martedì 1 marzo 2022

Coronavirus. A Bologna e provincia, 431 nuovi contagi

 Da mercoledì 2 marzo al via la somministrazione della quarta dose “booster” alle persone con marcata compromissione della risposta immunitaria a partire dai dializzati. Inviati i primi 3.300 sms ai soggetti immunodepressi che possono eseguire la quarta dose avendo già maturato i 120 giorni dalla terza dose di vaccino anticovid o che non hanno ancora eseguito la terza dose  


L'Azienda USL di Bologna informa: 


Come da indicazioni ministeriali, al via da domani, mercoledì 2 marzo, le prime somministrazioni della quarta dose “booster” alle persone con marcata compromissione della risposta immunitaria che nel territorio dell’Azienda USL di Bologna sono circa 6.500 persone. Questa ulteriore dose di vaccino anticovid è infatti raccomandata alle persone dai 12 anni in su con marcata compromissione della risposta immunitaria per patologie, trattamenti farmacologi o trapianti di organo. In particolare, i destinatari sono coloro che hanno già completato il ciclo vaccinale primario con tre dosi (di cui la terza addizionale), dopo un intervallo minimo di almeno quattro mesi (120 giorni).

Le prime punture avranno luogo all’Ospedale Maggiore dove verrà offerta, da mercoledì 2 marzo a venerdì 4 marzo, la quarta dose di vaccino anticovid a tutti i pazienti in carico presso la Dialisi dell’ospedale. A partire da giovedì 3 marzo fino a sabato 5 verranno immunizzati anche i pazienti dializzati in carico presso il centro dell’Ospedale Bellaria. Entro il fine settimana riceveranno dunque la quarta dose tutti i 160 pazienti dei due centri dialisi della città di Bologna. A partire dalla prossima settimana, continuerà la somministrazione nei centri dialisi del territorio dell’Azienda USL.

Al fine di raggiungere tutta la platea dei soggetti di questa categoria che in Azienda USL comprende circa 6.500 persone, al via da oggi, martedì 1 marzo, l’invio dei primi 3.300 sms per invitare coloro che possono eseguire la quarta dose avendo già maturato i 120 giorni dalla terza dose di vaccino anticovid, ma anche coloro che devono ancora eseguire la terza al fine di favorire la massima adesione al completamento del ciclo vaccinale. L’sms conterrà un link attraverso il quale prenotare l’appuntamento su agende dedicate con prima disponibilità il 3 marzo.

Al 28 febbraio sono 2.143.349, in totale, le vaccinazioni somministrate negli hub e nei punti vaccinali dell’Azienda Usl di Bologna.

Tra i 431 nuovi casi di positività in provincia di Bologna, 52 hanno effettuato il tampone per presenza di sintomi, mentre per 379 sono in corso le indagini epidemiologiche.
Tutti i 431 nuovi contagi sono sporadici. Nessun caso importato, nè da altre regioni né dall’estero.

Alle ore 17 di oggi, martedì 1 marzo, sono 33 i nuovi prenotati per il vaccino novavax. In totale sono dunque 272 le prenotazioni registrate per questo nuovo vaccino a partire dall'apertura delle agende avvenuta sabato 26 febbraio.

Per maggiori informazioni e dettagli sulle coperture vaccinali, anche nei singoli comuni dell’area bolognese https://www.ausl.bologna.it/per-i-cittadini/coronavirus/rcps/report-vaccinazioni

Un giovane, insultato chiede il motivo e finisce in ospedale

 

Foto d'archivio


Gli danno del ‘mongoloide’, chiede il perché dell’appellativo e per risposta riceve calci e pugni. Trasportato al Maggiore, ne avrà per trenta giorni.

Il fattaccio è successo l’11 febbraio scorso.  Un sedicenne stava passeggiando  insieme al fratellino 11enne, quando improvvisamente  è stato aggredito con calci e pugni da un gruppo di ragazzi.

Il tutto, secondo quanto denunciato ai Carabinieri, perché il 16enne aveva osato chiedere spiegazioni dopo essere stato gratuitamente apostrofato come “mongoloide”. Una richiesta  interpretata dalla banda come una sfida che non poteva non essere raccolta.

Il malcapitato  ne è così uscito molto male, tanto da dover richiedere l’intervento dei Carabinieri. Quando i militari sono giunti sul posto hanno trovato soltanto il minorenne  ferito. Gli aggressori si erano già dileguati. Soccorso dai sanitari del 118, la vittima è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna, dove gli sono state diagnosticate diverse fratture facciali e al metacarpo, giudicate guaribili in 30 giorni. 

Gli autori del pestaggio, facilmente individuati dai Carabinieri, sono 3 studenti, tutti residenti a Bologna, dei quali due 18enni, uno straniero e uno minorenne di anni 17. I tre sono stati  denunciati per lesioni personali in concorso.

 

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

Confagricoltura Emilia Romagna: Guerra Russia-Ucraina, duro colpo agli scambi commerciali

 Nei primi nove mesi del 2021 il valore delle esportazioni emiliano-romagnole di prodotti agricoli e alimentari verso Russia e Ucraina è stato complessivamente di 158 milioni di euro.


 

di Barbara Bertuzzi 

 

Unita alla preghiera per l’Ucraina e il suo popolo, anche Confagricoltura Emilia Romagna dice “fermate la guerra”.

«In un momento così delicato il mondo dell’agroalimentare ha bisogno di supporto per contrastare l’effetto devastante di questa guerra. Le aziende agricole stanno vivendo una crisi di liquidità senza precedenti, aggravata dalla pandemia», dichiara Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Emilia Romagna.

Preoccupano le incognite sull’export verso i due paesi in conflitto, l’impennata dei prezzi dell’energia, delle commodity e dei fertilizzanti minerali; più in generale l’interscambio commerciale è in tilt riducendo all’osso le forniture di materie prime base per mangimi e alimenti zootecnici (mais, soia e sorgo), le scorte di grano tenero, di olio di girasole e di colza ad uso alimentare.

Per Bonvicini è piena emergenza. Conti alla mano, «nei primi nove mesi del 2021 il valore delle esportazioni emiliano-romagnole di prodotti agricoli e alimentari verso Russia e Ucraina è stato complessivamente di 158 milioni di euro».

L’ulteriore allarme per l’agrifood regionale si aggiunge al danno economico già provocato dall’embargo russo - in vigore dal 2014 e mai cessato -, su alcuni prodotti d’eccellenza del territorio quali salumi, formaggi e frutta. Ma i timori riguardano anche il flusso di merci in entrata dai due Paesi, per un giro d’affari complessivamente pari a 228 milioni di euro, sempre nei primi nove mesi del 2021 (fonte Unioncamere Emilia-Romagna). In particolare, l’Ucraina è su scala regionale tra i primi 7 paesi fornitori di prodotti agroalimentari; occupa invece la 19° posizione nella graduatoria nazionale.

Confagricoltura Emilia Romagna evidenzia le ripercussioni sulla tenuta socio-economica di filiere alimentari strategiche. Il presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, chiede con forza «un piano di emergenza per il settore agroalimentare, coordinato dalla Commissione europea, per assicurare la continuità dei cicli produttivi e garantire i rifornimenti».

Agricoltura, stanziati 120 milioni di euro: due nuovi bandi per aziende più sostenibili e competitive

Domande entro il 23 giugno 2022 per il primo e il 1^ luglio per il secondo. Obiettivo: innovare i processi produttivi


Dubbio segnala:

La Regione lancia due bandi per l'innovazione e la ricerca, rivolti alle imprese e le filiere agricole e agroindustriali emiliano-romagnole. 

Le risorse a disposizione, 120 milioni di euro complessivi, sono destinate alla costruzione o ristrutturazione di immobili produttivi, sistemi di sicurezza, macchinari e attrezzature, impianti di lavorazione dei prodotti, acquisizione e sviluppo di programmi informatici.

La nuova agricoltura passa dagli investimenti in innovazione e ricerca, per potenziare sempre più l’impronta ecologica delle aziende, qualificare le produzioni e aumentare la competitività sui mercati.  
Una forte spinta in questa direzione viene da due bandi approvati dalla Giunta regionale, che stanziano incentivi per quasi 120 milioni di euro a favore delle imprese e filiere agricole e agroindustriali emiliano-romagnole.

Il finanziamento fa parte delle risorse complessive del Programma di sviluppo rurale 2021-2022 (Psr), che vale 408 milioni di euro, a sua volta tutti stanziati per il comparto entro l’estate 2022. Da inizio anno, con questi bandi, ammontano a quasi 185 milioni le risorse complessive del Psr messe a disposizione.

Con le risorse europee del Psr, sono stati stanziati 58 milioni 500 mila di euro per il primo bando (investimenti in aziende agricole) e oltre 59 milioni 234 mila euro per il secondo (investimenti rivolti a imprese agroindustriali). 

Destinatari dei contributi sono le aziende o associazioni e cooperative di imprese del lattiero-caseario, carni bovine e suine, avicoli-uova e conigli, ortofrutta, vitivinicolo, sementi, foraggi, ovicaprini, api-miele, olio, aceto e vivaismo.

Due diverse scadenze per la presentazione delle domande: entro il 23 giugno per il bando rivolto alle imprese agricole ed entro il 1^ luglio per quello rivolto al settore agroindustriale, sempre on line sulla piattaforma di Agrea.

Via libera a FiberCop. Accolti gli impegni di TIM, Fastweb, Tiscali e KKR presentati dopo l’avvio del procedimento

Gli impegni, valutati positivamente dall’Autorità, consentiranno di  ridurre le barriere all’acquisizione degli operatori e di favorire l’infrastrutturazione. L’AGCM vigilerà sull’adempimento degli obblighi assunti



L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso il procedimento relativo agli accordi di accesso all’infrastruttura di FiberCop accettando gli impegni proposti da TIM, Fastweb, Tiscali e dalle società del fondo KKR. L’istruttoria era stata avviata il 15 dicembre 2020 per la presenza di numerosi problemi concorrenziali degli accordi relativi a FiberCop. In particolare, si sarebbe ridotta la concorrenza nei mercati all’ingrosso delle telecomunicazioni fisse senza determinare una reale infrastrutturazione degli operatori alternativi che avrebbero assunto - in ragione delle caratteristiche del progetto, relativo alla sola rete secondaria - il ruolo di meri rivenditori di servizi di TIM, senza alcuna differenziazione qualitativa o economica significativa.

Il procedimento ha riguardato aspetti molto complessi della rete e l’Autorità ha orientato la propria azione bilanciando i benefici in termini di condivisione di investimenti con i rischi di restrizioni della concorrenza. Secondo l’Antitrust la concorrenza infrastrutturale, la pluralità di reti e di fornitori all’ingrosso e al dettaglio in concorrenza è un elemento imprescindibile nel mercato delle telecomunicazioni, guidato dalla logica della scala degli investimenti. L’indipendenza infrastrutturale si traduce, infatti, in migliori servizi - come profili di velocità maggiori e differenti rispetto agli standard regolati -, in maggiori efficienze economiche della rete che conducono a vantaggi per gli operatori di telecomunicazioni e a benefici per i consumatori. In grandi aree del territorio nazionale la domanda di servizi di comunicazione permette la compresenza di più reti di telecomunicazione fissa, già terminate o in corso di ultimazione. La condivisione di alcuni costi di investimento permetterà di ampliare il novero delle aree in cui potrà esistere una concorrenza di natura infrastrutturale.

Nel complesso, gli impegni accolti dall’Autorità si basano su due pilastri, che consistono nel ridurre le barriere all’acquisizione dei clienti, ovvero gli operatori di telecomunicazione, nel mercato all’ingrosso delle telecomunicazioni fisse, favorendo una piena concorrenza infrastrutturale e nel favorire l’infrastrutturazione tramite la riduzione dei relativi costi e l’individuazione di stringenti scadenze temporali e obiettivi di copertura. Quanto al primo pilastro, gli impegni permettono di diminuire i rischi di preclusione della domanda di servizi di telecomunicazione all’ingrosso da parte degli operatori di telecomunicazione, riducendo i minimi garantiti e la scala geografica di adesione al progetto (da nazionale a comunale o sub-comunale) e introducendo profili di adesione al progetto FiberCop basati su diritti di lungo periodo, senza minimi garantiti. Sul fronte degli investimenti, TIM ha fornito un cronoprogramma certo e definito del piano di infrastrutturazione e si è impegnata a dare, insieme a FiberCop, informazioni idonee alla pianificazione degli investimenti da parte degli operatori alternativi. Inoltre TIM faciliterà l’infrastrutturazione degli operatori alternativi offrendo loro la fibra spenta in rete primaria, riducendone quindi i costi e le tempistiche di infrastrutturazione. Sempre dal punto di vista dell’infrastrutturazione, Fastweb si è impegnata ad effettuare un percorso fino al 2026, così da accedere ai servizi di FiberCop in qualità di operatore effettivamente indipendente da TIM e Tiscali ha modificato e/o risolto alcuni contratti che non determinavano alcuna infrastrutturazione, limitando allo stesso tempo la contendibilità della fornitura all’ingrosso.

Un ulteriore importante obiettivo che l’Autorità intende conseguire è dato dall’effettiva esecuzione degli impegni. Al riguardo si prevede un articolato sistema di monitoraggio e di vigilanza sull’adempimento degli obblighi assunti e sul puntuale rispetto degli obiettivi di copertura. Una prima verifica avverrà entro sessanta giorni. In conclusione, l’Autorità ha ritenuto gli impegni sufficienti a rimuovere le preoccupazioni anticoncorrenziali evidenziate nel provvedimento di avvio e ha considerato che, anche alla luce delle finalità poste alla base della strategia italiana per la banda ultra-larga, il provvedimento adottato, preservando e incentivando la concorrenza infrastrutturale, sia funzionale al conseguimento - entro il 2026 - dei più generali obiettivi di connettività a 1 Gbit/secondo sull’intero territorio nazionale.

(Segnalato da Dubbio)