lunedì 21 luglio 2014

Se ne vanno le suore da San Leo.



Un altro presidio religioso di Sasso Marconi chiude: si tratta dell’asilo di San Leo gestito dalle suore  Carmelitane delle Grazie.
La struttura storica, punto di riferimento  per la vallata del Reno sassese ‘a monte della Rupe’ e supporto importantissimo per l’organizzazione religiosa, sta per essere abbandonata. L’attività dell’asilo è cessata il 30 giugno e non riprenderà più. Le suore stanno facendo la spola fra la sede di San Leo e Bologna e sono in attesa di una destinazione.
La consigliera generale Suor Gianfranca (nella foto) 

non nasconde il suo rammarico per la chiusura,  parla dell’attività svolta con tanto amore e spirito di servizio, suo  e delle consorelle, e non manca di versare qualche lacrima di dispiacere e nostalgia.
“Ho dovuto assumere il ruolo di suora superiore poiché tra noi questa figura di riferimento non era ufficializzata,”  spiega.  “Per tanti anni abbiamo continuato l’attività in linea con la ragione istitutiva della fondazione. L’asilo infatti è nato per affiancare e assistere i bambini con alle spalle famiglie disagiate. Ci sosteneva in questa nostra attività la Regione. Seguivamo e ospitavamo i bambini  dai due anni fino al conseguimento della terza media. Era un grande impegno per tanti ospiti. Il mio lavoro era quello di  pulire il refettorio  dopo i pasti. Inoltre andavo a prendere i bambini alla scuola di San Leo per accompagnarli alla nostra sede dove, il pomeriggio, svolgevano i compiti e altre attività ludico-ricreative.  Quando pioveva prendevo con me anche 20 ombrelli”, raccolta suor Gianfranca 
L'asilo
“ E la pioggia a volte dava un diversivo festoso. Ricordo quei piccoli fatti un po’ straordinari, come il ‘sale’ della nostra attività. Nel seguire gli ospiti, i più grandini ci aiutavano, come avviene normalmente nelle famiglie. Al pomeriggio, dopo i compiti, i bambini facevano la merenda e giocavano. Infine, la cena e il riposo in camera. Li coccolavamo perché si addormentassero. Poi  andavamo a mettere a posto tutte le cartelle. Nella notte dormivamo con gli orecchi aperti per ascoltare chi piangeva e consolarlo. La nostra scuola era per i ragazzi  una famiglia”.
I giochi abbandonati
Alla domanda del  perché  l’asilo, un’assistenza così importante, chiude, suor Gianfranca spiega:  “Gli ospiti sono calati. Ora si preferisce la casa famiglia. La nostra attività si era ridotta al solo asilo che pur ci impegnava moltissimo. Le famiglie poi portano i figlioletti alla scuola di San Lorenzo e noi siamo rimaste con  pochissimi bambini”.


I piccoli banchi vuoti
La consigliera generale spiega anche quale è il futuro per le sue consorelle e la struttura dell’asilo:
“Ora noi andiamo spesso  a Bologna. Il futuro sarà quello che Dio vorrà. Non si  sa ancora se lo stabile dell’asilo  sarà destinato ad altra attività o se  sarà alienato. E’ comunque tutelato dalla Sovrintendenza. Mi dispiace tantissimo che l’asilo abbia dovuto chiudere poiché ad esso e agli ospiti  abbiamo dato tutto ciò che potevamo dare . Vi abbiamo impegnato la nostra vita. Sia comunque fatta la volontà di Dio. Il Signore dà, il Signore prende”. 

La storia dell'asilo: 


8 commenti:

Don Dario Zanini ha detto...

Le Suore Carmelitane di San Leo concludono la loro permanenza tra noi. Si spegne un'altra luce. Hai fatto bene, caro Francesco, ad annunciare nel tuo blog questo doloroso avvenimento e a mattere in risalto la benemerita opera di assistenza, di educazione, di protezione dei bambini e delle famiglie più disagiate della zona compiuta da quelle suore nel loro asilo-orfanotrofio: la loro casa era meta di tutta la solidarietà della zona. Le salutiamo con riconoscenza e con affetto.
don Dario

Anonimo ha detto...

Domanda:
ma non potrebbero continuare a prestare la loro opera nelle case famiglia?

Anonimo ha detto...

Se gli ospiti sono calati potrebbero aggiungere qualche nuova attività, per magari attingere a unn bacino di utenti più vasto.Magari anche con l' aiuto economico della curia, dato che è così povera...è solo co-proprietaria di una azienda multinazionale che fa 30 milioni di utile l'anno! Ma forse quei soldi servono solo per qualche ricco " progetto"...

Anonimo ha detto...

Tutto scorre. Per fortuna.

G.bonantini ha detto...

Un plauso alle suore di San Leo
Un'altra cosa comune che viene abbandonata come e' stata abbandonata la montagna appena ieri.
Questo e' il risultato del benessere tecnologico !!!
Un giorno non tanto lontano piangeremo di tutto questo.
E oramai sarà troppo tardi !!
G.BONANTINI di CASALECCHIO di reno.

Anonimo ha detto...

Le Suore hanno lavorato sempre nel silenzio e se ne vanno in punta di piedi perché il chiasso non fa bene e il bene non fa chiasso

Carlo Rozzi ha detto...

Non posso che dire bene di suor Giuliana e suor Gianfranca che con affetto e pazienza hanno aiutato a crescere i miei ragazzi Giacomo e Benedetta. Le ringrazio con simpatia e rispetto e mi auguro che la pensione sia finalmente per loro n periodo di riposo e di serenità. Rozzi de H.

barbara ha detto...

io sono stata in questa struttura quando accoglieva i bambini resi adottabili dallo stato (io ero una di quelli poi adottata). Purtroppo mi ricordo molto bene dei pianti incosolabili dei bambini un po' "troppo cresciuti" consapevoli di non avere possibilità di trovare una famiglia...sono tornata qualche anno fa ed era un asilo.. molto meglio...e mi dispiace che una delle mie "case" chiuda per sempre..io non la dimentichero'...consapevole anche del fatto che probabilmente custodisce la mia storia pregressa...