mercoledì 16 settembre 2009

Beffa al PEPERONCINO


Sgombero al ‘peperoncino’ a Lama di Reno ieri intorno alle 14. Una nube da tutti ritenuta di gas tossico si è invece rivelata come una banalissima nuvola di un irritante al peperoncino utilizzato per l’autodifesa.

La vicenda ha avuto inizio dal piano delle cantine di via Palazzetto n 16 in cui una misteriosa esalazione rendeva difficile il respiro costringendo a una energica tosse, irritava la gola e faceva lacrimare gli occhi.

La prima a imbattersi nella presenza indesiderata, un’amica della residente Olimpia Gentile la quale, scesa in cantina, ha perso quasi i sensi, ha abbandonato con fatica il piano terra ed ha raggiunto con molte difficoltà l’appartamento di Olimpia. “Mi pareva svenisse” racconta la signora. “Era in preda a una tosse convulsa e si era abbandonata senza forze. Ho quindi dato l’allarme”.

Il primo a raggiungere le due donne è stato il responsabile del condominio Romano Grandi che ha subito attuato una prima ispezione: “Non sono riuscito a raggiungere le cantine. Ho cominciato a tossire e ho quindi abbandonato il luogo. Mi pareva però di sentire odore di acido solforico”. In aiuto a Romano è andato il figlio Andrea che ha aiutato il padre a guadagnare l’uscita dal condominio. Gli effetti della nube si sono sentiti anche all’esterno dello stabile.

Valeriano Rubbi che abita di fronte al condominio ‘appestato’ ha detto: “Ho sentito anch’io un insolito bruciore alla gola e mi lacrimavano gli occhi. Non ho però sentito cattivi odori”. Dato l’allarme sono intervenuti la Polizia municipale, la Pubblica Assistenza di Sasso Marconi, il 118 con l’auto medica e i Vigili del Fuoco. Lo stabile è stato evacuato. A tutti coloro che sono stati coinvolti è stato fatto un attento controllo medico: saturazione del sangue, pressione e un elettrocardiogramma. Non è stato rilevato fortunatamente nulla di grave.

I vigili del fuoco, dopo una prima ispezione visiva da cui non sono emerse presenze anomale, hanno fatto intervenire il gruppo NBCR (specializzato nella ricerca nucleare, batteriologica, chimica, radioattiva) con un mezzo attrezzato per il rilievo di ogni tipo di sostanza pericolosa. Avevano già ispezionato buona parte del piano delle cantine quando si è presentato un vicino che ha mostrato una strana bomboletta trovata nel suo giardino. L’arcano si è risolto: un burlone o un malintenzionato aveva spruzzato il contenuto irritante e aveva poi gettato il barattolo nel giardino confinante.

Ora si cerca l’artefice dello scherzo sconsiderato.

Nessun commento: