venerdì 2 ottobre 2026

Castanicoltura, la formazione punta sul ricambio generazionale

Appennino bolognese, due corsi gratuiti per imparare a gestire i castagneti: vitto e alloggio inclusi




di Dubbio


L’iniziativa è promossa dall’Accademia Nazionale di Agricoltura insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. I percorsi formativi sono rivolti a giovani, tecnici e operatori del settore. Le attività pratiche si svolgeranno nel castagneto di Granaglione, centro di ricerca e conservazione della biodiversità forestale.

La formazione come strumento per recuperare la tradizione castanicola dell’Appennino bolognese, favorire il ricambio generazionale e creare nuove opportunità occupazionali nelle aree montane. È questo l’obiettivo della collaborazione tra Accademia Nazionale di Agricoltura, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, che hanno sostenuto l’avvio di due percorsi formativi dedicati alla gestione del castagneto.

L’iniziativa nasce dalla necessità di contrastare gli effetti dell’abbandono delle aree montane, fenomeno che negli ultimi decenni ha interessato anche molti castagneti, con ripercussioni sulla gestione del territorio, sul paesaggio e sulla conservazione delle attività tradizionalmente legate alla coltivazione del castagno. In questo scenario, formazione e innovazione vengono indicate come strumenti per favorire una gestione attiva delle aree interne, mettendo in relazione tutela ambientale e sviluppo economico.

«La castanicoltura è una risorsa importante per i nostri territori, che dopo anni di abbandono è ora oggetto di un rinnovato interesse da parte dei mercati e della Regione», ha sottolineato Federico Magnani, presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura, evidenziando la necessità di formare nuove professionalità capaci di unire competenze tradizionali e innovazione.

Due percorsi, dalla gestione del bosco alle tecniche di innesto

I due corsi sono organizzati dall’Accademia Nazionale di Agricoltura con la collaborazione dell’Università di Bologna, attraverso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari. Le lezioni teoriche si terranno a Porretta Terme, mentre le esercitazioni pratiche saranno ospitate nel Centro nazionale per lo studio e la conservazione della biodiversità forestale di Granaglione.

Il primo percorso, “Gestione del castagneto da frutto e da legno”, è rivolto a laureati triennali e magistrali, operatori del settore e tecnici dei Comuni montani. Il corso, della durata complessiva di 35 ore, si svolgerà dal 13 al 15 ottobre e affronterà diversi aspetti della castanicoltura: dalla diversità biologica del castagno al recupero e alla gestione dei castagneti, fino alle filiere del frutto e del legno.

L’obiettivo è fornire competenze utili a una gestione integrata del bosco e delle attività collegate, anche sotto il profilo organizzativo e manageriale.

Il secondo percorso, “Addetto alla gestione di un castagneto con specifiche competenze in potatura ed innesto”, è destinato invece a dieci neodiplomati degli istituti scolastici bolognesi. Dal 9 al 13 novembre, per complessive 20 ore, i partecipanti potranno acquisire competenze pratiche sulla potatura, sulla gestione del suolo, sulla pulizia del castagneto e sulle tecniche di innesto, con un’attenzione specifica anche agli aspetti fitosanitari.

Entrambi i percorsi sono gratuiti e prevedono vitto e alloggio per i partecipanti, con l’obiettivo di offrire competenze immediatamente spendibili nella gestione dei castagneti e favorire, in particolare, l’inserimento lavorativo dei giovani.

Granaglione, laboratorio per la biodiversità

Un ruolo centrale nel progetto è affidato al Castagneto di Granaglione, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e riconosciuto come Centro nazionale per lo studio e la conservazione della biodiversità forestale.

La struttura rappresenta un punto di riferimento per la conservazione del patrimonio castanicolo e, grazie alle attività formative, diventa anche un luogo di trasferimento delle conoscenze e di sperimentazione diretta sul campo. È qui che la teoria appresa durante le lezioni può tradursi in attività pratiche legate alla gestione e alla cura del castagneto.

«Attraverso questa formazione specialistica vogliamo trasferire ai ragazzi competenze concrete e creare nuove opportunità di lavoro», ha affermato Pierluigi Stefanini, presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Patrizia Pasini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, ha invece sottolineato il valore del progetto nel mettere in relazione tutela ambientale, trasmissione delle competenze e prospettive occupazionali.

La formazione si inserisce così in un percorso più ampio di valorizzazione delle aree interne, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra gestione forestale, produzioni castanicole e presidio del territorio. Un investimento sulle competenze e sulle nuove generazioni per riportare la castanicoltura al centro delle prospettive di sviluppo dell’Appennino bolognese.

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