mercoledì 4 marzo 2026

Scontro in Consiglio a Marzabotto sull’incontro di Angelo D’Orsi: “Cultura o propaganda?”

 



L’incontro con il professor Angelo D'Orsi, organizzato il 14 febbraio scorso dal gruppo “Cittadini contro la guerra – art. 11” sul tema “Cosa resta della democrazia fra guerra e genocidio”, approda in Consiglio comunale a Marzabotto e accende il confronto politico.

A portare la vicenda all’esame dell’aula è stata un’interrogazione presentata dai consiglieri di opposizione Morris Battistini e Laura Di Maio, nella quale si contestava l’“inopportuna concessione di spazi comunali” al docente universitario. Secondo i firmatari, l’evento «nulla aveva a che fare con la cultura», configurandosi invece come «inaccettabile propaganda politica».

Pur senza riferimenti espliciti, dal dibattito è emersa l’impressione che il vero nodo del contendere fosse un presunto collegamento con la campagna per il referendum del 22 e 23 marzo. «Si è spacciata come iniziativa culturale un’inopportuna propaganda politica», ha sostenuto la consigliera Di Maio illustrando l’interrogazione.

Alla “denuncia” ha replicato la consigliera di maggioranza Valentina Franco, che ha difeso la scelta: «Si è trattato di un semplice e civile incontro di approfondimento sulle numerose situazioni di guerra in corso», aggiungendo che «parlare di guerra e di pace è cultura».

È poi intervenuta la sindaca Valentina Cuppi, che ha sottolineato: «Si è trattato di un confronto con la cittadinanza. Tutti hanno potuto esporre il proprio pensiero, riportando elementi utili alla riflessione».

In replica, Battistini ha affermato che esisterebbe un video in cui il professore inciterebbe alla violenza e ha posto una domanda provocatoria: «Se la stessa richiesta di uno spazio pubblico l’avesse fatta Alessandra Mussolini, avrebbe avuto la stessa disponibilità?».

A quel punto la sindaca Cuppi, probabilmente per evitare un’ulteriore escalation nei toni del confronto, ha ritenuto esaurito il dibattito e ha chiuso la seduta. Il consigliere Battistini ha però continuato a manifestare il proprio dissenso anche a microfoni spenti, mentre dai banchi della maggioranza si è levata una battuta: «La Mussolini è abbastanza intelligente da non venire».

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