle case popolari

Evangelisti (FDI): “Con in nuovi criteri la Regione toglie autonomia ai sindaci”


La Capogruppo FDI in Regione, Marta Evangelisti, scrive:

 

A seguito delle dichiarazioni rilasciate dall’Assessore Lori in merito alla revisione della legge sull’attribuzione delle case popolari, volte a smorzare l’effetto penalizzante che la stessa produrrà nei confronti dei cittadini italiani, continuiamo a ritenere illogica la scelta della Giunta di procedere a ridimensionare drasticamente il criterio della residenzialità storica per l’assegnazione degli alloggi popolari. 

Non tiene nemmeno la  giustificazione che la decisione è stata assunta a seguito di confronto con le parti interessate, soggetti gestori, Comuni, sindacati inquilini perché è proprio dagli atti valutativi della Regione che emergono dati diversi che indicano in quale direzione voglia andare la Regione stessa, penalizzando chi ha investito da più tempo su questo territorio. Resta poi il fatto che si sta comunque attuando questa “riforma” togliendo autonomia e potere decisionale ai Comuni che non potranno più agire sui propri regolamenti per introdurre criteri premianti ai fini dell’assegnazione. Un fatto assurdo, intollerabile, se non altro perché a breve gli amministratori locali, che ben conoscono la situazione dei territori amministrati, non avranno più voce in capitolo nella stesura dei regolamenti. La risposta di oggi dell’Assessore traccia quindi chiaramente le intenzioni della giunta, che sono opposte alle nostre priorità e rispetto le quali ci opporremo fermamente.

lunedì 22 marzo 2021

Muratori ( Lega) : "Modificate i criteri per l'assegnazione di alloggi popolari"

Mauro Muratori (nella foto), capogruppo di minoranza in Consiglio comunale di Sasso Marconi,  ha presentato una mozione in cui chiede considerazione nell'assegnazione delle case pubbliche per chi è in difficoltà a causa dell'impatto pandemico e per chi divorziato o genitore singolo deve sostenere spese ingenti. La mozione verrà poi presentata in tutti i consigli dei Comuni dell'Unione Reno Lavino Samoggia.

Nella interrogazione scrive:

Considerato che negli ultimi anni la situazione sociale si è radicalmente modificata e sono emerse nuove povertà e nuove fasce a rischio povertà tra la cittadinanza e che la pandemia da Covid 19, le misure restrittive adottate dal Governo e i pochissiumi ristori al commercio e alla piccola impresa stanno mettendo in ginocchio anche famiglie che fino a qualche mese fa costituivano l'asse portante del nostro tessuto economico e sociale; tenuto poi conto che il Rapporto Caritas 2020 ha messo in luce e delineato, a livello nazionale, in modo chiaro la nuova situazione identificando nuove povertà emergenti come quella delle donne italiane con figli a carico, delle famiglie con parenti infermi o disabili a carico e degli anziani e che il report sottolinea anche come gli italiani rappresentino oggi il 52% delle persone classificate in condizione di povertà che si sono rivolte alle strutture Caritas, contro il 47,9% del 2019, tanto da superare le persone di origine straniera e che gli effetti a lungo termine della negativa situazione sociale ed economica che il Paese sta vivendo sono destinati ad ampliare e a modificare ulteriormente la tipologia di categorie sociali che necessitano di sostegno; valutato poi che l'accesso agli alloggi popolari è tra le principali esigenze dei nuclei familiari con difficoltà economica e che i parametri fino ad oggi adottati per l'assegnazione degli alloggi popolari non garantiscono una risposta concreta ed equanime a tutte le categorie e che ogni amministrazione ha il compito di approfondire il fenomeno e individuare le risposte più adeguate alle nuove esigenze della cittadinanza in termini di accesso al welfare sul proprio territorio e che è necessario esprimere una volontà politica chiara a garanzia delle categorie già da anni penalizzate nell'accesso ai servizi di welfare e in particolare agli alloggi popolari,

 SI IMPEGNA IL SINDACO E LA GUNTA

a rivedere il Regolamento che determina l'assegnazione degli alloggi popolari anche nell'Unione dei Comuni Reno Lavino Samoggia; a modificare i parametri di valutazione per l'accesso in graduatoria, valorizzando la residenzialità storica e ogni altro parametro idoneo a sostenere le famiglie italiane bisognose, che da più tempo attendono l'accesso agli alloggi popolari, gli anziani soli con pensione minima, i nuclei famigliari con persone con disabilità a carico,le donne sole con figli a carico e i nuclei monogenitoriali,le giovani coppie e i padri separati in difficoltà sociale ed economica.


 

venerdì 27 settembre 2019

Sasso Marconi. Approvato il regolamento per l'assegnazione di case popolari

Le unità immobiliari pubbliche del comune di Sasso Marconi sono 188, di cui 129 già assegnate, 9 assegnabili e 11 in manutenzione. Le altre unità hanno una cubatura inferiore al minimo di legge, per cui necessitano di un intervento di normalizzazione rilevante. Tutte le abitazioni sono gestite in concessione da Aacer, ad eccezione di 4, gestite direttamente dal Comune e utilizzate per gli interventi di emergenza. L'80 % degli assegnatari sono costituiti da famiglie italiane e il 20% a famiglie prive di cittadinanza italiana, ma di altri paesi anche dell'Unione Europea.
I dati sono stati forniti dall'assessore Marilena Lenzi in occasione della presentazione in Consiglio comunale del nuovo regolamento per 'l’assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica'.

La proposta adegua il regolamento di Sasso Marconi alle nuove direttive in materia dell'Unione Europea e alle leggi dello Stato italiano, ha spiegato l'assessore Lenzi. L'assegnazione viene affidata a una graduatoria fra i richiedenti stilata in base a un punteggio che si ricava da una serie di dati oggettivi, come, per esempio, la valutazione Isee, il numero dei componenti della famiglia ecc. Inoltre, e questa è la novità, il regolamento consente agli uffici comunali, in particolare ai servizi sociali, nei casi di incompatibilità o di difficoltà di gestione ( per esempio conflittualità fra due possibili assegnatari o fra residenti già assegnatari nello stesso stabile) di intervenire con una relazione ( mix sociale) nella quale gli uffici valutano le diverse situazioni e indicano il modo di procedere e su chi intervenire per un eventuale trasferimento o assegnazione diversa. La decisione è segreta e insindacabile.

Il punto non è stato contestato dalle opposizioni e quindi è certamente in linea con le nuove normative. Si sarebbe potuto obiettare la 'mancata trasparenza', ma evidentemente la delicatezza della materia e la volontà di consentire una soluzione il più possibile indolore, ha consigliato il legislatore di affidarsi al Comune, in possesso dei dati necessari per una decisione equa e oggettiva.

Le opposizioni hanno invece posto l'accento sulla possibilità di 'abusi' sulla gestione delle emergenze messe in atto da chi immigrato da un altro comune alloggia nel paese da pochi mesi, si fa sfrattare per morosità e reclama un alloggio di emergenza superando così la 'graduatoria' (osservazione di Marco Mastacchi della lista Dimmi. La Lenzi ha spiegato che il tema è stato affrontato e tale 'abuso - truffa' viene scongiurato dalla clausola che prescrive un minimo di residenza nel comune di almeno 5 anni per ottenere l'emergenza . I Dimmi quindi si sono astenuti. Contrario invece Mauro Muratori della Lega il quale ha considerato inaccettabile che nell'assegnazione gli italiani non abbiano una preferenza respetto ai non italiani. E al suo voto contrario alla proposta ha fatto seguire un comunicato in cui scrive: “ Il regolamento, basato sulla legge regionale, contiene, a cascata, una direttiva europea che "regola" una legge dello Stato, poi arrivata tramite la Regione fino al Comune. Questa direttiva europea definisce dei parametri per l'assegnazione che poi, ripresi nelle varie leggi penalizzano il Cittadino Italiano bisognoso di un alloggio, con parametri che secondo il mio punto di vista non sono adeguati a salvaguardare i diritti acquisiti fino ad ora, anche dai nostri nonni. La legge statale che mi pare risalga al governo Prodi, con Napolitano presidente della Repubblica e Amato Ministro dell'Interno, secondo me non mette in primo piano il nostro popolo e ......perciò non la condivido ne' nella razio, ne' sul modo di procedere”.


mercoledì 30 ottobre 2013

Case Popolari: nasce a Bologna il Comitato case Popolari in difesa dei discriminati italiani.


 Viene presentato oggi, mercoledì 30 ottobre alle 12,  nella  sala Savonuzzi del Comune di Bologna,  il ‘comitato Case popolari di Bologna’, cui è dato lo scopo, si legge nel comunicato di Lega Nord, di ‘raccogliere e risolvere i problemi relativi alla gestione e all’uso di tali case, i casi di discriminazione ai danni di italiani, le criticità legate alla convivenza e alle procedure di assegnazione’.  

Alla presentazione interverranno il capogruppo leghista a palazzo d’Accursio Manes Bernardini, cittadini assegnatari e persone attualmente in graduatoria, in attesa di ottenere un’abitazione.