di Patrizia Zanasi
Presidente Anei Marzabotto
Il prossimo 21 settembre, presso la Prefettura di Bologna, saranno conferite le Medaglie d’Onore alla memoria di 51 Internati Militari Italiani (IMI) della provincia di Bologna. Fra questi i saldati che partirono dall'Appennino in elenco:
Barzini Antonio
Nato a
Gaggio Montano. Riceve la medaglia la nipote Silvia, residente a
Castel di Casio.
Barzini
Antonio nacque a Gaggio Montano il 1° settembre 1924, figlio di Erminio e
Caterina Bernardi. Celibe, colono, era residente alla Cà di Cò.
Militare, fu
arruolato nel 57° Reggimento Fanteria, di stanza a Vicenza. Catturato il 10
settembre 1943, fu internato in Germania, nello Stalag XIII D di
Norimberga-Langwasser, insieme a Degli Esposti Elio di Camugnano, Distretto
militare di Norimberga.
Fu liberato
dalle truppe russe il 23 aprile 1945 e rimpatriato l’8 settembre 1945. Morì ad
Alto Reno Terme il 3 luglio 2016.
Nella foto: il foglio matricolare.
Bernardi Damiano
Nato a
Gaggio Montano. Riceve la medaglia il figlio Renzo, residente a
Gaggio Montano.
Bernardi Damiani nacque a Gaggio Montano il 5 marzo 1922, figlio di Cleto e Adalgisa Neri. Muratore, fu arruolato nel 311° Reggimento Fanteria.
Catturato il
15 settembre 1943 a Fiume, in Croazia, fu internato nello Stalag III B di
Fürstenberg/Oder, Distretto militare di Berlino, con numero di matricola
313174.
Fu liberato dalle
truppe russe e rimpatriato il 28 settembre 1945. Morì a Porretta Terme il 25
luglio 1986.
Nella foto:
il fronte di una lettera inviata al padre.
Questi
moduli erano prestampati appositamente per gli IMI (Internati Militari
Italiani): si trattava di moduli postali ufficiali, denominati Kriegsgefangenenpost
o Mil.-Interniertenpost. Sottoposti alla censura tedesca, obbligavano i
prigionieri a compilare la corrispondenza secondo formati rigidi, con lo scopo
di rassicurare le famiglie senza permettere loro di rivelare le reali e
tragiche condizioni di vita nei campi.
Erano cartoline o fogli da piegare in tre parti, strutturati per riportare le generalità, il numero di matricola e un breve messaggio nel quale i prigionieri dovevano dichiarare di «godere di buona salute». Era inoltre consentito inserire richieste di pacchi contenenti cibo o vestiario.
Arcangeli Armando
Nato a
Waziers, Francia, e residente a Gaggio Montano. Riceve la
medaglia tramite il Consolato la figlia Arlette, insieme alla nipote Sylvie,
entrambe residenti a Waziers, nella regione del Nord-Passo di Calais.
Arcangeli
Armando nacque il 5 luglio 1924 a Waziers, comune situato nel dipartimento del
Nord, nella regione del Nord-Passo di Calais, in Francia. I suoi genitori,
Domenico e Alfonsa Peroni, erano emigrati in Francia in cerca di lavoro nelle
miniere.
Celibe,
minatore, aveva comunque la residenza a Gaggio Montano e per questo fu
arruolato nell’11° Reggimento Alpini. Catturato il 9 settembre 1943 in località
ignota, fu internato in Germania, in uno Stalag non identificato.
Fu liberato
in una zona di occupazione inglese il 1° maggio 1945 e rimpatriato il 6 agosto
1945. Morì a Waziers il 6 aprile 1997.
La nipote
Sylvie racconta:
«Ho cercato
delle foto e dei documenti del nonno e ho trovato solo questa foto che lo
ritrae con la nonna nel 1947. Mia madre ricorda di aver sentito mio nonno
raccontare che era stato mandato in una fattoria con altri soldati e che lì
lavoravano, ma non sa dove si trovasse questo posto. Ricorda anche che la sera
suonava la fisarmonica.
Per quanto
riguarda le informazioni sulla sua vita dopo la guerra, è tornato a vivere con
i suoi genitori a Waziers, nel quartiere Notre-Dame, dove vivevano tutti i
minatori. Ha incontrato mia nonna, si sono sposati nel 1948 e hanno avuto sette
figli. Ha lavorato come minatore.
I miei
bisnonni sono tornati a Gaggio Montano, dove sono morti, uno nel 1966 e l’altro
nel 1967.
Una volta in
pensione, mio nonno continuava a suonare la fisarmonica per la nostra gioia e a
volte andava a giocare a bocce con i suoi amici. Era un padre e un nonno
meraviglioso, ma molto riservato.»
Nella foto: Armando Arcangeli con la moglie.
Antoni Giulio
Nato a
Lizzano in Belvedere. Riceve la medaglia la figlia Luciana, residente in
Valsamoggia.
Antoni
Giulio nacque a Pianaccio, frazione di Lizzano in Belvedere, il 24 maggio 1924,
figlio di Servilio e Concetta Biagi. Carbonaio, celibe, fu arruolato nell’11°
Reggimento Alpini, di stanza a Brunico, in provincia di Bolzano.
Catturato il
9 settembre 1943, fu internato nello Stalag X C di Nienburg/Weser, Distretto
militare di Amburgo, con numero di matricola 153274.
Fu
rimpatriato il 10 settembre 1945. Morì a Bologna il 19 dicembre 1979.
Nella foto: il foglio matricolare di Antoni Giulio.
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