di Ubaldo Radicchi:
Egregio
Sindaco di Sasso Marconi,
Spettabile Amministrazione comunale,
premesso che
“a ognuno il proprio mestiere” e che il sottoscritto non è né è mai stato un
arboricoltore, da cittadino e frequentatore abituale della città non ho potuto
fare a meno di notare la recente potatura di alcuni bellissimi Pinus pinea,
situati in parte lungo via Nuova dei Campi e in parte in via dell’Artigiano,
all’interno di un’area privata recintata.
Dopo essermi
confrontato con professionisti del settore arboricolo, l’impressione emersa è
che gli alberi siano stati trattati senza la necessaria attenzione nei
confronti del loro corretto sviluppo e del loro benessere vegetativo.
Ritengo
inoltre che la collocazione delle piante in un’area privata non possa sollevare
l’Amministrazione comunale da controlli, verifiche ed eventuali provvedimenti,
anche successivi all’intervento, considerando che i servizi ecosistemici
garantiti dal verde urbano rappresentano un beneficio per l’intera comunità,
indipendentemente dalla presenza di recinzioni o confini di proprietà.
Chiedo
pertanto all’Amministrazione chiarimenti in merito alla procedura seguita, alle
valutazioni tecniche effettuate e alle eventuali iniziative che si intendano
adottare qualora venisse confermato un giudizio negativo sulla qualità del
lavoro eseguito.
Rimango a disposizione per un cortese riscontro, precisando fin d’ora che, per correttezza e trasparenza, tale risposta verrà inoltrata anche al Blog di Fabbriani, destinatario in copia della presente.
Il
sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani (nella foto), ha risposto prontamente sulla vicenda delle
capitozzature eseguite su alcuni pini in proprietà privata.
«Lo
scorso 21 maggio – precisa il sindaco – un tecnico dell’Ufficio Ambiente e la
Polizia locale hanno effettuato un sopralluogo per verificare quanto segnalato,
accertando che dieci pini sono stati sottoposti a capitozzature irreversibili da
parte di una ditta privata».
Secondo
quanto riferito dall’amministrazione comunale, l’intervento sarebbe stato
eseguito senza alcuna richiesta di autorizzazione al Comune e, di conseguenza,
in assenza di un atto autorizzativo.
«La
violazione del regolamento del verde è evidente – aggiunge Parmeggiani – poiché
interventi di questo tipo condannano tali specie al totale disseccamento».
A
seguito del sopralluogo, sono stati acquisiti i dati sia della proprietà sia
della ditta esecutrice, al fine di valutare l’avvio dell’iter sanzionatorio.