Visualizzazione post con etichetta Siccità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Siccità. Mostra tutti i post

mercoledì 7 agosto 2024

Quando siccità fa rima con solidarietà

Pompa della Bonifica Renana in prestito al consorzio lucano


In un'estate particolarmente difficile per le regioni del Sud, a causa della persistente siccità che sta mettendo in difficoltà coltivazioni e allevamenti, una notizia positiva viene dalla solidarietà attiva tra Consorzi di Bonifica. 

La Bonifica Renana, nei giorni scorsi, ha reso disponibile una propria motopompa idrovora di ultima generazione ai colleghi del Consorzio di Bonifica della Basilicata, che stanno gestendo una vera e propria emergenza irrigua.  

Come spiega l'ing. Ilihc Ghinello - direttore degli impianti del consorzio bolognese: 'L'esigenza di una soluzione urgente per salvare le colture della zona di Metaponto, in Basilicata, è giunta alla Renana tramite l'ANBI nazionale. Immediatamente abbiamo accolto la richiesta e già il giorno successivo i colleghi lucani sono venuti a prelevare una nostra motopompa mobile, in grado di sollevare fino a 700 metri cubi all'ora, che potranno utilizzare fino alla fine della stagione irrigua'.  

A cosa servirà questa pompa di sollevamento? A prelevare acqua ancora disponibile in un canale di scolo locale per alzarla e immetterla nella rete di distribuzione irrigua consortile che serve le coltivazioni orticole specializzate dell'area metapontina, attualmente a secco. 

Poter contare sull'autogoverno e sulla rapidità decisionale delle strutture consortili anche in questo caso ha evidenziato l'utilità che una rete efficiente e solidale di consorzi è in grado di fornire all'intero Paese. 

lunedì 24 luglio 2023

Caldo record e siccità nel 2022

 Il clima in Italia nel rapporto di Snpa. Picco di anomalia termica a giugno (+3,09°C) e livelli più bassi di piovosità (-22%) dal 1961


Mentre a scala globale, sulla terraferma, il 2022 è stato il quinto anno più caldo della serie storica, in Italia con un’anomalia media di +1,23°C rispetto al valore climatologico 1991-2020, il 2022 è risultato l’anno più caldo dal 1961, superando di 0,58°C il precedente record assoluto del 2018 e di 1,0°C il valore del precedente anno 2021. Tutti i mesi dell’anno sono stati più caldi della media, a esclusione di marzo e aprile: anomalie superiori a 2°C si sono registrate a giugno (con il picco di +3,09°C) e nei mesi di luglio, ottobre e dicembre. L’anomalia più marcata in estate (+2,18°C), seguita dall’autunno (+1,38°C) e dall’inverno (+0,58°C).

Il 2022 è stato l’anno meno piovoso dal 1961, segnando un -22% rispetto alla media climatologica 1991-2020, con precipitazioni inferiori alla norma (-39%) da gennaio a luglio. Le anomalie sono state più marcate al Nord (-33%), seguite dal Centro (-15%) e dal Sud e Isole (‑13%). A scala nazionale i mesi relativamente più secchi sono stati ottobre (-62%) e gennaio (-54%), mentre il mese relativamente più piovoso è stato agosto (+69%). Le prolungate condizioni di siccità, associate alle alte temperature, hanno determinato una forte riduzione della disponibilità naturale di risorsa idrica: stimata per l’Italia una disponibilità annua di 221,7 mm (ca. 67 km3), che rappresenta il minimo storico dal 1951 a oggi, e delinea una riduzione di circa il 50% rispetto alla disponibilità annua media di risorsa idrica stimata per l’ultimo trentennio climatologico 1991-2020.

Il Rapporto “Clima in Italia nel 2022”, pubblicato dall’Ispra con cadenza annuale dal 2006, quest’anno diventa un prodotto Snpa. Grazie al coinvolgimento del Sistema nazionale per la protezione ambientale, si arricchisce di approfondimenti sul clima anche a scala regionale e locale redatti dalle Agenzie ambientali regionali, nonché su aspetti idro-meteo-climatici e meteo-marini più rilevanti dell’anno in esame. Arpae, nello specifico, ha contribuito con dati meteorologici osservati in Emilia-Romagna, la climatologa Valentina Pavan è autrice del capitolo 2 del rapporto e l'Osservatorio clima dell'Agenzia ha redatto un approfondimento sulle anomalie termiche dell'estate 2022.

Devi accettare i cookie di youtube per vedere questo contenuto.

Per favore abilitali oppure gestisci le tue preferenze

Nel 2022 non sono mancati eventi estremi di precipitazione, in alcuni casi eccezionali. Particolarmente rilevante è stato il tragico evento che il 15 settembre ha investito le Marche, dove un sistema temporalesco autorigenerante e stazionario ha causato fenomeni intensi e localizzati, con precipitazioni giornaliere che hanno superato localmente i 400 mm. A fine novembre 2022, l’Alto Adriatico è stato interessato da un evento meteo-marino eccezionale, connesso al fenomeno della ciclogenesi alpina, che ha fatto temporaneamente registrare valori di innalzamento del livello del mare sotto costa anche superiori a 200 cm (tra i più alti delle serie storiche esistenti), che hanno reso necessaria l’attivazione delle barriere del Mose di Venezia. Da ricordare anche l’evento drammatico del 26 novembre a Ischia, con precipitazioni intense e massimi di 176,8 mm in 24 ore,presso la stazione di Forio d’Ischia e 13,4 mm in 10 minuti, presso la stazione di Monte Epomeo, che ha innescato colate di fango e causato la perdita di vite umane e ingenti danni al territorio.

L’inverno 2022 è stato caratterizzato da una copertura nevosa esigua rispetto agli ultimi decenni e che si è fusa velocemente nei mesi primaverili ed estivi a causa delle alte temperature: nel mese di maggio è stata stimata una superficie inferiore a 5.000 km2, paragonabile a una situazione tipica di fine giugno-luglio. Il protrarsi nel corso dell’anno di questa, finora rara, combinazione di precipitazioni nevose molto scarse e temperature decisamente sopra le medie climatologiche, ha contribuito ad alimentare le condizioni di forte siccità, oltre ad avere pesanti conseguenze sui ghiacciai alpini che già a partire dai primi giorni di giugno si sono ritrovati in gran parte scoperti da neve: la fusione glaciale 2022 nel settore nord-occidentale delle Alpi è stata quattro volte più intensa rispetto alla media degli ultimi 20 anni.

Il rapporto è strutturato in due parti. La prima parte del volume descrive l’andamento del clima nel corso dell’ultimo anno e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni in Italia sulla base di dati, statistiche, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati climatologici di interesse ambientale (Scia, www.scia.isprambiente.it). La seconda parte raccoglie contributi di approfondimento, dalla scala nazionale alla scala locale, sui principali elementi che hanno caratterizzato il 2022: la siccità e la scarsità idrica, il caldo, gli eventi idro-meteo-climatici e meteo-marini significativi.

Scarica il rapporto

(Fonte: Snpa)


mercoledì 8 marzo 2023

Siccità: le falde rimangono in sofferenza in Emilia-Romagna

Nonostante alcuni giorni di pioggia e nevicate sui crinali, che hanno parzialmente alimentato i torrenti appenninici le falde acquifere sotterranee permangono in sofferenza in Emilia-Romagna.


La provincia più colpita è quella di Reggio Emilia (-80%) seguita da Modena (-57%), Parma (-50%), Rimini (-49%), Bologna (-47%), Ferrara (-35%), Ravenna (-19%), Piacenza (-18%) e Forlì-Cesena (-12%).

    La rilevazione è stata fatta nei primi due mesi del 2023 dall'Osservatorio Falde Cer-Anbi che può contare su 120 stazioni di rilevazione dislocate sull'intero territorio regionale. Pur contando su una maggiore presenza di acqua superficiale rispetto ai territori di Lombardia, Piemonte e Veneto, l'Emilia-Romagna mostra la sua fragilità idrica.
    "L'indagine sull'analisi delle falde che il Cer (Canale Emiliano Romagnolo) monitora puntualmente nelle diverse aree dell'Emilia-Romagna e che pubblicherà con regolare scadenza rappresenta uno strumento utile per avere un quadro idrico complessivo più aggiornato e affidabile", spiegano Nicola Dalmonte e Raffaella Zucaro, rispettivamente presidente e direttrice generale del Cer. (ANSA).

sabato 2 luglio 2022

Siccità 2022 in Emilia-Romagna

 Disponibile il quadro informativo riassuntivo, da marzo a oggi, della situazione in atto. Dati e informazioni in costante aggiornamento


È online il quadro informativo riassuntivo inerente la siccità in atto anche in Emilia-Romagna. A colpo d'occhio, su una timeline temporale, è possibile visualizzare tutte le note informative che l’Agenzia ha emesso in proposito, da marzo scorso ad oggi. 

Un sistema che, in continuo aggiornamento, permette di ricostruire facilmente "la storia" e l’evoluzione dei fenomeni in atto e anche di tenerne traccia successivamente, per eventuali confronti con altre annate.

VAI A SICCITÀ 2022 - quadro riassuntivo

Per seguire la situazione in tempo reale, l’Agenzia rende disponibile anche il prodotto su mappa “Monitoraggio regionale della siccità”.

Per ulteriori informazioni, a scala più ampia, consultare il sito dell'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po e le loro note informative.

Arpae prosegue i suoi monitoraggi e intensifica le attività istituzionali per fornire pieno supporto agli Enti preposti alla gestione della risorsa idrica.

 

domenica 19 giugno 2022

Siccità. Bignami: "Necessario realizzare invaso Castrola a servizio della Valle del Reno"

 Progetto del 1911, autorizzato nel 1996 dal ministero dell’Ambiente, inspiegabilmente tolto dal Piano tutela acque della Regione nel 2005

di Marco Sacchetti

 

E' urgente realizzare l’invaso di Castrola al servizio della Valle del Reno, nel bolognese, e “tutte le misure strutturali” necessarie affinché il territorio regionale sia in grado di far fronte adeguatamente ad eventuali future emergenze idriche. 

Erano le richieste alla giunta contenute in un’interrogazione di Galeazzo Bignami ( nella foto) che prendeva le mosse dall’emergenza idrica delle ultime settimane , “emergenza che aveva coinvolto l’intero territorio emiliano romagnolo, interessando in modo particolare i settori potabile e agricolo”.

Bignami ricordava che “l'emergenza siccità si verifica sempre più frequentemente a causa del mutamento climatico in atto da alcuni decenni, che determina una marcata riduzione delle precipitazioni nevose e piovose con un deficit della risorsa idrica del 30-40% rispetto alla norma” e che “appare evidente che la necessità di acqua nei prossimi anni potrà solo aumentare, da qui l’esigenza di costruire invasi/dighe che fungano da contenitori/raccoglitori di acqua nei periodi piovosi da poter utilizzare nei periodi di siccità”. Il parlamentare sottolineava poi che per i comuni della Valle del Reno “risale al 1911 il progetto di realizzazione dell’invaso di Castrola”; è del 1996 il giudizio positivo del Ministero dell’Ambiente e da allora le popolazioni dei comuni della valle del Reno sono in attesa che l’invaso di “Castrola” venga realizzato”. Ma la Regione Emilia-Romagna, “inspiegabilmente- sottolineava Bignami- toglie dal P.T.A. (Piano Tutela Acque), approvato il 21 Dicembre 2005, il progetto dell’invaso di Castrola”, che viceversa “potrebbe soddisfare il bisogno idrico di tutta la valle del Reno fino ad arrivare ai terreni coltivati della pianura”. 

(Inviato da Dubbio)

sabato 18 giugno 2022

Siccità, si va verso la richiesta di stato emergenza, summit martedì

'Passo necessario per affrontare situazione complessa'


"La siccità ci preoccupa e la Regione è pronta a chiedere al Governo lo Stato di emergenza nazionale. Un passo necessario per fronteggiare una situazione complessa dal punto di vista ambientale, che ha preoccupanti ricadute sul fronte delle produzioni agricole, ma non solo".

Così Irene Priolo, assessora regionale all'Ambiente e protezione Civile dell'Emilia-Romagna annunciando una cabina di regia, martedì prossimo, per affrontare la situazione della "preoccupante siccità" che ha colpito l'Italia, e in particole le regioni padane dell'asta del Po.

"Gli habitat naturali sono messi a dura prova e registriamo anche una forte risalita del cuneo salino - sottolinea Priolo - In queste ore stiamo già lavorando per istruire la pratica, completa e approfondita, affinché sia accolta da Palazzo Chigi".

domenica 5 giugno 2022

Siccità e caldo anomalo spingono al ribasso le stime di produzione del grano in Emilia-Romagna

Raccolto mediamente in calo del 10% nonostante l’aumento delle superfici coltivate in regione. È una lotta contro il cambiamento climatico che si vince soltanto con varietà tolleranti allo stress idrico 

 

di Barbara Bertuzzi 

Confagricoltura Emilia Romagna


Dove la siccità ha colpito duro le piante di grano sono in sofferenza. Soprattutto nelle varietà medio-tardive lo sviluppo del chicco è stato rallentato dai picchi di temperatura e dalle ondate di calore. Si prevedono dunque produzioni di grano al ribasso in Emilia-Romagna nonostante l’aumento delle superfici coltivate, che nell’ultimo anno sono passate complessivamente da 240 a 250 mila ettari.

 

«Le stime attuali di Confagricoltura Emilia Romagna per il raccolto del grano 2022 riflettono un calo delle rese medie ad ettaro attorno al 10%, più accentuato nell’areale che va dalla Romagna alle province di Bologna, Modena e in parte Ferrara, a causa delle scarse precipitazioni a partire da inizio anno», spiega il presidente della sezione cereali Lorenzo Furini. «Si teme un basso peso specifico del grano e un minor numero di chicchi per ogni spiga – poi aggiunge – l’Emilia-Romagna ha prodotto 1,6 milioni di tonnellate di frumento tenero e duro nel 2021, quest’anno arriverà all’incirca a 1,44 milioni di tonnellate».

 

Più passano i giorni, più lo scenario rischia di peggiorare. «Le irrigazioni di soccorso possono risolvere il problema ma le aziende agricole non sono attrezzate – sottolinea Furini – servirebbero impianti capaci di garantire la nebulizzazione dell’acqua per evitarne la dispersione, oltre alla disponibilità degli agricoltori a effettuare gli interventi nelle ore serali o notturne».

 

Così Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Emilia Romagna: «Occorre una vera programmazione delle superfici investite. È una lotta contro il cambiamento climatico che si vince soltanto mettendo in campo varietà tolleranti allo stress idrico, rilanciando con forza gli investimenti nella ricerca e nel miglioramento genetico varietale, grazie all’ausilio di nuove biotecnologie di precisione: cisgenesi e genome editing». E si unisce al monito del presidente nazionale di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, in relazione all’esito delle discussioni svolte al Consiglio Agricoltura della UE sulle conseguenze economiche della guerra in Ucraina. «La richiesta avanzata dalla maggioranza degli Stati membri – dichiara Giansanti - è assolutamente chiara e motivata. Per scongiurare una crisi alimentare su scala globale e frenare la corsa al rialzo dei prezzi, la UE deve aumentare la produzione interna di cereali, semi oleosi e colture proteiche. Spetta ora alla Commissione avviare rapidamente le necessarie iniziative legislative per dare agli agricoltori un chiaro quadro di riferimento per le scelte colturali. Ogni ritardo sarebbe incomprensibile ed ingiustificato».

mercoledì 30 giugno 2021

Sos siccità in Emilia Romagna, Cer: Piove meno che in Israele

 Canale Emiliano Romagnolo: 'Da inizio anno piogge dimezzate'


Dall'inizio dell'anno il totale delle piogge nel Bolognese e in Romagna, il territorio sotteso dal Canale Emiliano Romagnolo (Cer), si è fermato a 170 millimetri: si tratta della metà esatta della media pluriennale delle piogge del periodo, una pluviometria inferiore di almeno il 40% rispetto a quella di Haifa, in Israele. Il livello del fiume Po è sceso del 25-30% rispetto alla media del periodo.

A lanciare l'allarme è il Cer, che gestisce un'area di oltre 300mila ettari: con questi dati il 2021 diventa il secondo anno più siccitoso di sempre, migliore solo del 2020 quando le piogge si fermarono a 152 millimetri.

domenica 17 marzo 2019

Non solo Tav e siccità. C’è un illustre dimenticato in tema di grandi opere: il Po.

 
Ai timori per la secca anticipata deve seguire ora una riflessione costruttiva sugli interventi da fare lungo quei 652 chilometri… Ma nessuno ne parla. Andare verso un sistema di barriere mobili per regimare i livelli del fiume 
 
 Da Confagricoltura Emilia Romagna:

Bene l’attenzione profusa nei confronti delle grandi opere (in stallo da qualche decennio, non solo da qualche mese). «Eppure c’è un illustre dimenticato: il fiume Po. Ai timori per la secca anticipata e la grave siccità estesa ad affluenti, laghi e invasi montani, causata da un mix nefasto di eventi atmosferici - carenza di neve quindi di riserve idriche e penuria di piogge in pianura -, deve seguire ora una riflessione costruttiva sugli interventi da fare lungo quei 652 chilometri… Ma nessuno ne parla. Bisogna mettere mano ai progetti, già presentati, per la regimazione del fiume attraverso la costruzione, ad esempio, di traverse che possano garantire sia la captazione che la navigabilità delle acque oltre all’apertura di nuovi impianti idroelettrici. E allora, perché non intervenire sulla principale arteria d’Italia?». Si chiede la presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Eugenia Bergamaschi, lanciando un monito-provocazione alla politica nella giornata mondiale per il clima.
 
«La traversa (diga) di Isola Serafini, nel comune di Monticelli d’Ongina (Piacenza), inaugurata un anno fa e costata pressappoco 47 miliardi di euro, è nata con l’obiettivo di ripristinare la navigazione del Po da e per Piacenza nel quadro delle strategie di sviluppo del sistema idroviario. Però - prosegue la presidente – serve a poco se non si costruiscono le altre 5 barriere previste dal progetto. Così adesso la grande opera vede transitare, sì e no, una barca al giorno».
 
Confagricoltura Emilia Romagna guarda a un progetto “multifunzionale”. Lo spiega il dirigente Franco Dalle Vacche, presidente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara: «Un sistema di “barriere mobili”, quindi apribili a settori durante le fasi di piena significativa, che consenta nel contempo di regimare i livelli del fiume, conservandone quote stabili analogamente a quanto avviene in diversi grandi fiumi europei. Si creerebbe un ampio invaso, la navigabilità commerciale e turistica 365 giorni all’anno - che oggi non esiste -, produzioni di energia idroelettrica, irrigazione certa e meno onerosa grazie al minor utilizzo degli impianti idrovori, ma soprattutto un reale beneficio per ogni comparto produttivo».
 

Va nella stessa direzione il progetto piacentino per la realizzazione di una nuova traversa all’interno dell’alveo del Trebbia, in località Sant’Agata, comune di Rivergaro (Piacenza), per innalzare il livello idrico di magra a quote compatibili con la presa esistente del Rivo Villano, che include anche la costruzione di un canale per convogliare le acque dell’affluente del Po dalla traversa all’opera di presa già esistente.

 


giovedì 5 ottobre 2017

Siccità e maltempo: da Emil Banca 50 milioni di euro per gli agricoltori della Regione

Emil Banca in collaborazione con Confcooperative Emilia-Romagna ha pensato ad una linea di finanziamenti agevolati per le aziende che hanno subito danni dalla siccità o da altre calamità naturali. Per accedere ai prestiti basta un’autocertificazione dell’imprenditore siglata dall’associazioni di categoria. Sono coinvolte le sedi di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Ferrara.

Riceviamo :
   
Emil Banca tende una mano agli agricoltori della Regione alle prese con una delle stagioni peggiori di sempre. 

La siccità e le temperature elevatissime prima, la grandine e le tempeste poi, hanno messo in ginocchio molti imprenditori agricoli che oggi devono fare i conti con i danni ed i mancati incassi per la resa molto bassa dei raccolti. Per dare una mano ad uno dei settori più importanti per l’economica regionale, Emil Banca, la Banca di Credito Cooperativo presente con 84 filiali in cinque provincie emiliane (Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia e Parma) e nel mantovano, in accordo con Confcooperative Emilia Romagna ha stanziato un plafond di 50 milioni di euro per finanziamenti a tassi agevolati.

L’accordo, sottoscritto dal direttore generale di Emil Banca, Daniele Ravaglia, e dal presidente regionale di Confcooperative, Francesco Milza ( nella foto) , prevede finanziamenti stipulati sotto forma di mutui chirografari (senza garanzie reali) di durata fino a 36 mesi con spese inferiori di circa il 50 per cento rispetto ai mutui classici, un tasso fisso con una base di partenza molto al di sotto del valore di mercato e la possibilità di un pre ammortamento fino a sei mesi ad un tasso ulteriormente agevolato. 

L’importo massimo finanziabile è di 100 mila euro, rimborsabile con rate semestrali. 

Per poter accedere a questi finanziamenti, riservati agli associati Confcooperative, agli imprenditori basterà una semplice autocertificazione siglata dall’associazione di categoria con una stima del mancato ricavo o dei maggiori costi sostenuti dall’azienda a causa della siccità o di altre calamità naturali, come grandine e vento forte.

Le domande possono essere inoltrate ad Emil Banca entro il prossimo 28 febbraio.

Le associazioni di categoria convenzionate a cui rivolgersi per la autocertificazione dei danni sono le sedi delle Confcooperative Provinciali di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Ferrara.

“Le nostre cooperative agricole sono impegnate tutti i giorni nel dare risposte in termini di servizi e reddito ai loro soci produttori, soprattutto nei momenti di difficoltà”, ha dichiarato Pierlorenzo Rossi, direttore Confcooperative Emilia Romagna. “Per questo - ha aggiunto - dopo l’emergenza siccità e maltempo degli ultimi mesi, siamo al fianco degli agricoltori con questa iniziativa condivisa con Emil Banca, che dimostra ancora una volta il valore delle banche di credito cooperativo, vicine ai loro soci e pronte a sostenere ogni giorno i bisogni di famiglie e imprese del territorio”.

“Le banche di credito cooperativo sono nate per aiutare i contadini dell’inizio del secolo scorso ad affrancarsi dalla povertà - ha commentato il direttore generale di Emil banca, Daniele Ravaglia - Con questo accordo ribadiamo la nostra vicinanza al mondo contadino cercando di fare la nostra parte per far superare ad un settore strategico per l’economia regionale le difficoltà date da una stagione davvero devastante. Grazie all’accordo con Confcooperative riusciremo a farlo attraverso un prodotto finanziario che, oltre che economicamente vantaggioso, è anche molto snello e richiede poca burocrazia”.


martedì 1 agosto 2017

La siccità costa agli agricoltori Emiliano-romagnoli 250 milioni. In difficoltà allevamenti, -20% latte a causa caldo eccessivo.

Da ANSA
 

Salgono ad oltre 250 milioni di euro le perdite provocate in Emilia-Romagna alle coltivazioni e agli allevamenti da un andamento climatico del 2017 che si classifica al 2/o posto tra i più caldi e siccitosi dal 1800.
    Emerge da un'analisi di Coldiretti E-R: a soffrire sono le principali colture, dal pomodoro al mais, dalla barbabietola ai foraggi, che hanno visto drasticamente ridotta la produttività.
    Produzione in calo anche per grano e frutta, anche se il calo produttivo potrebbe essere compensato dall'alta qualità delle produzioni "se non fosse per i prezzi pagati sul mercato, che non ne riconoscono le caratteristiche e non ripagano i costi di produzione". In difficoltà gli allevamenti, sia per il minor raccolto di foraggio sia per il calo della produzione di latte, fino al 20% in meno causato dal caldo eccessivo.
    In E-R, dice Coldiretti, i problemi "non sono solo frutto del clima, ma scaturiscono anche dalla mancata realizzazione di progetti anti-siccità che hanno più di dieci anni".


giovedì 13 luglio 2017

Siccità, a Vergato affluenti del Reno a secco: salvati 145 Kg di pesci.

I corsi d'acqua minori stanno prosciugandosi, lasciando la fauna ittica a morire dentro le pozze stagnanti. La Polizia Provinciale di Vergato tenta di limitare i danni

Da Bologna Today


Continuano i problemi per la fauna ittica causati dalla siccità e dalla scarsa quantità d'acqua nei nostri fiumi. Dopo la moria di pesci nel fiume Reno, a Bologna e in pianura, registrata nel mese scorso, in questi giorni si riscontrano problemi in montagna dove però al momento l'intervento degli agenti della polizia provinciale della Città metropolitana ha evitato il peggio.
Ieri, su segnalazione del Comune di Vergato, gli agenti sono infatti intervenuti nel torrente Vergatello -un affluente del Reno- mettendo in salvo 145 kg di pesci che stazionavano nelle poche buche che ancora contenevano un po' d'acqua, in quanto nel torrente non vi è più nemmeno un minimo di scorrimento.
L'intervento, che ha visto il prelievo dei pesci e la loro reimmissione in corsi d'acqua adeguati, è stato svolto sotto il coordinamento degli agenti di Palazzo Malvezzi che si sono avvalsi del prezioso lavoro del personale della Fipsas, associazione che affianca la polizia nella vigilanza volontaria.




domenica 9 luglio 2017

Bignami: “Cari signori della Regione, l'invaso di Castrola è una evidente necessità”.


Il consigliere regionale Galeazzo Bignami in una interrogazione alla Giunta chiede la realizzazione in tempi brevi dell'invaso di Castrola quale riserva strategica con cui attutire i gravi danni provocati dalla siccità.

 L'interrogazione

premessa
  • l’emergenza idrica delle ultime settimane che ha indotto il Governo a riconoscere lo stato di emergenza nazionale, emergenza che ha coinvolto l’intero territorio emiliano-romagnolo, interessando in modo particolare i settori potabile e agricolo;
 
premesso inoltre che
  • questa emergenza “siccità” si verifica sempre più frequentemente a causa del mutamento climatico in atto da alcuni decenni, che determina una marcata riduzione delle precipitazioni nevose e piovose con un deficit della risorsa idrica del 30-40% rispetto alla norma;
 
rilevato che
  • appare evidente che la necessità di acqua nei prossimi anni potrà solo aumentare, da qui l’esigenza di costruire invasi/dighe che fungano da contenitori/raccoglitori di acqua nei periodi piovosi da poter utilizzare nei periodi di siccità;
 
attesa
  • la grande sofferenza idrica patita nei mesi estivi dai comuni della Valle del Reno tanto da dover ricorrere alla distribuzione di acqua potabile mediante autobotti con i conseguenti disagi e il dispendio di soldi;
 
atteso inoltre che
  • risale al 1911 il progetto di realizzazione dell’invaso di Castrola, ad opera della Società Ferroviaria Adriatica, parte di un più grande progetto delle Ferrovie per l’elettrificazione delle linee Porrettana e Direttissima, insieme ai bacini e alle centrali idroelettriche di Pavana, Suviana e Brasimone; la località di Castrola, tra Camugnano e Castel di Casio (Bo) sul torrente Limentra orientale venne ritenuta idonea per la costruzione di uno sbarramento e un bacino idrico della capacità di 34 milioni di metri cubi. Dopo la sospensione dovuta alla guerra coloniale e al conflitto mondiale, la realizzazione della diga di Castrola viene più volte auspicata e prevista, a partire dal piano AMGA del 1968 per l’Acquedotto del Reno;
  • il Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali il 6 aprile 1996 da’ “giudizio positivo circa la compatibilità ambientale del progetto”, da allora le popolazioni dei comuni della valle del Reno sono in attesa che l’invaso di “Castrola” venga realizzato;
  • la Regione Emilia-Romagna, inspiegabilmente, toglie dal P.T.A. (Piano Tutela Acque), approvato il 21 Dicembre 2005, il progetto dell’invaso di “Castrola”;
  • l’acqua raccolta nell’invaso di “Castrola” potrebbe soddisfare il bisogno idrico di tutta la valle del Reno fino ad arrivare in ai terreni coltivati della pianura;
 
INTERROGA
 
la Giunta regionale per sapere:
  • se non ritenga urgente realizzare l’invaso di “Castrola”;
  • se non ritenga di dover porre in essere tutte le misure strutturali necessarie affinchè il territorio regionale sia in grado di far fronte adeguatamente ad eventuali future emergenze idriche.

lunedì 19 giugno 2017

Siccità: da domani sospesi prelievi idrici dai fiumi. Sospese le concessioni.

Da ANSA

Sospensione, da domani martedì 20 giugno, "dei prelievi dai corsi d'acqua nel territorio" bolognese. E' quanto deciso, venerdì scorso, dalla Struttura Autorizzazione e Concessioni di Bologna secondo cui il "sistema di monitoraggio dei livelli idrici dei corsi d'acqua ha messo in luce il raggiungimento di condizioni di criticità in tutto il territorio di competenza"a.
    Nel dettaglio, si è scelto di disporre la sospensione del prelievo dai corsi d'acqua Samoggia, Lavino e loro affluenti; Reno a valle della Chiusa di Casalecchio; Reno nel tratto a monte di Porretta Terme e dai corsi d'acqua affluenti del fiume Reno nel bacino montano; Savena, Quaderna, Gaiana, Zena e loro affluenti; Senio, Sintria e loro affluenti; Santerno e affluenti; Sillaro e affluenti; Silla e affluenti; Idice e affluenti; Vergatello e affluenti.
    L'efficacia della determinazione, decorrerà da domani verrà revocata qualora il mutamento delle condizioni di deflusso dei corsi d'acqua lo consenta.
   

venerdì 16 giugno 2017

La siccità e la temperature dell'acqua fatali per carpe e pesci-siluro. Nel Reno è moria.


da ANSA

Moria di carpe e pesci-siluro nel fiume Reno a Bologna. La Polizia Provinciale, intervenuta dopo le segnalazioni di diversi cittadini preoccupati per i molti pesci boccheggianti in superficie mentre altri galleggiavano già morti, ne ha recuperati oltre tre quintali nell'area fluviale in prossimità di via Chiarini.
    Immergendosi nelle acque del fiume, spiega una nota della Città Metropolitana, le guardie hanno salvato, reimmettendoli in corrente, i pochi pesci ancora in vita e hanno recuperato oltre tre quintali di pesci deceduti che galleggiavano a fior d'acqua, principalmente carpe e pesci-siluro.
    La causa della moria, viene spiegata, è legata all'anossia provocata dall'abbassamento del livello idrico dovuto alla prolungata siccità e all'innalzamento della temperatura dell'acqua.
    Al momento si esclude come causa la presenza di sostanze inquinanti, visto che le acque erano limpide e il fenomeno si è verificato nei punti di maggior secca.