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lunedì 31 agosto 2026

Ferrovia Porrettana, riaperta la linea dopo i lavori: il primo giorno riparte con un guasto

 Ieri la riapertura dell’intera tratta Bologna-Porretta Terme dopo un mese di agosto segnato da importanti interventi di manutenzione. Questa mattina, però, il primo disservizio: un treno si è fermato a Sasso Marconi. Proteste dei pendolari, poi l’arrivo di un convoglio sostitutivo. 



Neanche il tempo di riaprire completamente la linea che sulla Ferrovia Porrettana è arrivato il primo intoppo. Dopo la chiusura dell’intera tratta nel mese di agosto, necessaria per consentire importanti interventi di manutenzione, ieri è tornata a essere utilizzabile la linea ferroviaria da Bologna a Porretta Terme. Ma già questa mattina, al primo giorno di piena operatività, un treno ha accusato un problema che ha provocato ritardi e malumori tra i pendolari.

Il convoglio, proveniente da Bologna e diretto verso Porretta Terme, si è fermato intorno alle 12 alla stazione di Sasso Marconi e, inizialmente, non è più ripartito. Una situazione che ha rapidamente alimentato la protesta dei viaggiatori, molti dei quali erano reduci proprio dalle difficoltà vissute durante il mese di agosto, quando la linea era interessata dai lavori e la tratta non era percorribile dai treni.

Dopo circa mezz’ora di attesa è arrivata la comunicazione ai passeggeri. Questa volta, però, non sarebbe stato predisposto un autobus sostitutivo, come avvenuto durante il periodo di chiusura della linea. Sullo schermo informativo della stazione è stato infatti annunciato l’arrivo di un altro treno, destinato a prendere a bordo i passeggeri rimasti fermi e a consentire loro di proseguire il viaggio verso le rispettive destinazioni.

Una soluzione che non ha evitato le proteste di chi, dopo un mese di disagi e attese legati ai lavori, si aspettava una ripartenza senza ulteriori problemi. La sensazione, tra i pendolari, è quella di una partenza decisamente poco incoraggiante per una linea che, proprio grazie agli interventi effettuati nelle ultime settimane, dovrebbe ora offrire maggiore affidabilità e continuità del servizio.

L’aggiornamento è arrivato poco prima delle 13: il treno sostitutivo ha raggiunto Sasso Marconi e i pendolari hanno potuto finalmente riprendere il viaggio verso le proprie destinazioni.

Se il buongiorno si vede dal mattino, dunque, per la Ferrovia Porrettana  la riapertura non è iniziato nel migliore dei modi. Resta ora da capire se si sia trattato di un episodio isolato o del primo campanello d’allarme dopo i lavori che hanno tenuto ferma la linea per l’intero mese di agosto.

sabato 22 giugno 2024

Ferrovia Porrettana: cronaca di un tracollo annunciato

 Ferrovia Porrettana completamente interrotta due sera  fa a causa di un guasto alle infrastrutture di RFI: alcuni viaggiatori hanno impiegato quasi QUATTRO ORE per raggiungere la propria abitazione.


Anche  Valerio Giusti, del Comitato per la Ferrovia Porrettana, riporta con completezza l’ormai consueto disservizio ( chiamiamolo così per civile correttezza) della ferrovia Porrettana. In un resoconto, intitolato ‘cronaca di un tracollo annunciato’, egli scrive: 

Come al solito, nessuna comunicazione ai pendolari lasciati inermi nelle stazioni che hanno aspettato invano inesistenti bus sostitutivi, alla faccia di quanto previsto dal contratto di servizio sempre sbandierato nei trionfali comunicati stampa.

Impossibile riportare le decine di pesanti commenti inviatici da coloro che sono rimasti abbandonati per ore lungo la linea: andateli a leggere sulla nostra pagina Facebook e comprenderete la rabbia e la frustrazione dei pendolari.

Questo il tragico elenco dei treni bloccati nelle stazioni:

17789 a Pioppe, 17720 a Marzabotto, 17795 a Bologna, 17716 a Vergato,  17718 a Riola e 17720 a Porretta ecc.

 L’unico treno che è riuscito a transitare verso Porretta è arrivato oltre l’una di notte con a bordo tutti coloro che non avevano familiari a disposizione per andarli a prendere con l’automobile in una delle stazioni sopra indicate.

La giornata è stata solo l'apice dei continui disservizi vissuti in questi giorni dagli utenti dell’Appennino bolognese a cui si somma quelli dell’introduzione del passante ferroviario per Pianoro, fortemente voluto dalla città metropolitana.

Per i lavoratori che arrivano in stazione a Bologna, oltre ai consueti ritardi, inizia una sorta di frenetica caccia al tesoro per capire se il treno partirà dal primo binario, dal terzo, o addirittura dal piazzale est, spesso costretti a correre da un piazzale all’altro per non rimanere a piedi: è sparito anche quel poco di stabilità che in questi anni ci aveva garantito l'arrivo protetto al piazzale ovest.

A nulla sono valse le nostre richieste affinché la nostra linea venisse difesa e tutelata dalla regione e dai nostri sindaci… o che, quantomeno, il progetto passante partisse dopo il rafforzamento delle infrastrutture: invece che premere con RFI, gli investimenti sono andati tutti per garantire un treno ogni 15 minuti nella cintura bolognese (magari semi-vuoto…), o per rinforzare altre linee estive e questo è il risultato tanto atteso: il collasso delle nostre infrastrutture.

Domani ci ripeteranno ancora una volta che questo è stato un evento casuale, come le decine di altri eventi casuali che si ripeteranno nel futuro e che la nostra ferrovia fa parte di un disegno molto più grande che servirà per garantire il benessere di tanti cittadini. L’eliminazione di alcune coincidenze per la Toscana, l'impossibilità per gli studenti del plesso scolastico di Porretta di prendere il treno all’uscita di scuola, lo slittamento degli orari, la favola dei treni notturni (sostituiti da 2 bus messi a caso), la caccia al tesoro del binario di partenza e tutti gli altri disservizi che patiremo, sono un piccolo effetto collaterale che qualcuno doveva pagare per un bene superiore e che noi siamo troppo egoisti per capirlo.

 

Questo blog riporta da anni le denunce di carenze e negligenze della Ferrovia Porrettana, redatte con invidiabile diligenza dagli aderenti ai vari Comitati. In questi anni le cose però non solo non sono migliorate, sono fortemente peggiorate.

C’è ormai la convinzione generale che la funzione dei Comitati sia semplicemente quella di raccogliere e divulgare le denunce per dare una valvola di sfogo ai maltrattati, ma di incidere ben poco sulle scelte e sui rimedi che dovrebbero attuare i gestori della struttura: quindi un cuscinetto fra la protesta e la gestione che smorza ogni altra iniziativa: è possibile che in anni di decadimento del servizio non vi sia stata mai una protesta che andasse al di là dei semplici  comunicati ?

sabato 10 dicembre 2022

Borgonuovo. Nido Giraluna senza riscaldamento per oltre due ore

 Genitori costretti a riportare a casa i bambini. In Comune cadono dalle nuvole. Non sapevano che il Nido era aperto 

Un genitore che affida il suo bambino al Nido Giraluna di Borgonuovo scrive:

“Voglio denunciare un fatto gravissimo accaduto nella giornata di ieri, venerdì 9 dicembre, al  Nido Giraluna di Borgonuovo: ho portato mio figlio alle 7.30 e mi viene comunicato che il riscaldamento risultava spento,  che si sarebbe provveduto con sollecitudine e che sarei stato informato appena si fosse tornati alla piena funzionalità.

Purtroppo l’impianto è stato attivato solamente alle  9.25  e solo dopo che io ho chiamato i servizi scolastici del Comune, i cui addetti, tutti stupiti,  non sapevano fosse aperto il nido”.

Abbiamo girato la protesta agli amministratori comunali e dagli uffici  si risponde che il Nido in questione non è pubblico. La gestione è privata e ciò spiega perché l’ufficio scolastico non era informato del blocco del riscaldamento e dell’apertura del Nido.

 

venerdì 25 giugno 2021

A rendere difficile la vita ai pendolari della Porrettana ci si mette anche il deviatoi di Riola

 

Foto Renonews

Valerio Giusti scrive:

Trenitaliatper ha comunicato oggi, venerdì 25 giugno, che "causa guasto al deviatoio a Riola", i treni 17733 e 17740 sono stati previsti con circa 20' di ritardo . Soppressi il treno 17742 delle 7.50 da Porretta e  i Marzabotto 17737 e 17748".

“Sempre efficiente la gestione delle Infrastrutture di RFI, ” ironizza Giusti  .

Il blocco ha coinvolto anche gli utilizzatori della statale Porrettana che hanno dovuto stare a lungo in fila, consolati e accompagnati, si fa per dire,  da un piacevole caldo torrido. 

martedì 12 giugno 2018

Il treno di Porretta è rimasto senza ‘benzina elettrica’. Valerio Giusti: “ Un vero disastro”

Il calvario dei pendolari della Porrettana non ha fine. La linea non si fa mancare alcun disservizio. L’ultimo, quello di ieri, è stato provocato dalla mancata erogazione della energia elettrica ai convogli.

Valerio Giusti del Comitato per la Ferrovia Porrettana  informa  che a  causa della mancata alimentazione elettrica
  • il treno 6364 delle 19:21 da Porretta si è fermato a Riola in galleria;
  • il treno 6365 delle 19:04 da Bologna è stato fermato a Pioppe;
  • il treno 11647 delle 19:34 da Bologna è stato limitato a Marzabotto.
Soppressi tutti i treni successivi: un vero disastro.
Dopo lunghe attese in stazione sono arrivati i bus sostitutivi ma il viaggio è stato una vera odissea: i viaggiatori partiti da Bologna alle 18.34, rimasti bloccati in galleria a Riola, sono ripartiti col bus alle 21:22. Oltre tre ore per rientrare a casa.

In serata la Direzione regionale di Trenitalia ha comunicato che:

I treni 6364 e 11645 sono rimasti coinvolti in una disalimentazione elettrica tra Pioppe e Riola, la cui causa è in corso di accertamento.
Il viaggiatori sul 6364 sono stati poi trasferiti con bus da Riola a Pioppe, per poi proseguire con treno a seguito 6366 da Pioppe per Bologna.
Il treno 11645 è rimasto fermo nei pressi di Riola ma non era movimentabile.
E’ stato quindi attivato immediatamente il locomotore di soccorso da Bologna, ma nel frattempo, con il supporto dell’equipaggio, i viaggiatori sono stati fatti scendere ed accompagnati in stazione a Riola.
Nel frattempo i tecnici di RFI sono intervenuti per la riattivazione e gli accertamenti del caso.
La prosecuzione dei servizi fino a fine giornata è assicurata con servizi autosostitutivi nella tratta interrotta e prosecuzione su Porretta e Bologna con i treni presenti nelle due tratte.
Per stamattina si prevede la completa riattivazione del servizio.




domenica 30 novembre 2014

Ennesimo grave disservizio sulla Ferrovia Porrettana conclude una settimana di disagi quotidiani.



Di Valerio Giusti
Comitato per la Ferrovia Porrettana

Ieri, venerdì 28 novembre qualcosa si è rotto, questa volta pare un passaggio a livello, ed è cominciata la sequenza delle soppressioni e di infiniti ritardi alcuni, addirittura, di oltre 60 minuti. Ma non è un evento isolato: tutta la settimana è stata un susseguirsi di ignobili disservizi con ripetute soppressioni e ritardi anche di 90 minuti concentrati negli orari di maggior affluenza di lavoratori e studenti.
La ferrovia ha ancora una volta dimostrato la sua fragilità e la sua inaffidabilità. Una fragilità dovuta, spesso, alla rottura delle attrezzature di servizio, alle frequenti avarie di treni a cui non viene effettuata la necessaria manutenzione, spesso inadatti alla nostra linea di montagna con tante, forse troppe, fermate in una linea quasi completamente mono-binario in cui RFI toglie i punti di incrocio necessari alla sopravvivenza delle tracce orarie (Casalecchio storica e Vergato per esempio).
Le avarie sono sempre più frequenti e dannose come è capitato il 17 novembre scorso , quando un treno si è fermato lungo la linea bloccando la circolazione.
Il risultato è una serie di ritardi quotidiani più o meno consistenti che avvelenano le giornate dei pendolari e provocano danni patrimoniali e personali non monetizzabili aldilà delle beffarde e inconsistenti statistiche sbandierate dagli operatori ferroviari.
Tutto ciò avviene nell’indifferenza generale della politica (impegnata a fare i suoi giochini di potere) e delle imprese ferroviarie (che mirano solo al risparmio immediato, al profitto dell’alta velocità e non hanno una politica di manutenzione e investimenti credibile).
Ma ciò che risulta più inconcepibile è l’atteggiamento rinunciatario della Regione Emilia che paga 9/10 €/Km +IVA per avere un servizio pessimo e omette di fare sentire il proprio peso di committente su Trenitalia che, di fatto, può continuare ad avvelenarci le giornate quasi impunita (contrattualmente).
Il Governo, invece, pensa al trasporto ferroviario pendolare solo per tagliare i fondi da dirottare sull’alta velocità, evitando di riconoscere, per miopia politica, che si tratta di un servizio essenziale per il tessuto economico.
Solo i pendolari (e il Comitato) continuano da anni, quasi petulanti, a ripetere denunce e proteste completamente inascoltate.
Provate a visitare il gruppo facebook del Comitato per avere un’idea di quello che succede quotidianamente. Tutti auspicano che le istituzioni abbiano un sussulto e decidano di compiere il proprio dovere politico ed aziendale, cambiando atteggiamento e strategie.
Non serve a nessuno concentrare tutte le risorse in roboanti celebrazioni che stonano enormemente in una situazione di tracollo e disastro quotidiano.

lunedì 6 gennaio 2014

Strategia di risparmio energetico nel rispetto del programma ‘ mi illumino di meno’ o disservizio ?




Con il significativo titolo ‘UN SASSO NEL BUIO!’ il consigliere comunale Eugenio Salamone ha inviato questo comunicato:

Il paese per due giorni di fila (anche se sarebbe più opportuno dire tre anni di fila, visto che accade CONTINUAMENTE) è stato con intere strade e zone al buio più totale. E pensare che tempo fa, rispondendo a una mia interrogazione, l’amministrazione comunale e il Sindaco Mazzetti hanno pure avuto il coraggio di dire che l'affidamento dell'illuminazione pubblica a una multi-utility avrebbe migliorato il servizio...

Mi domando se, oggi come oggi, si sentirebbero di confermare quello che hanno detto? Non si accorgono di quanto sia enormemente peggiorato il servizio e di quanto siano indignati i cittadini che devono tornare a casa con la torcia in mano? Che amministrazione efficiente che abbiamo, in tutti questi anni non è stata neppure in grado di gestire in maniera adeguata l'illuminazione pubblica...

Comunque, arrivati a questo punto, le parole rassicuranti del Sindaco non bastano, qui bisogna AGIRE! 
Chiedo quindi all’amministrazione che tipo di azioni intenda intraprendere nei confronti della ditta Cofely Italia S.p.a. a cui, da diversi anni, è data la gestione e manutenzione del servizio di illuminazione pubblica del nostro Comune e se non ritenga opportuno provvedere con sanzioni, richiesta di sgravi o alla definitiva cessazione del contratto.