sabato 26 luglio 2014

Carlo Monaco accusa. “L’unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese’ è gestita da un ‘comitato di sindaci’, manca la dialettica politica”.



 Dichiarazione del prof. Carlo Monaco (nella foto) , consigliere della Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese, in merito alla elezione del Presidente dell’Unione.

"Il nuovo Consiglio dell'Unione dei Comuni dell'Appennino si è insediato e ha eletto come Presidente dell'Unione stessa l'ing. Romano Franchi, sindaco di Marzabotto, come era ampiamente risaputo e diffuso sui giornali.
Il sottoscritto, consigliere della minoranza del Comune di Vergato, si è astenuto, assieme ad altri tre consiglieri di minoranza.
Le motivazioni sono essenzialmente due.
 Primo perché una votazione con un solo candidato, e  candidati potevano essere solo i sindaci,  è tipica di un metodo consociativo e poco democratico. Secondo, perché la struttura stessa dell'Unione, che fa entrare solo e tutti i sindaci  come Assessori dell'Unione, appare come negazione di una buona dialettica politica. Dunque nell'Unione non c'è una vera maggioranza e una vera minoranza.
I sindaci hanno obiettato che gli interessi della montagna devono essere condivisi da tutti e in quanto tali annullerebbero ogni logica politica. Come dire che la linea del PD non ha alternative. In sostanza, questa Unione più che essere un nuovo ente locale è solo un comitato di Sindaci a guida PD."

6 commenti:

Anonimo ha detto...

ma ci meravigliamo ancora di qualcosa?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/26/errani-mail-ai-dipendenti-regionali-lettera-per-ringraziarlo-favia-imbarazzante/1072835/

Anonimo ha detto...

Peccato Carlo Monaco , che il Presidente dell'Unione dei Comuni ing. Franchi non abbia in tasca nessuna tessera PD !

Anonimo ha detto...

Nell'Unione non mi pare ci siano solo Sindaci PD e non mi pare che sia colpa dell'Ing. Franchi se altri non si sono candidati.

dario mingarelli ha detto...

Nessuno ha accusato Franchi,per altro degna persona....ma una marmellata cosi'....non so a chi giova......alla dialettica politica no di certo!!!!!!!!!E' necessario radarre una sorta di dealogo sui bisogni INDEROGABILI della montagna ,avere da tutti una condivisione e lottare assieme per renderli operativi.....allora ha senso una gestione simile...senno è puro consociativismo!!!!!!!

Anonimo ha detto...

http://www.ilgiornale.it/news/politica/povera-italia-immigrato-costa-doppio-agente-1041114.html

zarmuamedov ha detto...

L'unione non è un nuovo Ente ma semplicemente un associazione di Comuni per gestire in modo unitario attività e servizi. Non è quindi un luogo di dibattito politico, ma una sede gestionale pura. E' quindi inevitabile che siano i Sindaci a guidarla e sarebbe serio assai abolire il Consiglio. L'attività gestionale non ha bisogno di finta democrazia "garantita" da una presenza di pura testimonianza di un qualche rappresentante di minoranza che non ha nessuna possibilità di incidere su scelte che prima vengono approvate dai singoli Consigli Comunali
E' la che le varie minoranze possono esercitare indirizzo e controllo politico. In somma Unione dei Comuni = fatti e non p....tte. E su questo ci sarebbe invece molto da dire visto che ogni Comune mantiene ben stretto tutto e per quello che conferisce a gestioni associate, mantiene ugualmente gli uffici ed i recapiti nella propria sede. Aria fritta quindi efficaci, efficienza, semplificazione e risparmi.....basta guardare alle follie procedurali (semplificazione a rovescio) del nuovo Suap o alle gare uniche per le forniture che non stanno generando risparmi (anzi arrivano fornitori da fuori e le nostre imprese evitano di competere perché sanno che ci sono poi differenti comportamenti nei pagamenti)