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martedì 24 dicembre 2019

Orario degli uffici comunali di Casalecchio di Reno durante le festività natalizie

Aperture straordinarie Sportello Elettorale per il rilascio dei certificati elettorali per la presentazione delle liste

Il Comune di Casalecchio di Reno infama: tutti gli uffici comunali presso il Municipio e le sedi distaccate sono chiusi il 25 e il 26 dicembre 2019 e il 1° e 6 gennaio 2020.
Negli altri giorni sono aperti negli orari consueti, con le seguenti eccezioni:

Municipio: aperto il 24 e il 31 dicembre 2019 dalle 8 alle 14
Sportello Stato Civile: aperto anche il 26 dicembre 2019 e il 6 gennaio 2020 dalle 9 alle 12 per registrazione decessi
Casa della Conoscenza - Biblioteca Cesare Pavese:
chiusa il 23, il 24 e il 30 dicembre 2019
aperta il 27 dicembre 2019, il 2 e il 3 gennaio 2020 dalle 14.00 alle 19.30
aperta il 28 e il 31 dicembre 2019 e il 4 gennaio 2020 dalle 8.30 alle 14.00
Nidi d’infanzia, Centri Giochi e LInFA - Luogo per Infanzia, Famiglie, Adolescenza
chiusi dal 23 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 compresi
Sportello Sociale: chiuso dal 19 al 31 dicembre 2019 compresi
Servizio di Assistenza Domiciliare: sospeso il 25 e il 26 dicembre 2019, l’1 e il 6 gennaio 2020 (l’utenza sarà informata)
Cimitero Comunale: solo accesso alla struttura anche il 24, il 25, il 26 e il 31 dicembre 2019, l’1 e il 6 gennaio 2020 dalle 8 alle 17
Centro di Raccolta differenziata: la Stazione ecologica di via Roma 65 a Zola Predosa è chiusa il 25 e il 26 dicembre, l'1 e il 6 gennaio.
Numero neve:  051 598 123

Sportello Elettorale - apertura straordinaria per il solo rilascio dei certificati elettorali per la presentazione delle liste nei seguenti giorni:
giovedì 26 dicembre 2019: 9.00 - 12.00
venerdì 27 dicembre 2019: 8.00 - 20.00
sabato 28 dicembre 2019: 8.30 - 16.00
domenica 29 dicembre 2019: 9.00 - 16.00
Mercoledì 25 dicembre 2019 dalle 9.00 alle 12.00 è possibile inviare un'email di richiesta certificati alla casella servizidemografici@comune.casalecchio.bo.it. I documenti saranno disponibili per il ritiro giovedì 26 dicembre dalle 9.00 alle 12.00

Per informazioni: www.comune.casalecchio.bo.it
SEMPLICE Sportello Polifunzionale n. verde 800 011 837 tel. 051 598111

lunedì 4 giugno 2018

Il liberismo esasperato? Ha portato solo ai monopoli e ai cartelli

Segnalato:

Quando agli inizi degli anni Ottanta, dopo quarant’anni di “keynesianesimo” e di intervento dello Stato nell’economia, presero piede la deregulation reaganiana e il monetarismo della scuola di Chicago, in tutto il mondo occidentale ci fu un improvviso entusiasmo per le teorie liberiste e un contemporaneo rigetto di qualsiasi forma di intervento o di controllo dello stato sull’economia. Negli anni che seguirono, gran parte delle aziende statali vennero cedute ai privati e venne contemporaneamente abolita o ridotta ogni forma di controllo sui prezzi e sulle tariffe, nella convinzione che il mercato avrebbe determinato autonomamente il giusto prezzo d’equilibrio fra la domanda e l’offerta.
Oggi, i delusi e i disillusi di tale politica vanno sempre più crescendo. Infatti, la liberalizzazione economica e tariffaria, ben lungi dal portare vantaggi in termini di prezzi e di efficienza ai cittadini, si è tradotta, nella quasi totalità dei casi, in vertiginosi aumenti di prezzo senza corrispettivo miglioramento della qualità del servizio erogato. In parole povere e chiare, si è tradotta in un grande arricchimento per gli imprenditori e in un notevole impoverimento per gli utenti. Gli esempi sono infiniti, ma basterà citare le assicurazioni auto, le tariffe di acqua, luce e gas e il prezzo dei trasporti. Anche a livello di enti locali, la concessione dell’autonomia impositiva ha portato a una selvaggia sventagliata di tasse e balzelli quali i posteggi a pagamento, che hanno letteralmente invaso le nostre città, le tasse di soggiorno, i multavelox (che sono tasse mascherate) e la vergognosa serie di addizionali Irpef che ogni anno vengono aumentate. E non passa giorno senza che la fantasia di manager e amministratori locali partorisca qualche nuovo aggravio per noi cittadini. Ultimi esempio sono stati la proposta di pedaggio per il grande raccordo anulare (poi fortunatamente naufragata) e la tassa di un euro per usufruire dei trolleys portabagagli a Fiumicino.
La morale è che la deregulation è un vero e proprio fallimento, perché si è consumata tra due parti che hanno peso politico e contrattuale enormemente diverso. Da un lato i consumatori, poco informati, divisi e con scarso peso politico; dall’altro gli imprenditori, che sono ricchi, potenti, uniti e capaci di influire pesantemente sulle scelte politiche mediante una costante e aggressiva azione di lobbying. La liberalizzazione non poteva funzionare per il semplice fatto che non è stata una vera liberalizzazione. Infatti, nei trasporti e nei servizi non vi è una  molteplicità di aziende che offrono lo stesso bene o servizio facendosi concorrenza fra loro. Nelle ferrovie abbiamo una sola società proprietaria delle rotaie, nei trasporti urbani abbiamo una sola azienda ed anche acqua, elettricità e gas sono effettivamente prodotti da pochi operatori mentre tutte le altre sono mere società commerciali che vendono ma non producono. Nel settore delle assicurazioni invece, ove le aziende sono molte, queste hanno fatto cartello stravolgendo i principi del liberismo ed aumentando artificiosamente le tariffe, come varie sentenze dell’autorità sulla concorrenza hanno dimostrato. E che dire, infine, delle autostrade che lo Stato ha venduto in nome del libero mercato e che ora sono nelle mani di un’unica famiglia? Quindi, possiamo senz’altro dire che in questi anni abbiamo abolito le tariffe controllate e amministrate (che garantivano un certo sostegno al consumatore) non in favore del libero mercato, bensì in favore del monopolio o, nel migliore dei casi, del peggiore oligopolio. Stando così le cose, si è facili profeti nel prevedere che, di qui poco, la gente incomincerà a dire che, forse, si stava meglio quando si stava peggio e non è escluso che, dopo la ubriacatura liberista, si possa tornare ad una qualche forma di intervento statale nell’economia al fine di frenare gli abusi delle aziende. Certo è che le cose non possono andare più avanti così, perché nel cittadino si sta facendo strada un senso di ribellione verso un trattamento giudicato ingiusto e vessatorio che ha, come risultato ultimo, una drastica diminuzione del potere d’acquisto dei salari e un impoverimento sensibile delle famiglie.

martedì 1 settembre 2015

Illuminazione pubblica di Monzuno, il nodo è arrivato al pettine.



Il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi, alla presentazione del bilancio comunale, annunciò che le mancanze di risorse economiche  del Comune avrebbero imposto la riduzione di alcuni servizi , fra cui un contenimento dei tempi di illuminazione pubblica. All’epoca l’assemblea parve aver accolto l’informazione quasi come scontata e di averla addirittura assimilata. Ma forse ognuno era convinto  che quell’annuncio fosse un  ‘falso allarme’ e che poi, come spesso avviene,  tutto sarebbe continuato come al solito. Altri hanno forse pensato che la pesca ‘sarebbe toccata a qualcun altro ’ e sorvolarono.

Ora il nodo è venuto al pettine. I lampioni stanno accesi ‘di meno’, in base a un programma annunciato e reso pubblico dall’amministrazione comunale. C’è però chi, di fronte alla realtà, ha da ridire e soprattutto c’è chi si chiede ‘come è possibile che, a fronte di un aumento delle tasse comunali del 26 % negli ultimi tre anni, preceduto da altri consistenti aumenti, si riducano i servizi ? Dove vanno a finire gli introiti delle tasse?'

Fra coloro che hanno da ridire vi è  Stefano Adani di Vivere Monzuno, che, continuando a notare lo spegnimento, a suo dire poco razionale, dell'illuminazione pubblica monzunese, ha stilato una lettera, nella quale  si pone, e pone, diverse  domande :


Il comune di Monzuno in questi giorni causa i tagli del governo centrale sta riducendo l'illuminazione pubblica delle strade accendendo i lampioni 30' minuti dopo il tramonto, spegnendoli alle ore 1h30' e riaccendendoli alle ore 6h00'.

Gli amministratori del Comune di Monzuno prevedono così un risparmio di spesa del 25-30% sulle astronomiche bollette energetiche che fanno riferimento all'illuminazione pubblica , dimenticando che un effettivo risparmio sarebbe ottenibile invece di tagliare i servizi , utilizzando le tecnologie già presenti come i LAMPIONI a LED che risultano essere meno energivori rispetto alle attuali lampade al sodio.

In una interrogazione della Consulta di Monzuno e Trasasso sull' argomento lampioni al Led il comune risponde che non sarebbe possibile in quanto una norma Regionale impone ai comuni nel raggio di 25km da un osservatorio astronomico ( quello di Loiano) di installare lampioni al LED per non disturbare l' attività dell' osservatorio stesso.

Dimenticano però di comunicare che le tecnologie per installare lampioni al LED anche in zone di sicurezza degli osservatori esistono già, esistono cioè lampioni a led progettati con le seguenti caratteristiche :

- I diffusori verso il basso dell' intensità luminosa
- La regolazione dell’intensità luminosa ( molto più regolabile delle lampade al sodio)
- La possibilità di selezionare lo spettro luminoso ( il cosiddetto colore ) proprio per non
infastidire gli osservatori
- E l' utilizzo di lenti particolari capaci di direzionare il fascio luminoso.

Lo dimostra il fatto che in diversi comuni presenti nel raggio dell' osservatorio ( Monghidoro, Pianoro) sono presenti lampioni al LED,  addirittura anche nella via centrale di Loiano ( a poche centinaia di metri dall' osservatorio) e dulcis in fundo anche nel comune di Monzuno ( la strada principale di fronte al comune in ristrutturazione ) e nella Frazione di Montorio ( vedi foto qui sotto ) .



In un periodo in cui la " sensazione di pericolo " derivante dalla micro e macro criminalità è sempre maggiore, uno dei pochi deterrenti a tale disagio dovrebbero essere la presenza di impianti di video sorveglianza ( praticamente assenti sul nostro territorio a parte quelli di pochi privati e i Bancomat) e naturalmente l'illuminazione pubblica.
Invece il nostro comune decide proprio di tagliare questi servizi ( e lo fa a macchia di leopardo ) decidendo secondo una logica che non è dato conoscere chi deve restare al buio e trovarsi in una situazione da Corea del Nord e chi invece può
godere dell' illuminazione della più tecnologica Corea del Sud .


Il comune di Monzuno inoltre con un improbabile abuso della semiotica ne dà comunicazione alla popolazione annunciando sul proprio sito internet che: “ loro mantengono quanto avevano promesso "

come se la riduzione di un servizio fosse una promessa fatta in campagna elettorale inserita nel loro programma .
Eppure non mi risulta nel loro programma elettorale e non mi pare che nessun cittadino dia per “normale” che a fronte di tasse pagate ci si dovesse aspettare la riduzioni dei servizi :




http://www.comune.monzuno.bologna.it/la-comunicazione/comunicati-stampa/ottimizzare-nonbasta-piu-a-monzuno-si-avvia-il-piano-di-riduzione-dell2019illuminazione-pubblica

Forse sarebbe più appropriato un " abbiamo mantenuto quanto minacciato ! "

Sempre nella stessa pagina internet all'insegna della "trasparenza" è presente un file che indica alla popolazione quali lampioni saranno spenti e quali no, in modo tale che i fortunati privilegiati
possano godere al meglio della propria illuminazione pubblica così come fosse un diritto acquisito e non dovuto.

http://www.comune.monzuno.bologna.it/Aree-tematiche/politica-epartecipazione/documenti/schemapuntiluminosi.pdf

Tale lista poi sembra essere fatta in modo grossolano e paiono esenti pure i lampioni 1063-1064-1065-1066 della località Case Veneziani ( Monzuno) che da tre giorni stanno vivendo una propria e dimenticata " Corea del Nord".

E noi dovremmo continuare a fidarci?

Alcuni giorni fa durante una comunicazione telefonica era stato proposto da noi NORD COREANI di spegnere almeno un lampione sì ed uno no ( o almeno uno ogni tre) , in questo modo sarebbe stata una soluzione sparsa su tutto il territorio in maniera omogenea, senza creare monzunesi di serie A e monzunesi di seri B , purtroppo la soluzione non è stata applicabile,

Ci domandiamo allora :
- quali sono i criteri con cui il comune ha deciso di spegnere alcuni lampioni ?
- perchè non applicare uno spegnimento razionalizzato anche come previsto dalla normativa ?
- nonostante TUTTI paghino le tasse solo alcuni avranno il diritto di essere "illuminati" ?


Stefano Adani - Vivere Monzuno