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lunedì 26 gennaio 2026

Cura e valorizzazione dell’Appennino bolognese: l’impegno di ARCA dal 2011

Sostenere ARCA significa sostenere un Appennino vivo, curato e aperto al mondo.

 


ARCA Appennino Bolognese è un’associazione di volontariato che dal 2011 opera in modo continuativo e concreto per la cura del territorio, la valorizzazione e la promozione turistica dell’Appennino bolognese, affiancando a queste attività anche un costante impegno a sostegno delle persone in difficoltà.

In oltre quindici anni di attività, ARCA è diventata una delle realtà di volontariato più attive dell’Appennino bolognese, grazie esclusivamente al lavoro volontario dei suoi aderenti. Dal 2011 a oggi l’associazione ha messo a disposizione circa 13.000 ore di volontariato, realizzato oltre 200 progetti e promosso più di 50 donazioni a favore del territorio e delle fasce più fragili della popolazione. Le risorse donate direttamente ammontano a circa 60.000 euro, mentre il contributo complessivo stimato per il territorio supera i 320.000 euro.

 

Uno dei pilastri dell’attività di ARCA è la ricerca, la conoscenza e la tutela del patrimonio storico e culturale dell’Appennino bolognese. Attraverso studi e attività sul campo, l’associazione ha individuato e catalogato circa 400 siti storici, archeologici e culturali. I siti censiti vengono studiati, valorizzati attraverso i canali web, curati e, quando possibile, resi nuovamente visibili e visitabili, con l’obiettivo di trasformare il patrimonio storico in una risorsa per il territorio e per il turismo.

Ad oggi sono stati resi fruibili circa 40 siti, pari a circa il 10 per cento del totale individuato.

ARCA opera inoltre per la promozione del “bello e del buono” dell’Appennino bolognese. L’associazione ha catalogato circa 150 aziende locali, che producono oltre 60 prodotti agroalimentari e gastronomici di alta qualità, insieme a numerose produzioni artigianali rappresentative dell’identità del territorio. Un lavoro di rete che contribuisce a rendere le eccellenze dell’Appennino riconoscibili e competitive anche a livello internazionale.

Il progetto centrale di ARCA è la Via del Ferro etrusca, un itinerario archeologico, culturale e turistico, adatto anche al turismo sportivo, che ripercorre il tracciato della più antica strada d’Occidente. Un’iniziativa che valorizza l’Appennino bolognese attraverso la civiltà etrusca, promuove un turismo culturale e sostenibile e restituisce centralità a un territorio a lungo considerato marginale.

Attraverso il progetto Diplomazia della Memoria, ARCA lavora per aprire l’Appennino al mondo, invitando oltre 70 Paesi a conoscere il territorio e avviando un dialogo fondato sulla storia, sulla memoria e sulle opportunità di cooperazione. I settori presentati alle realtà internazionali spaziano dalla tecnologia all’industria, dall’agroalimentare al turismo, con l’obiettivo di costruire progetti di cooperazione capaci di generare benefici concreti e reciproci.

Per continuare le attività di cura del territorio, valorizzazione storica e culturale, promozione turistica anche all’estero e sostegno alle persone in difficoltà, ARCA Appennino Bolognese chiede il supporto di cittadini, enti e imprese. Ogni contributo, anche piccolo, consente di trasformare il volontariato in valore reale per il territorio.

Sostenere ARCA significa sostenere un Appennino vivo, curato e aperto al mondo.

Anche un piccolo aiuto per noi può fare una grande differenza. Grazie di cuore a chi vorrà sostenerci.
Grazie


venerdì 16 gennaio 2026

Incontro con la Sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni: cura, valorizzazione e promozione turistica dell’Appennino

 


Arca Appennino Bolognese informa:


Si è svolto oggi un incontro con la Senatrice Lucia Borgonzoni, Sottosegretaria al Ministero della Cultura, che ha rappresentato un momento di confronto autentico, approfondito e particolarmente costruttivo. Un’occasione preziosa che ha rafforzato la fiducia e dato nuovo slancio al percorso di promozione turistica e valorizzazione culturale dell’Appennino bolognese e tosco-emiliano.


Nel corso dell’incontro è stato presentato e approfondito il progetto della Via del Ferro Etrusca, un’iniziativa culturale di ampio respiro volta a riscoprire, valorizzare e rendere fruibile la prima grande infrastruttura viaria dell’Italia etrusca, strategico collegamento tra il Tirreno e l’Adriatico. La Via del Ferro non è soltanto un itinerario archeologico, ma una potente narrazione dell’Appennino come terra di passaggio e di incontro tra civiltà, crocevia di scambi commerciali e culturali. Un progetto che intreccia storia, identità, paesaggio e sviluppo, candidandosi a diventare una leva significativa per il rilancio turistico e culturale dei territori.

È stato inoltre illustrato il progetto “Diplomazia della Memoria”, che propone di utilizzare la memoria storica – in particolare quella legata alla Linea Gotica e alla Seconda Guerra Mondiale – come strumento di dialogo, pace e cooperazione tra i popoli. La memoria non come fardello, ma come ponte. In questo contesto si è discusso anche del rapporto con il Sudafrica e della possibilità di avviare scambi culturali e collaborazioni internazionali fondati sui valori della memoria, della riconciliazione e della cultura come linguaggio universale.

Altro tema centrale è stata la proposta di organizzare, nel mese di giugno, un grande incontro/convegno che coinvolga tutte le associazioni dell’Appennino tosco-emiliano. L’obiettivo è costruire una rete solida tra le realtà attive sul territorio, favorendo collaborazione, condivisione di buone pratiche e una visione comune di sviluppo basata su cultura, turismo sostenibile, qualità della vita e centralità delle comunità locali.

Durante il confronto si è parlato anche del Cinema Mattei di Lagaro, storica sala cinematografica che da oltre un secolo rappresenta un presidio culturale fondamentale per l’Appennino. Un luogo identitario e di socialità che merita attenzione, tutela e valorizzazione affinché possa continuare a essere un punto di riferimento per il territorio, in particolare per i giovani.

Nella Senatrice Borgonzoni è stata riscontrata grande disponibilità, attenzione e sensibilità verso le esigenze dei territori interni e il lavoro quotidiano delle piccole associazioni dell’Appennino, che con passione e spesso lontano dai riflettori contribuiscono a mantenere vivi i paesi, la cultura e le relazioni sociali. Il clima dell’incontro è stato sereno, positivo e collaborativo, confermando quanto il dialogo e le relazioni umane autentiche siano alla base dei progetti più efficaci.

È emerso inoltre un significativo sostegno istituzionale al progetto della Via del Ferro Etrusca e, più in generale, al percorso di valorizzazione culturale e turistica dell’Appennino intrapreso. Un segnale importante che alimenta la fiducia nella possibilità di sviluppare iniziative concrete, strutturate e condivise.

L’incontro si conclude con entusiasmo, gratitudine e una rinnovata convinzione: l’Appennino possiede un patrimonio umano, storico e culturale straordinario e merita di essere raccontato, vissuto e promosso con rispetto, visione e amore per il territorio. Il lavoro proseguirà con determinazione affinché queste idee possano tradursi in realtà.

mercoledì 19 novembre 2025

ARCA Appennino bolognese protagonista al Primo Congresso Nazionale per l’Appennino alla Camera dei Deputati

 



Riportiamo:


Con un forte senso di appartenenza territoriale, l’Associazione di Ricerche e Volontariato ARCA Appennino bolognese ha partecipato al Primo Congresso Nazionale per l’Appennino, ospitato a Roma nella prestigiosa sede della Camera dei Deputati. L’evento ha rappresentato un momento di rilievo istituzionale, riunendo rappresentanti nazionali di istituzioni, enti e associazioni impegnati nella tutela e nello sviluppo delle aree appenniniche.

La centralità dell’Appennino Emiliano

Uno degli aspetti più significativi del congresso è stato il ruolo assunto dall’Appennino Emiliano. Il dottor Enrico Della Torre e il sindaco Alessandro Santoni hanno offerto un contributo decisivo ai lavori, rappresentando con competenza l’intero arco territoriale appenninico.

In questo contesto, ARCA Appennino bolognese è stata l’unica associazione chiamata a rappresentare un’area circoscritta dell’Appennino bolognese. Pur essendo la realtà più piccola tra quelle presenti, ha ricevuto spazio e riconoscimento per illustrare la propria visione del territorio. L’intervento ha restituito un’immagine autentica dell’Appennino, osservato da chi lo vive e lo tutela ogni giorno. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al dottor Della Torre e al sindaco Santoni per il sostegno e la collaborazione.

La missione di ARCA: rete, storia e sviluppo sostenibile

Il portavoce di ARCA, Fabio Righi, ha illustrato i pilastri della decennale attività dell’associazione.

Una rete di 1.500 collaboratori – ARCA non è solo un gruppo di ricerca, ma un punto di raccordo tra imprenditori, associazioni, professionisti e cittadini. Una comunità che, con circa 1.500 collaboratori attivi, alimenta e dà concretezza ai progetti sul territorio.

Un museo a cielo aperto – È stata proposta una visione dell’Appennino come crocevia millenario tra Emilia e Toscana: un territorio attraversato da civiltà diverse nell’arco di 11.000 anni. Le ricerche dell’associazione hanno permesso di catalogare circa 400 siti storici e naturalistici e oltre 150 aziende artigianali e agroalimentari, unendo storia, cultura e produzioni d’eccellenza.

La “Via del Ferro Etrusca”: la prima strada d’Occidente

Fulcro della proposta turistica presentata da ARCA è il progetto della Via del Ferro Etrusca, antica direttrice che 2.500 anni fa collegava l’Isola d’Elba a Spina, attraversando l’Appennino Bolognese.
Attorno a questo tracciato è stato costruito un Progetto Integrato su 14 pilastri, che comprende:

  • turismo sostenibile (Tour Archeologico in Treno, in collaborazione con Trenitalia);
  • turismo attivo (cammini trekking, Archeo Bike Tour, ippovie);
  • valorizzazione culturale (digitalizzazione 3D dei siti, sfilate in abiti etruschi);
  • sviluppo economico e collaborazioni con imprese locali;
  • iniziative editoriali.

Ambiente e salute: un appello alle istituzioni

Nel suo intervento, ARCA ha richiamato l’attenzione sul tema dell’inquinamento atmosferico in Pianura Padana, evidenziando il problema delle polveri sottili (PM₂.₅) e il pesante bilancio sanitario, stimato in circa 50.000 morti ogni anno nel Nord Italia.
Dal confronto è emersa la forte volontà degli amministratori di prendersi cura del territorio, pur tra difficoltà operative e limiti strutturali. Una situazione che evidenzia il ruolo complementare del volontariato e delle reti civiche nel supportare le istituzioni.

La Diplomazia della Memoria

ARCA ha inoltre presentato il progetto di Diplomazia della Memoria, guidato dal Comm. Guglielmo Martelli, volto a creare accordi di cooperazione con Ambasciate di Paesi tra cui Sudafrica, Brasile e India. La scelta nasce dal riconoscimento per il sacrificio dei loro soldati caduti sui crinali appenninici durante la Seconda guerra mondiale: un percorso definito come un “cammino di pace attivo”, per trasformare la memoria in collaborazione futura.

Un impegno condiviso per il futuro dell’Appennino

Il Congresso si è concluso con una riflessione comune: tutelare l’Appennino significa custodire memoria, paesaggio e futuro. Un impegno possibile solo attraverso la collaborazione tra istituzioni e comunità civiche, unite da una visione condivisa di sviluppo sostenibile e responsabilità territoriale.

domenica 26 ottobre 2025

Incontro istituzionale tra l’Appennino bolognese e la Repubblica del Sudafrica

Giornata di cooperazione e dialogo per lo sviluppo condiviso




Il Comune di San Benedetto Val di Sambro ospiterà il prossimo 29 ottobre un incontro istituzionale di cooperazione bilaterale tra l’Appennino bolognese e la Repubblica del Sudafrica, un appuntamento dedicato al dialogo, alla collaborazione economica e culturale e alla costruzione di nuove sinergie tra territori.

L’iniziativa, promossa in collaborazione con l’organismo ARCA, mira a consolidare i rapporti internazionali e a favorire progetti concreti di sviluppo sostenibile, valorizzando il patrimonio umano, produttivo e culturale dell’Appennino e del Sudafrica.

Programma della giornata

Ore 10.00 – Cerimonia ufficiale di benvenuto
Accoglienza del Ministro Plenipotenziario S.E. Ms. Mmathari J. Mashao e della delegazione sudafricana.
Interverranno il Sindaco Alessandro Santoni, autorità civili e militari, rappresentanti del mondo politico e istituzionale, i vertici delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, il corpo degli Alpini dell’ANA, le associazioni di categoria e la cittadinanza.
Seguirà un breve rinfresco.

Ore 11.00 – Tavolo di lavoro settoriale
Incontro operativo tra i rappresentanti dell’Appennino bolognese e dell’Ambasciata del Sudafrica per la definizione di nuove opportunità di collaborazione e lo sviluppo di iniziative comuni nei seguenti ambiti strategici:

·         Tecnologia: automazione e packaging industriale

·         Archeologia: valorizzazione della civiltà etrusca

·         Cultura e arte: cooperazione museale, musicale e artistica

·         Agroalimentare: promozione delle eccellenze come il Parmigiano Reggiano e la Mela Rosa Romana

·         Turismo: promozione congiunta dell’Appennino Tosco-Emiliano e della città di Bologna

Ore 13.30 – Rinfresco conviviale e riflessioni condivise
Momento di networking aperto a imprenditori, rappresentanti di associazioni e cittadini, dedicato alla condivisione di esperienze e alla presentazione delle eccellenze del territorio appenninico e sudafricano.

Prossime iniziative congiunte

Nel corso dell’incontro sarà avviato un percorso di collaborazione permanente attraverso la creazione di una rete di imprese e associazioni, con l’obiettivo di favorire scambi commerciali e culturali concreti.
L’organismo ARCA curerà la mappatura dei partecipanti e la definizione di un programma di sviluppo condiviso, orientato al benessere, alla qualità della vita e alla prosperità reciproca.

“Questo appuntamento rappresenta una scelta di dialogo e cooperazione tra comunità che condividono i valori della pace, della crescita sostenibile e della solidarietà internazionale” – sottolineano gli organizzatori.


Informazioni e conferma di partecipazione

📍 Sede: Palazzo del Comune, San Benedetto Val di Sambro
📅 Data: 29 ottobre 2025
🕙 Orario di inizio: 10:00
📞 Tel. +39 320 179 3002
📧 Email: arca9bologna@gmail.com


Official Invitation – English Version

Institutional Bilateral Cooperation Meeting between the Bologna Apennines and the Republic of South Africa

October 29, 2025 – 10:00 AM – Municipality of San Benedetto Val di Sambro (Town Hall)

The Municipality of San Benedetto Val di Sambro will host an institutional meeting of bilateral cooperation between the Bologna Apennines and the Republic of South Africa, aimed at strengthening relations, exploring new synergies, and building bridges of collaboration and peace.

10:00 AM – Official Welcome
Welcoming ceremony for H.E. Ms. Mmathari J. Mashao, Minister Plenipotentiary, and her staff.
With the participation of Mayor Alessandro Santoni, civil and military authorities, institutional representatives, members of the Police and Armed Forces, the National Alpine Association (ANA), trade associations, and citizens.

11:00 AM – Sectoral Working Table
Operational meeting between Apennine and South African representatives to define new cooperation opportunities in key areas:
Technology – Industrial automation and packaging
Archaeology – Enhancement of Etruscan civilization
Culture and Arts – Museum and musical cooperation
Agri-food – Parmigiano Reggiano, Mela Rosa Romana apple
Tourism – Joint promotion of the Tuscan-Emilian Apennines and Bologna

1:30 PM – Networking Lunch and Shared Reflections
An open and convivial networking moment to share experiences and present the excellences of both territories.

Upcoming initiatives include the establishment of a joint network of companies and associations, coordinated by ARCA, to promote sustainable cooperation and mutual growth.

📞 +39 320 179 3002
📧 arca9bologna@gmail.com

lunedì 26 maggio 2025

Crinale Camugnano–Fontanavidola–Burzanella–Monte Vigese: un patrimonio millenario minacciato dalle pale eoliche

Un’area di straordinaria importanza storica e archeologica rischia di essere compromessa dall’installazione di pale eoliche alte 200 metri. 


ARCA Appennino Bolognese denuncia: 



Il crinale che si estende tra Camugnano, Fontanavidola, Burzanella e Monte Vigese, nel cuore dell’Appennino Bolognese, custodisce testimonianze di insediamenti e traffici che risalgono al Mesolitico, e che si sono susseguiti senza soluzione di continuità fino all’epoca medievale.

Una dorsale strategica nella storia d’Italia

Grazie alla sua posizione di collegamento tra la Pianura Padana e l’Etruria, l’Appennino Bolognese è stato crocevia di civiltà e commerci fin dall’XI millennio a.C. Il territorio è ricco di tracce risalenti al Neolitico, all’età del Bronzo e alla cultura villanoviana, con un culmine nella fondazione della città etrusca di Kainua (Marzabotto) nel VI secolo a.C.

Con la romanizzazione, l’area fu pienamente integrata nel sistema economico e viario imperiale grazie alla costruzione della Via Aemilia (187 a.C.). Le vallate vennero presidiate da ville rustiche e insediamenti che rivelano una forte vocazione agricola e artigianale. I toponimi come Camugnano e Vigo, insieme a reperti archeologici come tombe e manufatti romani, ne sono la prova tangibile.

Nel Medioevo, il crinale fu un punto nevralgico tra i domini longobardi e bizantini, costellato di fortificazioni e presìdi religiosi. A partire dal X secolo, la zona fu presidiata da castelli e rocche, diventando strategica sotto il controllo dei conti Alberti durante il regno di Federico Barbarossa.

Le scoperte archeologiche

L’area in esame è costellata di ritrovamenti di eccezionale rilievo, che ne testimoniano l’importanza storica:

  • Burzanella: frammenti di vasellame, una spada di fabbricazione spagnola, asce risalenti al 1000 a.C., una statuetta etrusca ai Querceti, e un tratto di strada antica emerso durante lavori edilizi.
  • Podere Bontecchio: deposito di asce dell’età del Bronzo.
  • Cinghione: uno dei più importanti depositi di reperti etruschi del Bolognese, oggi custodito al Museo Civico Archeologico di Bologna.
  • Montovolo: secondo lo storico Righetti di Castiglione, vi sono state rinvenute tracce di abitazioni e ceramiche.
  • Monte Vigese: identificato un tratto di strada antica lungo circa 20 metri, verosimilmente utilizzato per il transito di carri commerciali.
  • Chiesa dei Frascari: numerose monete romane rinvenute nei pressi della chiesa.
  • Crinale in prossimità dell’area destinata alle pale eoliche: un altro tratto di strada antica scoperto circa vent’anni fa, ancora visibile ma mai ufficialmente documentato.

Un’eredità storica da tutelare

La toponomastica locale rafforza le evidenze archeologiche: il nome Burzanella deriverebbe dal latino Briccius o Brittius, a conferma dell’influenza romana. Documenti medievali citano un castro nel territorio già dal X secolo.

Nonostante il valore del patrimonio storico, molte delle scoperte non sono mai state adeguatamente censite o tutelate. Per questo, studiosi e residenti chiedono:

  • la mappatura e catalogazione ufficiale di tutti i ritrovamenti, comprese le testimonianze locali;
  • il coinvolgimento attivo della Soprintendenza Archeologica;
  • la promozione di progetti interdisciplinari che integrino archeologia, storia e geografia.

Una minaccia concreta

L’installazione di impianti eolici di grande altezza in quest’area rappresenta un rischio concreto per la conservazione di un paesaggio storico-culturale unico. Interventi invasivi potrebbero compromettere in modo irreversibile le tracce millenarie ancora presenti sul territorio.

Conclusione

Il crinale Camugnano–Fontanavidola–Burzanella–Monte Vigese è molto più di un’area montana: è una dorsale della memoria storica, un laboratorio a cielo aperto di archeologia e cultura. Proteggerla significa non solo conservare il passato, ma anche investire in un futuro sostenibile fatto di conoscenza, turismo responsabile e identità territoriale.

(Sollecitato da Dubbio) 

 

mercoledì 16 aprile 2025

Crisi e Resilienza: ARCA Appennino Bolognese Lancia un Appello alla Collaborazione per la Sicurezza del Territorio


 

In un momento storico segnato da crisi multiple e interconnesse – economica, migratoria, sanitaria, ambientale e geopolitica – l’associazione ARCA Appennino Bolognese lancia un appello alla cittadinanza e alle istituzioni per un’azione collettiva e concreta a favore della sicurezza e della resilienza del territorio montano.

Secondo ARCA, l’Appennino Bolognese e Tosco-Emiliano si trova oggi in una posizione di particolare vulnerabilità. L’instabilità internazionale, le difficoltà dei servizi pubblici, l’aumento delle tensioni sociali e le conseguenze a lungo termine della pandemia – inclusi gli effetti ancora dibattuti della campagna vaccinale – hanno generato un diffuso senso di smarrimento tra la popolazione.

“In questo contesto – si legge nel documento diffuso – il senso di preoccupazione è comprensibile. Ma è anche il momento di reagire con lucidità, responsabilità e solidarietà.”

Un'iniziativa aperta per un territorio più sicuro

L’appello si concretizza in una serie di azioni pratiche, rivolte a tutte le persone di buona volontà, con l’obiettivo di avviare una rete diffusa di collaborazione e auto-organizzazione. Tra le proposte principali:

  • Costruire reti locali di mutuo supporto, basate su piccoli gruppi organizzati a livello di borgata, frazione o quartiere;
  • Creare depositi di beni essenziali, utilizzando spazi pubblici o privati per lo stoccaggio di alimenti, abbigliamento e materiali utili in caso di emergenza;
  • Rafforzare il coordinamento con le istituzioni, promuovendo una sinergia tra cittadini e amministratori locali per una risposta più tempestiva alle crisi future.

ARCA sottolinea che prepararsi non significa generare allarmismo, ma adottare un approccio razionale e preventivo. «Essere pronti è un atto di cura verso sé stessi e verso gli altri», scrive l’associazione.

Una piattaforma condivisa per la resilienza dell’Appennino

Tra le proposte operative, ARCA punta a creare:

  • Una mappatura delle risorse e competenze locali, per conoscere e valorizzare le capacità presenti sul territorio;
  • Micro-unità territoriali con referenti locali e piani d’azione specifici;
  • Formazione condivisa e simulazioni d’emergenza, per rafforzare la cultura della protezione civile dal basso;
  • Sistemi di allerta precoce e comunicazione tra gruppi, con protocolli chiari e affidabili;
  • Strategie per l'autonomia locale, comprese l'autosufficienza alimentare ed energetica;
  • Piani per l'accoglienza degli sfollati e contrasto alla disinformazione attraverso canali locali verificati.

Verso un nuovo modello comunitario

Il documento si chiude con una riflessione sul modello storico delle comuni medievali italiane, caratterizzate da autonomia, partecipazione civica, gestione collettiva dei beni e solidarietà tra i cittadini. Un richiamo simbolico a un passato in cui le comunità erano capaci di autogovernarsi, difendersi e crescere in modo coeso e resiliente.

“La vera forza risiede nell’unione. Solo attraverso un impegno diffuso e condiviso potremo costruire un Appennino più sicuro, solidale e umano.”

ARCA Appennino Bolognese invita quindi associazioni, istituzioni, gruppi civici e singoli cittadini a unirsi a questa iniziativa aperta, con l’obiettivo di affrontare insieme le sfide del presente e del futuro. 

lunedì 3 febbraio 2025

Appennino Tosco-Emiliano a rischio: mobilitazione contro i progetti speculativi



ARCA Appennino Bolognese invia:  

L'Appennino Tosco-Emiliano è al centro di un acceso dibattito. Un territorio ricco di storia, cultura e biodiversità rischia di essere compromesso da progetti di industrializzazione dei crinali per la produzione di energia. Secondo i comitati locali, si tratta di interventi invasivi e non sostenibili, che potrebbero deturpare irrimediabilmente il paesaggio e l’ecosistema.

Per contrastare queste iniziative, è stata organizzata un’assemblea pubblica che si terrà domenica 9 febbraio 2025, alle ore 16, presso il Teatro Comunale di Castiglione dei Pepoli. L’incontro sarà un’occasione per informare i cittadini, confrontarsi sulle possibili conseguenze e discutere strategie di tutela del territorio.

"Non possiamo permettere che il nostro Appennino venga sacrificato per scelte speculative che ignorano il valore della nostra terra e della nostra comunità", affermano gli organizzatori. L’appello è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia dell’Appennino e del suo patrimonio naturale.

L’invito è chiaro: partecipare numerosi per far sentire la propria voce e difendere il futuro del territorio.



Hashtag della campagna: #DifendiamoLAppennino #StopDeturpazioni #UnitiPerIlTerritorio #AppenninoToscoEmiliano

 

martedì 17 settembre 2024

Un’idea di ARCA per la vita dell’Appennino e per la rinascita della Valle del Setta.

 


 

Le considerazioni sono stati inviate alle Amministrazioni, agli Enti e alle Associazioni


 

di Otello Righi

 

 Il Gruppo di Ricerca e Volontariato A.R.C.A. Appennino Bolognese ha organizzato diversi incontri con associazioni di imprenditori agricoli e altri rappresentanti della comunità. Durante questi incontri, abbiamo raccolto considerazioni, idee e critiche da chi vive, abita e lavora nell'Appennino Bolognese.

L'obiettivo è stato quello di ascoltare le necessità reali delle popolazioni locali e di tradurle in azioni concrete per promuovere e tutelare il territorio, garantendo al contempo la massima resa con la minima spesa.

Il rapporto che vi alleghiamo raccoglie queste proposte e suggerimenti, offrendo una visione completa di quanto ritenuto essenziale per la cura e la valorizzazione del nostro Appennino. Riteniamo che le soluzioni presentate possano essere di grande utilità per le amministrazioni, gli enti locali e le associazioni di categoria coinvolte.

Siamo fiduciosi che con il vostro supporto e la vostra collaborazione, potremo lavorare insieme per realizzare questi progetti e migliorare la qualità della vita nel nostro amato Appennino.

Restiamo a disposizione per ulteriori incontri o approfondimenti.

Parlare di lavoro va sempre bene, ma ora è il momento di agire. 

Questa è la reazione DI CHI ABITA E VIVE IN APPENNINO, di uomini e donne, pensata e studiata per contribuire ad aiutare la nostra terra e la nostra gente. È un consiglio e un sostegno per i nostri sindaci che, in questo difficile momento per il nostro paese, hanno più che mai bisogno dell'aiuto di tutti noi. Dobbiamo stare uniti al loro fianco, per affrontare insieme i problemi attuali e quelli del post-coronavirus. Lavorando con lungimiranza e nel pieno rispetto dell'uomo, del territorio e della natura, sono certo che, collaborando insieme, con sforzo e fatica, supereremo anche queste difficoltà nel migliore dei modi. Inoltre, questo periodo difficile potrebbe lasciarci qualcosa di molto positivo.

Amo tantissimo l’Appennino e la mia gente, e so che farlo risorgere non è difficile; basta pensare a quanto fatto nel dopoguerra. I ricordi della mia infanzia mi riportano a una situazione analoga di grande crisi lavorativa e disoccupazione giovanile. Nato in un’osteria, ho spesso visto persone svuotare le tasche per poter organizzare una festa in compagnia.

Nel dopoguerra, la fortuna dell’Appennino e la svolta economica e lavorativa vennero grazie a una legge voluta da un piccolo ma grande uomo di nome Amintore Fanfani, che progettò infrastrutture utili per fermare il dissesto idrogeologico (un problema ancora molto grave) e per fornire servizi e cura del territorio.

I lavori svolti negli anni '60 sono ancora ben visibili, e sebbene la manutenzione in questi anni sia stata minima, le infrastrutture continuano a svolgere la loro funzione di servizio, prevenzione e cura del territorio. Parliamo di briglie lungo i fiumi, ponti, strade ancora oggi utilizzate, sistemazione di corsi d’acqua, piantagioni di alberi nelle zone franose e rimboschimenti di abetaie, piantate prevalentemente da donne.

Per il progetto di riqualificazione del territorio, venivano assunti uomini e donne bisognosi, disoccupati della zona e contadini, facendoli lavorare fino alle 13:00 ma pagando loro i contributi per intero. A fine mese, veniva regalato anche un pacchetto alimentare con prodotti locali per la famiglia. Era una legge che rispettava e considerava molto le persone di buona volontà.

 

**L’idea che voglio condividere con tutti voi, per far lavorare le piccole aziende edili del territorio e i disoccupati, è la seguente: ripristino e/o ristrutturazione delle infrastrutture e cura del territorio.**

1. EFFETTUARE UN CONTROLLO DELLE INFRASTRUTTURE PUBBLICHE (ponti, strade dissestate, briglie, invasi d’acqua, argini, cunette) da parte di associazioni come Alpini e Pro Loco, con un breve rapporto fotografico e scritto sullo stato delle strutture.

2. INNALZARE ULTERIORMENTE LE BRIGLIE, per quanto possibile, utilizzando le pietre del fiume stesso, per creare invasi d’acqua utili per l’Appennino e la sua fauna, per la pianura e la città, per controllare le alluvioni e le siccità sempre più frequenti, e per incrementare la pesca fluviale e combattere gli incendi.

3. RIPULIRE GLI INVASI D’ACQUA DEI BACINI E DEI LAGHI PRESENTI IN APPENNINO. Ad esempio, nel bacino di Santa Maria di Castiglione dei Pepoli, credo che questa manutenzione non sia mai stata fatta; ormai è più un fiume colmo di sabbia che un invaso.

4. RIPRISTINARE I PONTI IN APPENNINO che necessitano di messa a norma. Ad esempio, il ponte sul torrente Vezzano, Lagaro-Monteacuto Ragazza, è davvero pericolante e necessita di interventi urgenti.

5. PAGARE UNA PICCOLA QUOTA AGLI AGRICOLTORI PER RIMUOVERE IL TERRENO SUPERFICIALE (almeno 10 cm) nei campi incolti diventati prati, utilizzando le loro attrezzature, per fare sì che il terreno diventi una spugna, agevolando l’infiltrazione dell’acqua piovana nel sottosuolo, alimentando le falde sotterranee e limitando i danni delle bombe d’acqua e delle frane.

6. SVILUPPARE STRATEGIE PER CREARE ENERGIA PULITA, (COMUNITÀ ENERGETICHE) come mini-idroelettrico, mini-eolico, pirolizzatori e digestori, in grado di eliminare il metano nell’atmosfera (sostanza 10 volte più inquinante della CO2) e immetterlo nella rete nazionale per uso civile, industriale e per autotrazione.

7. FAVORIRE IL TURISMO CURANDO E PROMUOVENDO IL TERRITORIO, pulendo e curando i paesi, i sentieri e i siti di interesse (in dieci anni ne abbiamo catalogati circa 400, di cui il 80% è in stato di completo abbandono). Questi sono potenziali attrattive per un turismo locale e nazionale. Promuovere inoltre le nostre aziende agricole e i loro prodotti enogastronomici.

8. CREARE PALESTRE A CIELO APERTO, percorsi ciclabili e utilizzare le pareti naturali per il climbing.

**Come organizzare questo lavoro:**

Questo lavoro si può organizzare in modo semplice, assumendo personale disoccupato, italiano o straniero, in regola, pagando i contributi e uno stipendio dignitoso. In Appennino sono presenti molti immobili statali che potrebbero essere venduti con una sorta di leasing per 10-20 anni agli operai. Gli immobili potrebbero essere ristrutturati anche dagli operai stessi pagando un affitto irrisorio.

**Come controllare il lavoro:**

Il lavoro potrebbe essere controllato dai Carabinieri Forestali, sotto la responsabilità dei tecnici comunali oppure delegati di fuducia.

**Idee per la valle del Setta:**

9. RIPORTARE IL TRAFFICO LEGGERO SULL’AUTOSTRADA PANORAMICA E IL TRAFFICO PESANTE SULLA CAMIONABILE, come da progetto iniziale, per ridurre i danni economici ai paesi della valle.

10. OBBLIGARE AUTOSTRADE PER L’ITALIA A CONTRIBUIRE ALLA CURA DEL TERRITORIO, fornendo contributi da utilizzare per aiutare le persone in difficoltà e le piccole aziende dell’Appennino Bolognese.

11. Rimboschimento.

12. OBBLIGARE IL TRAFFICO PESANTE A PASSARE DALLE TANGENZIALI DEI PICCOLI paesi come Monzuno, Baragazza e Lagaro, mentre il traffico leggero dovrebbe attraversare i paesi per sostenere il commercio locale.

13. CREARE UNA PISTA CICLABILE DA CASALECCHIO A BOCCA DI RIO, proposta già sette anni fa dall’associazione ABC Appennino Bene Culturale. Questo progetto sarebbe molto utile per il turismo e per portare i Bolognesi a visitare il loro Appennino.

14. VALORIZZAZIONE DELL VIA DEL FERRO ETRUSCA ( credo il progetto piu importante per la promozione turistica della valle del Setta e del Bisenzio)

La Via del Ferro etrusca rappresenta la prima strada costruita in Occidente e la prima grande opera su suolo italiano, costruita dagli Etruschi circa 2.500 anni fa. Questa strada passava proprio attraverso le nostre valli del Setta e del Reno. In questi anni, abbiamo intrapreso diverse iniziative per la valorizzazione di questa importante infrastruttura, ancora poco conosciuta sul territorio.

- Il cammino della via del Ferro etrusca, Archeo Trekking Coast to Coast, attraversa i nostri Appennini e lungo il suo percorso incontra circa 25 siti di livello nazionale, valori aggiunti importanti e significative attrattive per il turismo.

- Un tour archeologico in treno lungo l'antica Via del Ferro etrusca che ha riscosso molto successo presso Trenitalia.

-Colaborazione attiva con associazioni turistiche, professori, ricercatori, associazioni, imprenditori e persone di buona volontà lungo tutto il cammino per la cura, la valorizzazione, promozione e soprattutto per garantire un supporto al turista in caso di bisogno.

- Il primo "Archeo Bike Tour" in Appennino Bolognese, un tour in bici lungo l'antico percorso per visitare le nostre aziende agricole produttrici, i nostri ristoranti e i nostri siti archeologici, unendo "il bello e il buono" del nostro territorio. L'evento ha visto la partecipazione di numerosi ciclisti, inclusa quella del noto comico romagnolo Paolo Cevoli.

- Installazione di teche informative per la promozione dell'Appennino Tosco-Emiliano lungo il cammino archeologico o presso le stazioni ferroviarie.

- creazione degli anelli giornalieri in Appennino Tosco emiliano che, partendo dalle stazioni ferroviarie (Direttissima e Porrettana), portino al Cammino della Via del Ferro Etrusca. Questi percorsi giornalieri attraversano siti storici e naturalistici del nostro territorio oltre a collegare aziende agricole che producono prodotti agroalimentari e ristoranti eccellenti. L'obiettivo è creare un'esperienza turistica immersiva che non solo inviti a scoprire le bellezze storiche e naturali ma incoraggi anche a fermarsi e vivere appieno l'Appennino.

Con tutte queste iniziative che abbiamo avviato, siamo sicuri che ci siano le condizioni ideali per garantire il successo per questo importante progetto di promozione turistica, la promozione della via del Ferro non rappresenta solo un'opportunità per per conoscere la nostra storia e la nostra cultura e tutelare il nostro territorio, ma anche un'occasione per coinvolgere attivamente la comunita locale e riportare turismo lungo la valle del Setta del Sambro e del Reno.

2. CREAZIONE DI UNA SEDE DI INCONTRI PER LA CURA E LA PROMOZIONE DELL'APPENNINO BOLOGNESE. (essenziale per conoscere e collaborare con le varie realtà in Appennino Tosco emiliano)

Proponiamo l'utilizzo del Cinema di Lagaro come sede per incontri con associazioni, aziende e cittadini impegnati nella promozione del nostro territorio. Questo spazio potrebbe rappresentare un punto di riferimento per la comunità, oltre a favorire la riapertura del cinema stesso, recentemente chiuso. Negli ultimi anni, abbiamo già organizzato numerosi incontri per stilare rapporti di interesse per vari enti locali, e pensiamo che una sede stabile potrebbe rafforzare questo dialogo.

3. COSTITUZIONE DI UN'ASSOCIAZIONE TEMPORANEA DI SCOPO (essenziale per la cura, la promozione e la valorizzazione del territorio e per l'aiuto ai bisognosi)

Infine, vorremmo discutere la creazione di un'associazione temporanea di scopo che possa fungere da contenitore riconosciuto dagli enti locali, con l'obiettivo di unire sotto un'unica voce le diverse realtà attive sul territorio. Abbiamo già un archivio di circa 1.600 contatti di persone e associazioni che hanno collaborato con noi negli ultimi 15 anni, e crediamo che una tale iniziativa possa consolidare e ampliare la rete di collaborazione sul territorio.

lo scopo dell'associazione: Creare una rete che colleghi tutte le associazioni e le imprese operanti sul territorio dell'Appennino bolognese e che siano disponibili ad operare in vista di una piena valorizzazione del territorio stesso sul piano turistico, su quello della valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale e su quello del consolidamento delle reti di solidarietà che possano portare aiuto alle persone bisognose o con diverse forme di fragilità. Particolare attenzione verrà dedicata alla valorizzazione dei prodotti dell'agricoltura e dell'artigianato che costituiscono la specificità e parte della ricchezza del nostro Appennino.