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sabato 6 dicembre 2025

A Scola è tornato il tradizionale presepe lungo le vie del Borgo

 Nuove statue e un rinnovato allestimento firmato Marchi e Bressan



L’Associazione SCULCA informa:

Da oggi,  6 dicembre,  all’11 gennaio sarà nuovamente visitabile il tradizionale presepe allestito lungo le vie del Borgo, realizzato dagli scultori vergatesi Alfredo Marchi e Gianfranco Bressan. Una tradizione ormai consolidata che ogni anno richiama residenti e visitatori, trasformando il centro storico in un suggestivo percorso artistico e spirituale.

L’edizione di quest’anno presenta diverse novità: alcune nuove statue arricchiranno il percorso, mentre altre troveranno una collocazione differente rispetto al passato, seguendo le indicazioni stilistiche e narrative dello scultore Alfredo Marchi, che ha curato l’intero impianto scenografico.

Accanto al presepe a cielo aperto, nella sala mostra saranno esposti alcuni originali presepi artistici realizzati da Marchi e dall’artista Giovanni degli Esposti, opere uniche che valorizzano materiali, tradizione e creatività locale.

L’inaugurazione ufficiale è in programma per oggi, sabato 6 dicembre alle 16, con un buffet aperto al pubblico. Tutta la cittadinanza a partecipare a questo momento di apertura, che segna l’avvio delle iniziative natalizie nel Borgo. Vi aspettiamo per condividere insieme la magia del Natale. 

In basso una brochure dedicata ai principali presepi dell’Appennino, un vero e proprio itinerario culturale per scoprire non solo le diverse rappresentazioni della Natività, ma anche le bellezze del territorio.





giovedì 8 dicembre 2022

Il presepe di Rioveggio è in sasso

E' composto da 500 ciottoli sapientemente dipinti. Oggi, giovedì 8 dicembre, alle 10.30, l'inaugurazione presso l'ex scuola di via Val di Sambro. 




lunedì 5 dicembre 2022

Natale a La Scola con il presepe artistico

 I Re Magi sono già in viaggio


di Silvia Rossi

 

E’ stato inaugurato ieri  il tradizionale e artistico presepe di Scola alla presenza del Sindaco del Comune di Grizzana Morandi, Franco Rubini.

Il presepe da ormai 7 anni caratterizza le festività natalizie del bel borgo medievale di La Scola e richiama ogni anno un sempre maggiore numero di visitatori. 

Si tratta di un presepe realizzato in legno povero dagli scultori vergatesi Alfredo Marchi e Renzo Bressan circa 30 anni fa ed è costituito da numerose figure ad altezza naturale collocate nelle stradine e tra le case in sasso lungo un percorso che guida fino al grande cipresso plurisecolare che identifica il borgo, alla base del quale si trova la Sacra Famiglia.

Il presepe sarà visitabile sino all'8 gennaio p.v. e sarà illuminato durante i fine settimana e nei giorni festivi.

Anche quest'anno è stato realizzato un opuscolo sul presepe e sulle sue particolarità.









venerdì 17 dicembre 2021

Il Presepe della Curia ha una nuova statuina, quella dell’imprenditore tecnologico e resiliente

 Consegnata al Cardinale Zuppi da Coldiretti e Confartigianato

Imprenditore tecnologico e resiliente


L’imprenditore che usa la tecnologia, testimone della centralità dell’impresa che affronta nuove sfide per la crescita economica e sociale del Paese, è la statuina per il Presepe 2021 promossa dalla Fondazione Symbola, Confartigianato e Coldiretti nell’ambito del Manifesto di Assisi.

La statuina è stata consegnata questa mattina a S. E.  Cardinale Matteo Maria Zuppi dai vertici di Coldiretti Bologna e Confartigianato provinciale.


Obiettivo dell’iniziativa  è  diffondere la straordinaria attualità e forza della narrazione gentile insita nel Presepe e aggiungere ogni anno figure che parlino del presente ma anche del futuro.

L’anno scorso fu un’infermiera a ricordare il debito che ci lega in tempo di Covid a tutti coloro che operano nella sanità.

Quest’anno è l’imprenditore che ha affrontato le difficoltà della pandemia per continuare a garantire servizi e prodotti ai cittadini nonostante le limitazioni e i lockdown.

“L’agroalimentare italiano è uscito dalla crisi generata dalla pandemia Covid più forte di prima grazie ad un esercito di quasi un milione di agricoltori e allevatori che non hanno mai smesso di lavorare per garantire le forniture alimentari ai cittadini anche con iniziative di sostegno sociale e di straordinaria solidarietà che l’agricoltura moderna è oggi in grado di offrire nonostante le difficoltà determinate dall’emergenza” – ha spiegato la Presidente di Coldiretti Bologna, Valentina Borghi. “Si tratta di un risultato reso possibile dalla capacità degli imprenditori agricoli di coniugare tradizione e innovazione facendo delle nostre campagne le più green d’Europa,  anche grazie agli investimenti in tecnologia per combattere i cambiamenti climatici, salvare l’ambiente e aumentare la sostenibilità delle produzioni”.


mercoledì 8 dicembre 2021

Il Borgo di Scola ripresenta il suo Presepe

 

Anche quest’anno Scola di Grizzana Morandi si veste dell’atmosfera natalizia e invita all’inaugurazione del tradizionale presepe allestito lungo le vie del Borgo Medievale, sabato prossimo, 11 dicembre, alle 15.30.

L’installazione è costituita da figure realizzate in legno dagli artisti Alfredo Marchi e  Renzo Bressan, ora arricchito di 2 nuove statue. Nella sala mostra inoltre si potrà ammirare il presepe in fil di ferro  di Giovanni Degli Esposti.

Il presepe resterà allestito per tutto il periodo natalizio.


lunedì 15 novembre 2021

Cari artigiani ‘fai da te’, fate un po’ anche per il presepe parrocchiale

 



Il parroco di Sasso Marconi vuole celebrare il prossimo Natale con un grande ‘Presepe’  allestito nel Santuario rinnovato, per la gioia dei bambini e per una condivisione generale. Ma un grande Presepe ha bisogna di ‘artigiani’ e ‘fantasia’, per cui la Parrocchia  ha chiesto la collaborazione di quanti vogliono dare una mano e ha lanciato un invito in cui  si legge:

In occasione del prossimo Natale , don Paolo desidera allestire in S. Pietro un bel presepe artistico per la gioia di tutti i bambini e per la comunità. E’ necessario però l’impegno di alcune persone (falegname, elettricista, sarta…). Chi pensa di poter contribuire, può comunicare la propria disponibilità contattando la segreteria o don Paolo stesso. Grazie.

 

Segreteria delle Parrocchie.

mail: chiesesasso@gmail.com

Tel: 051.5063210 – dal lunedì al venerdì ore 9-12 e 15-18.


martedì 24 dicembre 2019

Marzabotto conferma la predilezione per il presepe.

A Panico, presepe vivente la vigilia di Natale. A Sibano 'diffusione di presepi' in tutto il caseggiato.

Riceviamo:

Tutto pronto per la nona edizione del Presepe vivente di Panico prevista per il pomeriggio di oggi,  vigilia di Natale, dalle 18,30 in poi, presso la chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Panico a Marzabotto.

I protagonisti sono quelli tradizionali del presepe: oltre alla capanna con Gesù, Maria e Giuseppe infatti ci saranno i Re Magi e tutti personaggi più tipici, dalle lavandaie al fabbro, dal falegname al cuoco che prepara le castagne.

Durante il giro i visitatori avranno modo di fare tanti piccoli assaggi nelle botteghe di una Betlemme trasportata sull’Appennino bolognese, in un’atmosfera di pace, speranza e vita nuova. Da alcuni anni poi alla manifestazione partecipano anche alcuni ragazzi richiedenti asilo ospitati nella vicina Lama di Reno.

Anche a Sibano torna a vivere la magia dei presepi, che nel caso di questa frazione sono diffusi lungo le strade, nei giardini e nelle piazzette. Sono visitabili liberamente, anche se nel giorno di Santo Stefano i volontari offriranno nel centro civico una cioccolata in tazza a tutti i visitatori.


domenica 8 dicembre 2019

I presepi di Scola risplendono

Il Borgo medievale di La Scola si è oggi ufficialmente rivestito del Natale con l'inaugurazione del presepe di legno lungo le vie acciottolate del caseggiato. Il presepe è quest'anno illuminato, così che all'imbrunire si può gustare la suggestiva atmosfera natalizia offerta da questo angolo meraviglioso dell'Appennino.

Il presepe è opera degli scultori Alfredo Marchi e Renzo Bressan e già l’anno scorso ha ottenuto la menzione speciale del premio per i presepi organizzato da Il Resto del Carlino.
Nella sala dell’Associazione Sculca è stato inoltre allestito un percorso presepiale con una decina di opere di Alfredo Marchi che si intitola "Meditazioni sulla Natività" e sarà visitabile nei fine settimana e nei giorni festivi dalle 15.30 alle 18, negli altri giorni ed orari previo appuntamento. 
In occasione dell'inaugurazione di oggi è stato presentato anche il secondo volume sul “Natale a Scola” realizzato in collaborazione con l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, un catalogo delle opere di Marchi, caratterizzate da richiami quanto mai attuali come quelli all’accoglienza dei migranti, accompagnati da brani del Vangelo o poesie dello stesso artista.

Erano presenti, oltre all'artista Alfredo Marchi ( nella foto) , la presidente dell'Associazione La Sculca, Silvia Rossi, la consigliera comunale di Grizzana Morandi, Giulia Testoni e per la Regione Emila Romagna, Luca Molinari. 






mercoledì 26 dicembre 2018

Presepio sì, presepio no ?

Seguendo la linea di questo blog che ospita articoli di ogni opinione, purchè espressi con linguaggio consono e senza offese, si pubblica il comunicato-articolo sul Presepe richiesto da Vincenzo  Tondolo ( nella foto) , pur non condividendolo:

IL PRESEPIO È IL BAOBAB DI ROMA  

Negli spazi pubblici delle nostre città si moltiplicano in questi giorni i presepi. Nella mia Firenze, il presidente del consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani (Pd), ne ha fatto realizzare una mostra nella sede del Consiglio, e ha teorizzato: “Con la mostra dei presepi in Consiglio regionale lanciamo un messaggio politico istituzionale, perché il presepe è al centro della nostra tradizione e deve caratterizzare gli spazi pubblici”. D’altra parte, l’esempio viene dal vertice della Repubblica: il 12 dicembre il presidente Sergio Mattarella ha inaugurato al Quirinale, la casa di tutti gli italiani, un grandioso presepe materano. E durante il discorso alla nazione del 2015, alle spalle di Mattarella era stato disposto a favore di telecamera un presepe napoletano sotto una campana di vetro.
Ebbene, sia come cittadino di uno Stato laico sia come cristiano credente e praticante credo sia un errore grave. Naturalmente nella propria casa ognuno si comporterà come crede, e molti non credenti sceglieranno magari di farlo, il presepe: per celebrare la propria umanità attraverso un segno carico di significati connessi alla storia familiare e all’infanzia, come spiega con grazia ed erudizione Maurizio Bettini nel suo delizioso Il Presepio. Antropologia e storia della cultura, appena uscito da Einaudi. Ma gli spazi pubblici, le parole e i gesti dei responsabili delle istituzioni e soprattutto le scuole (le scuole, dove si diventa cittadini della Repubblica) sono un’altra cosa: dove di sacro c’è la laicità dello Stato, delle sue sedi, dei suoi rappresentanti. L’ultima discussione dell’assemblea Costituente (sotto Natale: il 22 dicembre 1947) riguardò l’opportunità di menzionare Dio nella Costituzione. Ma nemmeno il cattolicissimo Giorgio La Pira, che aveva avanzato quella proposta e poi la ritirò con encomiabile senso dello Stato, pensava a una formula cristiana: “L’importante è di non fare una specifica affermazione di fede, come è nella Costituzione irlandese: ‘In nome della Santissima Trinità’”.
Oggi non solo il discorso pubblico è lontano anni luce da quella grazia, ma il presepe e il crocifisso vengono branditi come simboli identitari – simboli “italiani”, che dunque devono venire “prima” – da seminatori di paura e d’odio. Matteo Salvini pochi giorni fa ha dichiarato: “Chi tiene Gesù Bambino fuori della porta della classe, non è un educatore”. Ecco il punto: il ricatto politico, la strumentalizzazione bieca, il ribaltamento di ogni più elementare evidenza. Come si fa a educare mancando di rispetto ai bambini che si vorrebbero educare? Qualche anno fa, un meraviglioso ristoratore fiorentino fece rimuovere i suoi mirabili prosciutti dal soffitto dalla stanza in cui un suo amico ebreo avrebbe festeggiato la sua laurea: senza che nessuno glielo chiedesse, come atto di accoglienza, rispetto e amore verso chi considera il maiale un animale impuro. Sono gli stessi altissimi moventi che dovrebbero indurci a togliere ogni simbolo religioso dai luoghi che appartengono anche agli italiani non cristiani: che non sono ospiti, ma padroni di casa quanto lo sono i cristiani. Fin qua gli elementari rudimenti di una laicità mai imparata a praticare e ad amare.
Ma per un cristiano c’è dell’altro. Quando don Lorenzo Milani toglieva il crocifisso dall’aula in cui faceva lezione, spiegava: “Se uno mi vede eliminare un crocifisso non mi darà dell’eretico, ma si porrà piuttosto la domanda affettuosa del come questo atto debba essere cattolicissimamente interpretato perché da un cattolico è posto” (1953). Quando il Consiglio di Stato francese ha detto che l’esposizione del presepe in luoghi civici non lede la laicità dello Stato (2016), l’ha motivato constatando che non si tratta di un simbolo religioso, ma di un puro arredo tradizionale. Parole che ricordando quelle con cui la Conferenza episcopale italiana difese a spada tratta l’esposizione nelle aule del crocifisso, definito dai vescovi “non solo simbolo religioso, ma anche segno culturale” e “parte del patrimonio storico del popolo italiano”. Davvero il Dio fattosi carne, debolezza e povertà per vivere e morire con gli uomini si può ridurre a un segno culturale e identitario, tra il made in Italy e la pizza? E come si può degradare la scandalosa follia d’amore universale della Croce a valori come cultura, storia e identità di un singolo popolo?
Francesco d'Assisi inventa il presepe a Greccio, nella notte di Natale del 1223: e, come ha argomentato Chiara Frugoni, la creazione di una nuova Betlemme in Italia equivaleva ad una presa di distanza dalle crociate per “liberare” la vera Betlemme. Il presepe nasce come programma di pace, apertura e amore che nega alla radice l’idea che un’identità religiosa possa essere usata per definire un “noi” contro gli “altri”.
Salvini che brandisce il presepe come strumento di odio è una bestemmia. Un italiano che creda al Vangelo e nella Costituzione non può che far sue le parole del Baobab di Roma, luogo di accoglienza per migranti che vagano in cerca di un albergo proprio come la Sacra Famiglia nella notte di Betlemme. Pochi giorni fa, Baobab ha raccontato l’incontro con 5 migranti: “Due donne in attesa, una al sesto mese. Avvolti nelle coperte che siamo riusciti a recuperare, riescono a raccontarci qualcosa della loro vita. Sul pavimento freddo, ghiacciato della stazione Tiburtina queste 5 anime hanno voluto raccontarci, felici, che ce l’hanno fatta. Noi non facciamo il Presepe, noi siamo il presepe”.
TOMASO MONTANARI 
e senza entrare nel merito.

venerdì 21 dicembre 2018

Sasso Marconi. Iano invita a visitare il suo Presepe

Immagine di repertorio del presepe di Iano
Riceviamo:


Tra le simboliche rappresentazioni del Natale realizzate a Sasso Marconi, c’è anche il presepe allestito nel borgo di Iano
Nella chiesetta intitolata a San Leo, si può infatti osservare la rappresentazione della Natività allestita dagli abitanti del borgo utilizzando antiche statue di cartapesta, muschio, legna, sassi e altri materiali raccolti nei boschi di Iano.

La prima occasione per visitare la sacra rappresentazione si avrà domani, sabato 22 dicembre  (alle 14 è prevista la benedizione del presepe da parte del parroco don Gian Luca Busi). 
La chiesa di San Leo sarà poi aperta nelle giornate del 23 - 24 - 26 - 30 - 31 dicembre e 1  gennaio, dalle ore 10 alle 17, e nelle giornate di Natale e dell'Epifania dalle 15 alle 18.
Durante le festività natalizie sarà possibile visitare il presepe anche al di fuori dei momenti di apertura della chiesa, contattando il n. 347-1331533.






mercoledì 19 dicembre 2018

Il Presepe non si tocca....

Spazio autogestito concesso a Forza Italia di Marzabotto


di Morris Battistini

Lettera ad Aziz, nome immaginario di un ospite a Marzabotto.
La lettera vuole precisare che vogliamo bene a tutti, a patto che non vengano usurpati i nostri usi e costumi, le nostre tradizioni.
Vogliamo far sì che l'Italia sia un paese libero e ospitale senza però rinnegare nulla di ciò che oggi ci ha reso il paese che siamo.
Un immigrato che viene in Italia, lavora, produce, si crea una famiglia e paga regolarmente le tasse, è 'mio fratello', ma per il resto non ci sto, e glielo dico. Ecco perchè indirizziamo ad Aziz questa nostra considerazione in occasione del Santo Natale.


La lettera dal titolo 'BUON NATALE, AZIZ'


Scusa Aziz, leggo in giro che ti darebbe fastidio il Presepe perchè non sei cristiano.
Immagino di aver capito male, perchè se le cose stessero così sono costretto a dirti un paio di cose. 
A partire da una, e spero non me ne vorrai. 
A che titolo pretendi di cambiare le Tradizioni che ci sono state tramandate dai nostri Padri e che noi vogliamo tramandare ai nostri Figli?
Perché vedi, non è questione di essere cristiano o cattolico, svedese o magrebino. Se tu sei buddista, ateo o altro a me non interessa. Semplicemente non devi toccare la mia identità.

Sei scappato dalla tua terra, che quindi tanto ospitale non doveva essere e tanti diritti non doveva assicurarti, per venire in Italia a insegnarci cosa sono diritti e civiltà?
Dici che dobbiamo favorire l'integrazione?
Aziz, vediamo di capirci. Integrazione per me significa che tu devi integrarti, non io. 
Perché se io vado in Arabia o in Iran a festeggiare il Natale lo sai che mi capita? Si che lo sai... 
Quindi, se non ti piace il Presepe, non farlo, ma non pretendere che io smetta di farlo perchè ti offenderebbe. Anzi, se vogliamo dirla tutta è a me che offende la tua 'offesa'. E se non ti piace il Natale, è un problema tuo, che devi cercare di risolvere. 
Ma di certo ho capito male io.
Forse sono stati i soliti sinistrati a dirlo, magari per far sbarcare qualche altro clandestino e poi specularci sopra.
Ma se pensi che i tuoi amici, quelli che ti hanno insegnato a rivendicare diritti senza rispettare alcun dovere, possano aver ragione, hai sbagliato. E di grosso. 
Li conosciamo quelli. 
Oggi tolgono il Presepe, domani il Crocifisso, poi il Natale, dopo i Campanili, poi le Chiese...
Tutte cose a cui noi teniamo. Perché se anche non sei cattolico, tutto ciò fa parte della nostra cultura e noi ci teniamo. Non vogliamo imporre nulla, ma neanche sentirci dire come dobbiamo comportarci a casa nostra.
Insomma, gli Italiani non vogliono discriminare, ma neppure vogliono essere discriminati. 
Sono stato troppo duro, Aziz? Dici che sono razzista? 
No, Aziz, non ci crediamo più all'anatema del razzismo. Non è un problema di pelle o di razza. 
Semplicemente sono Italiano, amo la mia Patria e cerco di essere leale, nei confronti della mia gente e anche nei tuoi, in effetti. E' meglio che tu venendo qui sappia come la pensiamo, piuttosto che scoprirlo dopo. 

martedì 2 gennaio 2018

Il presepe di pane è un'idea della parrocchia di San Biagio.


Segnalato da Ivana e da Silvia di Borgonuovo abbiamo visitato il presepe di San Biagio a Casalecchio di Reno e siamo rimasti particolarmente colpiti dall'originalità della creazione e dalla complessità della scena rappresentata. Si tratta di una ampia versione della Natività interamente realizzata in pane e pasta. “ E' un presepe ben costruito e strutturato, che emana profumo di pane e richiama ad una profonda simbologia legata al pane ed al grano, ” scrivono Ivana e Silvia. Simbologia che sottolinea anche il parroco don Sanzio il quale con compiacimento ne indica le particolarità: le pareti delle casette sono ottenute con una sfoglia tradizionale, la catena del pozzo è fatta con la gramigna, le strade selciate con i chicchi di grano e c'è persino il 'tifoso del Bologna' fatto con la pasta di pane, il cui vestito è colorato ovviamente in rosso-blu. E' stato un bambino a chiedere l'inserimento del 'falso storico' e naturalmente è stato accontentato. Il lavoro ha visto all'opera i parrocchiani Francesco, chef che insegna cucina all'Istituto alberghiero di Casalecchio, Luigi, Giuliano e Roberta, con la collaborazione di tanti volontari, tra cui numerosi bambini. Ai bambini è stato affidato principalmente il compito di plasmare con la pasta le statuette degli animali, il cammello, il bue , l'asinello e le pecore. Così tutta la comunità di San Biagio ha sentito più suo il Natale nella chiesa della parrocchia.






















Don Sanzio e Francesco

Il tifoso rosso-blu