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lunedì 6 ottobre 2025

Sasso Marconi: accensione anticipata dei riscaldamenti dal 6 ottobre

 Autorizzata l’attivazione facoltativa degli impianti a causa del brusco calo delle temperature

 


Il Comune di Sasso Marconi ha disposto, con apposita ordinanza, l’accensione anticipata degli impianti di riscaldamento a partire da oggi, lunedì 6 ottobre, in deroga alla data del 15 ottobre fissata dal calendario nazionale per la “fascia climatica E”.

La decisione è stata presa a seguito del repentino abbassamento delle temperature registrato negli ultimi giorni, che ha portato molti cittadini a segnalare disagi, soprattutto nelle ore mattutine e serali.

L’accensione degli impianti è dunque facoltativa e potrà avvenire per un massimo di 7 ore giornaliere, da distribuire liberamente nel corso della giornata, preferibilmente nelle fasce orarie più fredde.

L’Amministrazione comunale ricorda che l’ordinanza ha carattere temporaneo e che l’utilizzo degli impianti dovrà avvenire nel rispetto dei limiti di temperatura previsti per legge: 18 gradi per gli edifici industriali e artigianali, 20 gradi per abitazioni, uffici e scuole.

«Si tratta di una misura di buon senso – spiegano dal Comune – adottata per garantire il benessere dei cittadini e prevenire situazioni di disagio, soprattutto per anziani e famiglie con bambini, in un periodo di transizione stagionale in cui le temperature risultano inferiori alla media del periodo».

L’ordinanza resterà in vigore fino a nuove disposizioni o comunque fino al rientro delle temperature nella norma stagionale.

venerdì 20 ottobre 2023

Accensione impianti di riscaldamento a Sasso Marconi

 

Il Comune informa: 

 

Per la stagione invernale, dal 15 ottobre 2023 al 15 aprile 2024 è autorizzata l'accensione degli impianti di riscaldamento per un massimo di 14 ore giornaliere. Come previsto dalla normativa nazionale in vigore (Decreto del Presidente della Repubblica, n. 412/1993), secondo le disposizioni stabilite per il nostro Comune, che è in fascia E.

I cittadini sono invitati a limitare l’accensione nelle ore più fredde, ricordando l’obbligo di legge di non superare:
- la temperatura di 18° C + 2 ° C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili
- la temperatura di 20 ° C + 2° C di tolleranza per tutti gli altri edifici

Si invita inoltre ad assumere comportamenti responsabili in una logica di contenimento dei consumi energetici.

 

Riscaldare casa in sicurezza inquinando meno: scarica il depliant di Arpae

domenica 26 marzo 2023

Piano aria: stop a diesel euro 5, novità per riscaldamento e agricoltura


 Sollecitato da Dubbio


L’adozione della proposta di Piano aria integrato regionale (Pair 2030) è stata presentata in commissione Territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Stefano Caliandro. Il piano è stato illustrato dall’assessora a Transizione ecologica, contrasto al cambiamento climatico, Ambiente, Difesa del suolo e della costa, Protezione civile, Irene Priolo.

La qualità dell’aria sta migliorando, in relazione ad alcuni inquinanti, ci saranno ulteriori limitazioni alla circolazione (tra cui lo stop ai diesel euro 5) e saranno cancellate alcune deroghe, come quella di usare l’auto per portare i bambini a scuola. E ancora bandi per la mobilità con i mezzi pubblici, veicoli e velocipedi elettrici, più punti di ricarica; il riscaldamento in casa sarà fissato a 19 gradi mentre ci sono ancora molti soldi per il bando finalizzato a sostituire gli impianti di riscaldamento a biomassa sotto le “5 stelle”. Molte novità anche in agricoltura: spandimenti dei reflui entro le 12 ore dallo stoccaggio e non più 24. Finanziamento della copertura di vasche e introduzione dei lagoni (il divieto sarà dal 2030). I fertilizzanti a base di urea andranno incorporati insieme allo spandimento o comunque entro le 24 ore successive. Il Pair 2030 vede un piano di investimenti per oltre 154 milioni di euro in totale e di oltre 63 nel primo triennio di attuazione. Sono, in sintesi, alcuni dei punti fondanti del complesso e articolato Piano presentato ai consiglieri dall’assessore all’Ambiente.

Il cronoprogramma è stato indicato da Priolo: oggi il Pair 2030 sarà presentato in giunta e la prossima settimana ai 207 Comuni coinvolti (prima erano 33). Dopo il voto in giunta e la pubblicazione ci saranno 45 giorni per le osservazioni, cui seguiranno le controdeduzioni con focus di approfondimento. In Aula, il Piano approderà in luglio, anche se il voto finale è stimato in settembre “e comunque entro l’anno”.

La proposta di revisione è stata definita “impegnativa”. Tra gli altri si segnala la restrizione dei giorni di sforamento per le PM10 che da 35 scenderanno a 18, anche se è prevista una deroga fino al 2035 per alcuni inquinanti. I Comuni più piccoli potranno attuare le loro strategie in autonomia (max 26 sforamenti) e saranno accompagnati dalla Regione. “La strategia regionale mette a sistema le pianificazioni che stiamo portando avanti” ha affermato l’assessora. Le linee strategiche, definite dall’assessora, comprendono una serie di obiettivi: “Riduzione delle emissioni inquinanti, azioni su combustione di biomasse e trasporti, attività da realizzare sul Bacino padano e in sede locale; uso del metodo predittivo, cioè attuare le misure prima degli sforamenti sulla base di modelli meteo; integrazione del Piano con tutte le politiche settoriali e gli altri piani strategici (agenda 2030, acqua, rifiuti, energia, etc.). Durante il percorso di Vas, inoltre, verrà stimata la riduzione di Co2 equivalente associata alle misure del PAIR 2030, dato che sarà inserito nel “Percorso verso la neutralità carbonica prima del 2050”.

QUALITÀ DELL’ARIA E AZIONI ATTUATE. Le Pm 10, al max 50 microgrammi per metro cubo, non dovevano essere oltre 35 l’anno: nel 2022 ci sono stati superamenti in 12 stazioni nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini. Il 2015 e il 2017 sono gli anni in cui le condizioni meteorologiche sono state particolarmente sfavorevoli alla qualità dell’aria, a causa di alta pressione, scarsità di pioggia e ventilazione. “Comunque – ha annunciato Priolo – siamo pronti a una commissione sulla siccità”. I settori che incidono di più sono l’agricoltura, con il 33%, seguita da traffico, con il 27%, il riscaldamento a legna, con il 18%, l’industria, col 9%, altro traffico (aereo, mezzi marittimi e mezzi agricoli) col 6%, il riscaldamento non a legna con meno del 5%. I dati su NO2 (biossido di azoto) “sono il nostro Inno alla gioia” ha detto la titolare dell’Ambiente: il valore limite annuale (40 μg/m3) è stato rispettato nel 2020 (effetto lockdown) e nel 2022 dove valore limite orario (200 μg/m3) è stato rispettato in tutte le stazioni. Molto bene” anche le PM 2.5, di cui dal 2018 non viene più superato il valore limite annuale (25 μg/m3).

L’andamento dell’ozono si mostra pressoché stazionario nell’ultimo decennio, con fluttuazioni dovute alla variabilità meteorologica della stagione estiva. L’Annus horribilis, per la popolazione, è stato il 2017. Nel 2020, nonostante il blocco del traffico dovuto al Covid, i superamenti sono stati alti.

APPLICAZIONE DEL PAIR. Dai 33 comuni del Piano 2020 si sale ai 207 del 2030, “ed è la novità più importante. Lavoriamo a livello di Bacino padano, passando da 2,3 milioni di cittadini a 4”.

COMPONENTI REGIONALE EMISSIONI: Il 56% del biossido di azoto (di cui il 93% proviene da diesel) deriva dal trasporto su strada, seguito da altri inquinanti come la Pm10 (impianti domestici riscaldamento a biomassa e trasporti). Le Pm 2.5 sono prodotte principalmente da impianti domestici, mentre il biossido di zolfo da combustione industriale. Il 70% dell’inquinamento proviene dal settore secondario: agricoltura allevamenti, mentre quello primario da produzione di energia, riscaldamento e riscaldamento a legna. Nella città metropolitana il traffico incide per il 31%, gli allevamenti per il 30 e il riscaldamento legna per il 25.

Priolo ha ricordato il percorso di partecipazione e l’indagine sulla percezione della qualità dell’aria con 4400 cittadini coinvolti, che si sono detti molto preoccupati: Il 48% è attivo e disponibile a cambiare, mentre il 26% non intende modificare lo stile di vita e un 26% va incentivato con campagne di comunicazione. A livello di Bacino padano servono azioni sinergiche tra le Regioni per limitare la circolazione, sull’uso delle biomasse a basso impatto e su agricoltura e zootecnia.

AMBITO URBANO E AREE DI PIANURA: LE AZIONI

Controlli sulle limitazioni alla circolazione e Move-In. E tra le Limitazioni spicca la scomparsa della deroga di accompagnare bambino a scuola. Il Trasporto pubblico prevede nuovi bus e serviuzi potenziati: 2000 nuovi autobus (per dismissione veicoli almeno < euro 3 nelle aree urbane) al 2030; + 10% passeggeri su TPL gomma al 2030 rispetto a obiettivo PRIT 2025 (che prevede già + 10% rispetto a 2014). Inoltre, dal 2024 offerta ferroviaria a zero emissioni con: agevolazioni per abbonamenti treno+bici (Mi muovo bici in treno); potenziamento offerta estiva (Bologna-Ravenna-Rimini); sviluppo SFM previsto nel PUMS Città metropolitana Bologna

Con + 20% passeggeri su ferro al 2030 rispetto al target del PRIT 2025 (che già prevede +50% rispetto al 2014); integrazione tariffaria e abbonamenti con al conferma delle iniziative Salta su, Mi muovo anche in città, Mi muovo tutto treno.

MOBILITA’ ELETTRICA Potenziamento della rete pubblica con punti di ricarica per i veicoli elettrici nelle città; bando merci di 6 milioni. Incentivazione del trasporto ferroviario di merci per trasferire quote di traffico dalla modalità stradale alla modalità ferroviaria. circa 4.8 mln tonnellate di merci da strade a treno, equivalenti a 173mila veicoli pesanti diesel euro 5 da 28 tonnellate; rendere più sostenibili tutti i processi industriali e logistici interni ed esterni agli insediamenti produttivi logistici all’interno del perimetro della ZLS E-R. Sarà finanziata anche logistica a corto raggio in ambito urbano (cargo bike).

RISCALDAMENTO DOMESTICO Divieto assoluto di qualsiasi tipologia di combustione all’aperto a scopo intrattenimento (ad es. falò rituali legati a tradizioni o fuochi d’artificio) nel periodo 1° ottobre – 31 marzo: sono concessi due eventi l’anno.

Una novità strutturale sarà il limite di 19 gradi in casa ufficio, luoghi di ricreazione, associazioni, luoghi di culto (esclusi ospedali e case di cura). I gradi saranno 17 nel commercio e nell’industria, “con un risparmio di inquinamento e di energia”.

Priolo ha sottolineato che “le risorse per il bando stufe ci sono e i fondi regionali rifinanzieranno i bandi 2024. Dal 2025, il finanziamento riguarderà solo la sostituzione tra biomassa legnosa e pompa di calore”. Il bando per la sostituzione con impianti a 5 stelle è da 11,5 milioni e oggi ne sono stati spesi solo 3 milioni (“i soldi ci sono ha evidenziato Priolo”). A febbraio di quest’anno le domande liquidate o in istruttoria sono 973, quelle impegnate e liquidate 737.

AGRICOLTURA E ATTIVITA’ PRODUTTIVE Gli spandimenti dei reflui dovranno avvenire entro le 12 ore dallo stoccaggio e non più entro le 24. Si finanziano la copertura vasche e si introducono i lagoni (divieto sarà dal 2030). Una novità riguarda i fertilizzanti a base di urea: andranno incorporati insieme allo spandimento o comunque entro le 24 ore successive. Per contenere, inoltre, le emissioni di ammoniaca per i nuovi allevamenti soggetti ad autorizzazione integrata ambientale (suinicolo e avicolo), e ad autorizzazione unica ambientale (ove prevista per altri allevamenti) le autorizzazioni dispongono l’obbligo di iniezione liquami e l’adozione delle BAT più prestanti tra quelle applicabili ad ogni singola altra fase dell’allevamento. C’è poi il divieto abbruciamento dei residui vegetali dal 1° ottobre al 31 marzo, anche per le superfici investite a riso.

Biogas e biometano: Promozione di sistemi di upgrading in impianti a biogas per favorire l’uso del biometano; possibilità dal PNRR, con 1.92 mld € a livello nazionale, possibili effetti a livello regionale.

COSTI EVITATI E VITA PIU’ LUNGA Si eviteranno costi, secondo una stima, i danni ambientali generati dall’inquinamento atmosferico a: salute (mortalità e morbidità); materiali da costruzione (invecchiamento precoce dei materiali); colture e foreste (perdita delle colture e degli ecosistemi). La stima è di circa 643 milioni € di costi evitati grazie alle riduzioni emissive previste, di cui 637.5 milioni € solo per gli aspetti sanitari. Si allunga l’aspettativa di vita di 2,74 mesi.

INVESTIMENTI Saranno 1544 milioni, di cui 63 nel primo triennio di attuazione, “cifre che incrementabili – ha aggiunto l’assessora – con altre fonti di finanziamento, la cui programmazione deve, però, essere ancora fatta. Questo Piano parte con gambe robuste”.

(Gianfranco Salvatori)

 

La vicepresidente Priolo illustra il Pair 2030: 19 gradi nelle abitazioni, niente più deroghe per accompagnare i figli a scuola, rafforzamento del trasporto pubblico, più veicoli elettrici e punti di ricarica. Gli sforamenti delle PM10 si riducono da 35 a 18. La conferma: “I fondi per il bando stufe ci sono e i quelli regionali rifinanzieranno i bandi 2024, così come ci sono i solidi per la sostituzione con impianti a 5 stelle”

 L’adozione della proposta di Piano aria integrato regionale (Pair 2030) è stata presentata in commissione Territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Stefano Caliandro. Il piano è stato illustrato dall’assessora a Transizione ecologica, contrasto al cambiamento climatico, Ambiente, Difesa del suolo e della costa, Protezione civile, Irene Priolo.

La qualità dell’aria sta migliorando, in relazione ad alcuni inquinanti, ci saranno ulteriori limitazioni alla circolazione (tra cui lo stop ai diesel euro 5) e saranno cancellate alcune deroghe, come quella di usare l’auto per portare i bambini a scuola. E ancora bandi per la mobilità con i mezzi pubblici, veicoli e velocipedi elettrici, più punti di ricarica; il riscaldamento in casa sarà fissato a 19 gradi mentre ci sono ancora molti soldi per il bando finalizzato a sostituire gli impianti di riscaldamento a biomassa sotto le “5 stelle”. Molte novità anche in agricoltura: spandimenti dei reflui entro le 12 ore dallo stoccaggio e non più 24. Finanziamento della copertura di vasche e introduzione dei lagoni (il divieto sarà dal 2030). I fertilizzanti a base di urea andranno incorporati insieme allo spandimento o comunque entro le 24 ore successive. Il Pair 2030 vede un piano di investimenti per oltre 154 milioni di euro in totale e di oltre 63 nel primo triennio di attuazione. Sono, in sintesi, alcuni dei punti fondanti del complesso e articolato Piano presentato ai consiglieri dall’assessore all’Ambiente.

Il cronoprogramma è stato indicato da Priolo: oggi il Pair 2030 sarà presentato in giunta e la prossima settimana ai 207 Comuni coinvolti (prima erano 33). Dopo il voto in giunta e la pubblicazione ci saranno 45 giorni per le osservazioni, cui seguiranno le controdeduzioni con focus di approfondimento. In Aula, il Piano approderà in luglio, anche se il voto finale è stimato in settembre “e comunque entro l’anno”.

La proposta di revisione è stata definita “impegnativa”. Tra gli altri si segnala la restrizione dei giorni di sforamento per le PM10 che da 35 scenderanno a 18, anche se è prevista una deroga fino al 2035 per alcuni inquinanti. I Comuni più piccoli potranno attuare le loro strategie in autonomia (max 26 sforamenti) e saranno accompagnati dalla Regione. “La strategia regionale mette a sistema le pianificazioni che stiamo portando avanti” ha affermato l’assessora. Le linee strategiche, definite dall’assessora, comprendono una serie di obiettivi: “Riduzione delle emissioni inquinanti, azioni su combustione di biomasse e trasporti, attività da realizzare sul Bacino padano e in sede locale; uso del metodo predittivo, cioè attuare le misure prima degli sforamenti sulla base di modelli meteo; integrazione del Piano con tutte le politiche settoriali e gli altri piani strategici (agenda 2030, acqua, rifiuti, energia, etc.). Durante il percorso di Vas, inoltre, verrà stimata la riduzione di Co2 equivalente associata alle misure del PAIR 2030, dato che sarà inserito nel “Percorso verso la neutralità carbonica prima del 2050”.

QUALITÀ DELL’ARIA E AZIONI ATTUATE. Le Pm 10, al max 50 microgrammi per metro cubo, non dovevano essere oltre 35 l’anno: nel 2022 ci sono stati superamenti in 12 stazioni nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini. Il 2015 e il 2017 sono gli anni in cui le condizioni meteorologiche sono state particolarmente sfavorevoli alla qualità dell’aria, a causa di alta pressione, scarsità di pioggia e ventilazione. “Comunque – ha annunciato Priolo – siamo pronti a una commissione sulla siccità”. I settori che incidono di più sono l’agricoltura, con il 33%, seguita da traffico, con il 27%, il riscaldamento a legna, con il 18%, l’industria, col 9%, altro traffico (aereo, mezzi marittimi e mezzi agricoli) col 6%, il riscaldamento non a legna con meno del 5%. I dati su NO2 (biossido di azoto) “sono il nostro Inno alla gioia” ha detto la titolare dell’Ambiente: il valore limite annuale (40 μg/m3) è stato rispettato nel 2020 (effetto lockdown) e nel 2022 dove valore limite orario (200 μg/m3) è stato rispettato in tutte le stazioni. Molto bene” anche le PM 2.5, di cui dal 2018 non viene più superato il valore limite annuale (25 μg/m3).

L’andamento dell’ozono si mostra pressoché stazionario nell’ultimo decennio, con fluttuazioni dovute alla variabilità meteorologica della stagione estiva. L’Annus horribilis, per la popolazione, è stato il 2017. Nel 2020, nonostante il blocco del traffico dovuto al Covid, i superamenti sono stati alti.

APPLICAZIONE DEL PAIR. Dai 33 comuni del Piano 2020 si sale ai 207 del 2030, “ed è la novità più importante. Lavoriamo a livello di Bacino padano, passando da 2,3 milioni di cittadini a 4”.

COMPONENTI REGIONALE EMISSIONI: Il 56% del biossido di azoto (di cui il 93% proviene da diesel) deriva dal trasporto su strada, seguito da altri inquinanti come la Pm10 (impianti domestici riscaldamento a biomassa e trasporti). Le Pm 2.5 sono prodotte principalmente da impianti domestici, mentre il biossido di zolfo da combustione industriale. Il 70% dell’inquinamento proviene dal settore secondario: agricoltura allevamenti, mentre quello primario da produzione di energia, riscaldamento e riscaldamento a legna. Nella città metropolitana il traffico incide per il 31%, gli allevamenti per il 30 e il riscaldamento legna per il 25.

Priolo ha ricordato il percorso di partecipazione e l’indagine sulla percezione della qualità dell’aria con 4400 cittadini coinvolti, che si sono detti molto preoccupati: Il 48% è attivo e disponibile a cambiare, mentre il 26% non intende modificare lo stile di vita e un 26% va incentivato con campagne di comunicazione. A livello di Bacino padano servono azioni sinergiche tra le Regioni per limitare la circolazione, sull’uso delle biomasse a basso impatto e su agricoltura e zootecnia.

AMBITO URBANO E AREE DI PIANURA: LE AZIONI

Controlli sulle limitazioni alla circolazione e Move-In. E tra le Limitazioni spicca la scomparsa della deroga di accompagnare bambino a scuola. Il Trasporto pubblico prevede nuovi bus e serviuzi potenziati: 2000 nuovi autobus (per dismissione veicoli almeno < euro 3 nelle aree urbane) al 2030; + 10% passeggeri su TPL gomma al 2030 rispetto a obiettivo PRIT 2025 (che prevede già + 10% rispetto a 2014). Inoltre, dal 2024 offerta ferroviaria a zero emissioni con: agevolazioni per abbonamenti treno+bici (Mi muovo bici in treno); potenziamento offerta estiva (Bologna-Ravenna-Rimini); sviluppo SFM previsto nel PUMS Città metropolitana Bologna

Con + 20% passeggeri su ferro al 2030 rispetto al target del PRIT 2025 (che già prevede +50% rispetto al 2014); integrazione tariffaria e abbonamenti con al conferma delle iniziative Salta su, Mi muovo anche in città, Mi muovo tutto treno.

MOBILITA’ ELETTRICA Potenziamento della rete pubblica con punti di ricarica per i veicoli elettrici nelle città; bando merci di 6 milioni. Incentivazione del trasporto ferroviario di merci per trasferire quote di traffico dalla modalità stradale alla modalità ferroviaria. circa 4.8 mln tonnellate di merci da strade a treno, equivalenti a 173mila veicoli pesanti diesel euro 5 da 28 tonnellate; rendere più sostenibili tutti i processi industriali e logistici interni ed esterni agli insediamenti produttivi logistici all’interno del perimetro della ZLS E-R. Sarà finanziata anche logistica a corto raggio in ambito urbano (cargo bike).

RISCALDAMENTO DOMESTICO Divieto assoluto di qualsiasi tipologia di combustione all’aperto a scopo intrattenimento (ad es. falò rituali legati a tradizioni o fuochi d’artificio) nel periodo 1° ottobre – 31 marzo: sono concessi due eventi l’anno.

Una novità strutturale sarà il limite di 19 gradi in casa ufficio, luoghi di ricreazione, associazioni, luoghi di culto (esclusi ospedali e case di cura). I gradi saranno 17 nel commercio e nell’industria, “con un risparmio di inquinamento e di energia”.

Priolo ha sottolineato che “le risorse per il bando stufe ci sono e i fondi regionali rifinanzieranno i bandi 2024. Dal 2025, il finanziamento riguarderà solo la sostituzione tra biomassa legnosa e pompa di calore”. Il bando per la sostituzione con impianti a 5 stelle è da 11,5 milioni e oggi ne sono stati spesi solo 3 milioni (“i soldi ci sono ha evidenziato Priolo”). A febbraio di quest’anno le domande liquidate o in istruttoria sono 973, quelle impegnate e liquidate 737.

AGRICOLTURA E ATTIVITA’ PRODUTTIVE Gli spandimenti dei reflui dovranno avvenire entro le 12 ore dallo stoccaggio e non più entro le 24. Si finanziano la copertura vasche e si introducono i lagoni (divieto sarà dal 2030). Una novità riguarda i fertilizzanti a base di urea: andranno incorporati insieme allo spandimento o comunque entro le 24 ore successive. Per contenere, inoltre, le emissioni di ammoniaca per i nuovi allevamenti soggetti ad autorizzazione integrata ambientale (suinicolo e avicolo), e ad autorizzazione unica ambientale (ove prevista per altri allevamenti) le autorizzazioni dispongono l’obbligo di iniezione liquami e l’adozione delle BAT più prestanti tra quelle applicabili ad ogni singola altra fase dell’allevamento. C’è poi il divieto abbruciamento dei residui vegetali dal 1° ottobre al 31 marzo, anche per le superfici investite a riso.

Biogas e biometano: Promozione di sistemi di upgrading in impianti a biogas per favorire l’uso del biometano; possibilità dal PNRR, con 1.92 mld € a livello nazionale, possibili effetti a livello regionale.

COSTI EVITATI E VITA PIU’ LUNGA Si eviteranno costi, secondo una stima, i danni ambientali generati dall’inquinamento atmosferico a: salute (mortalità e morbidità); materiali da costruzione (invecchiamento precoce dei materiali); colture e foreste (perdita delle colture e degli ecosistemi). La stima è di circa 643 milioni € di costi evitati grazie alle riduzioni emissive previste, di cui 637.5 milioni € solo per gli aspetti sanitari. Si allunga l’aspettativa di vita di 2,74 mesi.

INVESTIMENTI Saranno 1544 milioni, di cui 63 nel primo triennio di attuazione, “cifre che incrementabili – ha aggiunto l’assessora – con altre fonti di finanziamento, la cui programmazione deve, però, essere ancora fatta. Questo Piano parte con gambe robuste”.

(Gianfranco Salvatori)

sabato 8 settembre 2018

Caminetti, nessun divieto nei Comuni montani e quando sono il solo impianto di riscaldamento

Mai stati a rischio pizzerie e ristoranti. Dal 1^ ottobre limitazioni per quelli di vecchia generazione nelle aree al di sotto dei 300 metri e solo nelle case con termosifoni

Marco segnala:


Pellet, camino, stufaNessuna limitazione o divieto d’uso dei caminetti tradizionali, delle stufe o “caldaiette” quando costituiscono il solo impianto di riscaldamento dell’abitazione o dei locali interessati. Quindi, se in casa non ci sono termosifoni o altri tipi di impianti di riscaldamento, i caminetti possono essere accesi e utilizzati.
Allo stesso modo, nessun divieto su utilizzi che non siano esclusivamente per riscaldamento domestico. Piena libertà di accensione e utilizzo, quindi, per cucinare cibi o per fini commerciali in tutto il territorio regionale, senza alcun rischio di spegnimento per pizzerie, ristoranti, ecc.  
Infine, utilizzo libero per gli impianti a biomassa (legna o pellet) di classe 2 stelle o superiore (la classe di appartenenza è indicata nella documentazione fornita dal costruttore e consegnata all’acquisto), nei quali rientra la stragrande maggioranza di quelli recenti o di nuova installazione come quelli acquistati con il contributo del Conto termico nazionale, che incentiva interventi per l'incremento dell'efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.
Dal 1^ ottobre 2018, e per il periodo autunno-inverno, fino al 31 marzo 2019, si confermano pertanto le restrizioni già in vigore nel 2017 per i camini aperti tradizionali (senza sportello a chiusura della sede di fiamma) e le “caldaiette” con efficienza energetica inferiore al 75%, ossia quelle meno efficienti e più inquinanti, di classe “1 stella”. Il divieto riguarda però solo le abitazioni dotate di sistemi alternativi di riscaldamento (ad esempio i termosifoni), nelle aree situate sotto i 300 metri di altitudine. Sono comunque esclusi i Comuni montani per il loro intero territorio.

L’accordo con le Regioni del bacino padano

L’obiettivo comune alle quattro Regioni è quello di ridurre progressivamente l’utilizzo dei vecchi caminetti, altamente inquinanti. Per questo, dal 1^ ottobre 2018 si possono installare solo impianti di classe 3 o superiore e dal 1^ gennaio 2020 si potranno installare solo impianti di classe 4 o superiore.
Una transizione necessaria. Il caminetto aperto di vecchia generazione è infatti una importante fonte di inquinamento. In Emilia-Romagna oltre il 50% delle emissioni di Pm10 è dovuto al riscaldamento domestico a biomassa. Le emissioni di un camino aperto tradizionale sono stimate in 2.880 tonnellate di Pm10 all’anno e quelle di una stufa a legna di 1.228, a fronte delle 17 tonnellate all’anno degli impianti a metano (dati 2013 Inventario emissioni di Arpae).

Le misure del Piano aria integrato regionale

In totale, sono 94 le azioni messe in campo dalla Regione per la qualità dell’aria con il Pair 2020, per un investimento complessivo di 300 milioni di euro: 67 milioni per l’efficienza energetica delle attività produttive; 53 milioni per la riduzione delle emissioni in agricoltura; 14 milioni per la mobilità sostenibile; 160 milioni (50% cofinanziati dalle Aziende di trasporto pubblico locale) per la sostituzione di 600 vecchi autobus. 

venerdì 29 dicembre 2017

Termosifoni, scattano le sanzioni per chi non ha messo i contacalorie

Multe fino a 2.500 euro da gennaio se gli impianti non sono aggiornati


Un lettore invia:

Un termosifone con la valvola
termostatica e il ripartitore di calore
Termosifoni e valvole termostatiche: è arrivato il momento delle sanzioni. Da gennaio chi non è riuscito ad adeguarsi in tempo, rispetto all’obbligo di installare un dispositivo per la contabilizzazione del calore negli appartamenti a riscaldamento centralizzato, rischia dai 500 ai 2.500 euro di multa. Dopo un ritardo di oltre cinque anni rispetto alla direttiva europea per l’efficienza energetica, recepita in Italia solo nel 2014 con il decreto legislativo 102/2014, e a un anno dalla deadline fissata per l’Emilia-Romagna al 31 dicembre 2016, la Regione ha deciso di procedere alla fase di ispezione e sanzione.
La decisione di mantenere la prima scadenza e di non posticiparla (con il decreto Milleproroghe) al 30 giugno 2017 risale allo scorso gennaio. Da allora però nessuna sanzione è stata elevata: da giugno infatti è stato attivato un sistema di verifica periodica, ma solo a campione, degli impianti termici, che prevede anche il controllo dei sistemi di termoregolazione se imposti per legge. «Una modalità di verifica — spiegano dalla Regione — realizzata dagli stessi manutentori, che sono tenuti a segnalarne l’avvenuta installazione. Ad oggi nessuna sanzione è stata pertanto finora irrogata».
Fra qualche giorno, oltre alle attività di accertamento compiute a campione dalle imprese di manutenzione, si aggiungeranno anche le operazioni di ispezione mirata, che saranno attuate da tecnici certificati dalla Regione, come previsto dal nuovo regolamento approvato lo scorso aprile. Secondo l’articolo 18 del regolamento: «Entro il 30 dicembre di ogni anno, l’Organismo di accreditamento e ispezione definisce un programma delle ispezioni da effettuare nel corso dell’anno successivo (quindi nel 2018, ndr) sugli impianti termici registrati nel Catasto regionale degli impianti termici dell’Emilia-Romagna (Criter)». Il tempo per adeguarsi, però, considerando che la scadenza era fissata a fine 2016, c’è stato. Per tutto il 2017, quando l’estate scorsa solo su Bologna mancavano all’appello più della metà dei condomini da mettere in regola, le aziende hanno lavorato a pieno ritmo, sperando in una proroga che non è mai arrivata, così come non sono mai arrivate le sanzioni.
«Era impossibile riuscire ad adeguare tutti per fine 2016: ci volevano dei tempi tecnici — spiega Gabriele Roberto, titolare di Contabilizzazione Bologna — e i fornitori faticavano a trovare i pezzi che ci servivano. Ora però stiamo esaurendo gli ultimi ordini». Giusto in tempo per le sanzioni amministrative previste dalle legge regionale n.26 del 2004 che gli ispettori potranno applicare fra qualche giorno a ciascun proprietario dell’immobile che non è riuscito, o non ha voluto, mettersi in regola.

venerdì 30 dicembre 2016

Riscaldamento: per le termovalvole la proroga è a giugno.

Richiesto:

Termovalvole prorogate a giugno 2017. I condomini guadagnano sei mesi di tempo per risultare adempienti all’obbligo di inserire sui caloriferi le valvole di calore. E non solo. Arriva anche la proroga per le concessione del commercio su aree pubbliche. È quanto prevede il decreto Milleproroghe approvato dal consiglio dei ministri di ieri, che dispone slittamenti pure in materia di ambiente, cultura ed enti locali. Il provvedimento dovrebbe approdare oggi in Gazzetta Ufficiale, con entrata in vigore immediata. Uno slittamento, quello delle concessioni pubbliche, quadriennale a sorpresa tanto da essere definito un fulmine a ciel sereno per il settore da Maurizio Innocenti, presidente di Anva, l’associazione Confesercenti del commercio su aree pubbliche, mentre è stata accolta con sollievo dal Movimento 5 stelle. Inoltre i precari della p.a. in salvo per il 2017. Sono circa 40 mila i lavoratori a tempo determinato e i collaboratori delle amministrazioni pubbliche che saranno confermati anche per il prossimo anno. Anno in cui resteranno valide pure tutte le graduatorie dei concorsi, che recano circa 4.500 vincitori in attesa di chiamata e oltre 150 mila riconosciuti idonei.

giovedì 30 ottobre 2014

Sasso Marconi. Le scuole elementari di Fontana sono rimaste al freddo.



Primaria di Fontana

Non era una prova di evacuazione per una emergenza  simulata, era una vera emergenza quella che ha visto due giorni fa gli alunni della scuola elementare di Fontana raggiungere la strada comunale in un ordinato, ma efficace abbandono della loro scuola. Dopo uno scoppio generato dal malfunzionamento della caldaia del riscaldamento l’uscita dalle classi è stata ritenuta necessaria e i bambini hanno potuto mettere in pratica con diligenza le prove effettuate negli anni scorsi.

Allo scoppio sono seguite le fiamme per cui è stato necessario anche l’intervento dei Vigili del Fuoco  che hanno messo in sicurezza le apparecchiature in modo tale da non essere  causa di nuove disfunzioni, chiudendo l’erogazione del combustibile. Ciò ha costretto gli alunni, una volta rientrati in classe, di usufruire solo del calore già presente in classe prima dello scoppio e del tepore che il sole della tarda mattinata assicurava.

Il giorno dopo non si era ancora potuto riparare il guasto e il riscaldamento non ha funzionato ma le lezioni hanno avuto luogo ugualmente.

venerdì 2 maggio 2014

Sasso Marconi: accesi fino al 10 maggio i riscaldamenti.



I sassesi potranno combattere il freddo inatteso delle ultime ore con l’utilizzo del riscaldamento domestico. La giunta comunale infatti ha disposto la possibilità di accendere i riscaldamenti in deroga alle disposizione che prevedeva lo spegnimento già da diversi giorni. I bruciatori potranno continuare ad operare fino al prossimo 10 maggio, quando si prevede che le temperature ritorneranno ai livelli consueti del periodo .