Tre nuove opere permanenti di arte pubblica tra Castiglione dei Pepoli, Burzanella e Grizzana Morandi segnano la conclusione di “Fare comunità”, il progetto promosso dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e coordinato dal MAMbo nell’ambito del programma PNRR CLoSER.
Si conclude Fare
comunità: arte pubblica lungo la Via della Lana e della Seta, il progetto
che negli ultimi tre anni ha intrecciato arte contemporanea, cultura
territoriale e partecipazione delle comunità locali lungo l’itinerario
escursionistico che attraversa l’Appennino tosco-emiliano.
L’iniziativa
lascia in eredità tre nuove opere permanenti di arte pubblica: Ciglia
(2024) di Attila Faravelli (Milano, 1976) ed Enrico Malatesta (Cesena, 1985) a
Castiglione dei Pepoli; Sorgente Zoe (2026) di Mario Airò (Pavia, 1961)
a Burzanella; e Fuochi fatui (2026) di Rachele Maistrello (Vittorio
Veneto, 1986) a Grizzana Morandi.
Lungo la Via
della Lana e della Seta il paesaggio non è stato concepito come semplice
sfondo, ma come spazio vivo di relazione, attraversamento e immaginazione
condivisa. In questo contesto ha preso forma un percorso sviluppato attraverso
il confronto costante con associazioni, amministrazioni e abitanti del
territorio, favorendo l’incontro tra pratiche artistiche contemporanee e saperi
locali.
Nel dialogo
con il patrimonio naturale, storico e culturale dell’Appennino sono emerse
nuove occasioni di relazione tra persone e luoghi, valorizzando il paesaggio
come bene comune e come spazio di riflessione collettiva.
Fondamentale
è stato il coinvolgimento delle realtà associative del territorio. Il CAI –
Club Alpino Italiano, Sottosezione “Roberto Venturi” di Castiglione dei
Pepoli-Val Brasimone, ha affiancato Attila Faravelli ed Enrico Malatesta nella
definizione del percorso di ascolto di Ciglia, un circuito di esercizi
sonori che collega il Rifugio Abetaia Ranuzzi Segni alla località di Rasora,
invitando i camminatori a riconsiderare la percezione del paesaggio.
L’Associazione
Fulvio Ciancabilla APS, impegnata nella valorizzazione dell’antico mestiere
dello scalpellino, insieme alla Pro Loco di Burzanella, ha collaborato alla
realizzazione di Sorgente Zoe di Mario Airò, una fontana in pietra
collocata nei pressi del Monumento ai Caduti che mette in relazione la
possibile origine dell’insediamento con la presenza della sorgente del torrente
Vezzano.
La Pro Loco
di Monteacuto Ragazza e il Comune di Grizzana Morandi hanno invece sostenuto il
lavoro di Rachele Maistrello, favorendo il dialogo con gli abitanti e la
raccolta di racconti e memorie locali che hanno alimentato la realizzazione di Fuochi
fatui, un insieme di sculture installate nel prato dei Fienili del
Campiaro. Le opere si inseriscono nel paesaggio naturale generando un continuo
gioco di riconoscimenti e slittamenti percettivi tra forme reali e presenze
immaginarie.
Le tre opere
condividono una comune visione del paesaggio come “grande racconto materiale”,
secondo la definizione della filosofa Serenella Iovino. In questa prospettiva,
l’arte contemporanea diventa strumento di lettura e interpretazione delle
relazioni che legano persone, luoghi, memorie e materia vivente.
L’idea
stessa di comunità si amplia così oltre la sola dimensione umana, aprendosi a
una rete di relazioni che comprende elementi naturali, storie sedimentate nel
territorio e presenze più che umane. Una comunità che coinvolge non soltanto
gli abitanti dell’Appennino, ma anche i numerosi camminatori che percorrono
ogni anno la Via della Lana e della Seta.
A suggellare simbolicamente questo passaggio di responsabilità e appartenenza verso il paesaggio appenninico, il 23 maggio scorso una camminata collettiva ha inaugurato le opere Sorgente Zoe e Fuochi fatui, collegando Burzanella e Grizzana Morandi attraverso il percorso stesso della Via della Lana e della Seta.
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