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lunedì 2 dicembre 2024

Analisi sull'inquinamento in Appennino



 

di Fabbio Righi

 

Vi anticipiamo che stiamo organizzando un incontro in Appennino per l'11 dicembre prossimo molto importante per parlare di un tema che ci tocca tutti da vicino: l'inquinamento atmosferico che sta colpendo sempre più massicciamente i cieli del nostro territorio. L’evento vedrà la partecipazione di esperti del settore, tra cui il Maresciallo dell’Aeronautica Roberto Nuzzo, che condividerà analisi approfondite, prove documentali e la sua esperienza diretta sul tema delle emissioni aeree e sui loro effetti su clima, salute, agricoltura e qualità della vita.

Questo incontro servirà a preparare il terreno per la grande conferenza di maggio, che si terrà sempre in Appennino Bolognese e vedrà la partecipazione di illustri esperti, tra cui:

Prof. Piergiorgio Spiaggiari  (Medico e Fisico) 

Generale Ludovico Fulci, (Guardia di Finanza)

Generale Maurizio Sposio, (Corpo dei Carabinieri)

Al momento, non abbiamo ancora definito i dettagli (luogo e link Zoom), ma vogliamo anticipare l’iniziativa e raccogliere l’interesse di chi vorrebbe partecipare.

 

Come partecipare?

Chiunque fosse interessato è invitato a contattarci direttamente. Vi terremo aggiornati con tutti i dettagli finali:

 Luogo dell’evento

 Link per seguire online tramite Zoom 

La vostra partecipazione è fondamentale per creare consapevolezza e avviare azioni concrete. 

Uniamo le forze per tutelare chi verrà dopo di noi, il nostro ambiente e il futuro dell’Appennino.

Uniti possiamo fare la differenza. Insieme, per il nostro Appennino!!!

sabato 30 novembre 2024

"Inquinamento: non lo vedi ma lo respiri"

Al via la nuova campagna di comunicazione della Regione. Scopri come puoi contribuire a migliorare la qualità dell’aria

 


L'inquinamento dell'aria è un nemico silenzioso che colpisce la nostra salute ogni giorno. Non lo vediamo, ma lo respiriamo tutti. Informare e sensibilizzare sulla qualità dell’aria sono gli obiettivi di una nuova campagna di comunicazione della Regione, con lo slogan “Inquinamento: non lo vedi ma lo respiri!”.

Nella pagina web dedicata sul sito regionale sono disponibili consigli su come possiamo contribuire a tutelare l'aria e noi stessi, e informazioni sugli incentivi della Regione Emilia-Romagna per promuovere uno stile di vita più sostenibile e ridurre l'impatto degli inquinanti.

Tra gli incentivi, segnaliamo il bando per la sostituzione di caldaie, camini e stufe a legna o pellet con dispositivi di ultima generazione. A disposizione 19 milioni di euro per rottamare un generatore di calore a biomassa legnosa (camino aperto, stufa a legna/pellet, caldaia a legna/pellet) e, contestualmente, acquistare e installarne uno nuovo a 5 stelle o una pompa di calore.

Con il nuovo Piano Aria (PAIR 2030), in vigore da inizio febbraio 2024, è previsto, infatti, l’obbligo di installazione di impianti a biomassa per riscaldamento domestico almeno 5 stelle. Il bando, dunque, è un aiuto per quei cittadini che vogliono sostituire gli impianti inquinanti con quelli più efficienti, ed è coerente anche con gli obiettivi e gli indirizzi del Piano Energetico Regionale (PER).

I contributi possono essere richiesti dai cittadini in possesso dei requisiti sino al 31 dicembre 2024, fino a esaurimento dei fondi disponibili, e saranno assegnati secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande.

Vai alla pagina web dedicata alla nuova campagna di comunicazione sulla qualità dell'aria.

(Fonte: Regione Emilia-Romagna)

 

mercoledì 20 gennaio 2021

“Scaldare casa in sicurezza inquinando meno”: come fare?


Se ne parla in diretta Facebook sulla pagina del Comune di Sasso Marconi

Il Comune informa: 

 


"Per saperne di più", il ciclo di incontri online organizzato dal Comune di Sasso Marconi per approfondire temi di carattere ambientale, prosegue domani, giovedì 21 gennaio, alle 18, con un nuovo appuntamento, dedicato nello specifico al riscaldamento domestico e al suo impatto sulla qualità dell'aria. 

I sistemi di riscaldamento residenziali sono una delle principali cause di inquinamento delle nostre città nel periodo invernale: le polveri sottili introdotte nell'atmosfera dagli impianti poco efficienti hanno una forte incidenza sulla qualità dell'aria che respiriamo e sono pericolose per la salute.

Ma quali sono i combustibili che inquinano di più? E come è possibile riscaldare casa inquinando meno? A queste domande darà risposta Alessandro Rossi (Referente Ambiente, Energia e Sostenibilità di ANCI Emilia-Romagna), che ci spiegherà anche come ottenere incentivi per l'adeguamento e la riqualificazione energetica degli impianti.

Durante il dibattito si parlerà anche degli strumenti previsti dalla legge per garantire la sicurezza e il corretto funzionamento degli impianti termici, e delle misure adottate dalla nostra Regione per contenere le emissioni prodotte dai sistemi di riscaldamento domestico e durante i processi di combustione. 

Modera l'incontro Gianluca Rossi, Assessore Urbanistica e Cura del territorio del Comune di Sasso Marconi.

Diretta streaming giovedì 21 gennaio alle 18 sulla pagina Facebook del Comune di Sasso Marconi con possibilità di porre domande in chat.

 

sabato 2 novembre 2019

Limitazioni al traffico a Bologna domani, 3 novembre

Domenica ecologica a Bologna e nella città metropolitana. Le limitazioni non comprendono alcune delle principali vie di collegamento della città con l’area metropolitana, come ad esempio la tangenziale e il raccordo tangenziale/Borgo Panigale


Domani, 3 novembre, giornata ecologica a Bologna e nella città metropolitana. Oltre al capoluogo e Imola sono coinvolti i Comuni della cintura cittadina: Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Ozzano dell'Emilia, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa. Nell’area urbana di Bologna, nelle domeniche ecologiche si può viaggiare sui mezzi Tper con un unico biglietto per tutta la giornata.

Sul sito www.cittametropolitana.bo.it/pianoaria la mappa con tutte le strade in cui si può circolare sul territorio.


Le domeniche ecologiche sono, oltre a domani, 17 novembre, 1 e 15 dicembre, 12 e 19 gennaio, 2 e 16 febbraio, 1 e 15 marzo 2020.

Non possono circolare i veicoli a motore:
benzina Pre-Euro e Euro 1
• diesel categorie M1, M2, M3, N1, N2, N3 Pre-Euro e Euro 1-2-3
• ciclomotori, motocicli e minicar Pre-Euro
Possono sempre circolare:
gli autoveicoli con almeno 3 persone a bordo (car-pooling) se omologati a quatto o più posti
• gli autoveicoli con almeno 2 persone a bordo (car-pooling) se omologati a 2/3 posti
• veicoli elettrici o ibridi con motore elettrico
• veicoli alimentati a metano o GPL
• veicoli a servizio del trasporto pubblico
• veicoli di emergenza e soccorso elencati nell'ordinanza.

Nelle domeniche ecologiche a tutti gli utenti dei taxi è riconosciuto uno sconto del 10%.

È disponibile l'app Che Aria attraverso cui si può avere un’informazione  sullo stato della qualità dell’aria in città, ricevere suggerimenti sui comportamenti corretti per ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico e i rischi per la salute. 

L’applicazione è gratuita e disponibile su Play Store (per Android) e su App Store (per iOS).


domenica 30 giugno 2019

Goletta Verde, inquinamento nei limiti

Monitoraggio di Legambiente, 'ma non trascuriamo irregolarità'

Inquinanti entro i limiti di legge, negli undici punti scelti il 13 giugno per il campionamento delle acque da Goletta Verde di Legambiente, lungo le coste dell'Emilia-Romagna. "Un monitoraggio che, dopo le intense piogge del mese di maggio che hanno causato numerose criticità depurative lungo tutta la costa, ha risentito dell'improvviso cambio di temperature e delle condizioni meteorologiche avvenuto a inizio giugno", dice Legambiente. "Non si possono però certo trascurare irregolarità segnalate da bollettini Arpae prima e dopo il periodo in cui sono avvenute le rilevazioni e a cui sono seguiti divieti di balneazione sul territorio regionale. Grave infatti l'episodio di inquinamento rilevato il 24 giugno dalle misurazioni di Arpae alla foce del Marecchia, che ha visto un superamento dei limiti", prosegue l'associazione che ha fatto tappa a Rimini, da dove ha rilanciato la campagna "per liberare l'Emilia-Romagna dall'usa e getta richiedendo alla Regione un impegno concreto". (ANSA)

sabato 30 luglio 2016

Risolviamo il nodo di Casalecchio con la limitazione del traffico ? Ma non si era detto che limitare il traffico non serve a niente ?

Altra doccia fredda per i pendolari della 4 ruote e per residenti della valle del Reno e del Setta. A ottobre entrerà in azione la limitazione del traffico che coinvolge i comuni di Casalecchio di Reno e di Sasso Marconi. Chi sperava nella soluzione del nodo di Casalecchio con la realizzazione del cosiddetto 'tubone', un bypass sotterraneo ottenuto con il prolungamento della Nuova Porrettana fino alla tangenziale di Bologna, per arrivare a una 'viabilità scorrevole e quindi meno inquinante' sconta ora l'ennesima delusione. Inspiegabile poi perchè non sia dia il via ai lavori poiché da oltre un lustro sono disponibili i soldi necessari.

C'è da chiedersi poi perchè la limitazione non coinvolga l'autostrada, probabilmente la principale fonte inquinante e perchè si continuino a promettere ' progressi occupazionali' in un'area orfana di mobilità adeguata. E se il progetto non fosse proprio quello di soffocare l'economicità e l'occupazione in queste due vallate, tradizionalmente piuttosto attive nel settore industriale?

Ecco l'articolo di un ufficio stampa dal titolo 'Liberiamo l'aria 2016-2017' che rivela il futuro prossimo dei comuni 'inquinati'.

Traffico in tangenziale

Nuove regole per 13 Comuni del territorio metropolitano

Migliorare il presente proteggendo il futuro è l'obiettivo principale del Piano Aria Integrato regionale-PAIR 2020 che da quest'anno coinvolgerà per la prima volta anche 11 Comuni dell'agglomerato di Bologna (Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Ozzano dell'Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi, Zola Predosa) oltre a Bologna e Imola già interessate dalle limitazioni dal 2015.

Il Piano regionale nasce dalla necessità di proteggere la salute dei cittadini e la qualità dell’ambiente in cui viviamo facendo rientrare il livello delle sostanze inquinanti attraverso
90 misure di intervento su diversi ambiti (mobilità e trasporti, energia, attività produttive, agricoltura, edilizia). Adottato a luglio 2014 dalla Regione Emilia-Romagna e in via di approvazione, il Piano è attualmente in salvaguardia quindi a tutti gli effetti vigente.

Tra le misure connesse alla mobilità il PAIR prevede l'adozione di alcune regole di
limitazione della circolazione a decorrere dal 1 ottobre 2016 nel territorio dei Comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti nonché nei Comuni appartenenti all’agglomerato di Bologna(65% della popolazione totale della provincia, 24% del territorio provinciale).
Per la precisione le limitazioni verranno applicate
dalle 8.30 alle 18.30, dal lunedì al venerdì e nelle domeniche ecologiche (prima domenica del mese, tranne quella di gennaio), dal 1 ottobre al 31 marzo, per alcune classi di veicoli benzina e diesel.
Sono esclusi dalle limitazioni tutti i veicoli elettrici, ibridi, a metano e GPL, o con almeno 3 persone a bordo (car pooling) e i veicoli in deroga che verranno specificati nelle ordinanze dei singoli Comuni. Possono inoltre circolare i veicoli a benzina EURO2 e successivi e i diesel EURO 4 e successivi. Per quanto riguarda motocicli e ciclomotori, possono circolare quelli di classe EURO 1 e successivi.

In caso di superamento del valore limite giornaliero del PM10 per
7 giorni continuativi, si applica la limitazione della circolazione anche alla domenica successiva allo sforamento e le limitazioni interesseranno anche tutti i veicoli diesel EURO IV.

La Città metropolitana di Bologna si sta occupando insieme a Regione, Anci regionale, Arpae e Comuni, del
coordinamento tecnico per l'applicazione del Piano a livello metropolitano con l'obiettivo di definire i criteri di individuazione delle aree interessate alle limitazioni, i percorsi di accesso a parcheggi e stazioni SFM e di uniformare ordinanze comunali, cartellonistica e comunicazione, in modo da semplificare o omogeneizzare le regole, consentendone una più semplice comprensione per i cittadini.

'Liberiamo l'aria'



venerdì 1 agosto 2014

Il tiro a segno di Vergato inquina. L'hanno accertato Polizia giudiziaria e Arpa.



Claudio Corticelli, del circolo Legambiente SettaSamoggiaReno, scrive:

Dopo anni di denuncie, proteste, petizioni, finalmente le istituzioni si sono mosse e hanno accertato che il Tiro a Segno di Vergato produce inquinamento.

La Procura della Repubblica nel marzo scorso ha mandato la Polizia giudiziaria e funzionari Arpa  nell’impianto di tiro  per un sopraluogo e come era evidente, i controllori hanno accertato la presenza di ogive di proiettili e frammenti di metalli  vari sparsi su tutte le aree del terreno, poste davanti e dietro le linee dei bersagli.

Gli esiti analitici hanno evidenziato il rilascio consistente di piombo sul terreno, presenza inaccettabile dal punto di vista ambientale. Dopo tre mesi dal sopraluogo, Arpa ha inviato la notifica all'amministrazione comunale, dopodichè  il Comune di Vergato ha adottato, solo il 20 giugno, un'ordinanza nei confronti dei responsabili della sezione del tiro a segno di Vergato, che li obbliga a raccogliere e a smaltire metalli e piombo entro 30 giorni dal 12 luglio, data di ingiunzione .

Questo smaltimento è già stato ultimato ? Quali sono gli esiti ? Perche' le istituzioni non ne danno notizia ? L'opinione pubblica ha diritto di sapere .

Avevamo ragione. Le denuncie di Legambiente si sono dimostrate fondate, condivise da decine di abitanti delle zone circostanti.
La nostra battaglia  ambientalista per la qualità  della vita, del rispetto delle leggi e per la salute, non è finita.

Gli impianti di tiro sportivo sono importanti e necessari a discipline sportive olimpioniche. Sono anche presenze utili all'aggregazione e al turismo. Ma non possono, non debbono disturbare gravemente la salute degli abitanti.

mercoledì 26 giugno 2013

BIOGAS: INCENERIAMO MAIS TOSSICO. LA REGIONE BLOCCHI LA CONTAMINAZIONE.




Il  Movimento 5 Stelle ha organizzato per  sabato prossimo  29 giugno  una manifestazione a San Pietro in Casale contro le centrali Biogas che utilizzano mais contaminato
.

Ne spiega le ragioni il consigliere regionale Andrea Defranceschi.


“Stiamo rischiando di trovarci nell’aria o nel cibo una bella sorpresina: aflatossine. Cosa sono? Particolari tossine tra i contaminanti più pericolosi per la salute dell’uomo, con elevate capacità cancerogene, sintetizzate da funghi e che possono proliferare su numerose derrate alimentari, tra cui il mais, ” scrive infatti Defranceschi. “La Regione aveva fatto un accordo con gli agricoltori affinché le partite di mais contaminato da aflatossine fossero destinate ai fini energetici. Con una piccola clausola del ministero: che per l’incenerimento nelle centrali a biogas, si seguissero procedure specifiche, come avverrebbe per qualunque altro trattamento di materiale tossico, in accordo col servizio sanitario regionale. Peccato che non risulti agli atti alcuna espressione di parere, accordo e/o autorizzazione dell’autorità competente che consenta che le sostanze contaminate da aflatossine possano essere avviate al biogas e men che meno allo spandimento.
In sostanza: stiamo bruciando mais contaminato immettendolo nell’aria e nei campi.
Il digestato (il cosiddetto compost) che se ne ricava, infatti, viene sparso ovunque nei terreni agricoli, anche vicino a case e scuole, nonché trasportato su pubbliche strade, allo stesso modo in cui il mais contaminato giunge all’impianto, ma così facendo le aflatossine rientrano nel ciclo dell’alimentazione umana – considerando che sugli stessi campi verrà di nuovo seminato il mais.
La questione è più semplice di quanto sembri: il mais contaminato da aflatossine e' un rifiuto e come tale va trattato in tutte le fasi di utilizzo. Può essere si inviato agli impianti a biogas, ma solo a quelli autorizzati all'uso dei rifiuti, mentre il relativo digestato non può essere sparso nei terreni agricoli ma deve essere avviato a distruzione.
Visto che nella nostra regione sono numerosi impianti a biogas alimentati da colture dedicate entrati in funzione o in fase autorizzativa principalmente alimentati a mais; e che per esempio nessuno degli 8 impianti a biogas della provincia di Bologna e' autorizzato al trattamento dei rifiuti, mi piacerebbe che la Giunta mi spiegasse, rispondendo alla mia interrogazione, come mai abbia stipulato accordi con le centrali a biogas, senza tener conto delle suddette obbligate procedure di trattamento di un prodotto che non è semplicemente prodotto di materiale organico, ma materiale potenzialmente nocivo per la nostra salute. In sostanza mi e gli chiedo: non sarebbe il caso di evitare di avvelenarci tutti, pur di far funzionare le centrali a biogas?
Nel frattempo, sabato 29 giugno con i vari gruppi e attivisti del Movimento 5 Stelle, abbiamo organizzato una manifestazione a San Pietro in Casale contro le centrali che stanno “biomassacrando” l’aria. Appuntamento alle 10 per dare il via al corteo. Il fine, quello di ottenere nuovi regolamenti regionali più dettagliati e garanzie nella gestione su traffico e incenerimento delle biomasse”.

venerdì 10 ottobre 2008

riserva idrica o bacino di raccolra inquinanti?


Il nuovo invaso della capacità di un milione di metri cubi di acqua, di cui si prevede la realizzazione nel nuovo piano strutturale (ex piano regolatore) ai Laghetti del Maglio a Borgonuovo di Sasso Marconi, solleva i dubbi della minoranza. “Servirà, come si dice, a raccogliere una riserva di acqua nelle stagioni di abbondanza per poi immetterla nel fiume Reno nei periodi di siccità al fine di garantire il minimo vitale al fiume o piuttosto avrà il fine di raccogliere gli scarichi del vicino depuratore industriale?”.



E’ la domanda preoccupata che i consiglieri di An Alberto Vecchi (Regione) , Michele Facci (Provincia) e Stefano Passeri (comune di Sasso Marconi) hanno fatto contemporaneamente ai rispettivi enti di riferimento tramite una interrogazione. Si precisa poi che il Dipartimento di Sanità pubblica dell’Azienda Usl, a firma della dottoressa Cinzia Bevini, ha, in merito a tale progetto, evidenziato problematiche di ordine sanitario ed ha ritenuto ‘di particolare preoccupazione la sedimentazione di materiali sul fondo che potrebbero contenere sostanze tossiche biocumulabili’. Gli assessori di Sasso Marconi Andrea Mantovani (urbanistica) e Pierpaolo Lanzarini (ambiente) precisano che l’invaso di cui si parla riceverà acqua principalmente da rio D’Eva e per il resto dal canale del Reno che parte da Palazzo Rossi. E’ previsto lo scarico di Ciba in tale canale, ma l’acqua di questo scarico è ‘super controllata’ da Arpa. Inoltre Ciba, a riprova della sua attenzione al fatto ambientale, è una delle pochissime aziende certificate Emas, che impegna severamente l’azienda a una costante attenzione nell’utilizzo di strumenti ambientali adeguati . Tale certificazione richiede un miglioramento costante delle performances ambientali e la comunicazione dei risultati agli enti di competenza. Segue poi la verifica dal cui esito dipende la conservazione della certificazione. Inoltre, Ciba sta già ora scaricando in Reno”, concludono gli amministratori.