mercoledì 4 marzo 2026

Scontro in Consiglio a Marzabotto sull’incontro di Angelo D’Orsi: “Cultura o propaganda?”

 



L’incontro con il professor Angelo D'Orsi, organizzato il 14 febbraio scorso dal gruppo “Cittadini contro la guerra – art. 11” sul tema “Cosa resta della democrazia fra guerra e genocidio”, approda in Consiglio comunale a Marzabotto e accende il confronto politico.

A portare la vicenda all’esame dell’aula è stata un’interrogazione presentata dai consiglieri di opposizione Morris Battistini e Laura Di Maio, nella quale si contestava l’“inopportuna concessione di spazi comunali” al docente universitario. Secondo i firmatari, l’evento «nulla aveva a che fare con la cultura», configurandosi invece come «inaccettabile propaganda politica».

Pur senza riferimenti espliciti, dal dibattito è emersa l’impressione che il vero nodo del contendere fosse un presunto collegamento con la campagna per il referendum del 22 e 23 marzo. «Si è spacciata come iniziativa culturale un’inopportuna propaganda politica», ha sostenuto la consigliera Di Maio illustrando l’interrogazione.

Alla “denuncia” ha replicato la consigliera di maggioranza Valentina Franco, che ha difeso la scelta: «Si è trattato di un semplice e civile incontro di approfondimento sulle numerose situazioni di guerra in corso», aggiungendo che «parlare di guerra e di pace è cultura».

È poi intervenuta la sindaca Valentina Cuppi, che ha sottolineato: «Si è trattato di un confronto con la cittadinanza. Tutti hanno potuto esporre il proprio pensiero, riportando elementi utili alla riflessione».

In replica, Battistini ha affermato che esisterebbe un video in cui il professore inciterebbe alla violenza e ha posto una domanda provocatoria: «Se la stessa richiesta di uno spazio pubblico l’avesse fatta Alessandra Mussolini, avrebbe avuto la stessa disponibilità?».

A quel punto la sindaca Cuppi, probabilmente per evitare un’ulteriore escalation nei toni del confronto, ha ritenuto esaurito il dibattito e ha chiuso la seduta. Il consigliere Battistini ha però continuato a manifestare il proprio dissenso anche a microfoni spenti, mentre dai banchi della maggioranza si è levata una battuta: «La Mussolini è abbastanza intelligente da non venire».

Memoria e democrazia, a Bologna la presentazione del libro “A partire da Marzabotto”

 



L’onorevole Andrea De Maria informa che venerdì 6 marzo alle ore 18, alla Librerie Coop Ambasciatori (via Orefici 19, Bologna), sarà presentato il libro “A partire da Marzabotto”, scritto da De Maria insieme alla storica Eloisa Betti.

Il volume prende le mosse dalla vicenda di Marzabotto, luogo simbolo della memoria della strage nazifascista del 1944, per riflettere sul valore civile e politico della memoria nella costruzione della democrazia contemporanea. Un percorso che intreccia storia, impegno istituzionale e responsabilità collettiva, con uno sguardo rivolto alle nuove generazioni.

A discuterne con gli autori saranno il politologo Carlo Galli e Albertina Soliani, da anni impegnata sui temi della memoria e della cittadinanza attiva. L’incontro sarà moderato dal giornalista Valerio Baroncini.

Saranno inoltre presenti Valter Cardi, Valentina Cuppi e Andrea Marchi.

L’appuntamento si inserisce nel calendario delle iniziative culturali dedicate alla valorizzazione della memoria storica e alla promozione dei valori costituzionali, in un dialogo aperto con la città.

Area comparto: sciopero generale nazionale di tutto il personale per l'intera giornata del 9 marzo 2026

 Lo sciopero è stato indetto dalle associazioni Sindacali Slai Cobas Per Il Sindacato Di classe, USB e USI 1912, aderenti Cub Sur e Adl Cobas


 

L’AUSL Bologna informa:


Le associazioni Sindacali Slai Cobas Per Il Sindacato Di classe, USB e USI 1912, aderenti Cub Sur e Adl Cobas, hanno proclamato, per l'intera giornata del 9 marzo 2026, lo sciopero generale nazionale del personale di tutti i settori pubblici e privati.

Per quanto riguarda il personale dell’Azienda Usl di Bologna, lo sciopero interessa:

·         gli operatori dell’area comparto (infermieri, operatori sociosanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi)

·         gli operatori della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria e della dirigenza non sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa.

L’Azienda USL di Bologna ha attivato le procedure idonee a garantire all’utenza i servizi pubblici essenziali e i contingenti minimi di personale così come previsti dalle disposizioni normative di riferimento e dagli accordi sindacali in caso di sciopero.

 

martedì 3 marzo 2026

Villa Morandi verso la chiusura: allarme per anziani e occupazione nell’Appennino bolognese

 



Si avvicina lo stop definitivo per la residenza per anziani di Villa Morandi, situata nel territorio di Grizzana Morandi. La struttura cesserà l’attività il prossimo 18 marzo, una decisione che apre scenari di forte incertezza sia per gli ospiti sia per i lavoratori impiegati nel presidio socio-assistenziale.

La scelta della cooperativa uscente rischia di lasciare scoperto un servizio essenziale in un’area già segnata da fragilità demografiche e carenza di strutture. A preoccupare sono non solo le ricadute sugli anziani residenti, ma anche la possibile perdita di numerosi posti di lavoro.

«Abbiamo già avviato un confronto con la Città metropolitana per individuare soluzioni che consentano di tutelare i lavoratori coinvolti e garantire la continuità dei servizi», dichiarano congiuntamente Fp Cgil, Camera del Lavoro Intercomunale della Montagna e Spi Cgil di Bologna, ribadendo la necessità di salvaguardare sia il personale sia gli anziani ospiti.

Nel frattempo il Comune ha avviato verifiche tecniche sull’immobile per accertarne le condizioni strutturali e stimare gli interventi necessari, tra manutenzioni, adeguamenti alle normative vigenti e messa a norma degli impianti antincendio. Per il sindacato la priorità resta evitare l’interruzione del servizio in un territorio che non può permettersi di perdere ulteriori presìdi assistenziali.

La Fp Cgil conferma l’intenzione di promuovere un’azione coordinata tra enti pubblici e soggetti privati per individuare una soluzione concreta e scongiurare la chiusura definitiva, così da evitare un pericoloso vuoto assistenziale nell’Appennino bolognese.

 (Inviato da Dubbio) 

Sasso Marconi, l’opposizione incalza la Giunta: “Asfalto dissestato sulla Porrettana Vecchia, servono interventi urgenti”

 



Un’interrogazione con richiesta di dibattito approda in Consiglio comunale a Sasso Marconi sul tema della sicurezza stradale. A presentarla sono i consiglieri dell’opposizione, che hanno formalmente chiamato in causa il Presidente del Consiglio comunale, il Sindaco e la Giunta per chiedere chiarimenti sullo stato del manto stradale della Porrettana Vecchia, in particolare nel tratto compreso tra Sasso Marconi e Borgonuovo.

Nel documento si evidenzia come numerosi cittadini abbiano segnalato, anche attraverso i social network, condizioni di degrado e scarsa manutenzione della carreggiata. Secondo quanto riportato dai firmatari, il tratto in questione si presenta costellato di buche, crepe e avvallamenti che rendono la circolazione difficoltosa e potenzialmente pericolosa.

“La situazione – si legge nell’interrogazione – compromette la stabilità dei veicoli e mette a rischio la sicurezza di automobilisti, motociclisti, ciclisti e passeggeri”. I consiglieri sottolineano inoltre come i precedenti interventi di rappezzamento non abbiano risolto in modo strutturale il problema, dal momento che nel tempo si sono formate nuove lesioni e ulteriori buche.

Da qui la richiesta formale all’Amministrazione di chiarire se siano già stati programmati interventi di rifacimento o asfaltatura del manto stradale nel tratto interessato. In caso affermativo, l’opposizione chiede di conoscere le tempistiche previste per l’avvio e la conclusione dei lavori. Qualora invece non fossero attualmente previsti interventi, i consiglieri sollecitano l’inserimento urgente dell’opera nella programmazione dei lavori pubblici, con l’obiettivo di prevenire incidenti e garantire adeguati standard di sicurezza.

Il tema approderà ora in aula consiliare, dove si preannuncia un confronto sullo stato della manutenzione stradale e sulle priorità di intervento nel territorio comunale.

I Carabinieri restituiscono all’Archiginnasio un rarissimo opuscolo del Cinquecento: è l’unico esemplare noto in Italia

 


Con una cerimonia privata svoltasi il 24 febbraio 2026, il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Torino ha restituito alla Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio un rarissimo opuscolo del XVI secolo dal titolo “Odae felices, per Nicolaum Nomeseium”, edito a Roma nel 1588. Si tratta dell’unico esemplare attualmente conosciuto in Italia.

L’opera faceva parte della straordinaria raccolta libraria appartenuta al marchese Aldobrandino Malvezzi de' Medici (1881–1961), donata all’Archiginnasio nel 1931 e composta da oltre 22.000 volumetti e opuscoli databili tra il XIII e il XVIII secolo. Dopo i bombardamenti che colpirono Bologna nel 1944, durante la Seconda guerra mondiale, e che danneggiarono gravemente il palazzo dell’Archiginnasio, il libretto risultò disperso e non più rintracciabile negli inventari postbellici.


Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, sono scattate alla fine del 2024, a seguito della richiesta di un “Certificato di Avvenuta Importazione” (CAI) presentata all’Ufficio Esportazione della Soprintendenza di Torino per il rientro del bene sul territorio italiano.

Durante l’esame del volume, gli storici dell’arte hanno notato sul frontespizio un timbro e la nota manoscritta «Ulyssis Aldrovandi et amicorum», attribuibile ai collaboratori del naturalista Ulisse Aldrovandi e riconducibile al cosiddetto “lascito Malvezzi”. A quel punto è stato immediatamente attivato il Nucleo TPC competente che, al termine di approfonditi accertamenti, ha ottenuto un decreto di sequestro, interrompendo la circolazione del prezioso opuscolo, già destinato a una compravendita all’estero.

Gli investigatori sono riusciti a ricostruire parzialmente la filiera possessoria: il testo era nella disponibilità di un collezionista emiliano che lo aveva acquistato da una libreria antiquaria statunitense. È emerso inoltre che l’opuscolo era stato oggetto di uno scambio commerciale tra la libreria USA e un analogo esercizio di Zurigo, in Svizzera, confermando l’avvenuta esportazione illecita.

Una volta recuperato il volume — privo della legatura originale, elemento che avrebbe potuto facilitarne l’identificazione — i Carabinieri del reparto specializzato hanno condotto un’analisi estremamente accurata. Decisiva si è rivelata una segnatura a matita “UA” in calce al frontespizio.

La sigla è stata ricondotta dai bibliotecari bolognesi alla mano di Lodovico Montefani Caprara (1709-1785), bibliotecario dell’Istituto delle Scienze, che contrassegnava in questo modo i volumi aldrovandiani giunti in biblioteca. Un segno apparentemente semplice che, a oltre due secoli di distanza, si è rivelato determinante per consentire all’opera di tornare nel proprio fondo originario.

L’Archiginnasio custodisce oggi un patrimonio librario di oltre 1.360.000 opere tra volumi, manoscritti, periodici e fondi antichi. L’opuscolo, stampato a Roma nel 1588, è considerato dagli esperti di eccezionale importanza: fino a oggi, infatti, l’unica copia nota risultava conservata presso la Bibliothèque nationale de France di Parigi, rendendo quello recuperato dai Carabinieri TPC l’unico esemplare accertato in Italia.

L’intervento tempestivo del Nucleo TPC di Torino ha così impedito una nuova dispersione del bene sul mercato internazionale, permettendone la definitiva ricollocazione nella collezione di appartenenza.

L’operazione testimonia ancora una volta l’efficacia della collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e personale scientifico nella tutela e nel recupero del patrimonio culturale dello Stato, restituendo alla collettività un bene prezioso e a lungo ritenuto perduto. 

A Sasso Marconi la giornata del “No”. Domani incontro pubblico a Marzabotto

Il banchetto di Anpi


A Sasso Marconi è stata la giornata del “No”. In occasione del mercato settimanale, in paese sono stati allestiti tre banchetti per la distribuzione di materiale informativo a sostegno del “No” alla riforma della giustizia, oggetto del referendum costituzionale in programma il 22 e 23 marzo prossimi.

In piazza erano presenti il banchetto dell’Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI), impegnato anche nella raccolta di adesioni per un prossimo incontro elettorale conviviale, quello del Movimento 5 Stelle e quello del Partito Democratico.

Un nuovo appuntamento a favore del “No” è in programma domani, mercoledì 4 marzo, alle 18.30, al Teatro comunale di Marzabotto. L’incontro, organizzato dal Comitato Società Civile per il No nel Referendum, intende analizzare contenuti e implicazioni della riforma, offrendo ai cittadini un’occasione di approfondimento e confronto pubblico.

Interverranno Paolo Bolognesi, presidente del Comitato bolognese per il No nel Referendum; Daniela Padoan, presidente di Libertà e Giustizia; Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale ANPI; e Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto.

L’iniziativa si inserisce nel quadro della campagna per il “No” al referendum costituzionale.

A Monte Sole una passeggiata didattica dedicata alle donne partigiane

 



Il Gruppo di Studi Savena Setta Sambro informa che domenica 8 marzo è in programma una passeggiata didattica a Monte Sole, dedicata al ruolo delle donne partigiane nella Liberazione.

Il ritrovo è fissato alle ore 9.30 in piazza della Libertà a Vado. Da qui i partecipanti si sposteranno in auto fino a Monte Sole, punto di partenza dell’escursione.

Il percorso, di media difficoltà, si sviluppa per circa 7 chilometri, con rientro previsto intorno alle ore 16. È richiesto un abbigliamento adeguato all’escursione, con calzature idonee; si consiglia inoltre di portare acqua e pranzo al sacco.

Ad accompagnare il gruppo sarà un’autrice che ha dedicato studi e pubblicazioni al contributo femminile alla Resistenza, offrendo approfondimenti storici e spunti di riflessione lungo il cammino.

La partecipazione è gratuita, ma è obbligatoria la prenotazione contattando il numero 366 7062145 (Loris).

Ordine di rimozione dei rifiuti speciali rinvenuti a Casetto a Salvaro di Grizzana Morandi

 

Foto d'archivio


Il Sindaco del Comune di Grizzana Morandi, Franco Rubini, ha emanato un’ordinanza per la rimozione di un ingente quantitativo di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, abbandonati in località Casetto – frazione Salvaro.

Il provvedimento fa seguito alla comunicazione dei Carabinieri Forestale Emilia-Romagna – Nucleo di Castiglione dei Pepoli,  con la quale si informava l’Amministrazione comunale che il 1° dicembre 2025 era stato accertato, in località Casella – frazione Salvaro, l’abbandono di un rilevante quantitativo di rifiuti speciali.

Nel corso delle indagini sono anche stati identificati i presunti responsabili dell’abbandono.

Il Sindaco ordina ai soggetti individuati:

·         di provvedere, entro 60 giorni dalla notifica dell’atto, alla rimozione dei rifiuti presenti sul terreno identificato catastalmente al Foglio 1, Particella 74, nel territorio comunale di Grizzana Morandi, in località Casetto – frazione Salvaro;

·         di procedere, entro il medesimo termine, allo smaltimento o al recupero dei materiali nel rispetto della normativa vigente, tramite ditte autorizzate, trasmettendo al Comune copia dei formulari;

·         di ripristinare lo stato dei luoghi;

·         di comunicare l’avvenuta esecuzione degli interventi al Settore Servizi Esterni e Ambiente del Comune tramite PEC all’indirizzo istituzionale, al fine di consentire le verifiche da parte degli organi competenti.

In caso di inottemperanza, l’Amministrazione procederà all’esecuzione d’ufficio in danno dei responsabili, con recupero coattivo delle somme anticipate, oltre all’applicazione delle sanzioni amministrative e penali previste dalla normativa vigente e alla segnalazione all’Autorità giudiziaria.

Inviato da Dubbio il quale si chiede: “In presenza di rifiuti speciali pericolosi, non dovrebbe essere l'amministrazione comunale ad anteporre l'azione di conferimento di questi rifiuti con successiva richiesta di risarcimento verso gli obbligati?

Alto Reno Terme accetta una donazione da 50mila dollari per un nuovo campo da basket all’aperto

 



La Giunta comunale di Alto Reno Terme ha approvato l’atto di accettazione di una donazione  pari a 50.000 dollari statunitensi destinata alla realizzazione di un nuovo campo da pallacanestro all’aperto nel capoluogo.

L’Amministrazione comunale ha ricordato di aver avviato negli ultimi anni numerosi interventi di miglioramento, ammodernamento e riqualificazione degli impianti sportivi del capoluogo. Tra gli obiettivi strategici rientra la valorizzazione della pallacanestro, disciplina profondamente radicata nella tradizione sportiva locale, anche in considerazione del riconoscimento del Santuario della Madonna del Ponte quale Patrona del Basket.

La realizzazione del nuovo campo all’aperto, da collocare in prossimità dei nuovi impianti sportivi comunali già in fase di realizzazione, è concepita come spazio di aggregazione giovanile e strumento di promozione dell’attività sportiva, con particolare attenzione ai minori del territorio.

La donazione è stata formalizzata con nota del 6 febbraio scorso dalla Project Backboard Foundation, nella persona del direttore Daniel Peterson.

lunedì 2 marzo 2026

Linea Porrettana, mattinata nera: 11 treni cancellati e ritardi fino a 80 minuti

 


di Valerio Giusti:


Ancora gravi disagi sulla linea ferroviaria Porrettana. A denunciarlo è il Comitato per la Ferrovia Porrettana, aderente al CRUFER - Comitato Regionale degli Utenti Ferroviari Emilia-Romagna, che segnala una nuova giornata segnata da cancellazioni e ritardi pesantissimi.

Il caos è scattato nelle prime ore del mattino a causa di un guasto al treno 17658 delle 6:27, rimasto fermo a Pioppe di Salvaro, a cui si è aggiunto l’ennesimo problema alle infrastrutture. Per alcune ore la parte alta della linea è rimasta isolata, con i viaggiatori costretti a ricorrere a pochi autobus sostitutivi.

Il bilancio è pesante: 11 treni del mattino cancellati e numerosi altri con ritardi fino a 80 minuti.

I disagi da Porretta

·         Treno 17658 (06:27): cancellato a Pioppe

·         Treno 17660 (06:58): +30 minuti

·         Treno 17662 (07:29): cancellato fino a Vergato

·         Treno 17664 (08:03): +28 minuti

·         Treno 17666 (08:34): cancellato fino a Vergato

·         Treno 17670 (09:32): cancellato fino a Vergato

·         Treno 17668 (09:36): cancellato

·         Treno 17672 (10:36): cancellato

I disagi da Bologna

·         Treno 17733 (06:15): cancellato a Vergato

·         Treno 17735 (06:45): +50 minuti, poi cancellato a Vergato

·         Treno 17737 (07:17): +80 minuti, poi cancellato a Vergato

·         Treno 17741 (08:17): +37 minuti

·         Treno 17745 (09:17): +29 minuti

Cancellati anche i treni per Marzabotto 17739, 17751, 17668 e 17672.

Nei giorni scorsi l’assessora regionale alla Mobilità, Irene Priolo, ha incontrato i comitati degli utenti e le associazioni dei cittadini, che hanno denunciato il protratto silenzio istituzionale sui continui disservizi.

Dal confronto è emersa la decisione di avviare incontri mensili per individuare le cause dei guasti ripetuti e definire interventi concreti contro il progressivo degrado della linea. I Comitati e le associazioni aderenti al Crufer si riuniranno giovedì per stabilire le priorità da sottoporre alla Regione nelle riunioni già fissate per il 30 marzo e il 13 aprile, oltre a programmare incontri specifici sulle singole tratte.

«Non si può continuare a ignorare le richieste dei pendolari — sottolineano dal Comitato —. Servono interventi risolutivi per garantire tempi certi di arrivo a chi si sposta ogni giorno per lavoro o studio».

Infine, viene ribadita anche la protesta sui sistemi di bigliettazione automatica, che frequentemente vanno in tilt nei primi giorni del mese, impedendo il rinnovo degli abbonamenti e aggravando ulteriormente i disagi per gli utenti.

Sorpasso folle sulla SS64 Silla–Riola: il video che riaccende il dibattito sulla sicurezza

 https://www.facebook.com/groups/869335449793991


Un video girato da Mirco Sandoni lungo la SS64, nel tratto Silla–Riola, mostra quanto un sorpasso azzardato possa trasformarsi in un potenziale disastro. Le immagini documentano una manovra estremamente pericolosa, compiuta in un contesto già critico per la conformazione della strada.

Sandoni commenta con parole nette: «Qui non si tratta di sorpassare il nonnino con la Panda e il cappello d’ordinanza che viaggia a 30 km/h — manovra che in curva resta comunque da evitare — ma di pura idiozia».

Alla denuncia si aggiunge anche la voce di un cittadino, che interviene nel dibattito sottolineando la necessità di controlli più mirati: «Il giorno in cui verranno omologati, si dovrebbero utilizzare dispositivi per il rilevamento automatico dei sorpassi vietati, non soltanto autovelox sulla Porrettana, anche nelle gallerie. Nel frattempo, considerato che sulla variante sono presenti aree di sosta, sarebbe opportuna la presenza di pattuglie per accertare e sanzionare immediatamente questi comportamenti criminali. Sono sempre in ansiosa attesa di vedere pattuglie della Polizia Stradale, queste sconosciute…».

L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza lungo un’arteria già teatro, in passato, di incidenti e polemiche, rilanciando la richiesta di maggiori controlli e strumenti efficaci contro le infrazioni più pericolose.

La Capsula della salute arriva a Bologna: in pochi minuti la tua fotografia completa di benessere

 Check-up gratuito e immediato negli spazi di DumBO, con accesso a percorsi personalizzati di attività motoria, nutrizione, supporto psicofisico e promozione di stili di vita sani.



L’Azienda USL di Bologna informa:


Nasce a Bologna “Salute in Sintesi”, il nuovo progetto di promozione della salute realizzato dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Bologna in collaborazione con il Comune di Bologna. L’obiettivo è offrire ai cittadini strumenti concreti, gratuiti e innovativi per prendersi cura del proprio benessere in modo semplice e consapevole.

Il progetto è stato presentato oggi, lunedì 2 marzo, nel corso di un punto stampa con Anna Maria Petrini, direttrice generale dell’Azienda USL di Bologna, Maria Cristina Zambon per l’Area Welfare del Comune di Bologna, Paolo Pandolfi, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica, e Gerardo Astorino per il Programma di Promozione della Salute.

Cuore dell’iniziativa è la Health Pod – Capsula della Salute, attiva fino a dicembre 2026 negli spazi di DumBO, in via Casarini 19. Si tratta di una struttura tecnologicamente avanzata che consente di ottenere, in pochi minuti e con il supporto di professionisti sanitari, una valutazione completa e personalizzata dello stato di salute.

L’iniziativa è rivolta a tutti i cittadini maggiorenni, con priorità ai residenti nei quartieri Porto-Saragozza e Navile. L’accesso è possibile dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18, previa prenotazione sul sito dell’Azienda USL di Bologna.

L’esperienza è guidata, semplice e interamente gratuita. Il cittadino viene accolto da personale sanitario formato e accompagnato all’interno della Capsula, in un ambiente riservato e confortevole.

Attraverso sensori integrati e dispositivi digitali di ultima generazione, vengono rilevati in modo rapido e non invasivo i principali parametri fisiologici: pressione arteriosa, frequenza cardiaca, temperatura corporea, saturazione dell’ossigeno, livello di invecchiamento biologico e stato di forma fisica.

Accanto ai dati clinici, la Capsula integra una valutazione dello stile di vita tramite questionari digitali intuitivi che indagano livello di stress percepito, benessere psicofisico, qualità del sonno, attività fisica e abitudini quotidiane.

Tutte le informazioni vengono elaborate in tempo reale e archiviate nel pieno rispetto della normativa sulla privacy. Al termine, dopo pochi minuti, ogni partecipante riceve un documento di sintesi personalizzato: una fotografia chiara e immediata del proprio stato di salute complessivo, utile per orientarsi verso azioni concrete di miglioramento.

In base ai risultati, è possibile accedere a percorsi dedicati dell’Azienda USL di Bologna, tra cui:

·         programmi di attività motoria adattata, calibrati sulle condizioni individuali;

·         colloqui nutrizionali personalizzati per migliorare le abitudini alimentari;

·         percorsi per smettere di fumare con supporto specialistico;

·         iniziative per il benessere psicofisico e la gestione dello stress;

·         interventi di riabilitazione del pavimento pelvico;

·         proposte per rafforzare stili di vita sani nella quotidianità.

Tutti i percorsi sono gratuiti e pensati per accompagnare la persona nel mantenimento o nel miglioramento del proprio benessere nel tempo.

“‘Salute in Sintesi’ è rivolto a tutta la cittadinanza, con particolare attenzione ai residenti nell’area compresa tra i quartieri Porto-Saragozza e Navile. L’obiettivo è ampliare le opportunità di salute all’interno della comunità, favorendo l’accesso a strumenti innovativi, semplici e facilmente fruibili”, sottolinea Paolo Pandolfi, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica.

La Capsula al DumBO rappresenta la prima tappa di un percorso più ampio: nei prossimi mesi diventerà itinerante e sarà attivata in altri punti del territorio per raggiungere un numero sempre maggiore di cittadini.

Oltre al Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Bologna e al Comune di Bologna, il progetto coinvolge realtà del Terzo Settore come:

·         Eden Park Zone;

·         Onconauti APS (in collaborazione con ACLI);

·         UISP Bologna APS;

·         Cittadinanzattiva Emilia-Romagna APS.

“Salute in Sintesi” è finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del Piano Nazionale Complementare al PNRR “Salute, ambiente, biodiversità e clima”.

Con un investimento di 60 mila euro per l’acquisizione della Capsula, Bologna compie un passo concreto verso un modello innovativo e partecipato di promozione della salute: accessibile, personalizzato e orientato alla persona.

Perché bastano pochi minuti per iniziare a prendersi cura di sé e trasformare una semplice misurazione in un percorso reale di benessere.

Indennità di pronto soccorso, la Regione pronta a stanziare risorse proprie.

 Nursind: “Ora servono fatti concreti

La Regione Emilia-Romagna apre alla possibilità di integrare con risorse proprie i fondi destinati all’indennità di pronto soccorso prevista dal Contratto collettivo nazionale di lavoro. Una disponibilità che arriva dopo settimane di confronto con le organizzazioni sindacali e, in particolare, con il Nursind, che rivendica un ruolo determinante nel risultato ottenuto. Un nuovo incontro tra le parti è fissato per il 6 marzo.

«L’indennità di pronto soccorso prevista dal Ccnl non è né un premio né una concessione politica: è un diritto contrattuale che riconosce una condizione lavorativa oggettivamente più gravosa», afferma Antonella Rodigliano, segretaria regionale del Nursind Emilia-Romagna. Il riferimento è alla possibilità, annunciata dall’ente di viale Aldo Moro, di coprire con fondi regionali il divario tra quanto stabilito dal contratto nazionale e le risorse effettivamente trasferite dallo Stato alle Regioni: una stima di circa 5,8 milioni di euro annui a partire dal 2026, oltre agli arretrati relativi al triennio 2023-2025.

Un’apertura che segue le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi, e del presidente della Regione, Michele de Pascale, sull’importanza di investire nel capitale umano del servizio sanitario. «Accogliamo favorevolmente queste parole – prosegue Rodigliano – ma ora è fondamentale passare dalle dichiarazioni ai fatti, con un accordo che garantisca risorse reali e immediatamente visibili in busta paga».

Il sindacato degli infermieri sottolinea come il risultato sia frutto di un’azione costante, culminata anche nella proclamazione dello stato di agitazione. «Siamo stati presenti a ogni tavolo istituzionale senza arretrare di un centimetro», rivendica la segretaria.

Per il Nursind, il riconoscimento economico deve essere pieno e specificamente destinato agli infermieri dei pronto soccorso, chiamati a operare in contesti di particolare complessità: «Rappresentano il primo filtro clinico, gestiscono i codici a maggiore intensità assistenziale in condizioni di sovraffollamento strutturale, carenza cronica di organico e aggressioni sempre più frequenti, con responsabilità dirette e gravose».

Il sindacato chiede atti amministrativi chiari e immediatamente esecutivi, risorse aggiuntive e non semplici redistribuzioni interne, criteri trasparenti che non penalizzino la componente infermieristica e l’erogazione rapida degli arretrati 2023-2025. «Non accetteremo soluzioni al ribasso né interpretazioni restrittive», avverte Rodigliano. «La tenuta dei pronto soccorso passa dalla valorizzazione reale degli infermieri che ogni giorno li fanno funzionare».

Nel precedente incontro, a metà febbraio, la Regione aveva prospettato una ripartizione complessiva delle risorse inferiore rispetto a quanto previsto dal Ccnl 2022-2024, con una documentazione ritenuta insufficiente dai sindacati. Il confronto del 6 marzo sarà dunque decisivo. «Ci aspettiamo una chiarificazione definitiva sull’ammontare complessivo delle risorse – conclude la segretaria regionale – in caso contrario, ci riserviamo ogni forma di mobilitazione per garantire il pieno rispetto del contratto collettivo nazionale».

Maltrattamenti nei confronti della madre: 44enne arrestato dai Carabinieri

 



I Carabinieri della Stazione di Sasso Marconi hanno arrestato un 44enne italiano, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di maltrattamenti contro familiari e conviventi.

L’intervento è scattato a seguito di una chiamata al 112 da parte di una donna di circa settant’anni che ha chiesto aiuto riferendo che il figlio, appena rientrato in casa in evidente stato di alterazione psicofisica – verosimilmente dovuta all’abuso di alcol – aveva iniziato a insultarla e ad aggredirla fisicamente.

Giunti tempestivamente nell’abitazione, i militari hanno trovato l’uomo ancora in forte stato di agitazione. Poco prima avrebbe danneggiato diversi arredi domestici. Alla vista dei Carabinieri, il 44enne avrebbe continuato a inveire contro la madre e contro gli stessi operanti, rendendo necessario il suo contenimento.

Dagli accertamenti è inoltre emerso che l’uomo era già stato destinatario di un provvedimento di ammonimento del Questore per analoghi comportamenti nei confronti della madre. Considerata la reiterazione delle condotte violente, nonostante la precedente misura di prevenzione, i Carabinieri hanno quindi proceduto all’arresto.

All’esito del giudizio con rito direttissimo, l’arresto è stato convalidato e per il 44enne è stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Sasso Marconi.

Camugnano, allarme esche avvelenate: il Sindaco dispone cartelli e controlli rafforzati

 

Gatto avvelenato. Foto d'archivio 


Il Sindaco di Camugnano, Marco Masinara, ha firmato un’ordinanza a seguito del ritrovamento di una carcassa di gatto presumibilmente avvelenato in località Verzuno Confiantana – Casa Magelli.

Il provvedimento nasce dal rapporto trasmesso dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna – Sezione di Bologna,  con cui è stata formalizzata la denuncia relativa al ritrovamento.

Considerata la necessità di prevenire ulteriori pericoli per l’incolumità di persone e animali, il Sindaco ha disposto: l’apposizione di apposita cartellonistica di avviso per informare la cittadinanza e la comunicazione dell’atto al Corpo di Polizia Locale della Città Metropolitana di Bologna, alla Stazione Carabinieri Forestale di Castiglione dei Pepoli e alla Polizia Locale di Camugnano, affinché venga intensificata l’attività di controllo, ciascuno per le proprie competenze.

L’obiettivo dell’Amministrazione comunale è quello di rafforzare la vigilanza sul territorio e prevenire ulteriori episodi legati all’utilizzo di esche o bocconi avvelenati.

Alto Reno Terme, divieto notturno di transito in via della Pace per lavori

Dalle 21 alle 6, da oggi,  2 al 6 marzo 2026.

 


Il Responsabile del Servizio di Polizia Locale del Comune di Alto Reno Terme ha emanato un’ordinanza che introduce modifiche temporanee alla circolazione stradale in via della Pace, per consentire il regolare svolgimento di lavori e manutenzioni sulla via.

L’ordinanza dispone:

·         in via della Pace, il divieto di transito per tutti i veicoli, dalle ore 21.00 alle ore 6.00, nel periodo compreso tra il 2 marzo 2026 e il 6 marzo 2026.

È istituito un percorso alternativo in direzione centro per i veicoli provenienti da via Pineta e via della Pace, con il seguente tragitto: strada comunale “Madognana” – località Borgo Capanne – Strada Statale n. 64, e viceversa per raggiungere le medesime località.

Autorizzazioni straordinarie

Al termine delle operazioni di cantiere e prima della riapertura giornaliera di via della Pace, i mezzi d’opera eccedenti per sagoma rispetto ai limiti imposti in piazza della Libertà n. 1 sono autorizzati al transito contromano in via Matteotti e in piazza della Libertà.

La segnaletica verticale temporanea sarà installata nelle aree interessate.

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare l’ordinanza. Le violazioni saranno sanzionate ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.

"Vetrina - Spazi che diventano impresa": incontri pubblici nei Comuni per presentare il bando e le opportunità di avvio d'impresa

Appuntamenti a Camugnano e Galliera (2 marzo), San Giovanni in Persiceto (3 marzo), Valsamoggia (5 marzo) e Ozzano dell’Emilia (10 marzo)


La Città Metropolitana informa:


La Città metropolitana di Bologna ha promosso il  progetto "Vetrina – Spazi che diventano impresa", rivolto ad aspiranti imprenditori e imprenditrici e a micro e piccole imprese interessate ad avviare nuove attività di prossimità.


Per supportare la diffusione dell’opportunità e accompagnare i potenziali candidati nella comprensione del bando, sono in programma incontri pubblici territoriali in collaborazione con i Comuni e con gli sportelli territoriali Progetti d’Impresa, con momenti di presentazione, domande e confronto, e spazi di networking.


Il bando prevede la selezione di 9 progetti imprenditoriali nei settori del commercio, dell’artigianato (anche artistico), dell’artigianato di servizio e dei pubblici esercizi. I progetti selezionati potranno beneficiare di un contributo a fondo perduto fino a 10.000 euro (concesso esclusivamente dopo la stipula del contratto di locazione o concessione dello spazio) e di un percorso di accompagnamento imprenditoriale a cura del Servizio Progetti d’Impresa della Città metropolitana di Bologna. 

È possibile presentare candidature fino alle 23:59 del 23 marzo prossimo.


Calendario degli incontri

Lunedì 2 marzo, ore 18.30, Municipio di Galliera, in Piazza Eroi della Libertà a San Venanzio di Galliera. Iscrizioni e programma.

Lunedì 2 marzo, ore 17:30, Sala del Consiglio del Comune di Camugnano, in Piazza Kennedy, presentazione del Bando Vetrina in occasione dell’Incontro pubblico “Hub Urbano a Camugnano”

Martedì 3 marzo, ore 18, IAT R San Giovanni in Persiceto "Ex Arte Meccanica", in via Cento 9/a . Iscrizioni e programma

Giovedì 5 marzo, ore 18, Sala Consiliare del Municipio di Crespellano Comune di Valsamoggia, in Piazza A. Berozzi. Iscrizioni e programma

Martedì 10 marzo, ore 17.30, Palazzo Comunale di Ozzano dell’Emilia, in via della Repubblica, 10. Iscrizioni e programma.  


Informazioni e contatti
www.cittametropolitana.bo.it/imprese/Vetrina_Spazi_che_diventano_impresa 
tavolocomtur@cittametropolitana.bo.it


domenica 1 marzo 2026

Frontale nella notte sulla Porrettana: paura alla Rupe di Sasso Marconi

 

Foto d'archivio


Ancora un incidente sulla Strada statale 64 Porrettana. Nella scorsa notte, nel tratto prospiciente la Rupe di Sasso Marconi, in uno dei punti più stretti della carreggiata, due auto che viaggiavano in direzioni opposte si sono scontrate violentemente. L’impatto ha generato uno scenario che, in un primo momento, ha fatto temere il peggio.

I primi a intervenire sono stati i Vigili del Fuoco del distaccamento di Vergato. I pompieri hanno estratto i passeggeri dalle lamiere contorte, provvedendo poi a bloccare e regolare il traffico per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area.

Sul posto sono giunti anche i Carabinieri, che hanno preso in carico la gestione della viabilità e avviato i rilievi necessari a ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. Il personale del 118, dopo le prime valutazioni sanitarie, ha disposto il trasferimento in ospedale dei feriti che necessitavano di cure. Al momento non sono state diffuse informazioni ufficiali sulle condizioni fisiche delle persone coinvolte.

Restano ancora da chiarire le cause dello scontro. Una prima ipotesi, poi smentita, parlava di un sorpasso azzardato da parte di una delle vetture, che avrebbe invaso la corsia opposta. Una seconda ricostruzione attribuirebbe invece l’incidente alla ristrettezza del tratto stradale, che potrebbe aver portato entrambi i veicoli ad avvicinarsi eccessivamente alla linea centrale, fino all’impatto.

Si tratta, in entrambi i casi, di ipotesi non confermate: saranno gli accertamenti delle forze dell’ordine a stabilire l’esatta dinamica e le eventuali responsabilità.