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domenica 1 dicembre 2019

Calcio: Turati esordio a 18 anni,'ora telefono a mamma'


Portiere Sassuolo: che belli i complimenti di Buffon



"A fine partita Buffon mi ha fatto i complimenti, è stato un onore giocare contro di lui, l'idolo di tutti i bambini. Da ragazzo guardavo lui...". Non sta nella pelle Stefano Turati, 18 anni e due mesi, che all'esordio in serie A riesce nell'impresa di costringere al pari con le sue parate niente meno che la Juventus. "All'inizio ero molto emozionato, mi sono sbloccato dopo un filtrante per Locatelli - racconta il portiere ai microfoni di Dazn - E' stata una emozione incredibile e una sensazione enorme, mi sento come in una bolla...".
    La parata più difficile, sostiene, è stata "quella su Ronaldo". Poi via di corsa negli spogliatoi. "Chi chiamo per prima? Mia mamma...". (ANSA).

sabato 13 ottobre 2018

Per le mamme, tre 'baby pit stop' a Bologna


L'Asp segnala l'apertura di tre "baby pit stop" in altrettanti punti della città con poltrona, fasciatoio "e tutto l'occorrente per il cambio in un luogo comodo in cui poter allattare e godere di un momento di tranquillità".
Si tratta di "una concreta iniziativa a sostegno della genitorialità in ogni suo aspetto- afferma l'assessore comunale al Welfare e alla Sanità, Giuliano Barigazzi- partendo dalla relazione madre-bambino, ancor più significativa perchè attuata da un'azienda pubblica del Comune, cui auspico altri vorranno dar seguito". Questa iniziativa "si inserisce tra le diverse azioni messe in campo da Asp- si sottolinea in una nota dell'azienda- per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e per favorire le pari opportunità di genere". Inoltre, il progetto si realizza "in linea" con l'ordine del giorno approvato in Comune nel 2017 finalizzato a "proteggere, promuovere e sostenere l'allattamento materno", ricorda l'Asp.
I tre baby pit stop messi a disposizione si trovano nel Centro servizi di viale Roma 21 (al Savena), nel Centro per le famiglie di via Carracci 59 (Navile) e nei locali del Servizio protezioni internazionali di via del Pratello 53 (Porto-Saragozza). (dire)



mercoledì 20 dicembre 2017

Al Maggiore attese le mamme che devono fare il 'pieno di latte'.

Alla Pediatria del Maggiore il primo Baby Pit Stop Unicef in Emilia Romagna. Inaugurazione venerdì 22 dicembre, alle 12.


Azienda USL di Bologna informa

Dal prossimo venerdì, alla Pediatria del Maggiore, sarà attivo un nuovo Pit Stop del tutto particolare. Al posto di una fiammante Rossa Ferrari, per un rifornimento di carburante e cambio gomme, il Baby Pit Stop accoglierà le mamme che devono fare “il pieno di latte” e il cambio del pannolino al proprio bambino.

Il Baby Pit Stop-Unicef, che verrà inaugurato venerdì 22 dicembre alle 12 in Pediatria, 6° piano Ospedale Maggiore, è il primo in Emilia Romagna presente in una struttura sanitaria. Un nuovo servizio della Pediatria dell’Azienda Usl di Bologna dedicato alle neomamme per promuovere sempre più l’allattamento al seno.

Alla inaugurazione parteciperanno Giuliano Barigazzi, Assessore alla Sanità e Welfare Comune di Bologna, Anselmo Campagna, Responsabile del Servizio di Assistenza Ospedaliera della Regione Emilia-Romagna, Chiara Gibertoni, Direttore Generale Azienda Usl di Bologna, Chiara Ghizzi, Direttore della Pediatria Ospedale Maggiore, Nicoletta Grassi, Presidente Comitato Provinciale Unicef, Giacomo Guerrera, Presidente Unicef Italia, Stefania Guidomei, Responsabile Assistenza Ostetrico-Ginecologico e Pediatrica, Fabrizio Sandri, Responsabile Dipartimento Materno Infantile Azienda Usl di Bologna.

martedì 17 settembre 2013

MAMMA E PAPÀ 'NEGATI' A BOLOGNA, BERNARDINI: “FAMIGLIA SVENDUTA". CASINI: "ALLIBITI DA LEGGEREZZA GIUNTA".




Manes Bernardini scrive:

"L'amministrazione ha svenduto l'identità di mamma e papà agli equilibri di maggioranza. L'assessore Marilena Pillati ha preannunciato oggi di sostituire, nei moduli dei servizi per l'infanzia,  la dicitura ‘padre’ e ‘madre’ con quelle di ‘genitore richiedente’ e ‘altro genitore’.
Una follia degna di un'amministrazione avvitata su questioni lessicali e lontana dalle esigenze reali dei bolognesi.
Questa linea di progressivo annientamento della famiglia è preoccupante e rischia di condurci alla deriva. La famiglia è infatti il nucleo primario e fondante della nostra società e non può essere sacrificata ai giochi di partito. Così la giunta ancora una volta rivela di essere ostaggio di Sel”.

Bernardini torna poi a invocare ‘una reazione collettiva’ e sollecita ‘madri e padri’ a far sentire la loro voce contro l'ennesimo scempio perpetrato ai danni della famiglia.



In una nota Pier Ferdinando Casini interviene sull'argomento e scrive in merito all'ordine del giorno in discussone domani sulla nomenclatura nei moduli di iscrizione nelle scuole d'infanzia del Comune di Bologna:
"L'Ordine del giorno che punta a sostituire nella modulistica scolastica le parole ‘padre’ e ‘madre’ è una farsa che rischia di fare dei danni irreparabili. Nel giro di pochi mesi si è passati dal referendum sulle scuole paritarie, a questa pericolosa mistificazione burocratica che intende mettere in discussione due figure che nella nostra società hanno un valore preciso, fondante e certamente non divisivo. Surrettiziamente invece si vuole far passare l'idea che la genitorialità possa essere diversa da quella naturale.
La nostra posizione è nota, è legittimo che qualcuno la pensi in modo diverso, ma è inaccettabile la strumentalizzazione dei nostri bambini: quando si tratta di infanzia occorre sempre usare la massima cautela, la Giunta continua a mostrare invece una leggerezza che lascia allibiti".
 


venerdì 7 giugno 2013

La mamma è sempre la mamma: tenta il suicidio. Ci ripensa e chiama i Carabinieri che, insieme alla mamma, lo fanno desistere.




La fidanzata lo lascia e, spinto dalla disperazione,  decide di farla finita gettandosi sotto il treno della Direttissima. Va sulla scarpata che scende a precipizio sulla linea ferrata per lasciarsi cadere sulle rotaie all’arrivo del convoglio. Ma poi ci ripensa e chiama di Carabinieri con cui si sfoga per la lacerazione affettiva di cui è vittima. Decide poi di desistere e accetta di essere accompagnato dalla mamma e ritrova in quell’affetto sempre certo,  una nuova ragione esistenziale.
Alle  21 e 45 circa di ieri, la centrale operativa dei Carabinieri di Vergato è stata contattata da un uomo che annunciava l’intenzione di volersi suicidare al passaggio di un treno sui binari della Stazione Ferroviaria di Vado di Monzuno. I Carabinieri del luogo, allertati dall’operatore del 112, si sono diretti velocemente sul posto. L’autore della telefonata, un quarantacinquenne di Monzuno, si trovava in una scarpata, accanto alla linea ferroviaria Bologna-Firenze. I militari si sono avvicinati con cautela al soggetto e hanno cominciato a parlargli nel tentativo di farlo desistere dall’intento. La vittima si abbandonava così in uno sfogo liberatorio, riferendo ai militari di aver tentato di uccidersi perché la fidanzata lo aveva lasciato. Il dialogo è proseguito per alcuni minuti, alla fine il quarantacinquenne è andato incontro agli uomini dell’Arma che lo hanno ulteriormente tranquillizzato e accompagnato da sua madre.


Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna