Forse
questa è davvero la volta buona. La bretella Reno-Setta, il collegamento tra
Carbona e Rioveggio atteso da decenni, potrebbe finalmente entrare in una fase
più concreta. L'avvio dei sondaggi geologici lungo il tracciato, reso noto nei
giorni scorsi da Il Resto del Carlino, lascia infatti intendere che il
progetto stia compiendo un nuovo passo avanti. Resta però la consapevolezza che
i tempi saranno tutt'altro che brevi e che il percorso amministrativo e
progettuale presenta ancora numerosi ostacoli.
La
notizia dell'avvio delle indagini sul terreno è stata accolta con
soddisfazione, ma anche con un certo scetticismo. C'è chi teme che si tratti
soltanto di un'iniziativa preliminare destinata a dimostrare che il progetto è
ancora all'attenzione degli enti competenti, senza che ciò si traduca, almeno
nell'immediato, in decisioni operative.
L'ultimo
incontro pubblico dedicato all'opera aveva illustrato lo studio predisposto da
Anas, che individuava tre possibili tracciati tra Carbona e Rioveggio. Lo
studio era stato presentato come base tecnica sulla quale gli enti locali
avrebbero dovuto esprimere le proprie valutazioni, individuando la soluzione
ritenuta più idonea. Da allora, tuttavia, non erano emerse notizie né sulla
scelta del tracciato né su incontri istituzionali finalizzati a raggiungere una
decisione condivisa. Da qui l'interrogativo: quale significato attribuire
all'avvio dei sondaggi?
Per
fare chiarezza abbiamo interpellato il sindaco di Vergato, Giuseppe Argentieri,
uno degli amministratori direttamente interessati dall'opera. Il primo
cittadino ha ammesso di essere stato sorpreso dalla notizia, spiegando di non
avere ricevuto alcuna comunicazione preventiva da parte di Anas.
Argentieri
ha però ribadito con decisione la posizione favorevole del Comune di Vergato
alla realizzazione della bretella Reno-Setta, ricordando che anche l'Unione dei
Comuni dell'Appennino Bolognese si è già espressa a sostegno
dell'infrastruttura.
«È
presumibile – osserva il sindaco – che i sondaggi siano finalizzati a
raccogliere tutti gli elementi tecnici necessari affinché gli amministratori
possano scegliere il tracciato sulla base di dati completi, valutando vantaggi
e criticità di ciascuna soluzione. Si tratta di una decisione particolarmente delicata,
anche perché l'area comprende una zona protetta e sottoposta a tutela
ambientale.»
Argentieri
ricorda inoltre che Anas ha recentemente avviato, senza preavvisare le
amministrazioni comunali, analoghe indagini geologiche anche lungo il tratto
della strada statale Porrettana tra Vergato e Marzabotto. «Anche in questo caso
– conclude – ritengo che si tratti di rilievi tecnici destinati a fornire agli
amministratori gli strumenti necessari per assumere decisioni consapevoli.»
Insomma,
il "pachiderma" della viabilità della valle del Reno sembra essersi
rimesso in movimento, anche se procede con estrema lentezza.
E
il ritardo accumulato negli anni è evidente. Le opere attese dal territorio
sono numerose e strategiche: dalla soluzione della storica strozzatura della
Rupe di Sasso Marconi all'ammodernamento della Porrettana tra Vergato e Sasso
Marconi; dal completamento del nuovo casello autostradale di Rioveggio,
strettamente collegato alla realizzazione della bretella Reno-Setta, fino al
raddoppio della linea ferroviaria Casalecchio-Sasso Marconi, considerato
fondamentale per garantire una mobilità moderna a pendolari, studenti e
lavoratori dell'intera valle del Reno e non solo.
A
queste si aggiunge, secondo diversi amministratori e operatori economici, la
necessità di realizzare anche la Bretella delle Ganzole, ritenuta strategica
per migliorare il collegamento tra l'Autostrada A1, Pianoro e la sua importante
area produttiva.
Non
meno urgente è il tema della manutenzione della rete stradale provinciale e
comunale dell'Appennino. Senza interventi strutturali e una manutenzione
costante, il rischio è quello di penalizzare ulteriormente imprese, attività
commerciali e residenti di un territorio che continua a fare della manifattura,
dell'artigianato e del turismo una parte importante della propria economia.
La partita della bretella Reno-Setta, dunque, va ben oltre la realizzazione di una singola strada. È uno dei tasselli di un più ampio disegno infrastrutturale dal quale dipende una parte significativa del futuro economico, produttivo e demografico dell'Appennino bolognese. Perché senza collegamenti efficienti sarà difficile parlare davvero di rilancio, di nuovi investimenti e di contrasto allo spopolamento della montagna.
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