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domenica 2 dicembre 2018

Presentati il calendario e l’agenda storica dell’Arma dei Carabinieri

Dal Comando dei Carabinieri di Bologna:


Nella sala “Scantamburlo” della Legione Carabinieri Emilia Romagna, alla presenza del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bologna, Colonnello Pierluigi Solazzo , si è svolta la presentazione del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri.
Il Calendario è diventato per il Paese un oggetto di culto, come dimostra una tiratura che da anni sfiora il milione e mezzo di copie. Un prodotto editoriale apprezzato, ambito e presente nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949 il Calendario tornò a vivere nel 1950 e da allora tanti temi sono stati trattati, vicini all’Arma ma anche ai cittadini.
Questa edizione è stata pensata per la ricorrenza dei 40 anni dell’inserimento del primo sito italiano nel Patrimonio mondiale dell’Umanità e, parallelamente dei 50 anni dalla nascita dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.
Nel 1972 una convenzione dell’Unesco prevede la “tutela del patrimonio culturale e naturale”, inteso come bene dell’Umanità intera. L’atto dispone la creazione di un elenco di siti da tutelare, la “World Heritage list”. Nel 1979 vi sono inserite le incisioni rupestri della Valcamonica. Oggi l’Italia conta ben 54 siti protetti, primo paese al mondo.
Le pagine del Calendario presentano una carrellata dei siti italiani tutelati dall’Unesco. Sono stati “inseriti tutti con immagini o menzioni tali da fornire una visione complessiva della varietà di scenari della nostra penisola” – ha dichiarato nel suo intervento il Comandante Generale Giovanni Nistri. In parallelo è riportato in breve il percorso evolutivo dei Carabinieri negli ultimi decenni, a partire dal Comando Tutela Patrimonio Culturale avviato nel 1969, che di recente ha fornito i primi “caschi blu della cultura” all’Unesco. Accompagnano le immagini dei luoghi simbolo della Nazione le altre articolazioni dell’Arma, attraverso la rappresentazione di uniformi e “principalmente di volti. Il volto” - ha proseguito il generale Nistri - “è lo specchio dell’anima, come i luoghi sono lo specchio di un Paese. E quelli presenti nelle tavole… stanno ben attenti a non invaderle. Si fondono nell’insieme…perché noi siamo e ci sentiamo parte integrante del paesaggio italiano, inteso come identità nazionale”. 
L’Agenda Storica 2019 è incentrata sul tema “I Carabinieri nella letteratura”, con uno specifico inserto curato dal Prof. Pietro Sisto. Viene proposta una carrellata di romanzi dedicati ai Carabinieri nel corso dei due secoli della loro storia.
Tra le opere dell’Ottocento si trovano il carme “La rassegna di Novara” di Costantino Nigra, con il verso “usi obbedir tacendo e tacendo morir”, Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi e il libro Cuore di Edmondo De Amicis.
Fra i classici del Novecento si ricordano I Racconti del Maresciallo di Mario Soldati e Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia.
Si arriva infine ai nostri giorni, con i romanzi di Andrea Camilleri e Gianrico Carofiglio, di Carlo Lucarelli e Giancarlo De Cataldo, dell’ospite Piero Colaprico e di altri ancora.
La manifestazione è stata l’occasione per presentare altre due opere editoriali: il Calendarietto da tavolo, dedicato alla Via Francigena e alle riserve naturali protette dai carabinieri Forestali e il Planning da tavolo che tratta le Città Italiane Capitali Europee della Cultura. 

Il ricavato del calendarietto sarà devoluto all’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Carabinieri (ONAOMAC) e quello del planning all’ospedale pediatrico “Gaslini” di Genova.
La scelta fatta, donare qualcosa ai nostri orfani e ai bambini curati nella città di Genova, così duramente colpita dal crollo del Ponte Morandi” - ha affermato il Comandante Nistri – “vuole essere un piccolo segno della nostra attenzione e della nostra solidarietà umana, valore fondante dell’Istituzione. Non si è buoni Carabinieri se non si avverte l’importanza della cultura quale elemento motore del cammino della civiltà umana…Non si è buoni Carabinieri se non si sente forte, quanto il compito di tutelare l’ordine e la sicurezza dei cittadini, il Dovere sacro di aiutare i bisognosi”.

mercoledì 3 dicembre 2014

Il ‘Carabiniere e la famiglia’ hanno ispirato il Calendario Storico e l’Agenda Storica 2015 dell’Arma dei Carabinieri.





Questa mattina, nell’Aula Scantamburlo della Legione Carabinieri Emilia Romagna, alla presenza del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bologna, Colonnello Antonio Jannece (nella foto), si è svolta la cerimonia di presentazione del Calendario Storico e dell’Agenda Storica 2015 dell'Arma dei Carabinieri, quest’anno dedicati al tema “Il Carabiniere e la famiglia”. Gli stati d’animo, le ansie, lo sconforto e i disagi, ma anche la fierezza, i consigli, le rassicurazioni e l’amore che i Carabinieri trasmettevano ai propri familiari anche in circostanze drammatiche permettono di ‘leggere’ in modo diverso alcuni episodi,  noti o meno noti  della storia dell’Arma.
Il notevole interesse da parte del cittadino verso il Calendario Storico dell’Arma, oggi giunto a una tiratura di 1.250.000 copie, di cui 8.000 in lingue straniere (inglese, francese, spagnolo e tedesco), è indice sia dell’affetto e della vicinanza di cui gode la Benemerita, sia della profondità di significato dei suoi contenuti, che ne fanno un oggetto apprezzato, ambito e presente tanto nelle abitazioni quanto nei luoghi di lavoro, quasi a testimonianza del fatto che ‘in ogni famiglia c’è un Carabiniere’.
Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949, il Calendario, giunto alla sua 82^ edizione, venne ripreso regolarmente nel 1950 e da allora è stato puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dell’Arma e, attraverso di esso, della Storia d’Italia.
Le tavole artistiche dell’edizione 2015 del Calendario Storico sono state ideate e realizzate dal Maestro Paolo Di Paolo.
Il Colonnello Antonio Jannece ha sottolineato l’importante e silenzioso ruolo svolto dalla famiglia nel quotidiano agire del Carabiniere, spiegando così i motivi della scelta di dedicare a loro il primo calendario del terzo secolo di vita dell’Arma.

Calendario Storico dell’Arma 2015
Il calendario, attraverso una raccolta di lettere scritte dai Carabinieri ai familiari e di immagini di vita al di fuori del servizio, è dedicato a coloro che condividono in silenzio sacrifici e soddisfazioni dei militari dell’Arma.
In copertina è raffigurata la caserma ‘Bergia’ di Torino, primo Comando Generale dell’Arma e ideale ‘casa del Carabiniere’ da dove inizia il cammino professionale di ciascun militare e si tramandano tradizioni e valori tipici dell’essere Carabiniere.
Nella quarta di copertina, all’interno di un ovale, è raffigurato un Carabiniere intento a scrivere alla propria famiglia.
La prefazione del Comandante Generale dell’Arma Leonardo Gallitelli, presenta il tema centrale che ispira l’opera, sottolineando come negli affetti più stretti sia ‘radicata la disponibilità a provvedere che il Carabiniere coltiva nella sua missione quotidiana’, sia essa di vigilare sulla sicurezza di un borgo o di costruire la pace fuori dai confini nazionali, ‘animato solo da inviolabile fedeltà ai principi di legalità, libertà e giustizia’.
Il Generale Gallitelli poi pone l’accento sul senso del dovere ‘che è cifra distintiva del nostro agire e che trova da sempre piena e speculare rispondenza nell’ambito familiare’, evidenziando, in conclusione, come quei familiari, nel ricevere le lettere, non solo abbiano trepidato per la sorte dei loro cari, ma abbiano anche avvertito ‘intimamente l’orgoglio di essere parte viva e pulsante di quella storia’.
La tavola che apre il Calendario, in contropagina alla citata prefazione, riporta un particolare dell’opera vincitrice del 1° Premio per la categoria ‘Pittura’ del Concorso Artistico Nazionale indetto in occasione del Bicentenario di fondazione dell’Arma a simboleggiare il tramandarsi delle tradizioni tra le generazioni.
Le tavole del Calendario, tramite ‘l’aspetto più umano di alcuni Carabinieri’, ripercorrono alcuni momenti salienti della storia dell’Istituzione. Dalla descrizione della battaglia di Pastrengo e della dura ‘vita di campagna’ fatta in una lettera indirizzata alla moglie dal Capitano Bernardino Morelli di Popolo, Comandante di uno dei tre Squadroni Carabinieri che diedero vita alla Carica di Pastrengo, a quella indirizzata dal Capitano Alfredo Amenduni sempre alla propria consorte, con la quale descrive le fasi salienti della battaglia di Adua, evidenziando il rammarico per aver visto cadere numerosi amici. Dalla lettera rinvenuta addosso al Carabiniere Orazio Greco - deceduto il 18 luglio 1915, nell’imminenza della battaglia del Podgora, mentre si trovava sotto le linee nemiche per danneggiare i reticoli austriaci - e diretta alla madre per invitarla a non piangere e mandare sul fronte anche gli altri fratelli, alle umili parole rivolte, nel 1937 ad Adelfia (BA), al Comandante Generale dell’Arma Generale Riccardo Moizo, dalla madre del Car. M.O.V.M ‘alla Memoria’ Vittoriano Cimarrusti, durante lo scoprimento di una lapide in onore del figlio, immolatosi il 24 aprile 1936 a Gunu Gadu (Etiopia).
Non mancano riferimenti sia ai pluridecorati Colonnello Lussorio Cau e Capitano Chiaffredo Bergia, i quali seppero trarre dagli affetti familiari rinnovate energie per conseguire i ben noti ed esaltanti successi contro il brigantaggio, sia al Maggiore Alessandro Negri di Sanfront, Comandante dei tre Squadroni di Carabinieri Reali assegnati alla scorta del Re Carlo Alberto durante la Prima Guerra d’Indipendenza, e al Vice Brigadiere M.O.V.M. ‘alla Memoria’ Salvo D’Acquisto - dai destini diversi, ma uniti nella determinazione a mantenere fede al giuramento prestato - che, malgrado pressati dagli eventi, trovarono il tempo per rivolgere un pensiero alla propria madre.
Dense di significato e cariche di sentimenti - sebbene l’una si chiuda con rassicurazioni sul buon esito della situazione e l’altra sia stata scritta sotto forma di testamento - le missive che le M.O.V.M. ‘alla Memoria’ Tenente Romeo Rodrigues-Pereira e Maresciallo Francesco Pepicelli, Martiri delle Fosse Ardeatine, hanno indirizzato alle rispettive mogli.
Le ultime tavole del calendario sono dedicate alla Signora Santuccia Beni, che, tra figli, nipoti, pronipoti e cugini, ha avuto 12 familiari nell’Arma. Uno dei figli della donna, l’Appuntato Giuseppe Beni, in missione di scorta ad un convoglio nel Mediterraneo durante la Seconda Guerra Mondiale, scrisse un diario annotandovi, tra l’altro, pensieri diretti alla madre e agli altri fratelli in armi. Il 18 maggio 1977, a Porto San Giorgio (FM), anche la famiglia Beni ha pagato il suo tributo di sangue alla Patria, l’Appuntato M.O.V.M. “alla Memoria” Alfredo Beni cadde in un conflitto a fuoco con dei malviventi. 

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna






copertina

  



















sabato 14 dicembre 2013

E' stato presentato il Calendario Storico e dell’Agenda Storica 2014 dell’Arma dei Carabinieri.



Dal Comando della Legione Carabinieri Emilia Romagna


Nella mattinata di ieri, venerdì 13 dicembre, , presso l’Aula Scantamburlo della Legione Carabinieri Emilia Romagna, in contemporanea con la cerimonia svoltasi a Roma, il
Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bologna, Colonnello Antonio Jannece, ha presentato il Calendario Storico dell'Arma dei Carabinieri, le cui tavole completano il ciclo degli ultimi tre calendari ripercorrendo i momenti più significativi per l’Istituzione nel suo ‘quarto Cinquantennio di Storia’ sino al 2014, ‘Bicentenario della Fondazione’.

Il notevole interesse verso il Calendario Storico dell’Arma, che quest’anno è giunto a una tiratura di 1.300.000 copie, di cui 8.000 in lingue straniere (inglese, francese, spagnolo e tedesco), è indice sia dell’affetto e della vicinanza che ciascun cittadino nutre nei confronti della Benemerita a cui è legata da uno speciale vincolo, sia dei sentimenti di coesione e unità esistenti tra i Carabinieri attraverso il richiamo a intramontabili valori e semplici eroici gesti quotidiani.
Nato nel 1928, dopo l’interruzione post-bellica dal 1945 al 1949, la pubblicazione del Calendario, giunta alla sua 81^ edizione, venne ripresa regolarmente nel 1950 e da allora è stata puntuale interprete, con le sue tavole, delle vicende dell’Arma e, attraverso di essa, della Storia d’Italia.


Calendario Storico dell’Arma 2014
Termina con il calendario celebrativo del Bicentenario di Fondazione la serie iniziata nel 2011 per ripercorrere le tappe salienti della storia dell’Arma dei Carabinieri. 12 tavole realizzate dal Maestro Paolo Di Paolo – e dal Sig. Massimo Maracci riguardo alla pagina centrale – che sintetizzano l’odierna attività dell’Arma, rievocano significativi eventi degli ultimi dieci lustri nei quali i Carabinieri sono stati presenti e mettono in correlazione avvenimenti del passato con quelli più recenti per sancire l’importanza del “copioso patrimonio di valori umani ed etici che le generazioni precedenti ci hanno tramandato”.
Dall’attività di soccorso nei casi di calamità naturali alla costituzione di Reparti specializzati nella tutela delle pubbliche manifestazioni e di interessi primari della collettività, dal contrasto al fenomeno dei sequestri di persona, dell’eversione, della mafia, alle missioni di pace nei Balcani, in Afghanistan e in Iraq, con la dolorosa memoria di Nassiriyah, dall’ingresso delle donne del 1999 al riordino dell’Arma nel 2000.


In copertina è raffigurata la celebre “Pattuglia nella tormenta” dello scultore Antonio Berti. “Un’opera che esprime tutto il senso della nostra missione”; delineato idealmente da quei Carabinieri che, imperturbabili e forti di quei valori umani ed etici, che vengono tramandati di generazione in generazione, contrastano e vincono l’impeto della bufera avanzando lentamente e inesorabilmente verso la loro mèta.
Non a caso, a quest’immagine – senza tempo – si ispira il monumento che è in corso di realizzazione grazie soprattutto al sostegno dei Comuni d’Italia e che sarà posto nei giardini prospicienti il Palazzo del Quirinale.

Nella prefazione, il Comandante Generale dell’Arma Leonardo Gallitelli introduce il Bicentenario della Fondazione evidenziando come da sempre le Stazioni Carabinieri siano “il cuore della nostra organizzazione e tra i simboli più antichi e amati dello Stato Italiano, per quella radicata e riconosciuta capacità di coniugare efficienza operativa e sensibilità umana”.
Il Generale Gallitelli poi prosegue ponendo l’attenzione sui numerosi esempi positivi dei Carabinieri che ci hanno preceduto. “Pagine fitte di innumerevoli atti di eroismo, tante volte compiuti con il supremo dono della vita, sempre vissuti con la silente compostezza che è senza dubbio la nostra cifra distintiva, indelebilmente impressa nel nostro passato”.


Nella pagina centrale del Calendario – con apertura a soffietto – sono riprodotti due dipinti, uno del 1914 e l’altro del 2013, che riproducono tutte le specialità dell’Arma nel primo centenario e nel Bicentenario.
Le tavole del Calendario, proseguendo il percorso iniziato nel 2011 e ispirandosi ad alcuni dei numerosi, noti eventi di quest’ultimo cinquantennio, illustrano le principali attività nelle quali l’Arma è generosamente e silenziosamente impegnata non solo per prevenire e reprimere i reati, ma anche per fornire assistenza al cittadino.
Come è stato ieri, com’è oggi e come sarà domani.


Episodi riconducibili a momenti specifici, o fatti senza tempo che si ripetono ogni giorno nel quotidiano servizio di pattuglia.  
Così avviene nelle operazioni di soccorso, dove spesso i Carabinieri sono tra i primi a intervenire in caso di calamità, in virtù della loro presenza capillare su tutto il territorio garantita dalle Stazioni Carabinieri e dai Nuclei Radiomobile. Dalla tragedia del Vajont al più recente terremoto de L’Aquila, sino a quell’attività di accoglienza degli immigrati abilmente rappresentata dal pittore Lucio Tafuri nell’opera “Sole d’Inverno”.
Ed è ancora sulla conoscenza del territorio che si incentra l’attività di contrasto al fenomeno dei sequestri di persona. Un reato che ha fatto registrare una sensibile recrudescenza tra il 1969 e il 1997, ispirando l’istituzione di Reparti ad hoc – le Squadriglie e gli Squadroni Carabinieri Eliportati Cacciatori di Calabria e di Sardegna – capaci di muoversi agilmente nelle aree più impervie alla ricerca dei covi.
È di questi anni anche la costituzione di Reparti Specializzati protesi alla salvaguardia di interessi collettivi della popolazione. Si coniugano così i valori e le tradizioni del Carabiniere con l’innovazione tecnologica, investendo nella preparazione del proprio personale per far fronte a nuove forme di criminalità che valicano anche i confini nazionali.
Non mancano in questi cinquanta anni momenti di tensione, laddove l’acuirsi della lotta armata crea preoccupazioni paragonabili solo a quelle provocate da uno stato di guerra. Le nuove esigenze operative portano all’adeguamento delle strutture investigative con la creazione, tra l’altro, delle Sezioni Anticrimine – poi confluite nel ROS – che contribuirono alla definitiva affermazione delle Istituzioni.
Parallelamente si inasprisce la sfida alle varie forme di criminalità organizzata. Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, i Capitani Emanuele Basile e Mario D’Aleo, i Brigadieri Carmine Tripodi e Giuseppe Bommarito, nonché il Carabiniere Pietro Morici sono solo alcuni degli uomini dell’Arma che, con il loro sacrificio, hanno contribuito a perpetuare il ruolo del Carabiniere quale “… difensore incrollabile della collettività nazionale”.
L’ordinato svolgimento delle manifestazioni pubbliche, siano esse processioni, feste paesane, competizioni sportive, concerti o raduni, è un obiettivo prioritario per l’Istituzione, sancito già nel 1814 nelle Regie Patenti. L’Arma, per “… assicurare il buon ordine e la pubblica tranquillità …”, oltre all’Organizzazione Territoriale, impiega i Reggimenti e Battaglioni Mobili, composti da Carabinieri di elevata e specifica professionalità.
La capacità dei Carabinieri di assolvere contestualmente sia funzioni militari (di imposizione dell’ordine e della sicurezza pubblica) sia quelle di polizia (di assistenza per la ricostruzione e il funzionamento delle istituzioni locali) è risultata molto preziosa nelle missioni internazionali di pace, tanto che il flessibile ed efficace “modello Carabinieri” – sorto nei Balcani dove l’Arma continua ad operare ininterrottamente da 18 anni – ha suscitato vivo apprezzamento nelle Comunità internazionali, divenendo strumento indispensabile nella conduzione di una missione di pace.
Il quotidiano e indissolubile legame tra il cittadino e i suoi Carabinieri che si rinsalda nei momenti difficili. Nassiriyah non è l’unico luogo dove un Carabiniere è caduto per la salvaguardia dei più deboli ma senza ombra di dubbio ha lasciato un doloroso e indelebile segno nel cuore di tutti gli italiani.
Immancabili, tra le tavole del quarto cinquantennio, quelle rievocative di due momenti fondamentali per l’Arma. Quello del 1999 che ha consentito all’Amministrazione di beneficiare del validissimo apporto professionale delle donne. Il secondo legato al 31 marzo 2000 allorquando la Benemerita, da prima Arma dell’Esercito – così come disposto dall’art. 12 delle Regie Patenti del 13 luglio 1814 – è stata elevata a rango di Forza Armata. Da allora, la carica di Comandante Generale, in precedenza attribuita ai Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito, è assunta dagli stessi Generali dell’Arma dei Carabinieri.
Il Calendario Storico 2014 si conclude con l’immagine di Papa Francesco a rappresentare i valori cui si ispira l’agire quotidiano dei Gesuiti. Quegli stessi valori racchiusi nel Regolamento Generale dell’Arma, redatto, secondo fonti storiche, con la partecipazione del padre gesuita Cristiano Chateaubriand. 
Lotta all'eversione

Nassyria