Nella casa natale del beato salesiano, restaurata per l’occasione, nasce una nuova realtà dedicata all’accoglienza e al sostegno di ragazze madri e donne in situazione di fragilità. La struttura sarà gestita dalla Comunità della Missione di Don Bosco APS
È stata inaugurata
ieri, a Calvenzano di Vergato, la Casa
Famiglia “Don Elia Comini”, una nuova struttura destinata
all’accoglienza di ragazze madri e donne in situazione di fragilità. La casa
sarà gestita dalla Comunità della
Missione di Don Bosco APS e trova sede proprio nell’immobile che diede
i natali al beato salesiano, completamente restaurato e restituito alla
comunità con una nuova funzione sociale e di accoglienza.
L’inaugurazione
si è svolta in una giornata particolarmente significativa, coincidente con
l’anniversario del martirio dei beati don
Elia Comini, salesiano, e padre
Martino Capelli, dehoniano, uccisi dalle truppe nazifasciste il 1° ottobre 1944 a Pioppe di Salvaro,
insieme ad altri 44 compagni di prigionia.
La
giornata celebrativa si è aperta nella chiesa
di Sant’Apollinare di Calvenzano, dove è stata celebrata la
Concelebrazione Eucaristica presieduta da padre
Carlos Luis Suárez Codorniú, Superiore generale dei Dehoniani.
Nel
corso dell’omelia, padre Suárez Codorniú ha ricordato l’eredità spirituale di
don Elia Comini e il suo impegno concreto al fianco delle persone più fragili,
sottolineando il significato della nuova opera di accoglienza e solidarietà. A
richiamare lo spirito dell’iniziativa sono state anche le parole di don Bosco: «Questa
è, certamente, un’opera di Dio».
Al
termine della celebrazione, la comunità si è trasferita nella vicina chiesa della Madonna del Bosco, sempre
a Calvenzano, dove si è svolta la cerimonia di inaugurazione e il taglio del
nastro della Casa Famiglia.
Alla
cerimonia hanno partecipato i rappresentanti degli enti e delle realtà
promotrici del progetto: la Comunità
della Missione di Don Bosco APS, i Salesiani Don Bosco Italia e il Comune di
Vergato.
La
nuova struttura si propone di trasformare un luogo profondamente legato alla
memoria di don Elia Comini in uno spazio concreto di accoglienza, ascolto e
accompagnamento, nel segno dell’attenzione verso chi vive condizioni di
particolare vulnerabilità.
La
giornata si è conclusa a Salvaro
con un momento conviviale, un rinfresco e un’occasione di fraternità presso la
chiesa, a chiusura di una giornata che ha unito memoria, fede e impegno
sociale.
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