domenica 2 ottobre 2011

'Come eravamo. Marzabotto si ricorda' in un Dvd,




“ Ma puoi dimenticare il massacro di tuo fratello, di tanti amici?” è uno dei passaggi toccanti della poesia di Ilaria Manara della III A , scritto dopo una visita a Mauthausen e letto dal palco del teatro comunale di Marzabotto da Roberta Neri, presidente dell’associazione Mano Tesa.

Con lei sul palcoscenico Valentina Franco, Valentina Cuppi, Valeria Benassi, scrittrice di Sasso Marconi, che ha letto un brano del suo libro ambientato nel periodo bellico. Inoltre, Francesco Preci ha raccontato la tremenda esperienza del nonno Fermo sfuggito rocambolescamente dal plotone tedesco e il sindaco di Marzabotto Romano Franchi ha letto alcune pagine del libro ‘1944 dal Buio alla Luce’ di Maria Rosa Nannetti. Il volume è stato presentato ieri mattina nella sala consigliare alla presenza, oltre che dell’autrice e del sindaco , di Patrizia Dogliane, docente di storia contemporanea dell’Università di Bologna, Manrico Bonetti e Andrea Speranzini, avvocati di parte civile dei famigliari delle vittime di Monte Sole al processo di La Spezia.

Il libro raccoglie le testimonianze di coloro che nel ‘44 erano bambini e che furono resi orfani dalla brutalità della guerra. Accolti da parenti, amici o famiglie solidali con la loro disgrazia e attente a questa necessità, sono divenuti poi il nerbo su cui si è poggiata la ricostruzione e la rinascita del paese.

La serata a teatro, inserita anch’essa nel programma di celebrazioni per il 67° anniversario della strage, è iniziata con la presentazione e proiezione del Dvd ‘Come eravamo. Marzabotto si ricorda’ che raccoglie immagini e testimonianze della Marzabotto post bellica e dei protagonisti di quel tempo. Ne esce un quadro rasserenante e commovente insieme, raccontato da chi, in modo inconscio come fosse la normalità, convince con il sorriso che ‘la vita è bella e che comunque merita di essere vissuta’.

Il Dvd e disponibile nell’edicola del centro cittadino, negli uffici della Pro loco, al ‘Bar del Museo etrusco’, all’Hotel Misa e alla Ferramenta Laffi.

Tutti gli introiti saranno destinati al ‘fondo di solidarietà’ istituito dall’amministrazione comunale di Marzabotto per dare un aiuto a chi si trova ad affrontare le difficoltà che derivano dall’attuale crisi economica ed occupazionale.

Per informazioni tel. 335 16 19 288 (Pier Paola).

FALLITO UN ATTENTATO ALLA ‘FEDERMANAGER’ DI BOLOGNA.


Nella speranza che non sia la vigilia di una nuova stagione di ‘scontro sociale violento ’ riportiamo la notizia inviataci dal Comando Provinciale Carabinieri:

Alle 4 della notte appena trascorsa, in Bologna via Bombicci n.1, è fallito un tentativo di attentato alla sede della “FEDERMANAGER” (Sindacato Dirigenti Aziende Industriali). Ignoti hanno applicato al portone d’ingresso della predetta sede, un innesco incendiario ed un ordigno esplosivo di fattura artigianale ivi collocato. Fortunatamente l’ordigno è rimasto inesploso, mentre le fiamme sviluppate dall’innesco incendiario, facilmente domate dai Vigili del Fuoco, hanno solo arrecato lievi danni al portone ed allo stipite. Nelle vicinanze della FEDERMANAGER, su una cabina in cemento dismessa, è stata rinvenuta la scritta “PAGHINO I PADRONI”, vergata in vernice di colore rosso. Il sopralluogo ed i rilievi tecnici del caso sono stati svolti dal personale della Sezione Investigazioni Scientifiche e dagli Artificieri Antisabotaggio del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bologna. Dell’accaduto è stata informata l’Autorità Giudiziaria.

La prima sagra delle castagne del 2011.


Organizzata dal Gruppo Cultura e Sport di Pian di Macina e con il patrocinio del comune di Pianoro, si tiene nel centro della frazione, oggi domenica 2 ottobre, la ‘sagra della castagna’.

Dalle 15 in poi spettacolo musicale con il gruppo folcloristico ‘Gli Scarriolanti’ e animazione dialettale di Adriana Pallotti affiancata da ‘Balanzone’ impersonato, in modo più che convincente, da Ghino Collina, ex sindaco di Casalecchio di Reno. Inoltre balli popolari con ‘la Galoppa’, presentati dall'associazione i Biasanot di Marzabotto.

Dopo il piacere del palato dato dalle ‘castagne’ e la piacevole fatica del movimento nei balli ci si potrà rifocillare presso il giardino della ex scuola elementare con dolci, frittelle, caldarroste e vino,

Pian di Macina vi aspetta.

sabato 1 ottobre 2011

Tutti al fiume per pulirlo.





Accoppiata inedita oggi, sabato 1 ottobre, a Sasso Marconi per la pulizia del fiume Reno nel tratto dei laghetti Porziola di Via Gamberi, promossa da Legambiente.

Con il presidente locale di Legambiente Ubaldo Radicchi facevano squadra i consiglieri comunali del PDL Giacomo Macchiavelli e Eugenio Salamone. Mancavano stranamente rappresentanze di diversi partiti di sinistra, notoriamente molto attenti ai temi di carattere ambientale. Il sindaco Stefano Mazzetti è intervenuto per un saluto e ha dovuto lasciare perché impegnato in altri compiti istituzionali. Sono entrati in azione 26 volontari, fra i soci di Legambiente, protezione civile, dell’associazione Alpini, del Cai, dei dipendenti comunali e singoli cittadini.

Nella mattinata sono stati recuperati due camion di rifiuti, fra cui un frigorifero intero. Fra le sorprese, un cumulo di sacchi pieni di rifiuti come se qualcuno avesse scelto quel tratto di fiume come discarica personale.

Eugenio Salamone ha ricordato la disfunzione che genera la palude a ridosso del nucleo abitativo a matà strada di via Gamberi. E’ bloccato da tempo lo scolo che porta il liquido al fiume Reno per cui si genera una larga pozzanghera ingrossata anche dalle acque dell’autostrada. Il consigliere ha sollecitato ancora un intervento di ripristino degli scarichi.

L'angelo custode dei bambini di Cerpiano.







“ Brillante intuizione’ l’ha definita Valter Cardi, presidente dell’associazione delle vittime di Marzabotto, quella di chi si è adoperato per avere un ‘monumento dedicato ai bambini vittime di Monte Sole’. La bella, significativa scultura collocata fra i ruderi dell’oratorio di Cerpiano è stata inaugurata oggi, 1 ottobre, alla presenza di numerose autorità civili e religiose: il sindaco di Monzuno padrone di casa Marco Mastacchi, di Grizzana Morandi Graziella Leoni, di Monghidoro Alessandro Ferretti, di Sasso Marconi Stefano Mazzetti e per Marzabotto, l’assessore Valerio Bignami, il canonico don Dario Zanini e monsignor Gabriele Cavina.

Il 29 settembre del 1944, una colonna tedesca partita all’alba da La Quercia, dopo un primo scontro con i partigiani a Cadotto, salì la strada che porta alla cima di Monte Sole per mettere a ferro e fuoco tutto ciò che incontrava. L’arrivo della colonna fu preceduta dal passaggio di un partigiano che, salendo lo stesso sentiero a passo veloce, informava del pericolo. Gli uomini, nella convinzione di essere la ‘preda’ dei tedeschi, si rifugiarono nella macchia. Vecchi, donne a bambini, nella certezza di non essere il bersaglio di quell’azione, non abbandonarono le case.

A Cerpiano si erano radunati nella piccola chiesetta del borgo i bambini dell’asilo e le mamme. I tedeschi, giunti sul posto piazzarono una mitragliatrice all’ingresso e fecero fuoco. Quindi finirono il massacro gettando bombe a mano nel mucchio di cadaveri. I bambini che vi morirono furono venti. Due si salvarono grazie alla protezione dei corpi di chi era già morto.

Fra questi Fernando Piretti ( nella foto) che all’epoca aveva sette anni e che si trovò lì nel posto sbagliato al momento sbagliato. “Noi eravamo all’incrocio fra la via che porta a Casaglia e quella a Cerpiano. Mio padre si era già portato nel rifugio lontano dalla strada. Quando il passo militare dei tedeschi si fece sentire fu naturale rifugiarci nella chiesetta per un conforto nell’attesa che tutto passasse in fretta. Invece arrivò quella mitragliatrice sulla porta. Non ci fu neppure il tempo di stupirci. Il crepitio degli scoppi divenne improvvisamente assordante e poi quasi impercettibile”. Alla domanda di come si è salvato, Piretti aggiunge: “Io ero contro il muro. Probabilmente mi salvò il corpo di mia madre. Fui colpito da una pallottola a una spalla ma non in modo grave. Poi rimasi lì per due giorni, fra i cadaveri, bloccato dal terrore di farmi vedere e dal mare di sangue che mi circondava. Poi arrivò un uomo che chiamava il nome di una donna cui chiedeva sovente delle uova. Non sapeva che la signora era ormai un cadavere nel mucchio di cadaveri dentro l’oratorio. Quella voce mi diede la certezza che i tedeschi non c’erano più e mi mossi. L’uomo mi vide e mi portò dove ho potuto essere curato”.

Alla cerimonia di inaugurazione, guidata dal sindaco di Monzuno, è intervenuto don Dario Zanini, che ha avuto in quel triste giorno di Cerpiano la perdita di un cuginetto e che ha ricordato come don Dossetti fosse solito ripetere che i bambini vanno ricordati poiché ‘sono certamente santi’. Monsignor Cavina ha benedetto la scultura e ha ricordato che entro l’anno terminerà il processo di beatificazione dei sacerdoti morti a Monte Sole.

Il sindaco mastacchi ha inoltre informato che sarà inoltre presto identificato un luogo per collocarvi i simboli a memoria del sacrificio di quei sacerdoti.

Alla cerimonia sono intervenuti anche due reduci di Monte Sole, uno inglese e uno tedesco, Valter Brass, che ha precisato di aver prestato servizio a Monte Sole, ma di non aver partecipato alla tragica azione del 29 settembre del 1944, perchè trasferito. In modo visibilmente commosso ha chiesto perdono più volte per i suoi commilitoni e si è augurato che episodi come quelli di Cerpiano non avvengano più. I due militari sono stati ringraziati per la loro partecipazione con applausi sentiti.

Gli autori della scultura, Nicola Zamboni, Sara Bolzani e Laura Zizzi hanno presentato la loro opera spiegando che rappresenta l’angelo custode, cui è dedicato l’oratorio della borgata, che ripara con lo scudo i bambini di Cerpiano dal Maligno perché possano raggiungere il Paradiso che li attende.