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giovedì 11 settembre 2025

Scuola, in Emilia-Romagna da lunedì 532 istituti riaprono le porte

 Attive 24.536 classi, oltre 63mila docenti in servizio. Bologna al primo posto per numero di studenti



Da lunedì 15 settembre parte ufficialmente il nuovo anno scolastico 2025-2026 in Emilia-Romagna. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio Scolastico Regionale, saranno 532 gli istituti coinvolti, compresi 12 Centri per l’Istruzione degli Adulti e 2 convitti.

Accanto alle scuole statali, si contano anche quasi mille paritarie, di cui ben 766 dedicate all’infanzia. Complessivamente, le classi attive saranno 24.536, di cui oltre 9.000 nella scuola secondaria di secondo grado.

A guidare la classifica regionale è Bologna, con 5.152 classi, seguita da Modena e Reggio Emilia (entrambe con 4.217). Per quanto riguarda le superiori, si conferma il trend degli ultimi anni: poco più del 43% degli studenti ha scelto i licei, mentre il 56,7% frequenta istituti tecnici e professionali.

Sul fronte della dirigenza, sono 483 i dirigenti scolastici di ruolo in servizio, con 26 nuove assunzioni che hanno coperto i posti vacanti. Restano comunque 49 incarichi di reggenza, affidati a dirigenti già titolari in altre scuole.

Il personale docente complessivo è di 63.300 unità: 46.987 su posto comune e 16.313 su sostegno. Le nuove immissioni in ruolo sfiorano quota 4.000, di cui 969 su sostegno.

Quanto al personale Ata, si contano 15.616 addetti, con 865 nuove assunzioni, concentrate in particolare tra collaboratori scolastici e assistenti amministrativi. (ANSA)

martedì 3 ottobre 2017

Non piace l'idea di 'posticipare l'apertura delle scuole'. Il 'no' in una petizione.

Genitori e docenti a Regione,'sottomissione a interessi mercato'



Da ANSA


No all'ipotesi di apertura posticipata dal prossimo anno scolastico il terzo lunedì di settembre per favorire il turismo balneare. Lo scrivono più di 250 docenti, genitori, studenti e cittadini in un appello al Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna, che da oggi si può firmare anche on line, promosso dal comitato bolognese Scuola e Costituzione.
    "Indignati da questa proposta di sottomissione della cultura e della scuola a interessi di mercato", i firmatari chiedono invece alla Regione "un calendario scolastico con tempi distesi, rispettosi delle esigenze didattiche, dei tempi di apprendimento degli studenti e di quelle sociali dei genitori". Quindi "inizio delle lezioni anticipato il più possibile", anche "per garantire i 200 giorni di lezione previsti per legge che possono essere ridotti da eventi come elezioni, ordinanze dei sindaci, calamità naturali". La legge Gelmini - ricorda la petizione - "ha già ridotto drasticamente dal 2008 le ore di lezione settimanali e altri tagli sono intollerabili".
Sul fronte del calendario scolastico, ha osservato in una nota, l'assessore regionale alla Scuola, Patrizio Bianchi, "nessuna decisione  è stata ancora presa e su un tema come il calendario scolastico la posizione di famiglie, genitori e insegnanti è ovviamente importante e attesa. Come già detto - ha concluso Bianchi - ne parleremo a novembre nella Conferenza regionale del sistema formativo, dove sono rappresentati tutti i soggetti interessati".
E sull'argomento si è espressa anche la Federalberghi dell'Emilia-Romagna. "Confermiamo come sempre la nostra disponibilità ad un confronto su questo tema con la Regione - spiega l'associazione - fermo restando che siamo per la cultura e per la scuola, essendo anche noi genitori prima ancora che imprenditori. Siamo sicuri - viene aggiunto - che le decisioni future terranno conto delle esigenze di tutti: studenti, famiglie, lavoratori, economia regionale, senza limitare l'attività scolastica". A giudizio degli albergatori regionali, ancora, "da alcuni anni a questa parte l'inizio dell'anno scolastico suscita purtroppo polemiche che coinvolgono anche gli operatori del turismo balneare dell'Emilia-Romagna. Tutto è nato da una richiesta della categoria, di spostare di due giorni, dal venerdì al lunedì successivo, l'inizio delle lezioni scolastiche. E' bene ricordare - viene sottolineato - che il numero dei giorni di lezione, previsti per legge (200 nell'arco dell'anno scolastico), è rimasto invariato. Pertanto - conclude Federalberghi - anticipare l'inizio delle scuole vuole dire di fatto anticiparne la chiusura; tenendo inoltre conto che le singole Istituzioni scolastiche hanno l'autonomia di procedere ad adattamenti del calendario scolastico fatto salvo il numero delle giornate previste".