lunedì 1 giugno 2026

Sanità pubblica in crisi: servono fatti, non passerelle

 


di Loris Bonantini


La sanità, anche in Emilia-Romagna, non funziona come dovrebbe. Esistono certamente eccellenze professionali e strutture di grande valore, ma è difficile ignorare una realtà sempre più evidente: inaugurare nuove AFT  (Aggregazioni Funzionali Territoriali) o Case della Comunità senza il personale necessario rischia di trasformarsi in una semplice operazione di facciata.

Parlo con cognizione di causa. Ho dedicato dodici anni a questa battaglia, affrontando sacrifici personali, investendo risorse proprie e contando sul sostegno di tanti volontari che hanno condiviso questo percorso. In questi anni ho visto da vicino il problema delle liste d'attesa interminabili, la chiusura di reparti e di Pronto Soccorso che per il nostro Appennino rappresentavano un'autentica eccellenza.

La domanda è semplice: perché chi governa non vede tutto questo? Troppo spesso, anche chi indossa una fascia tricolore preferisce voltarsi dall'altra parte, evitando di intraprendere battaglie concrete in difesa dei cittadini e dei servizi essenziali.

La riforma dei CAU, secondo molti cittadini e operatori, ha finito per accompagnare la chiusura di alcuni Pronto Soccorso. Allo stesso modo, vi è il timore che le nuove AFT possano ridimensionare progressivamente il ruolo del medico di famiglia, una figura che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per le comunità locali.

A tutto questo si aggiunge una delle emergenze più gravi: la carenza di personale sanitario. Medici, infermieri, operatori sociosanitari e altre figure professionali lavorano spesso sotto una pressione crescente. Si continua a chiedere loro sacrifici straordinari, fino al punto che molti scelgono di lasciare il sistema pubblico per trasferirsi nel settore privato, dove trovano condizioni lavorative più sostenibili.

Di fronte a questa situazione, i cittadini hanno il diritto e il dovere di far sentire la propria voce. È necessario pretendere investimenti concreti nella sanità e nella scuola pubblica, due pilastri fondamentali di una società civile e democratica. Investire nelle persone che curano e nelle persone che educano significa investire nel futuro del Paese.

Quello a cui assistiamo troppo spesso è un silenzio che rischia di diventare complicità. È tempo che la politica e gli amministratori, sostenuti dalle risorse dei contribuenti, passino dalle parole ai fatti. I cittadini non hanno bisogno di annunci, inaugurazioni o slogan: hanno bisogno di servizi efficienti, personale adeguato e risposte concrete.

Perché sulla salute delle persone non possono bastare le promesse. Servono responsabilità, coraggio e scelte reali.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Faccio parte del CCSMM Reno Lavino Samoggia e concordato sulle osservazioni.

Anonimo ha detto...

Difficile non dargli ragione!

ex spillo ha detto...

IL SIG BONANTINI ha colto il possibilissimo fine di tutte queste "innovazioni" presentate al popolo comune con sigle, parolone spesso non abituali alla maggioranza dei cittadini che fanno molta fatica a comprendere dove e come vanno concretamente a parare queste susseguirsi di riorganizzazioni. Nel contempo è sempre più difficile curarsi adeguatamente nella sanità pubblica, ovviamente il nascere ed il proliferare delle strutture private é diventata inevitabile ????? non sono d'accordo. Purtroppo la politica e gli amministratori pubblici fanno finta di non capire e ciò deriva dalla complicità/convenienza a convogliare la massa verso il privato. Noi semplici cittadini facciamo già fatica a far quadrare i conti ( anche se i modelli inculcatici delle ferie e dei ponti festaioli drenano le risorse dei pensionati e sopratutto dei lavoratori ) Il business dei potenti fa si che le fabbriche chiudano o si trasferiscano, le guerre dei prepotenti ed arroganti si moltiplicano, la nostra terra forse è già ora in posizione di non ritorno......ma allora quelli che abbiamo votato a destra o a sinistra si meritano ancora il lauto stipendio che segue una logica inflazionistica fuori da ogni logica ?.
Scusa Bonantini sono capace di lamentarmi, forse comprendo le logiche che stanno dietro a questi eventi MA NON SONO IN GRADO DI AIUTARTI, NON RIESCO NEPPURE A CERCARE DI FARE RAGIONARE LE PERSONE CON CUI DIVIDO LA PIAZZA MUNICIPALE.
Qualcuno mi suggerisce che il cambiamento necessita di una estinzione di massa molto grande ed ovunque.
Buonanotte

Anonimo ha detto...

pare che il 50% del pil italiano andasse nella sanità, le chiamano riorganizzazioni? in realtà sono tagli, chiunque governi la nostra patria.