Visualizzazione post con etichetta Grano duro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Grano duro. Mostra tutti i post

martedì 24 maggio 2022

Sequestrati dalla Guardia di Finanza 105.750 kg di grano

 5 denunce per fabbricazione e commercio di beni usurpando titoli di proprietà industriale


 105 le tonnellate di grano duro sequestrate dalla Guardia di Finanza in diverse regioni d’Italia nel corso di un’operazione di contrasto alla pirateria agroalimentare condotta in collaborazione con la Società Cooperativa d’Interesse Collettivo Agricolo dei Selezionatori Costitutori (SICASOV).

 I finanzieri del Nucleo Speciale Beni e Servizi hanno sviluppato una mirata analisi di rischio per verificare il rispetto degli obblighi in materia di produzione e commercializzazione di varietà certificate di frumento duro.

Sulla base delle risultanze degli accertamenti preliminari e delle informazioni fornite da SICASOV, ente che tutela i diritti di proprietà intellettuale sulle varietà vegetali, sono state inviate mirate segnalazioni ai Comandi Provinciali interessati, che hanno dato corso agli interventi ispettivi.

Nel corso dei controlli sono emerse varie ipotesi illecite quali l’utilizzo di semi sprovvisti della prescritta certificazione, la vendita di grano delle varietà protette “Antalis”, “Marco Aurelio”, “Athoris”, “Avispa”, “LG Anubis” e“Tirex” senza aver assolto i relativi obblighi, la miscelazione di grano delle predette con altro di differenti varietà.

5 persone sono state denunciate  per il reato di fabbricazione e commercio di beni usurpando titoli di proprietà industriale.

L’operazione si inserisce nel contesto delle attività svolte da Guardia di Finanza a contrasto alle frodi ed alla contraffazione nel settore agroalimentare, a tutela della produzione nazionale.

lunedì 30 settembre 2019

Grano duro: Investire nella ricerca genetica per mettere a disposizione degli agricoltori sementi sempre più adatte alle caratteristiche pedoclimatiche.

Aumentare la capacità produttiva e ridurre le importazioni. Serve una visione più ampia, un piano europeo.

Riceviamo:
 
«Bisogna aumentare la capacità produttiva di frumento duro per rispondere alle richieste dell’industria e ridurre le importazioni. Occorre investire nella ricerca genetica per mettere a disposizione degli agricoltori sementi sempre più adatte alle caratteristiche pedoclimatiche delle nostre zone, soprattutto dopo l’annata 2019 oltremodo anomala, che ha visto ridurre drasticamente le rese produttive sul territorio regionale a causa del cambiamento climatico in atto». Questa è la posizione espressa da Confagricoltura Emilia Romagna a margine del convegno , a Bologna, dal titolo “Grano duro in Emilia Romagna: oltre la campagna 2019”, organizzato dalla Regione Emilia-Romagna.

Confagricoltura sottolinea inoltre «la necessità di imprimere una forte accelerazione sulla diffusione di innovazioni tecnologiche e sulla capacità di stoccaggio con il ritiro separato dei diversi prodotti, per valorizzarne la qualità. Soltanto così possiamo arrivare – prosegue l’associazione degli imprenditori agricoli - a nuovi modelli di contrattazione con le industrie del comparto». 

L’impegno del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, intende proiettarsi anche a livello europeo, «affinché la nuova Commissione Europea possa varare in tempi stretti un piano per aumentare la produzione di cereali - e proteine vegetali - per ridurre sia le importazioni da paesi terzi che l’eccessiva esposizione alla volatilità dei prezzi». A tal proposito si rimarca infine che l’Ue è il primo esportatore di prodotti agroalimentari.