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| L'ingresso della Kemet |
Un’ora di sciopero per turno di lavoro e assemblea
sindacale per ‘fare il punto della situazione’. E’ quello che è avvenuto oggi,
mercoledì 8 ottobre, allo stabilimento Kemet di Pontecchio Marconi , dopo l’arrivo della notizia che la direzione
aziendale ha abbandonato il tavolo della trattativa per la vertenza in atto.
Vertenza innescata dall’annuncio della
proprietà di ’50 esuberi’ e di voler prolungare l’orario di lavoro settimanale
dello stabilimento, con conseguente modifica e prolungamento dei singoli turni.
Lo stabilimento è attivo ora ininterrottamente dalle ore 0 del lunedì alle 6
del sabato mattina. La modifica dei turni porterebbe un prolungamento pro capite di 5 ore la settimana a parità di stipendio.
Oltre alla modifica dei turni, ciò che non viene
accettato è la denuncia di 50 esuberi che coinvolgono principalmente il personale
impiegatizio e organizzativo.
L’assemblea, oltre a informare l’intero organico
dell’azienda di ciò che stava accadendo,
ha valutato anche valutare il modo di operare utile a scongiurare il danno occupazionale e contenere
quello organizzativo dei turni di lavoro. La prima proposta è quella di un ‘pacchetto di
scioperi concordati’. Ciò significa l’interruzione del lavoro per tempi
contenuti di singoli reparti per volta con probabile interruzione del lavoro
nell’intero stabilimento.
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| Gianni Passini |
All’arrivo al cancello di ingresso in attesa del rientro in produzione, gli
operai non hanno mancato di esternare la
loro preoccupazione: “ Ci sono accordi sottoscritti che vanno rispettati” ha
detto Gianni Passini, riferendosi all’intesa fra enti locali, sindacati e
proprietà che imponeva alla azienda la
realizzazione di un nuovo stabilimento all’avanguardia, un organico di lavoro numericamente concordato e contemporaneamente
l’agevolazione per l’azienda della trasformazione in residenziale dell’ampio lotto
dove insiste lo stabilimento storico a Sasso Marconi. “Fino ad ora la Kemet ha
avuto un comportamento sufficientemente in linea con gli accordi”, ha
commentato Devis Coriambi della RSU al termine della prima assemblea. “Gli
attuali 50 esuberi invece li smentiscono. Dalla politica ci aspettiamo che, in
caso si proceda ai 50 licenziamenti annunciati e alla modifica degli orari di
lavoro, si passi alla cancellazione della
concessione edilizia e ciò in ovvia conseguenza
della rottura unilaterale degli accordi da parte dell’azienda”.
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| Eugenio Salamone e la petizione di Un'Altra Sasso |
Intanto, da parte del gruppo politico Un’Altra Sasso,
è in corso una raccolta di firme a sostegno di una petizione che condanna le
intenzioni aziendali.