La capogruppo chiede un confronto con gli enti locali per un piano alternativo dopo lo stop alla funivia
di Lucia Paci
La Regione Emilia-Romagna intervenga per sostenere e
rilanciare il comprensorio del Corno alle Scale, nel territorio di Lizzano in
Belvedere , alla luce dello stop al progetto di realizzazione della funivia. È
questa la richiesta avanzata da Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia), che ha
presentato un’interrogazione per sollecitare un confronto con gli enti locali e
definire un piano alternativo di sviluppo turistico e infrastrutturale per
l’area.
Al centro dell’atto ispettivo vi sono
le conseguenze dello stop deciso dalla Regione Toscana nell’ambito del
procedimento autorizzativo, motivato da criticità di carattere ambientale e
paesaggistico, anche in relazione ai vincoli insistenti sull’area interessata.
Uno stop che rischia di incidere sul progetto di sviluppo condiviso tra
Emilia-Romagna e Toscana.
“Il versante emiliano, e in
particolare il comprensorio del Corno alle Scale – sottolinea Evangelisti – è
direttamente interessato dalle ricadute della mancata realizzazione dell’opera.
Il governo nazionale ha già concesso due proroghe per la realizzazione della
funivia e resta aperta la questione relativa alla destinazione delle risorse
economiche inizialmente previste per l’infrastruttura, considerata strategica
per entrambi i versanti regionali e di forte impatto sulle economie locali”.
Secondo la capogruppo di Fratelli
d’Italia, la funivia rappresentava “una concreta opportunità di crescita e
rilancio del territorio”, attesa da anni da cittadini, operatori economici e
gestori degli impianti. “La prospettiva della sua realizzazione – aggiunge – ha
alimentato aspettative, investimenti e programmazioni da parte delle comunità
locali”.
Con l’interrogazione, Evangelisti
chiede quindi di conoscere la posizione della Regione Emilia-Romagna dopo il
parere negativo e lo stop al progetto, oltre a sapere se l’ente sia stato
formalmente coinvolto o aggiornato nell’ambito della Conferenza dei Servizi
svolta dalla Regione Toscana.
“È necessario avviare interlocuzioni con la Regione Toscana – conclude – per ridefinire il progetto complessivo di sviluppo dell’Appennino tosco-emiliano, chiarire la destinazione delle risorse economiche previste e verificare la possibilità di reindirizzarle verso interventi sul versante emiliano”.
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