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mercoledì 4 maggio 2022

Anziani maltrattati a “Il Fornello”, la Cassazione: “Approfittarono delle fragilità”

Le motivazioni della sentenza che rende definitive le condanne per i gestori della casa famiglia di San Benedetto Val di Sambro


La Cassazione conferma le condanne per i maltrattamenti ad anziani ospiti della casa famiglia ‘Il Fornello’ di San Benedetto Val di Sambro, rigettando il ricorso degli imputati perchè “hanno fatto leva proprio sulla specifica condizione di provata fragilità delle vittime”, persone di età avanzata e non in grado di reagire alle angherie. Inoltre questi comportamenti “sono stati in concreto favoriti dalla condizione di minorata difesa” degli anziani, costretti “a subire le sopraffazioni” essendo fisicamente incapaci di difendersi. Lo sottolinea la Corte di Cassazione nella motivazione della sentenza che rende definitive le condanne per il titolare della struttura e per la moglie: Luciano Ravaglia è stato condannato a sei anni e otto mesi, anche per due episodi di violenza sessuale ai danni di anziani ospiti, la moglie e dipendente Monica Torri a due anni e otto mesi. La Cassazione riconosce la sussistenza delle aggravanti, cioè di aver commesso i fatti in una struttura sanitaria e della minorata difesa. Confermati anche i risarcimenti alle vittime. Le indagini avevano portato, a febbraio 2019, all’emissione di quattro misure cautelari, anche per due collaboratrici che hanno patteggiato. Nella sentenza si sottolinea come i giudizi di merito non presentino vizi di legittimità. In particolare, nel valutare le dichiarazioni di dipendenti della casa famiglia che hanno trovato riscontro nelle riprese ambientali, da cui è emerso che gli imputati si rivolgevano agli ospiti con parole sgradevoli, costringendoli in vario modo ad assumere farmaci (come confermato anche da consulenze tossicologiche) e il cibo disinteressandosi dei loro bisogni e delle condizioni di salute, lasciando isolato al buio per ore chiunque si mostrasse “indisciplinato”.

Da Dubbio

mercoledì 18 dicembre 2019

Anziani maltrattati, condannati coniugi

6 anni e 8 mesi al titolare della casa famiglia, anche per abusi sessuali



E' stato condannato a 6 anni e 8 mesi Luciano Ravaglia, il titolare della casa famiglia 'il Fornello' di San Benedetto Val di Sambro, sull'Appennino bolognese, accusato insieme alla moglie e a due collaboratrici di maltrattamenti nei confronti di alcuni anziani che erano ricoverati nella struttura. La decisione è arrivata dal gip, Domenico Truppa, che al termine dell'abbreviato ha condannato a 3 anni e 4 mesi anche la consorte, Monica Torri. Per Ravaglia, inoltre accusato di due episodi di violenza sessuale, il giudice ha stabilito anche l'interdizione dai pubblici uffici per un periodo di 5 anni, così come per la moglie. Mentre solo per il 53enne, ai domiciliari, è stata disposta l'interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela, alla curatela e alla amministrazione di sostegno.
    I due sono difesi dagli avvocati Elisa Sforza e Pier Francesco Uselli; disposti anche risarcimenti alle vittime, diverse delle quali sono assistite dagli avvocati Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini. (ANSA)

giovedì 11 aprile 2019

Anziani maltrattati a San Benedetto Val di Sambro, anche 'drogati'

La consulenza tossicologica della Procura di Bologna

 Gli anziani ospiti di una casa famiglia di San Benedetto Val di Sambro, oltre che maltrattati, venivano anche 'drogati' con farmaci psicotropi.
    Lo ha stabilito la consulenza tecnica disposta dalla Procura, nell'ambito dell'inchiesta del procuratore aggiunto Lucia Russo e del pm Stefano Dambruoso, che ha portato il 19 febbraio all'arresto del titolare, accusato anche di violenza sessuale, di sua moglie e di due collaboratrici.
    Secondo la tossicologa Elia Del Borrello, dai prelievi agli ospiti sono emerse tracce di somministrazione di medicinali non prescritti agli anziani, in grado di incidere sulla qualità della vita dei pazienti, già fortemente limitati da altre patologie. Ad esempio, andando a influenzare la mobilità residua, allettando definitivamente gli anziani e causando isolamento e complicanze cardiovascolari.
    Il titolare è difeso dall'avvocato Elisa Sforza, la moglie dall'avvocato Francesco Uselli, le vittime dagli avvocati Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini. (ANSA)