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giovedì 21 luglio 2022

A Sasso Marconi, tre concerti al tramonto nei piccoli cimiteri di collina.

Si comincia domani, venerdì 23 luglio, con il concerto del Trio Ammuina  al cimitero di San Leo



Tornano i concerti nei cimiteri di Sasso Marconi: dopo la prima edizione dell'estate scorsa, l'Amministrazione comunale ripropone anche quest'anno la rassegna "Le cose della vita". L'edizione 2022 prevede tre concerti al tramonto nei piccoli cimiteri di collina (San Leo, Battedizzo e Lagune): un'occasione per ascoltare note e melodie di grande suggestione riecheggiare nel rispettoso silenzio di questi luoghi restando idealmente vicini, per una sera ancora, alle persone più care.

La rassegna si apre venerdì 23 luglio con il concerto del Trio Ammuina al cimitero di San Leo. Nell'occasione, il trio formato da Gaia D'Elia, Mirco Mungari e Guido Sodo proporrà un repertorio tradizionale di canti, cantori e cantatrici del Sud Italia e del mondo.  

Il viaggio sonoro tra le mura dei cimiteri toccherà poi il cimitero di Battedizzo con il concerto di Irene Rugiero Trio (che attraverserà i classici della musica italiana e internazionale dagli anni '30 agli anni '70, da Renato Carosone a Duke Ellington) e il cimitero di Lagune, con gli Amar Corda e il loro originale tentativo di rivisitazione in chiave jazz della canzone d'autore italiana: un viaggio nel tempo dagli anni '20 ai giorni nostri, ripercorrendo l'evoluzione melodica del jazz, dallo swing ad atmosfere più latine come la bossa nova e il bolero.



Tutti i concerti iniziano alle ore 21 e sono gratuiti.


QUI allegato il volantino con maggiori dettagli sul programma delle serate

lunedì 21 luglio 2014

Se ne vanno le suore da San Leo.



Un altro presidio religioso di Sasso Marconi chiude: si tratta dell’asilo di San Leo gestito dalle suore  Carmelitane delle Grazie.
La struttura storica, punto di riferimento  per la vallata del Reno sassese ‘a monte della Rupe’ e supporto importantissimo per l’organizzazione religiosa, sta per essere abbandonata. L’attività dell’asilo è cessata il 30 giugno e non riprenderà più. Le suore stanno facendo la spola fra la sede di San Leo e Bologna e sono in attesa di una destinazione.
La consigliera generale Suor Gianfranca (nella foto) 

non nasconde il suo rammarico per la chiusura,  parla dell’attività svolta con tanto amore e spirito di servizio, suo  e delle consorelle, e non manca di versare qualche lacrima di dispiacere e nostalgia.
“Ho dovuto assumere il ruolo di suora superiore poiché tra noi questa figura di riferimento non era ufficializzata,”  spiega.  “Per tanti anni abbiamo continuato l’attività in linea con la ragione istitutiva della fondazione. L’asilo infatti è nato per affiancare e assistere i bambini con alle spalle famiglie disagiate. Ci sosteneva in questa nostra attività la Regione. Seguivamo e ospitavamo i bambini  dai due anni fino al conseguimento della terza media. Era un grande impegno per tanti ospiti. Il mio lavoro era quello di  pulire il refettorio  dopo i pasti. Inoltre andavo a prendere i bambini alla scuola di San Leo per accompagnarli alla nostra sede dove, il pomeriggio, svolgevano i compiti e altre attività ludico-ricreative.  Quando pioveva prendevo con me anche 20 ombrelli”, raccolta suor Gianfranca  . 
L'asilo
“ E la pioggia a volte dava un diversivo festoso. Ricordo quei piccoli fatti un po’ straordinari, come il ‘sale’ della nostra attività. Nel seguire gli ospiti, i più grandini ci aiutavano, come avviene normalmente nelle famiglie. Al pomeriggio, dopo i compiti, i bambini facevano la merenda e giocavano. Infine, la cena e il riposo in camera. Li coccolavamo perché si addormentassero. Poi  andavamo a mettere a posto tutte le cartelle. Nella notte dormivamo con gli orecchi aperti per ascoltare chi piangeva e consolarlo. La nostra scuola era per i ragazzi  una famiglia”.
I giochi abbandonati
Alla domanda del  perché  l’asilo, un’assistenza così importante, chiude, suor Gianfranca spiega:  “Gli ospiti sono calati. Ora si preferisce la casa famiglia. La nostra attività si era ridotta al solo asilo che pur ci impegnava moltissimo. Le famiglie poi portano i figlioletti alla scuola di San Lorenzo e noi siamo rimaste con  pochissimi bambini”.


I piccoli banchi vuoti
La consigliera generale spiega anche quale è il futuro per le sue consorelle e la struttura dell’asilo:
“Ora noi andiamo spesso  a Bologna. Il futuro sarà quello che Dio vorrà. Non si  sa ancora se lo stabile dell’asilo  sarà destinato ad altra attività o se  sarà alienato. E’ comunque tutelato dalla Sovrintendenza. Mi dispiace tantissimo che l’asilo abbia dovuto chiudere poiché ad esso e agli ospiti  abbiamo dato tutto ciò che potevamo dare . Vi abbiamo impegnato la nostra vita. Sia comunque fatta la volontà di Dio. Il Signore dà, il Signore prende”. 

La storia dell'asilo: