lunedì 7 settembre 2026

Medaglie d’Onore agli Internati Militari Italiani dell'Appennino: terza puntata

 



di Patrizia Zanasi

Presidente Anei Marzabotto


Il prossimo 21 settembre, presso la Prefettura di Bologna, saranno conferite le Medaglie d’Onore alla memoria di 51 Internati Militari Italiani (IMI) della provincia di Bologna. Fra questi i saldati che partirono dall'Appennino in elenco:  

Barzini Antonio

Nato a Gaggio Montano. Riceve la medaglia la nipote Silvia, residente a Castel di Casio.

Barzini Antonio nacque a Gaggio Montano il 1° settembre 1924, figlio di Erminio e Caterina Bernardi. Celibe, colono, era residente alla Cà di Cò.

Militare, fu arruolato nel 57° Reggimento Fanteria, di stanza a Vicenza. Catturato il 10 settembre 1943, fu internato in Germania, nello Stalag XIII D di Norimberga-Langwasser, insieme a Degli Esposti Elio di Camugnano, Distretto militare di Norimberga.

Fu liberato dalle truppe russe il 23 aprile 1945 e rimpatriato l’8 settembre 1945. Morì ad Alto Reno Terme il 3 luglio 2016.

Nella foto: il foglio matricolare.

Bernardi Damiano

Nato a Gaggio Montano. Riceve la medaglia il figlio Renzo, residente a Gaggio Montano.

Bernardi Damiani nacque a Gaggio Montano il 5 marzo 1922, figlio di Cleto e Adalgisa Neri. Muratore, fu arruolato nel 311° Reggimento Fanteria.


Catturato il 15 settembre 1943 a Fiume, in Croazia, fu internato nello Stalag III B di Fürstenberg/Oder, Distretto militare di Berlino, con numero di matricola 313174.

Fu liberato dalle truppe russe e rimpatriato il 28 settembre 1945. Morì a Porretta Terme il 25 luglio 1986.

Nella foto: il fronte di una lettera inviata al padre.

Questi moduli erano prestampati appositamente per gli IMI (Internati Militari Italiani): si trattava di moduli postali ufficiali, denominati Kriegsgefangenenpost o Mil.-Interniertenpost. Sottoposti alla censura tedesca, obbligavano i prigionieri a compilare la corrispondenza secondo formati rigidi, con lo scopo di rassicurare le famiglie senza permettere loro di rivelare le reali e tragiche condizioni di vita nei campi.

Erano cartoline o fogli da piegare in tre parti, strutturati per riportare le generalità, il numero di matricola e un breve messaggio nel quale i prigionieri dovevano dichiarare di «godere di buona salute». Era inoltre consentito inserire richieste di pacchi contenenti cibo o vestiario.

Arcangeli Armando

Nato a Waziers, Francia, e residente a Gaggio Montano. Riceve la medaglia tramite il Consolato la figlia Arlette, insieme alla nipote Sylvie, entrambe residenti a Waziers, nella regione del Nord-Passo di Calais.

Arcangeli Armando nacque il 5 luglio 1924 a Waziers, comune situato nel dipartimento del Nord, nella regione del Nord-Passo di Calais, in Francia. I suoi genitori, Domenico e Alfonsa Peroni, erano emigrati in Francia in cerca di lavoro nelle miniere.

Celibe, minatore, aveva comunque la residenza a Gaggio Montano e per questo fu arruolato nell’11° Reggimento Alpini. Catturato il 9 settembre 1943 in località ignota, fu internato in Germania, in uno Stalag non identificato.

Fu liberato in una zona di occupazione inglese il 1° maggio 1945 e rimpatriato il 6 agosto 1945. Morì a Waziers il 6 aprile 1997.

La nipote Sylvie racconta:

«Ho cercato delle foto e dei documenti del nonno e ho trovato solo questa foto che lo ritrae con la nonna nel 1947. Mia madre ricorda di aver sentito mio nonno raccontare che era stato mandato in una fattoria con altri soldati e che lì lavoravano, ma non sa dove si trovasse questo posto. Ricorda anche che la sera suonava la fisarmonica.

Per quanto riguarda le informazioni sulla sua vita dopo la guerra, è tornato a vivere con i suoi genitori a Waziers, nel quartiere Notre-Dame, dove vivevano tutti i minatori. Ha incontrato mia nonna, si sono sposati nel 1948 e hanno avuto sette figli. Ha lavorato come minatore.

I miei bisnonni sono tornati a Gaggio Montano, dove sono morti, uno nel 1966 e l’altro nel 1967.

Una volta in pensione, mio nonno continuava a suonare la fisarmonica per la nostra gioia e a volte andava a giocare a bocce con i suoi amici. Era un padre e un nonno meraviglioso, ma molto riservato.»

Nella foto: Armando Arcangeli con la moglie.

Antoni Giulio

Nato a Lizzano in Belvedere. Riceve la medaglia la figlia Luciana, residente in Valsamoggia.

Antoni Giulio nacque a Pianaccio, frazione di Lizzano in Belvedere, il 24 maggio 1924, figlio di Servilio e Concetta Biagi. Carbonaio, celibe, fu arruolato nell’11° Reggimento Alpini, di stanza a Brunico, in provincia di Bolzano.

Catturato il 9 settembre 1943, fu internato nello Stalag X C di Nienburg/Weser, Distretto militare di Amburgo, con numero di matricola 153274.

Fu rimpatriato il 10 settembre 1945. Morì a Bologna il 19 dicembre 1979.

Nella foto: il foglio matricolare di Antoni Giulio.

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