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mercoledì 2 febbraio 2022

Morti sul lavoro nel 2022 al 31 gennaio.


 di Carlo Soricelli

 metalmeccanico in pensione


Sono già 89 i morti i per infortuni sul lavoro nel primo mese dell’anno. Di questi, 43 sui luoghi di lavoro, gli altri sulle strade e in itinere, considerati a tutti gli effetti morti sul lavoro.

Già sette gli agricoltori schiacciati dal trattore (una vergogna l’indifferenza, tanto si potrebbe fare), sette anche gli autotrasportatori che hanno perso la vita sulle strade. Sette anche gli edili che hanno perso la vita, quasi tutti per cadute dall’alto. Tre gli stranieri morti. Due i giovani con meno di vent’anni, Lorenzo Parelli nello stage Scuola/lavoro e Thomas Tavola di 19 anni.  Occorre rivedere l’alternanza scuola/lavoro e abolire il precariato per i giovani nuovi assunti che non si possono rifiutare di svolgere lavori pericolosi, pena il licenziamento.

All’INAIL sono arrivate nel 2021 denunce di  1221 morti, ma mancano 158 agricoltori schiacciati dal trattore e gli altri morti in agricoltura e delle altre categorie non assicurate all’INAIL e impiegati in nero.

 Noi ne abbiamo contate 1404 e  temiamo che ve ne siano molte di più, che sfuggono alle statistiche, soprattutto i decessi per le strade.

Studi eseguiti in Italia e in Europa ci dicono che altre la metà degli incidenti stradali  avvengono durante gli spostamenti per lavoro. Sarebbe opportuno eseguire un monitoraggio stringente per sapere esattamente quanti sono i lavoratori che muoiono sulle strade. 

Dal 1° gennaio 2008, anno di apertura dell’Osservatorio  sulle morti nel lavoro, sono deceduti oltre 20000 lavoratori per infortuni.

giovedì 2 dicembre 2021

Morti sul lavoro nel 2021 al 30 novembre.

L'argomento è di una gravità preoccupante e purtroppo sta diventando uno di quelli che fanno poca notizia, per cui per ogni tragico evento viene dato un accenno e poco altro. Al contrario andrebbe sempre più tenuto in considerazione per sollecitare provvedimenti. Per quello che può valere, diamo il resoconto che ci è stato inviato e ci uniamo al cordoglio per le famiglie così tanto compite da un lutto che nel 2021 non dovrebbe accadere.




 

di Carlo Soricelli

Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro


Ci sono stati 1313 morti complessivi per infortuni sul lavoro nell'anno in corso. 646 sono morti sui luoghi di lavoro, gli altri sulle strade e in itinere, considerati a tutti gli effetti morti sul lavoro dalle Istituzioni.  Non ci sono in questi numeri i lavoratori morti per covid.


Già 153 gli agricoltori schiacciati/e dal trattore nel 2021.

Occorre aggiungere i morti per infortuni da coronavirus: 90 medici morti per coronavirus nel 2021 (368 totali dall’inizio epidemia), 80 gli infermieri in servizio. Il 70% dei lavoratori morti per infortuni sul lavoro da coronavirus sono donne.

l’INAIL considera i propri assicurati morti a causa del coronavirus, come morti per infortuni sul lavoro. Noi aggiungiamo anche gli altri che non lavorano nella Sanità.


I morti sui LUOGHI DI LAVORO nelle Regioni e Province nel 2021: 

CAMPANIA 65  Napoli (20), Avellino (12), Benevento (5), Caserta (12), Salerno (16)

LOMBARDIA 68 Milano (14), Bergamo (14), Brescia (13), Como (3), Cremona (1), Lecco (3), Lodi (1), Mantova (3), Monza Brianza (1), Pavia (8), Sondrio (4), Varese(3)

 TOSCANA 53 Firenze (12), Arezzo (2), Grosseto (3), Livorno (3), Lucca (6), Massa Carrara (3), Pisa‎ (9), Pistoia (10), Siena (2) Prato(3)

EMILIA ROMAGNA  50 Bologna (6), Rimini (4) Ferrara (4) Forlì Cesena (3) Modena (10) Parma (7) Ravenna (5) Reggio Emilia (9) Piacenza(1) 

PIEMONTE  47 Torino (12), Alessandria (10), Asti (3), Biella (2), Cuneo (17), Novara (1),Verbano-Cusio-Ossola() Vercelli (1)

VENETO 47 Venezia (5), Belluno (2), Padova‎ (14), Rovigo (1), Treviso (10), Verona (6), Vicenza (8) 

 LAZIO 35 Roma (18), Viterbo (2) Frosinone (6) Latina (6) Rieti (3) 

PUGLIA 31 Bari (6), BAT (4), Brindisi (4), Foggia (4), Lecce (7) Taranto (6)

CALABRIA 33   Catanzaro (7), Cosenza (16), Crotone (1) Reggio Calabria (5) Vibo Valentia (3)

SICILIA 28 Palermo (4), Agrigento (5), Caltanissetta (), Catania (4), Enna (1), Messina (6), Ragusa (7), Siracusa (1)

ABRUZZO 28  L'Aquila (5), Chieti (11), Pescara (1)  Teramo (10) 

TRENTINO ALTO ADIGE 23 Trento (8) Bolzano (15) 

  MARCHE 22  Ancona (4), Macerata (4), Fermo (1), Pesaro-Urbino (7), Ascoli Piceno (6)

 FRIULI VENEZIA GIULIA 14 Pordenone (2) Trieste (1) Udine (9) Gorizia (2)

SARDEGNA 14 Cagliari (4) Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (1), Nuoro (5), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (1), Sassari (2).Sulcis iglesiente  ()   

BASILICATA 8 Potenza (6) Matera(2) 

UMBRIA 9 Perugia (7) Terni (2)

 Molise 6  Campobasso (2) Isernia (4).

LIGURIA 7 Genova (3), Imperia () La Spezia (2), Savona (2)

 VALLE D’AOSTA (3)

giovedì 3 giugno 2021

Terribile sequenza di morti sul lavoro: altri 5 morti sui luoghi di lavoro il 27 maggio .

Stefano Zanni è morto in una cappella cimiteriale cadendo da un'impalcatura



di Carlo Soricelli curatore

dell'Osservatorio morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

Un incidente sul lavoro si è verificato all’interno del cimitero di Orta Nova di Foggia. Un muratore 61enne (Stefano Zanni, originario di Orta Nova), impegnato in lavori di edilizia presso delle cappelle private, è caduto da una impalcatura di diversi metri. Sul posto l’ambulanza del 118, i cui sanitari hanno provato ad attuare delle manovre di rianimazione ma non c’è stato nulla da fare. Sono giunti in Via Stornara anche i Carabinieri per gli accertamenti del caso. Il campo santo è stato chiuso al pubblico per consentire tutte le operazioni necessarie. 

E’ successo a Cellara di Cosenza lo scorso 14 maggio, ma della tragedia si è appreso solo oggi. Ionel Schipor, 33 anni, impiegato in un’impresa di Figline Vegliaturo e i suoi familiari sanno solo che è morto al lavoro, che sarebbe stato colpito e schiacciato dalla grossa cima di un albero che stava tagliando, ma cosa sia veramente accaduto a Ionel Schipor, a quasi due settimane da una tragedia passata del tutto sotto silenzio, è ancora un mistero. Al momento non è chiaro se si tratti di un incidente sul lavoro o di un infortunio. I carabinieri della Compagnia di Villacidro e della Stazione di Gonnosfanadiga hanno avviato gli accertamenti. Da quanto si apprende, il 61enne si trovava sul tetto di un capannone situato lungo la strada provinciale 57, in località Santa Maria. Non è chiaro cosa stesse facendo sul tetto dello stabile (cosa ci fa mai uno su un tetto di un capannone?), sta di fatto che un lastrone si è sbriciolato sotto i suoi piedi e lui è caduto nel vuoto. Un volo di diversi metri e poi lo schianto sul pavimento. Immediata la richiesta di soccorsi e l'arrivo sul posto dell'ambulanza del 118 e dei carabinieri. Ma per il 61enne non c'è stato nulla da fare. Muore Nicola Gualà un altro agricoltore schiacciato dal trattore in provincia di Teramo, è il secondo in 48 ore. L’incidente nelle campagne di Bellante. E’ la quarta vittima in due mesi, la seconda in 48 ore. Sul posto sono intervenuti il personale del 118 e i vigili del fuoco. Le indagini sull’ennesimo incidente sono condotte dai carabinieri della stazione di Bellante. In appena due mesi si contano quattro morti per via di incidenti con i mezzi agricoli: era successo già a Battaglia di Campli lo scorso 18 marzo, con il decesso di un 60enne, poi 31 marzo a Tossicia (dove perse la vita il 65enne Aldo Lanti). Muore 33enne in uno scontro Fabio Ferri di soli 33 anni, ha avuto uno scontro col suo tir con un furgone nei pressi di Spilamberto in provincia di Modena

 

sabato 31 agosto 2019

30 agosto, il venerdì nero del lavoro italiano

di Carlo Soricelli

Ieri, venerdì 30 agosto, sono stati 5 i morti sui luoghi di lavoro. Una strage che prosegue nell'indifferenza generale che dovrebbe far inorridire e a non pensare ad altro.

Le morti:

un operaio di 39 anni nel varesotto schiacciato dai rulli di un macchinario
 
un altro operaio, Marzio Bolsato, in una fabbrica della provincia di Treviso: è stato travolto e colpito alla testa da materiali

un edile nel frusinate, Franco di Palma, morto travolto da terreno franoso
 
dopo 25 giorni di agonia, è morto un operaio travolto in un cantiere sull'A12 mentre cercava d'aiutare un automobilista in difficoltà

Terribile la morte di Cosimo Blasi, avvenuta in un cantiere abusivo per una scarica elettrica. Non si sa per chi lavorasse.

E' un'Italia orribile quella che vediamo. Tra l'altro proprio ieri l'INAIL ha diffuso il numero di denunce che gli sono arrivate: sono state 599 (comprensivi dei morti sulle strade e in itinere) nei primi sette mesi del 2019. In realtà occorre avere ben chiaro che queste sono solo denunce e molte non verranno poi riconosciute. Tra l'altro, e lo scriviamo da anni, le morti sono molto de più di quelle diffuse da questo Istituto dello Stato: molte categorie di lavoratori non sono assicurate all'INAIL come per esempio la stragrande maggioranza degli agricoltori schiacciati dal trattore, già 102 dall'inizio dell'anno. In questo momento sono 952 i morti sul lavoro complessivi, di questi 465 sui luoghi di lavoro.

Su queste tragedie occorre la massima chiarezza. Abbiamo la speranza che il nuovo governo ponga finalmente al centro della sua politica la vita dei lavoratori. Speriamo non sia solo una speranza.

lunedì 3 giugno 2019

Morti sul lavoro

di Carlo Soricelli
curatore dell’Osservatorio Caduti sul Lavoro
 
In questi primi 5 mesi del 2019 sono morti 535 lavoratori per infortuni. Di questi, 270 sono morti sui LUOGHI DI LAVORO (esclusi i morti sulle strade e in itinere), con un calo dell’8.17 % rispetto ai primi 5 mesi del 2018. Ma occorre su questo aspetto delicatissimo fare la massima chiarezza: il 2018 è stato un anno disastroso, l’Osservatorio monitora tutti i morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL. Partendo da un numero molto più alto di vittime rispetto alle denunce che arrivano all’INAIL (sono denunce che arrivano dal territorio e molte di queste non verranno riconosciute). Quindi è per questo che noi registriamo un calo e non un aumento come registra INAIL nei primi 4 mesi del 2019. Partiamo da un numero molto più elevato di morti sui LUOGHI DI LAVORO.
Nessuno si prenda il merito di questo calo: è dovuto solo alla casualità e all’enorme numero di morti sul lavoro registrati nel 2018, il più catastrofico in assoluto da quando è stato aperto l’Osservatorio, il 1° gennaio 2008.
Anche da questo governo non è stato messo in campo niente che può aiutare concretamente a diminuire il numero di morti. Dei 270 morti sui LUOGHI DI LAVORO del 2019 ben 82 sono morti in agricoltura, che rappresentano da soli il 30% dei morti di tutte le categorie . Di questi ben 44 sono stati schiacciati dal trattore(il Ministro che sta facendo per questa piaga? Sono già 145 gli schiacciati dal trattore da quando è ministro) . La seconda categoria per numero di morti è l’edilizia con 54 vittime sui luoghi di lavoro e rappresentano il 18,37% sul totale delle morti. Sono 33 gli autotrasportatori, raggruppati tutti nella stessa categoria sono il 12,22% sul totale. Segue l’industria con 31 morti e rappresentano l’11,48%. Seguono una miriade di figure che non stiamo ad elencare. Impressionante vedere che ben 66 di questi morti sui luoghi di lavoro ha più di 61 anni e rappresentano da soli il 24,4% di tutti i morti sui luoghi di lavoro, muoiono in tantissimi di questa età in agricoltura e in edilizia. Ma sono 18 i morti sui luoghi di lavoro che hanno perso la vita avendo meno di trent’anni. Sono la Lombardia, la Sicilia, la Campania e il Lazio le Regioni che guidano questa triste classifica. Sono le Province di Roma, di Milano, di Palermo, di Verona ad avere il numero più alto di morti sui luoghi di lavoro. Sono 37 gli stranieri che hanno perso la vita sui luoghi di lavoro e rappresentano il 13,7%. È la Romania con 8 morti la nazionalità con più vittime, segue l’Albania con 5.
Per approfondimenti andare nel sito dell’Osservatorio http://cadutisullavoro.blogspot.it


mercoledì 1 maggio 2019

Primo Maggio con il lutto al braccio per Soricelli


di Carlo Soricelli
curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it 


Oggi 1° maggio porterò, come tantissimi altri, il lutto al braccio in segno di solidarietà verso i familiari dei morti sul lavoro, migliaia ogni anno.

Dall’inizio dell’anno sono morti 206 lavoratori sui luoghi di lavoro. Complessivamente oltre 400 se si comprende quelli in itinere e sulle strade per recarsi al lavoro. 31 sono stati schiacciati dal trattore. 127 morti guidando questo mezzo.  



Non sono segnalati i morti in autostrada e coloro che  lavoravano all’estero. Conteggiati a parte i lavoratori morti sulle strade e in itinere. Per la prevenzione richiedono interventi completamente diversi e mirati rispetto ai lavoratori che muoiono sui luoghi di lavoro.
 
Lombardia 28 Milano (5), Bergamo (3), Brescia (3), Como (5), Cremona (1), Lecco (1), Lodi (), Mantova (2), Monza Brianza (6), Pavia (1), Sondrio (), Varese (1) LAZIO 21 Roma (14), Viterbo (1) Frosinone (5) Latina () Rieti (1) (). () CAMPANIA 17 Napoli (3), Avellino (4), Benevento (1), Caserta (7), Salerno (2). PIEMONTE 16 Torino (6), Alessandria (3), Asti (), Biella (), Cuneo (6), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola () Vercelli () SICILIA 15 Palermo (7), Agrigento (3), Caltanissetta (1), Catania (1), Enna (), Messina (2), Ragusa (), Siracusa (), Trapani‎ (1) VENETO 14 Venezia (1), Belluno (), Padova‎ (1), Rovigo (), Treviso (1), Verona (7), Vicenza (4 TOSCANA 13 Firenze (2), Arezzo (1), Grosseto (2), Livorno (2), Lucca (), Massa Carrara (), Pisa‎ (4), Pistoia (1), Siena (1) Prato ().PUGLIA 10 Bari (1), BAT (1), Brindisi (), Foggia (3), Lecce (4) Taranto (1)EMILIA ROMAGNA 8 Bologna (2), Rimini (). Ferrara (1) Forlì Cesena () Modena () Parma (3) Ravenna () Reggio Emilia (1) Piacenza (1TRENTINO ALTO ADIGE 8 Trento (3), Bolzano (5). ABRUZZO 5 L'Aquila (), Chieti (1), Pescara (2) Teramo (1). LIGURIA 5 Genova (2), Imperia (1), La Spezia (1), Savona (1). UMBRIA 4 Perugia (4) Terni () MARCHE 3 Ancona (), Macerata (2), Fermo (1), Pesaro-Urbino (), Ascoli Piceno (). FRIULI VENEZIA GIULIA 3. Trieste (), Gorizia (), Pordenone (2), Udine (1). Molise 3 Campobasso (2), Isernia (1) VALLE D’AOSTA 3. SARDEGNA 2 Cagliari (2, Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (), Ogliastra (), Olbia-Tempio (), Oristano (), Sassari (). Sulcis iglesiente () CALABRIA 2 Catanzaro (), Cosenza (), Crotone (1) Reggio Calabria Vibo Valentia (1). BASILICATA Potenza () Matera ().


L’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ha iniziato il 1° gennaio 2019 il dodicesimo anno di monitoraggio delle morti. L’archivio delle morti sul lavoro è a disposizione, su richiesta, di studiosi interessati al fenomeno
Per contatti mail carlo.soricelli@gmail.com
Aperto il 1° gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione e artista sociale Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima bruciati vivi.
La storia. Poco dopo l’una di notte del 6 dicembre, sulla linea 5 dell’acciaieria di Torino sette operai vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente, che prende fuoco. I colleghi chiamano i vigili del fuoco, all’1.15 arrivano le ambulanze del 118, i feriti vengono trasferiti in ospedale. Alle 4 del mattino muore il primo operaio, si chiamava Antonio Schiavone. Nei giorni che seguiranno, dal 7 al 30 dicembre 2007, moriranno tra atroci sofferenze a causa dall’olio bollente che ne aveva devastati i corpi: si chiamavano Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.
L’Osservatorio ha registrate le morti sui luoghi di lavoro di tutti i lavoratori morti dal 1° gennaio 2008
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lunedì 2 luglio 2018

Report morti sul lavoro nei primi sei mesi del 2018

Più 20,5% rispetto al 30 giugno del 2008. Più 7,4% rispetto allo stesso giorno del 2017. Sono 69 i morti sui LUOGHI DI LAVORO in giugno, 25 di questi schiacciati dal trattore. Almeno altrettanti morti sulle strade e in itinere.
Di Carlo Soricelli 
Osservatorio Indipendente di Bologna morti per infortuni sui luoghi di lavoro


Chiediamo una Commissione Parlamentare d’inchiesta per far conoscere agli italiani il reale numero di lavoratori morti per infortuni sul lavoro in questi ultimi dieci anni. Stampa e televisioni e media se veramente liberi ci aiutino a far emergere dal silenzio le dimensioni di questo autentico genocidio di lavoratori. Nella nostra  raccolta dati ci sono sempre risultati tantissimi lavoratori morti sui LUOGHI DI LAVORO lavoro in più: sono tutti registrati in appositi file per identità, luogo e anno della tragedia, professione, cenni sulle cause infortunio e nazionalità. Tutti gli anni i morti sui luoghi di lavoro lavoro aumentano, mentre ci dicono che calano. L’unico calo registrato è quello dei lavoratori morti sulle strade e in itinere e questo per merito delle normative molto più severe (patente a punti) introdotte nel Codice della Strada. Il grafico in allegato mostra l’andamento delle morti in questi dieci anni di monitoraggio. È solo per i morti sui luoghi di lavoro. Riteniamo che i morti sulle strade e in itinere richiedono interventi diversi e specifici: tanti lavoratori morti in itinere non vengono riconosciuti come infortuni sul lavoro, per una normativa che è molto penalizzante per i lavoratori



C’è stato un record storico in negativo in questi primi sei mesi del 2018, mai stati tanti morti sui Luoghi di Lavoro (escluso itinere) da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio. Sono stati ben 69 i morti sui luoghi di lavoro in giugno, di questi 24 hanno perso la vita schiacciati dal trattore che guidavano. Lo stesso giorno del 2008 erano 291. Registriamo un aumento del  20,50%. Erano 339 il 30 giugno del 2017 l’aumento è del 7,4%. Quando parlano di cali ogni anno NON CREDETECI, i morti sui LUOGHI DI LAVORO sono sempre stati in costante aumento da quando il 1° gennaio 2008 è stato aperto l’Osservatorio,. Il 95% dei morti sui luoghi di lavoro non ha l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, quello che tutela contro i licenziamenti senza giusta causa o giustificato motivo (il jobs act renziano l’ha tolto a tutti i nuovi assunti). I lavoratori licenziati ingiustamente può al più avere qualche soldo in più dopo lunghe cause. Verrano licenziati con scuse, malati, politicizzati, sindacalizzati (sindacati veri), antipatici a capi e capetti, sulle donne ecc.insomma la dignità dei lavoratori si ferma davanti alle soglie dei luoghi di lavoro, insomma  ARBEIT MACHT FREI di licenziare anche senza nessuna colpa, mancanza o esigenza dell’azienda. Un lavoratore su cinque che muore sui LUOGHI DI LAVORO, ha più di 60 anni, la legge Fornero, che non ha distinto chi svolge un lavoro d’ufficio, o poco pericoloso da uno pericoloso per sé e per gli altri, come per esempio guidatori di TIR, ha fatto aumentare le morti per infortuni tra gli ultrasessantenni. L’ultima vittima di 62 anni, proprio ieri nel vercellese a pochi giorni dalla pensione: Giancarlo Bragato aveva 62 anni e stata lavorando in una rotonda sulla strada, era in una buca, quando un’automobile l’ha travolto per un incidente stradale. Chiediamo che il nuovo governo e il Ministro del Lavoro Di Maio di istituire una Commissione Parlamentare d’Inchiesta per stabilire quanti sono i morti sul lavoro in Italia: noi monitoriamo tutti quelli che muoiono sui luoghi di lavoro, ed è per noi inaccettabile leggere ogni anno che i morti sul lavoro calano, mentre invece sono sempre in costante aumento se si monitorano tutti. Chiediamo al Ministro delle Politiche Agricole Centinaio di fare, lui stesso, in prima persona, una campagna informativa sulla pericolosità del trattore: da quando è ministro ne sono già morti 25 schiacciati da questo mezzo (praticamente uno al giorno da quando è ministro delle politiche agricole. Oltre 650 nell’ultima legislatura e oltre 1500 da quando il 1° gennaio 2008 abbiamo aperto l’Osservatorio. Di approvare finalmente in Parlamento la legge europea del 2003 che obbligherebbe chi guida questo mezzo PERICOLOSISSIMO a sottoporsi a un esame per poterlo guidare. Le lobby parlamentari sono riuscite a rinviarla per 15 anni, è ora di guardare alla vita di chi lo guida, non alle lobby che bloccano tutto. Qui sotto la situazione per Regioni e singole province
Per contatti con Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio mail carlo.soricelli@gmail.com
30 giugno 2018 366 i morti sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno. Aumento di oltre il 22% rispetto allo stesso periodo del 2008. Ben 25 i morti schiacciati dal trattore dalla nascita del nuovo governo e 84 dall’inizio dell’anno
Oltre 650 con i morti sulle strade e in itinere, che a nostro parere è opportuno tenerli separati dai morti sui luoghi di lavoro. Per i morti sulle strade occorrerebbero normativi specifiche e interventi diversi e mirati.
N.B i morti segnalati nelle Regioni sono solo quelli sui LUOGHI DI LAVORO. Ricordo ancora una volta che ce ne sono almeno altrettanti che muoiono sulle strade e in itinere nelle province. Non sono conteggiati nelle province e regioni i morti sulle autostrade
VENETO 41 Venezia (7), Belluno (2), Padova‎ (3), Rovigo (1), Treviso (12), Verona (10), Vicenza (5). LOMBARDIA 37 Milano (9), Bergamo (3), Brescia (4), Como (3), Cremona (2), Lecco (1*), Lodi (1), Mantova (5), Monza Brianza (2), Pavia (2), Sondrio (4), Varese () CAMPANIA 30 Napoli (8), Avellino (3), Benevento (), Caserta (7), Salerno (12).   EMILIA ROMAGNA 28 Bologna (4), Rimini (1). Ferrara (6) Forlì Cesena (2) Modena (5) Parma (3) Ravenna (3) Reggio Emilia (1) Piacenza (4)   PIEMONTE 28 Torino (14), Alessandria (2), Asti (4), Biella (), Cuneo (4), Novara (1), Verbano-Cusio-Ossola (2) Vercelli (1) TOSCANA 26 Firenze (4), Arezzo (1), Grosseto (2), Livorno (3), Lucca (3), Massa Carrara (4), Pisa‎ (2), Pistoia (2), Siena (5) Prato (). SICILIA 22 Palermo (3), Agrigento (3), Caltanissetta (3), Catania (5), Enna (3), Messina (4), Ragusa (), Siracusa (1), Trapani‎ (). CALABRIA 16 Catanzaro (2), Cosenza (6), Crotone (4), Reggio Calabria (2) Vibo Valentia (2)  ABRUZZO 16 L'Aquila (6), Chieti (3), Pescara (1) Teramo (5) LAZIO 12 Roma (4), Viterbo (3) Frosinone (1) Latina (3) Rieti (1).  LIGURIA 9  Genova (4), Imperia (), La Spezia (4), Savona (1) )   SARDEGNA 10 Cagliari (2), Carbonia-Iglesias (), Medio Campidano (), Nuoro (1), Ogliastra (), Olbia-Tempio (3), Oristano (1), Sassari (3). Sulcis inglesiente () PUGLIA 9 Bari (2), BAT (1), Brindisi (1), Foggia (), Lecce (3) Taranto (2)  MARCHE 7 Ancona (2), Macerata (1), Fermo (), Pesaro-Urbino (), Ascoli Piceno (4). FRIULI VENEZIA GIULIA 6 Trieste (), Gorizia (1), Pordenone (), Udine (5).  BASILICATA 5 Potenza (4) Matera (1)  UMBRIA 5 Perugia (1) Terni (4). TRENTINO ALTO ADIGE 5 Trento (4), Bolzano (1) Molise 3 Campobasso (2), Isernia (1) .VALLE D’AOSTA( )
Report morti sul lavoro nell’intero 2017
Nel 2017 dall’inizio dell’anno al 31 dicembre i morti sui luoghi di lavoro sono stati 634, oltre 1350 con le morti per infortunio con i mezzi di trasporto.
Il 1° gennaio 2018 l’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro ha compiuto 10 anni, da quell’anno i morti per infortunio sul lavoro sono costanti, in molti anni addirittura aumentati. E’ nato poche settimane dopo la strage alla Thyssenkrupp di Torino ed è dedicato a quei 7 lavoratori morti in modo disumano.
Oltre 1.500.000 di persone hanno visitato l’Osservatorio in questi dieci anni. Vi ringraziamo per la vostra sensibilità.
Report morti sul lavoro dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017
Dall’inizio dell’anno al 31 dicembre sono morti sui luoghi di lavoro 634 lavoratori: con i morti sulle strade e in itinere con il mezzo di trasporto, si superano i 1400 morti complessivi. Gli agricoltori schiacciati dal trattore sono come tutti gli anni il 20% di tutti i morti sui luoghi di lavoro. L’agricoltura, come tutti gli anni, supera abbondantemente il 30% di tutti i morti sul lavoro. Il 25% di tutti i morti sui luoghi di lavoro hanno più di 60 anni. Gli edili superano il 20% di tutti i morti sul lavoro. La maggioranza di queste vittime cadono dall’alto; dai tetti e dalle impalcature. Nelle aziende dove è presente il sindacato le morti sono quasi inesistenti: le poche vittime nelle fabbriche che superano i 15 dipendenti sono per la stragrande maggioranza lavoratori che lavorano in aziende appaltatrici nell’azienda stessa: spesso manutentori degli impianti. La Legge Fornero ha fatto aumentare le morti sul lavoro tra gli ultra sessantenni. Anche il Jobs act per la possibilità di essere licenziati, senza appello, ma solo con un po’ di denaro, rende i lavoratori licenziabili se si oppongono a svolgere un lavoro pericoloso. Gli stranieri morti per infortunio, sono oltre il 10% dall’inizio dell’anno, è così tutti gli anni. Il 30% dei morti sul lavoro spariscono ogni anno dalle statistiche. Tra l’altro e in ogni caso i morti sui luoghi di lavoro monitorati dall’Osservatorio sono sempre molti di più di quelli monitorati dell’INAIL. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
Aperto il 1° gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima
Le morti verdi provocate dal trattore
Strage verde sui campi
sono già 84 gli agricoltori schiacciati dal trattore nel 2018. Nel 2017 sono morti schiacciati dal trattore 139 agricoltori, ma occorre aggiungerne tanti altri che sono morti per essere stati trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. Oltre 600 sono morti nell’ultima legislatura e oltre 1400 da quando dieci anni fa è stato aperto l’Osservatorio. Anche quest’anno più del 20% dei morti per infortuni su di tutte le categorie sono provocate da questo mezzo che. Assurdo che il Parlamento a primavera 2017 ha rinviato per l’ennesima volta la legge europea che obbliga chi giuda questo sterminatore di agricoltori a sottoporsi a un esame che ne verifichi l’idoneità alla guida. Una legge del 2002. Occorrerebbe (ma lo scriviamo da tanti anni senza nessun risultato) che chi ci governa faccia una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo. E chi di dovere metta a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori. Speriamo nel nuovo
Molte delle vittime del terremoto in Emilia erano lavoratori rimasti schiacciati per il crollo dei capannoni. Lo stesso terremoto che ha colpito l’Umbria e le Marche ha evidenziato che i capannoni industriali in Italia sono per la maggior parte a rischio sismico. E’ un miracolo che non ci siano stati morti nella cartiera a Pioraco di Macerata. Il tetto è crollato nel cambio turno, nella fabbrica stavano lavorando solo 20 persone che sono riuscite a scappare. L’intero tetto della sala macchine è crollato. In questa fabbrica ci lavorano complessivamente 146 lavoratori e se fossero stati tutti all’interno ci sarebbe stata una strage. E’ un miracolo, come nel terremoto in Emilia che pur provocando vittime tra i lavoratori è capitato di notte e in orari dove nelle fabbriche ci lavoravano pochissime persone. La maggioranza dei capannoni industriali in Italia sono stati costruiti in anni dove non si teneva in nessun conto del rischio sismico. Tantissimi di questi capannoni hanno le travi SOLO appoggiate sulle colonne e nel caso di terremoti possono muoversi dall’appoggio e crollare.
Se non si comincia a farli mettere in sicurezza è a rischio la vita di chi ci lavora sotto, e parliamo di milioni di lavoratori. Del resto con incentivi e detassazioni si potrebbero mettere tutti in sicurezza con una spesa non eccessivamente alta.
Grazie amici di facebook che a centinaia a volte migliaia visitate questo sito ogni giorno
Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente d Bologna morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008 http://cadutisullavoro.blogspot.it
I morti per infortunio sul lavoro quanti sono?
Se uno guarda superficialmente i dati dei morti sul lavoro si entra in uno stato confusionale. Sono reali quelli dell'Osservatorio o quelli dell'INAIL? A prima vista sembrano di più quelli dell'INAIL, ma occorre ricordare che quelle diffuse dall'INAIL sono denunce e non riconoscimento delle morti che questo istituto dello Stato analizzerà in secondo. Dopo diversi mesi dell'anno successive l’INAIL diffonde il numero di morti per infortuni riconosciuti come tali, sono mediamente il 30% in meno ogni anno. Resuscitano? No, è che tante di queste morti sono in itinere o di non assicurati all'INAIL, o in nero, oppure di non loro pertinenza. Comunque se si guardano i dati complessivi comparati, quelli diffusi dall’INAIL, sono ovviamente molto meno delle morti di questo Osservatorio che monitora tutti i morti sui LUOGHI DI LAVORO da ben dieci anni, indipendentemente dal lavoro svolto o dall’assicurazione di riferimento. Se si confrontano con quelli dell'INAIL occorre sempre ricordare che nelle denunce pervenute all'INAIL ci sono anche i morti sulle strade e in itinere che sono ogni anno dal 50 al 55% di tutte le morti sul lavoro.
Se si vuole fare una comparazione vera occorre confrontare i morti senza mezzi di trasporto dell’INAIL con quelli sui LUOGHI DI LAVORO dell’Osservatorio.
Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro
Nel 2016 in Europa sono stati 10.000 i lavoratori morti mentre andavano o tornavano dal lavoro (indagine europea). Tantissime le donne sovraccaricate sul posto di lavoro, oltre che dal carico famigliare e dai lavori domestici. Quando in itinere sono alla guida di un automobile hanno spesso incidenti anche mortali. Molti infortuni poi non vengono riconosciuti come tali a causa della normativa specifica dell’itinere. E quando andate a vedere ogni anno le denunce per infortuni pervenute all’INAIL vi accorgete che poi successivamente non vengono riconosciute come morti sul lavoro mediamente il 30/40% delle denunce per infortuni mortali. Occorre ricordare che anche quest’anno, come i precedenti, che un lavoratore su cinque muore schiacciato dal trattore che guida. Ma con questa casta parlamentare, nessuno escluso, parlare della vita di chi lavora e come parlare di niente. Le percentuali delle morti nelle varie categorie sono sempre quelle tutti gli anni. L’agricoltura ha sempre più del 30% delle morti sul totale, segue l’edilizia che supera ogni anno il 20%. Poi l’industria e l’autotrasporto che si contendono sempre il terzo e quarto posto in questa triste classifica. Ma queste due categorie sono sempre sotto il 10%, nonostante milioni di addetti e questo, per fortuna, abbiamo ancora sindacati che esercitano controlli sulla Sicurezza. Gli stranieri morti per infortuni sui luoghi di lavoro sono in questo momento il 10% sul totale. E’ spaventoso pensare che i nostri giovani non trovano lavoro e si è innalzata l’età per andare in pensione di molti anni anche a chi svolge lavori pericolosi. Anche quest’anno oltre il 20 % dei morti sui LUOGHI DI LAVORO (escluso itinere) ha dai 61 anni in su.

venerdì 22 giugno 2018

Carlo Soricelli : “ Sette lavoratori morti ieri, 21 giugno”

Due in provincia di Verona: Pasquale Misitano schiacciato da una lastra di cemento (lascia 3 figli) e a perdere la vita schiacciato dal muletto in un mangimificio sempre in questa provincia, un romeno di 37 anni di cui non si conosce neppure l’identità.
Il povero Biagio Menna è morto dopo 45 giorni di agonia dopo essere caduto sbattendo violentemente il capo a terra. Nella provincia di Teramo Nicola D’Alesio è rimasto schiacciato da una rotoballe caduta da un trattore. In provincia dell’Aquila Sebastiano Aiello è caduto da un tetto mentre vi metteva la guaina. A Bolzano ha perso la vita schiacciato dal trattore Karl Walker. Sull’A15 Angelo Adduocchio è morto travolto da un mezzo del cantiere in cui lavorava.
Una strage a cui nessuno mette fine. Di Maio il nuovo ministro del lavoro, nel suo intervento ha citato solo i morti dell’INAIL. Per chi come noi, le morti li monitora tutte, non c’è spazio, non c’è interesse. I soldi spesi per la Sicurezza sono spesi male, per non dire di peggio. In dieci anni c’è addirittura un aumento delle morti . Continuiamo così? Certo, se il nuovo che avanza a cui gli italiani hanno dato fiducia comincia così ….



domenica 29 aprile 2018

Il 1° Maggio portiamo il lutto al braccio. Le morti sul lavoro lo richiedono.

di Carlo Soricelli
Dopo la morte del piccolo Guglielmo di tre giorni fa, schiacciato dal trattore guidato dal padre, i casi proseguono come avevamo previsto. Si sta verificando una strage incredibile: sono ben sei i guidatori di trattori schiacciati in neppure tre giorni. Questo mezzo  uccide anche senza commettere errori, ma per il terreno infido. Sensibilizziamo quindi i familiari di chi le guida.
Hanno perso la vita uno nella provincia di Rieti, due nella provincia di Messina, uno in Basilicata, uno nella provincia di Siena e il sesto nella provincia di Venezia. ma purtroppo temo non finisca qui. In questo lungo ponte del 1° Maggio ci saranno altre morti, occorre allarmare i famigliari di chi guida questo mezzo mortale.
Le sei vittime di queste in sole 48 ore hanno dai 40 ai 60 anni. Uomini nel pieno dell'efficienza psicofisica. Non si può assistere impotenti a questa strage che si può dimezzare con un po' di buona volontà. Il Trentino Alto Adige , alcuni anni fa, era la Regione con più vittime provocate da questo mezzo. In pochi anni, probabilmente grazie a interventi mirati, hanno fatto praticamente sparire i morti provocati dal trattore. Spero che i media parlino di questa carneficina.

Sono già 35 i morti schiacciati dal trattore dall'inizio dell'anno. Il 1° Maggio portiamo il lutto al braccio per sensibilizzare gli italiani su queste tragedie. Complessivamente sui LUOGHI DI LAVORO sono morti 215 lavoratori, con le morti sulle strade e in itinere arriviamo a superare i 450 morti complessivi.  http://cadutisullavoro,blogspot.it