L’incontro
con il professor Angelo D'Orsi, organizzato il 14 febbraio scorso dal
gruppo “Cittadini contro la guerra – art. 11” sul tema “Cosa resta della
democrazia fra guerra e genocidio”, approda in Consiglio comunale a Marzabotto
e accende il confronto politico.
A portare la
vicenda all’esame dell’aula è stata un’interrogazione presentata dai
consiglieri di opposizione Morris Battistini e Laura Di Maio, nella quale si
contestava l’“inopportuna concessione di spazi comunali” al docente
universitario. Secondo i firmatari, l’evento «nulla aveva a che fare con la
cultura», configurandosi invece come «inaccettabile propaganda politica».
Pur senza
riferimenti espliciti, dal dibattito è emersa l’impressione che il vero nodo
del contendere fosse un presunto collegamento con la campagna per il referendum
del 22 e 23 marzo. «Si è spacciata come iniziativa culturale un’inopportuna
propaganda politica», ha sostenuto la consigliera Di Maio illustrando
l’interrogazione.
Alla
“denuncia” ha replicato la consigliera di maggioranza Valentina Franco, che ha
difeso la scelta: «Si è trattato di un semplice e civile incontro di
approfondimento sulle numerose situazioni di guerra in corso», aggiungendo che
«parlare di guerra e di pace è cultura».
È poi
intervenuta la sindaca Valentina Cuppi, che ha sottolineato: «Si è
trattato di un confronto con la cittadinanza. Tutti hanno potuto esporre il
proprio pensiero, riportando elementi utili alla riflessione».
In replica,
Battistini ha affermato che esisterebbe un video in cui il professore
inciterebbe alla violenza e ha posto una domanda provocatoria: «Se la stessa
richiesta di uno spazio pubblico l’avesse fatta Alessandra Mussolini,
avrebbe avuto la stessa disponibilità?».
A quel punto
la sindaca Cuppi, probabilmente per evitare un’ulteriore escalation nei toni del
confronto, ha ritenuto esaurito il dibattito e ha chiuso la seduta. Il
consigliere Battistini ha però continuato a manifestare il proprio dissenso
anche a microfoni spenti, mentre dai banchi della maggioranza si è levata una
battuta: «La Mussolini è abbastanza intelligente da non venire».
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