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domenica 1 marzo 2015

Battistini: Marzabotto non vuole l'eternit.


Il gazebo

Riportiamo il comunicato del consigliere comunale di Marzabotto Morris Battistini, inviato dopo la raccolta di firme organizzata dal suo gruppo consiliare per richiedere la rimozione della tettoia in cemento-amianto della tribuna del campo sportivo del capoluogo, ubicata a pochi metri dal polo scolastico del capoluogo.
 
 Nella nota o il consigliere sottolinea  ‘ la forte affluenza che ha avuto il ‘gazebo’
fin dalla apertura  a dimostrazione dell'attenzione che la cittadinanza marzabottese dedica al tema proposto ’.

Il Comunicato:

Due sono le parole con cui ci sentiamo di iniziare questa informativa: GRAZIE E SODDISFAZIONE!!! L’una senza l’altra non avrebbe lo stesso significato per noi del Gruppo Consiliare di Opposizione UNITI per CAMBIARE MARZABOTTO.

Giovedì scorso,  26 febbraio,  è stata tanta la gente che si è presentata spontaneamente al “Gazebo” che abbiamo allestito  nei pressi delle scuole, dopo aver appreso, dai vari social network, la notizia di una raccolta firme per presentare una PETIZIONE a favore della rimozione immediata della copertura in eternit della Tribuna, conservata ormai in pessime condizioni (oltre 5 buchi ben visibili alcuni dei quali di larghe dimensioni) a pochi metri dalle più frequentate scuole del Capoluogo Marzabottese.

Siamo rimasti stupiti dalla gratitudine e dall’affetto dimostrato dalla gente per aver sposato e portato alla luce questa causa, che a quanto pare ci è sembrato da subito un tema decisamente sentito fra le persone. Stupiti, perché ci sentivamo noi stessi di ringraziare chiunque si fosse avvicinato dopo una prima timidezza iniziale di alcuni cittadini che finalmente, forse, dopo anni stanno provando a fidarsi di una politica il cui pensiero è leggermente differente da quello radicato a Marzabotto nel tempo. Sono bastati pochi cittadini e il piccolo spazio in cui eravamo posizionati si è subito gremito, tanto ad un certo punto, da dover chiedere penne in prestito per far firmare contemporaneamente diversi fogli evitando di creare così lunghissime file fra i genitori e cittadini pronti per recarsi al lavoro. Analoga affluenza al nostro punto di raccolta firme anche nel terzo turno pomeridiano sempre nei pressi delle scuole in cui abbiamo sorpassato di gran lunga le 160 firme (con tanto di documento di riconoscimento).
Tuttavia, non possiamo però constatare anche la “ incomprensibile chiusura ” di chi non ha voluto palesemente firmare la petizione per il solo motivo che a raccogliere le firme ci fossimo proprio noi, visi noti della minoranza Consiliare politica del Comune. Riteniamo triste e retrogrado questo comportamento che non porta speranza e innovazione al nostro territorio ma che al contrario ne fa solo perdere valore e prestigio.

Per noi di UNITI per CAMBIARE MARZABOTTO questo è stato un grande risultato, raggiunto in poche ore, e lo è ancora di più se guardiamo a questo traguardo con gli occhi del cittadino stanco e in cerca di una politica più collaborativa e più comprensiva nei confronti dei propri compaesani.
Ancora oggi stiamo ricevendo molteplici telefonate per conoscere eventuali altre date in cui potessimo raccogliere firme, e tanto continua a darci quella carica giusta per andare avanti e pretendere a gran voce la RIMOZIONE IMMEDIATA della copertura in eternit della Tribuna. Senza tornare indietro troppo nel tempo, sono ormai 6 gli anni in cui l’Attuale Sindaco promette e non mantiene un’azione così rilevante. Ci è stato subito notificato che la questione è stata subito messa in calendario. Ma di quale calendario ancora parliamo dopo 6 lunghi anni? Quello dei Maya per caso?

Abbiamo guardato ogni firmatario negli occhi e abbiamo promesso loro di non farci sopraffare dalle solite scuse utilizzabili in questi casi: Non ci sono soldi; controlleremo il bilancio, attendiamo l’attuazione del piano integrato, arriverà il tempo in cui faremo un unico intervento cercando di mantenere i costi, etc etc… 

Il tempo non torna e non perdona, noi esigiamo ed esigeremo fino all’ultimo che in BREVISSIMO tempo si provveda alla rimozione totale dell’amianto da vicino alle scuole, soprattutto in considerazione dello stato di conservazione in cui verte oggi.

Concludiamo, volendo davvero dal profondo del cuore ringraziare tutti coloro hanno ritenuto fondamentale aver portato un contributo (firma) per raggiungere l’obiettivo della  rimozione immediata....
Noi resteremo normali cittadini che ancora prima di tutto mettono al primo posto la salute della nostra gente… 160 e oltre GRAZIE!




giovedì 23 gennaio 2014

Bella Venezia di Pian di Venola, non è più ‘ così bella’.


“E’ una della tante situazioni incredibili quella in  mostra in località Bella Venezia di Pian di Venola a Marzabotto. Sul ciglio del letto del fiume è stata abbandonate una bella , si fa per dire, quantità di  
lastre di eternit che dà una pessima immagine del paese e una ennesima dimostrazione dell’inciviltà che ancora guida il fare di molti”.  E’ la denuncia amareggiata di  Marco Bettini, operaio di Marzabotto, solito a frequentare quel tratto di fiume che qualcuno ha degradato a discarica di rifiuti pericolosi.  “L’Eternit, oltre a essere un rifiuto, è altamente pericoloso  e l’ammasso indecente è lì  da alcune settimane ma nessuno
ha preso per il momento iniziative  per garantire la sicurezza di chi si trova a passare in quel tratto, ” continua la denuncia. “ Mi è stato detto che chi è addetto al controllo del territorio è già stato informato, ma nulla è stato ancora fatto.” Bettini poi si toglie anche,  come si suol dire,  ‘un sassolino dalla scarpa’ e conclude: “ La cosa incredibile , secondo me , è che c’è grande impegno a far multe a piccoli commercianti, già pressati a causa della crisi attuale, per banali errori amministrativi  che a me  non sembra  assolutamente giustificato”.
Anche se l’ultima affermazione di Marco Bettini è estremizzata, egli certamente però pone l’attenzione su una carenza più che vera: l’assoluta insufficienza di controllo reale su ciò che accade anche sotto i nostri occhi. Si è meticolosi e spesso pedanti nel controllo formale e assenti in quello reale. La conseguenza è un paese abbandonato agli incivili. Un esempio per tutti: mentre i volontari di Legambiente stavano pulendo via Cral a Borgonuovo di Sasso Marconi da tonnellate di rifiuti abbandonati appena oltre il bordo della strada, un ‘cittadino’ si è presentato con una sporta di plastica piena di rifiuti e l’ha lasciata sul ciglio appena bonificato. Ne ha ricavato una reazione piuttosto vivace del volontario che aveva appena concluso la rimozione dei rifiuti ed  era ancora sul posto. Quel ‘cittadino’, anche qui si fa per dire, si è ripreso il suo involucro. Crediamo di non sbagliare supponendo che appena i volontari se ne sono andati il cittadino sia tornato e abbia abbandonato in via Cral il suo ‘fardello’ inutile, come se questo modo di fare fosse la normalità.