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domenica 1 maggio 2016

Report morti sul lavoro nei primi 4 mesi del 2016.




Carlo Soricelli, curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ( http://cadutisullavoro.blogspot.it ) , riporta: “ Calo irrisorio delle morti sul lavoro nei primi 4 mesi del 2016. Aumento dell'7,8% nel 2015 rispetto al 2008”

Calo  irrisorio delle morti sui luoghi di lavoro nei primi 4 mesi del 2016 rispetto al 30 aprile del 2015, sono 192 (oltre 400 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere) Erano sui luoghi di lavoro 194 il 30 aprile 2015 -1 %. Erano 177 sui luoghi di lavoro il 30 aprile del 2008 +7.9%. Purtroppo qui in Italia ci sono lavoratori di seria A e di serie B anche su queste tragedie. Perché mai un lavoratore in nero, una Partita IVA individuale, un carabiniere, un poliziotto, un agricoltore schiacciato dal trattore non deve essere considerato un morto sul lavoro? E’ questo purtroppo che accade in questi anni se si guardano solo le statistiche ufficiali. Certo che se si cancellano delle statistiche tutti questi morti sul lavoro il panorama diventa più roseo. Dal 1° gennaio 2008, il giorno d’apertura dell’Osservatorio non c’è stato nessun calo. E perché mai l’INAIL non dice mai che monitora solo i suoi assicurati e che in tantissimi non lo sono, e tra questi anche tanti morti sul lavoro? Questi sono i misteri italiani. Certo che scrivere per anni che le morti sul lavoro non sono mai calate, informare stampa e televisioni e cittadini e nessuno che va a vedere se quello che scrivo è vero, è veramente disarmante per chi credeva e crede di poter dare una mano a questo Paese col suo lavoro volontario. Ancora una volta occorre ricordare che l’INAIL monitora solo i propri assicurati e quelle che diffonde sono le denunce pervenute a questo Istituto dello Stato. Tra queste denunce ci sono anche le morti sulle strade e in itinere, molte di queste denunce non verranno poi accettate. Non si possono considerare dei fantasmi i lavoratori che muoiono per infortuni e che non sono assicurati all’INAIL. Tra questi diverse categorie che hanno assicurazioni proprie ci sono tutte le Forze Armate, i Vigili del Fuoco, le partite iva individuali che sono tantissime, gli agricoltori, ecc. Occorre poi aggiungere i lavoratori in nero. Se non si prendono in considerazione questi lavoratori non sarà mai possibile vedere calare questo fenomeno devastante per oltre 1000 famiglie ogni anno. Ricordiamo la carneficina che ogni anno si verifica a causa dello schiacciamento del guidatore provocata dal ribaltamento del trattore. Già 31 dall’inizio dell’anno. Nel 2015 sono state 132, nel 2014 sono state 152. A queste occorre poi aggiungere i trasportati, a volte anche bambini che muoiono in questo modo atroce. Occorre urgentemente che il Ministro delle Politiche Agricole s’impegni con determinazione nel cercare di dimezzarle, con una forte campagna informativa sulla pericolosità del mezzo e d’incentivi per la rottamazione o della la messa in sicurezza dei trattori vecchi. E’ dal 2008 che denuncio queste morti, ma con scarsi risultati. CONTINUERO’ A FARLO.
Se hai un parente o un amico che guida il trattore avvertilo del pericolo mortale che corre guidando questo mezzo. Ricordo che oltre il 20% di tutte le morti sui luoghi di lavoro sono provocate dal trattore. Domani è la Festa dei Lavoratori, fai un piccolo sacrificio ovunque tu vada, indossa qualcosa di nero per manifestare la tua solidarietà per queste tragedie che ogni anno portano il lutto in oltre 1000 famiglie. Uniti e sensibili sconfiggeremo questo triste fenomeno.
Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
1° maggio 2016
SONO 191 I MORTI PER INFORTUNI SUI LUOGHI DI LAVORO al 30 aprile. Al 31 marzo 2016 sono stati 133, il 31 marzo del 2015 erano 122 (+ 8,3%) lo stesso giorno del 2008 erano 121 (+9,1) e questo nonostante si siano persi centinaia di migliaia di posti di lavoro dall’anno d’apertura dell’osservatorio. Sono 191 i primi 4 mesi del 2016 -1,1%. Erano 177 il 30 aprile del 2008 +6,9% e questo nonostante si siano persi tantissimi posti di lavoro. Nel mesi di aprile sono morti sui LUOGHI DI LAVORO 56 lavoratori. A questi occorre aggiungerne almeno altrettanti che sono morti sulle strade e in itinere.
Con le morti sulle strade e in itinere dall’inizio dell’anno si superano i 400 morti complessivi per infortuni di tutti i lavoratori, e non solo degli assicurati INAIL
Sito Osservatorio http://cadutisullavoro.blogspot.it
Morti per infortuni sui luoghi di lavoro nel 2016 per regione e provincia.
Emilia-Romagna 20 Bologna (4). Forlì-Cesena (3), Ferrara (1), Modena (2), Parma (1), Piacenza (2), Ravenna (2), Reggio Emilia (4), Rimini (1). Veneto 19 Venezia (2), Belluno (1), Padova‎ (5), Rovigo (), Treviso (3), Verona (3), Vicenza (5). Campania 19 Napoli (12 di questi 3 in mare), Avellino (1), Benevento (), Caserta (1), Salerno (5). Toscana 17 Firenze (), Arezzo (2), Grosseto () , Livorno (2), Lucca (3), Massa Carrara (5), Pisa‎ (2), Pistoia (1) , Siena (2) Prato (1). Piemonte 14 Torino (3), Alessandria (1), Asti (3), Biella (), Cuneo (7), Novara (), Verbano-Cusio-Ossola () Vercelli (). Sicilia 14 Palermo (1), Agrigento (3), Caltanissetta (2), Catania (2), Enna (1), Messina (3), Ragusa (1), Siracusa (), Trapani‎ (1). Lombardia 11 Milano (), Bergamo (3), Brescia (6), Como (2), Cremona (), Lecco (), Lodi (), Mantova (), Monza Brianza ( ), Pavia (), Sondrio (), Varese. Lazio 12 Roma (5), Viterbo (3) Frosinone (2) Latina (2) Rieti (). Puglia 8 Bari (), BAT (1), Brindisi (1), Foggia (1), Lecce (1), Taranto (4) Trentino-Alto Adige 6 Trento (3), Bolzano (3). Sardegna 8 Cagliari (4), Carbonia-Iglesias (), Medio Campisano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (3). Marche 7 Ancona (1), Macerata (4), Fermo (), Pesaro-Urbino (), Ascoli Piceno (1). Abruzzo 7 L'Aquila (1), Chieti (2), Pescara (2) Teramo (2). Umbria 4 Perugia (1) Terni (3). Calabria 4 Catanzaro (2), Cosenza (1), Crotone (), Reggio Calabria (1) , Vibo Valentia (). Liguria 3 Genova (2), Imperia (1), La Spezia (), Savona (). Friuli-Venezia Giulia 2 Trieste, Gorizia (), Pordenone (1) , Udine (1). Molise 1 Campobasso (1), Isernia (). Basilicata Potenza () Matera () Valle D’Aosta () I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalati a carico delle province-
Consigliamo a tutti quelli che si occupano di queste tragedie di separare chi muore per infortuni sui luoghi di lavoro, da chi muore sulle strade e in itinere con un mezzo di trasporto. I lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere sono a tutti gli effetti morti per infortunio sul lavoro, ma richiedono interventi completamente diversi dai lavoratori morti sui luoghi di lavoro. E su questo aspetto che si fa una gran confusione. Ci sono categorie come i metalmeccanici che sui luoghi di lavoro hanno pochissime vittime per infortuni, poi, nelle statistiche ufficiali, non separando chiaramente le morti causate dall’itinere, dalle morti sui luoghi di lavoro, risultano morire in tantissimi in questa categoria che è numerosissima e ha una forte mobilità per recarsi o tornare dai luoghi di lavoro. E’ ricominciata la strage di agricoltori schiacciati dal trattore, sono già 30 dall’inizio dell’anno, Tutti gli anni sui LUOGHI DI LAVORO il 20% di tutte le morti per infortuni sono provocate da questo mezzo. 132 sono i morti schiacciati dal trattore nel 2015 e 152 nel 2014. Contiamo molto della sensibilità dei media e dei cittadini che a centinaia ogni giorno visitano il sito. In questi nove anni di monitoraggio le percentuali delle morti nelle diverse categorie sono sempre le stesse: l’agricoltura sempre la categoria con più vittime, seguono l’edilizia, i servizi, i metalmeccanici e l’autotrasporto.
Morti sul lavoro nel 2015
Le morti sulle autostrade e all’estero non sono segnalate nelle province
SONO STATI 678 I MORTI PER INFORTUNI SUI LUOGHI DI LAVORO nel 2015
CONTRO I 661 del 2014 +2,6%. ERANO 637 nel 2008 +6,1%
L’INAIL nel 2014 ha riconosciuto complessivamente 662 morti sul lavoro, di questi il 52% sono decessi in itinere e sulle strade ma le denunce per infortuni mortali sono state 1107. Crediamo che anche per il 2015 ci siano più o meno le stesse percentuali. Nel 2015 tra gli assicurati INAIL sembra ci sia stata un'inversione di tendenza, per la prima volta dopo tantissimi anni questo Istituto vede aumentare le denunce per infortuni mortali. Ma le denunce non comportano necessariamente un riconoscimento dell'infortunio mortale. Sta a noi che svolgiamo un lavoro volontario, senza interesse di nessun tipo, far conoscere anche questo aspetto ai cittadini italiani.

lunedì 4 gennaio 2016

Nel 2015 sono stati 678 i morti per INFORTUNI SUI LUOGHI DI LAVORO.

Di Carlo Soricelli 
Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro.
I MORTI SUL LAVORO NON SONO AUMENTATI SOLO RISPETTO LO SCORSO ANNO, COME STIMATO DALLE DENUNCE INAIL, MA REGISTRIAMO UN AUMENTO SIGNIFICATIVO ANCHE RISPETTO AL 2008, ANNO DI APERTURA DELL'OSSERVATORIO. Quello che colpisce di più dai raffronti con gli anni precedenti è l'aumento significativo dei lavoratori morti in tarda età sui luoghi di lavoro e l'incredibile numero di agricoltori morti schiacciati dal trattore. Con le morti sulle strade e in itinere si superano i 1400 morti complessivi (stima minima).
Morti per infortuni sui luoghi di lavoro nel 2015 per regione e provincia in ordine decrescente delle morti:

Lombardia 77 Milano (10), Bergamo (12), Brescia (24), Como (3), Cremona (3), Lecco (2), Lodi (2), Mantova (3), Monza (2) , Brianza, Pavia (6), Sondrio (6), Varese (5) . Toscana 68 Firenze (9), Arezzo (8) , Grosseto (11) , Livorno (5), Lucca (4), Massa Carrara (9) , Pisa‎ (7), Pistoia (6) , Siena (2) Prato (6). Veneto 55 Venezia (7), Belluno (2), Padova‎ (6), Rovigo (5), Treviso (7), Verona (9), Vicenza (19). Campania 52 Napoli (13), Avellino (3), Benevento (9), Caserta (7), Salerno (19). Sicilia 46 Palermo (15), Agrigento (5), Caltanissetta (4), Catania (4), Enna , Messina (6), Ragusa (3) , Siracusa (5) , Trapani‎ (5). Piemonte 45 Torino (16), Alessandria (5), Asti (3), Biella (4), Cuneo (10), Novara (1) , Verbano-Cusio-Ossola (1) , Vercelli (2). Lazio 39 Roma (19) Frosinone (6) , Latina (2) , Rieti (2), Viterbo (10). Puglia 38 Bari (19), BAT (4), Brindisi (4), Foggia (4), Lecce (3), Taranto (4) Emilia-Romagna 32 Bologna (6) . Forlì-Cesena (3), Ferrara (3) , Modena (6) , Parma (2), Piacenza (3) , Ravenna (4), Reggio Emilia (3), Rimini (2). Abruzzo 31 L'Aquila (9), Chieti (10), Pescara, (3) Teramo (8). Trentino-Alto Adige 24 (50) Trento (10), Bolzano (14). Marche 19 Ancona (6), Macerata (2), Fermo (3), Pesaro-Urbino (3), Ascoli Piceno (5). Calabria 21 Catanzaro (6), Cosenza (6), Crotone (3), Reggio Calabria (3) , Vibo Valentia (3). Liguria 14 Genova (3), Imperia (2) , La Spezia (6) , Savona (3). Friuli-Venezia Giulia 15 Trieste , Gorizia (1) , Pordenone (7) , Udine (5). Umbria 14 Perugia (11) Terni (3). Molise 12 Campobasso (11), Isernia (1). Sardegna 12 Cagliari (5), Carbonia-Iglesias (1) , Medio Campisano (2), Nuoro , Ogliastra (1), Olbia-Tempio (1), Oristano (3), Sassari. Basilicata 8 Potenza (4) Matera (4) Valle D’Aosta 2
I lavoratori morti sulle autostrade, all’estero e in mare non sono segnalati a carico delle province.

Consigliamo a tutti quelli che si occupano di queste tragedie di separare chi muore per infortuni sui luoghi di lavoro, da chi muore sulle strade e in itinere con un mezzo di trasporto. I lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere sono a tutti gli effetti morti per infortunio sul lavoro, ma richiedono interventi completamente diversi dai lavoratori morti sui luoghi di lavoro.


L’INAIL nel 2014 ha riconosciuto complessivamente 662 morti sul lavoro, di questi il 52% sono decessi in itinere e sulle strade ma le denunce per infortuni mortali sono state 1107. Crediamo che anche per il 2015 ci siano più o meno le stesse percentuali. Nel 2015 tra gli assicurati INAIL sembra ci sia stata un'inversione di tendenza, per la prima volta dopo tantissimi anni questo Istituto vede aumentare le denunce per infortuni mortali, questo nei primi dieci mesi del 2015. Ma le denunce non comportano necessariamente un riconoscimento dell'infortunio. Sta a noi che svolgiamo un lavoro volontario, senza interesse di nessun tipo, far conoscere anche questo aspetto ai cittadini italiani.
 
Qui sotto riportiamo i grafici che riteniamo utili per comprendere l'andamento di queste tragedie nel 2015. 







 




martedì 13 gennaio 2015

Gli agricoltori pagano un ‘pesante tributo di vite’ al lavoro nei campi. Linea Verde aiutali almeno tu.



Di Carlo Soricelli
curatore dell'osservatorio Indipendente di Bolognahttp://cadutisullavoro.blogspot.it

Quale cittadino contribuente che guarda la vostra trasmissione con molto interesse per il tema importante che tratta mi permetto di suggerire  che sarebbe per voi un dovere,  essendo il vostro un servizio pubblico,  affrontare la tematica ‘agricola – ambientale’ a 360 °. E cioè  non limitare le trasmissioni ad occuparsi delle  eccellenze italiane in campo agricolo, ma anche dei problemi gravissimi che ci sono in questo comparto produttivo e di primaria importanza per l’economia e il futuro della nazione.  Prima di tutto si dovrebbe portare all’attenzione generale quella terribile carneficina di ‘ morti sul lavoro ’ di cui vi avevo messo a conoscenza da tempo. La vostra risposta   scritta fu che intendevate occuparvene, ma a tutt’oggi ciò non è avvenuto. Voglio ancora ricordarvi che nel 2014 sono morti schiacciati dal trattore 152 persone e 142 da quando, il 28 febbraio 2014, abbiamo mandato una mail informativa su questa tematica  a Renzi,  a Poletti e a Martina, quest’ultimo  Ministro delle Politiche Agricole, il quale, per la funzione che ha, avrebbe avuto  il dovere d'occuparsene. Chiedevo loro di fare una campagna informativa sulla pericolosità del trattore che uccide con molta facilità. Spiegavo loro dell'imminente strage che entro pochi giorni sarebbe ricominciata con l’arrivo della primavera e della ripresa dei lavori nei campi. Senza naturalmente ottenere nessuna risposta. Anche voi avevate promesso d'occuparvene e non l'avete fatto. Credo che l’indifferenza con cui è stata accolta la richiesta sia dovuto soprattutto alla mancanza d'autonomia. Ciò vi impone  un'autocensura per non "disturbare" la politica e la dirigenza che di questa politica è referente. Ma la vita dei  lavoratori della terra è troppo importante e vi rinnovo l'invito a occuparvene, almeno con l'informazione pubblica. Tra poche settimane, che la riapertura dell’attività agricola,  ricomincerà la strage. Credo quindi che una informazione di allerta sia importante, civile e socialmente utile poiché avrebbe la finalità di contenere il numero delle morti sul lavoro.  A maggio comincerà l’EXPO e avere in Italia tanti agricoltori morti sui luoghi di lavoro,  220 nel solo 2014, il 30% di tutte le morti sul lavoro, dequalifica la manifestazione e la nazione. Certamente  evidenzierò con forza questo aspetto con tutti i mezzi legali disponibili.  

giovedì 25 settembre 2014

L’Osservatorio Indipendente di Bologna 'morti sul lavoro' chiude per ‘INDIFFERENZA’. Lo sfogo del conduttore.



Di Carlo Soricelli
curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.com.

La tragedia di Adria fa capire quanto conta, anche sul piano della Sicurezza, l’articolo 18. Il povero autista di 28 anni  che ha scaricato l’acido solforico nella vasca, invece che a decantare dentro al silos,  lo ha fatto perché quella  era una prassi consolidata. Così si è appreso dal telegiornale LA 7. In questo modo  non  venivano rispettate le normative e le prescrizioni di sicurezza che regolano il  maneggiare sostanze così pericolose che, tra l’altro,  in presenza di forte vento,  possono uccidere anche fuori dallo stabilimento, come è avvenuto per  i lavoratori che sono morti.  Allora bisogna dire con la massima chiarezza che quei lavoratori sono stati uccisi dall’impossibilità di opporsi nell’eseguire lavori così pericolosi.  Chi sta cercando  di togliere ai lavoratori anche il diritto, pena il licenziamento, d’opporsi  al dover eseguire lavori pericolosi per se e per gli altri, diventerà  per me responsabile morale di queste morti. Anche con l’articolo 18 ci sono stati tantissimi tentativi di licenziare  lavoratori che si opponevano al mancato rispetto delle normative vigenti. Ma ci sono stati anche tanti reintegri perché i giudici potevano valutare se il licenziamento era giusto o ingiusto, se il licenziamento nascondeva la volontà di colpire chi chiedeva il rispetto delle normative sulla Sicurezza che ‘appesantivano’ il lavoro. Il caso di Adria non è isolato. Con la cancellazione dell’articolo 18 si sta  cercando di eliminare i sindacati e le  tutele sui posti di lavoro, come sta capitando ai precari che non si possono esporre e manifestare il loro dissenso anche attraverso l’iscrizione ad un sindacato, I morti sui luoghi di lavoro non sono mai calati da quando il 1° gennaio 2008 ho aperto l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro. Anzi,  sono addirittura  aumentati del 5,9% rispetto al 24 settembre di quell’anno e dell’8,6% rispetto al 24 settembre del 2013.   L’INAIL non dice bugie quando dice che c’è stato un forte calo in questi anni, ma  dimentica di precisare  che monitora  solo tra i propri assicurati e che non inserisce nel numero dei  morti sul lavoro quello dei  non  iscritti a questo istituto  o che  lavorano in nero. Le partite iva individuali sono diventate milioni e non sono assicurate all’INAIL, tanto per fare un esempio.  Lo scrivo da anni,  i morti sui luoghi di lavoro non sono mai calati,  si sono solo ‘trasferiti’ tra i precari, partite iva, lavoratori in nero e agricoltori. Chi nel parlamento ha uno spirito libero e ha  a cuore la salute, il benessere psicofisico di chi lavora dovrebbe riflettere molto su quello che si appresta a votare, se è favorevole all’abolizione dell’articolo 18.
Esiste anche la libertà di coscienza che, anzi, dovrebbe essere un obbligo morale, soprattutto da parte di chi ha preso i voti dei lavoratori.
Dopo sei anni di monitoraggio e lavoro volontario e libero da ogni vincolo, sento una grande stanchezza.  Stanco di lavorare senza risultato tante ore al giorno per far comprendere  questo fenomeno terribile e n crescita delle morti sul lavoro. Chiuderò l’ osservatorio il prossimo 31 dicembre, quando si compiranno sei anni completi di monitoraggio. Chiuderò  l’Osservatorio per ‘Indifferenza’. E’impossibile  in questo paese avere una voce libera e battersi contro gli interessi  subdoli che sono all’origine della tragedia ‘morti sul lavoro’. E’ come scalare una montagna a piedi scalzi .