Appennino bolognese, due corsi gratuiti per imparare a gestire i castagneti: vitto e alloggio inclusi
di Dubbio
L’iniziativa
è promossa dall’Accademia Nazionale di Agricoltura insieme alla Fondazione
Cassa di Risparmio in Bologna e alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
I percorsi formativi sono rivolti a giovani, tecnici e operatori del settore.
Le attività pratiche si svolgeranno nel castagneto di Granaglione, centro di ricerca
e conservazione della biodiversità forestale.
La
formazione come strumento per recuperare la tradizione castanicola
dell’Appennino bolognese, favorire il ricambio generazionale e creare nuove
opportunità occupazionali nelle aree montane. È questo l’obiettivo della
collaborazione tra Accademia Nazionale di Agricoltura, Fondazione Cassa di
Risparmio in Bologna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, che hanno
sostenuto l’avvio di due percorsi formativi dedicati alla gestione del
castagneto.
L’iniziativa
nasce dalla necessità di contrastare gli effetti dell’abbandono delle aree
montane, fenomeno che negli ultimi decenni ha interessato anche molti
castagneti, con ripercussioni sulla gestione del territorio, sul paesaggio e
sulla conservazione delle attività tradizionalmente legate alla coltivazione
del castagno. In questo scenario, formazione e innovazione vengono indicate
come strumenti per favorire una gestione attiva delle aree interne, mettendo in
relazione tutela ambientale e sviluppo economico.
«La
castanicoltura è una risorsa importante per i nostri territori, che dopo anni
di abbandono è ora oggetto di un rinnovato interesse da parte dei mercati e
della Regione», ha sottolineato Federico Magnani, presidente dell’Accademia
Nazionale di Agricoltura, evidenziando la necessità di formare nuove
professionalità capaci di unire competenze tradizionali e innovazione.
Due percorsi, dalla gestione del bosco alle
tecniche di innesto
I
due corsi sono organizzati dall’Accademia Nazionale di Agricoltura con la collaborazione
dell’Università di Bologna, attraverso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie
Agro-Alimentari. Le lezioni teoriche si terranno a Porretta Terme, mentre le
esercitazioni pratiche saranno ospitate nel Centro nazionale per lo studio e la
conservazione della biodiversità forestale di Granaglione.
Il
primo percorso, “Gestione del castagneto
da frutto e da legno”, è rivolto a laureati triennali e magistrali,
operatori del settore e tecnici dei Comuni montani. Il corso, della durata
complessiva di 35 ore, si svolgerà dal 13 al 15 ottobre e affronterà diversi
aspetti della castanicoltura: dalla diversità biologica del castagno al
recupero e alla gestione dei castagneti, fino alle filiere del frutto e del
legno.
L’obiettivo
è fornire competenze utili a una gestione integrata del bosco e delle attività
collegate, anche sotto il profilo organizzativo e manageriale.
Il
secondo percorso, “Addetto alla gestione
di un castagneto con specifiche competenze in potatura ed innesto”, è
destinato invece a dieci neodiplomati degli istituti scolastici bolognesi. Dal
9 al 13 novembre, per complessive 20 ore, i partecipanti potranno acquisire
competenze pratiche sulla potatura, sulla gestione del suolo, sulla pulizia del
castagneto e sulle tecniche di innesto, con un’attenzione specifica anche agli
aspetti fitosanitari.
Entrambi
i percorsi sono gratuiti e prevedono vitto e alloggio per i partecipanti, con
l’obiettivo di offrire competenze immediatamente spendibili nella gestione dei
castagneti e favorire, in particolare, l’inserimento lavorativo dei giovani.
Granaglione, laboratorio per la biodiversità
Un
ruolo centrale nel progetto è affidato al Castagneto
di Granaglione, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio in
Bologna e riconosciuto come Centro nazionale per lo studio e la conservazione
della biodiversità forestale.
La
struttura rappresenta un punto di riferimento per la conservazione del
patrimonio castanicolo e, grazie alle attività formative, diventa anche un
luogo di trasferimento delle conoscenze e di sperimentazione diretta sul campo.
È qui che la teoria appresa durante le lezioni può tradursi in attività
pratiche legate alla gestione e alla cura del castagneto.
«Attraverso
questa formazione specialistica vogliamo trasferire ai ragazzi competenze
concrete e creare nuove opportunità di lavoro», ha affermato Pierluigi
Stefanini, presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.
Patrizia
Pasini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, ha invece
sottolineato il valore del progetto nel mettere in relazione tutela ambientale,
trasmissione delle competenze e prospettive occupazionali.
La formazione si inserisce così in un percorso più ampio di valorizzazione delle aree interne, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra gestione forestale, produzioni castanicole e presidio del territorio. Un investimento sulle competenze e sulle nuove generazioni per riportare la castanicoltura al centro delle prospettive di sviluppo dell’Appennino bolognese.
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